Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire e gestire la Partita IVA scegli attività e forma (professionista o ditta), codice ATECO, regime fiscale (forfettario o ordinario) e previdenza. Calcola costi iniziali, imposte e contributi. Segui la regola decisionale rapida.
- Forma: professionista (senza CCIAA) o ditta individuale (con CCIAA e SUAP se necessario). Impatta su costi e adempimenti.
- Regime: forfettario (limite 85.000 €, imposta sostitutiva 15% o 5%) o ordinario (IRPEF 23%-33%-43% 2026, IVA, deduzioni analitiche).
- Previdenza: Cassa dell’Ordine, Gestione Separata INPS o Gestione Artigiani/Commercianti INPS, con regole e minimi diversi.
Scelte iniziali: attività, forma e ATECO
Attività intellettuale vs. artigianale/commerciale
Prima decidi che lavoro svolgerai. Un’attività intellettuale è un servizio “di testa”. Esempi: copywriter, consulente, avvocato. Un’attività artigianale o commerciale richiede organizzazione materiale o vendita. Esempi: parrucchiere, idraulico, e-commerce.
La scelta determina la forma: libero professionista o ditta individuale. Il professionista apre Partita IVA all’Agenzia delle Entrate e, se non ordinistico, non passa dalla Camera di Commercio. La ditta individuale si iscrive al Registro Imprese presso la Camera di Commercio e, se serve, presenta la SCIA al SUAP comunale.
Riferimenti utili: Agenzia delle Entrate per l’apertura posizione IVA; Camere di Commercio per Registro Imprese; SUAP del Comune per SCIA; portale Normattiva per i testi di legge aggiornati.
Codice ATECO: come individuarlo e perché conta
Il codice ATECO sono 6 cifre che descrivono l’attività. Serve per l’INPS, per il regime fiscale e per i coefficienti del forfettario. Sceglilo con precisione. Un codice errato può farti applicare contributi o imposte sbagliati.
Come trovarlo: consulta le tabelle ATECO aggiornate o confrontati con un esperto fiscale. Puoi partire dalla descrizione dell’attività e verificare le note ATECO. Tieni documentazione della scelta in caso di controlli.
Apertura Partita IVA: adempimenti e modulistica
Libero professionista: modelli e iscrizioni
Per il professionista non iscritto ad Albo, l’apertura della Partita IVA avviene tramite modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. È una dichiarazione di inizio attività. Non prevede oneri amministrativi di apertura.
Se esiste una Cassa previdenziale di categoria (avvocati, commercialisti, ingegneri), iscriviti secondo il regolamento della Cassa. Se non esiste, iscriviti alla Gestione Separata INPS. Base normativa: L. 335/1995 per la Gestione Separata; regolamenti delle Casse su base legislativa settoriale.
Per il professionista l’iscrizione alla Camera di Commercio non è dovuta, salvo casi particolari previsti dalla normativa. Verifica sempre con il tuo Comune se l’attività richiede SCIA (alcuni servizi “misti” possono richiederla).
Ditta individuale: ComUnica, CCIAA, SCIA e tempistiche
Se apri una ditta individuale, usi la procedura ComUnica per iscrizione al Registro Imprese, apertura posizione INPS Artigiani/Commercianti e comunicazioni all’Agenzia delle Entrate. Spesso si presenta anche la SCIA al SUAP per avvio immediato.
Costi tipici di apertura ditta individuale nel 2026: imposta di bollo 17,50 €, diritti di segreteria 18 €, diritto camerale 53-120 € secondo attività e provincia, SCIA 0-200 € secondo Comune, PEC e firma digitale da 35 € secondo provider. Fonti: Camere di Commercio, SUAP comunali, DPR 642/1972 (imposta di bollo).
Tempistiche: 1-3 giorni lavorativi per attribuzione P.IVA; 1-5 giorni per iscrizione al Registro Imprese; SCIA spesso con effetto immediato dalla presentazione. Conserva ricevute e protocolli.
Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario
Regime forfettario: requisiti, limiti e calcolo
Il regime forfettario è il regime semplificato per persone fisiche con ricavi/compensi fino a 85.000 € annui. Base normativa: art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche, tra cui la legge di bilancio 2023 che ha elevato la soglia.
Come funziona: si applica un coefficiente di redditività ai compensi. Il coefficiente varia per ATECO (per esempio servizi professionali intorno al 78%). Il risultato è il reddito. Sottrai i contributi previdenziali versati. Paghi un’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi 5 anni se rientri nelle condizioni di “nuova attività”.
Cosa vuol dire “nuova attività”: non devi aver esercitato attività simili nei 3 anni precedenti; la nuova attività non deve essere mera prosecuzione di lavoro dipendente; se subentri, i limiti di ricavi si guardano anche al cedente. Verifica i requisiti nei commi citati e nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.
Il forfettario non applica IVA in fattura e non subisce ritenute d’acconto. Emissione fattura con dicitura di esenzione e riferimento normativo. Obbligo di fattura elettronica esteso anche ai forfettari, salvo rare eccezioni. Fonte: DPR 633/1972 (IVA) e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Regime ordinario: scaglioni IRPEF 2026 e deduzioni
Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito netto. Reddito netto significa ricavi meno costi deducibili e contributi. Nel 2026 gli scaglioni sono: fino a 28.000 € 23%; 28.001-50.000 € 33%; oltre 50.000 € 43%.
Questa struttura recepisce gli interventi attuativi della riforma fiscale basata sulla legge delega n. 111/2023 e norme di bilancio. Riferimento sistematico: TUIR, DPR 917/1986, consultabile su Normattiva. In ordinario detrai e deduci spese secondo regole del TUIR. Applichi l’IVA e la versi periodicamente.
Quando conviene l’ordinario: se hai molti costi reali deducibili; se superi i limiti del forfettario; se devi recuperare molta IVA sugli acquisti. Valuta anche addizionali regionali e comunali.
IVA: adempimenti e quando si applica
Nel regime ordinario l’IVA si applica alle fatture, con liquidazioni mensili o trimestrali. Base normativa: DPR 633/1972. Devi inviare dichiarazione IVA, LIPE, e conservare i registri IVA. Nel forfettario l’IVA non si applica e non si detrae.
Attenzione al plafond e alle operazioni UE. Per servizi digitali e vendite a distanza, verifica regole OSS/IOSS. Controlla le note dell’Agenzia delle Entrate per la gestione delle operazioni intracomunitarie.
Contributi previdenziali: casse, Gestione Separata, artigiani/commercianti
Casse professionali ordinistiche
Se esiste una Cassa collegata all’Ordine (ad esempio avvocati, commercialisti, ingegneri), ti iscrivi lì. Ogni Cassa ha aliquote, minimi e scadenze proprie. Consulta i regolamenti della Cassa e le delibere annuali. Il versamento segue spesso metodo a saldo e acconti.
Le Casse possono prevedere contributo soggettivo, integrativo e di maternità. Il contributo integrativo si indica spesso in fattura come percentuale sul compenso. Verifica la disciplina del tuo Ordine.
Gestione Separata INPS
Per professioni senza Cassa, iscrizione alla Gestione Separata INPS. Base normativa: L. 335/1995 e circolari INPS annuali. L’aliquota varia ogni anno. Nel 2026 usa le aliquote comunicate dall’INPS per collaboratori e professionisti senza tutela pensionistica autonoma.
Contribuzione a percentuale sul reddito imponibile fiscale (in forfettario dopo il coefficiente e prima dell’imposta; in ordinario sul reddito netto). Nessun minimale dovuto, ma niente prestazioni se versi troppo poco. Attiva il PIN/identità digitale per gestire i pagamenti.
Gestione Artigiani e Commercianti INPS
Per ditte individuali artigiane o commerciali, iscrizione alla Gestione Artigiani/Commercianti INPS. Contributi fissi su un reddito minimale più quota percentuale sull’eccedenza. Le misure sono aggiornate annualmente da circolari INPS.
Se sei nel forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Serve domanda telematica nei termini. Verifica la conferma annuale. Questa riduzione incide sulla pensione; valuta l’effetto a lungo termine.
Costi di apertura e gestione: stime aggiornate 2026
Professionista
Aprire la Partita IVA come professionista è gratuito presso l’Agenzia delle Entrate. Costi possibili: PEC (domicilio digitale) da 5-15 € l’anno, firma digitale se necessaria da 35 € in su, parcella del consulente se delega le pratiche.
Gestione annua: imposta sostitutiva 15% o 5% se in forfettario; IRPEF a scaglioni se in ordinario; contributi INPS o Cassa; imposta di bollo sulle fatture elettroniche da 2 € quando dovuta (DPR 642/1972); eventuale assicurazione professionale se obbligatoria.
Ditta individuale
Costi di costituzione indicativi: imposta di bollo 17,50 €; diritti di segreteria 18 €; diritto camerale 53-120 €; SCIA 0-200 €; PEC e firma digitale da 35 €; eventuale consulenza. Tempi rapidi con ComUnica.
Gestione annua: contributi fissi INPS più percentuali; imposte secondo regime scelto; tenuta della contabilità; diritti camerali annuali; eventuale canone per registri e software di fatturazione elettronica.
Imposte ricorrenti e novità
Ricorda che dal 2022 le persone fisiche esercenti attività d’impresa o arti e professioni non versano più l’IRAP. Base normativa: Legge di bilancio 2022, come riportato anche nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate e su Normattiva.
Per l’IRPEF 2026 valgono i tre scaglioni indicati. Controlla le addizionali regionali e comunali. Verifica ogni anno le aliquote previdenziali INPS con le relative circolari.
Regola decisionale rapida
Se vuoi partire veloce e spendere poco
Se presti servizi “di testa” e non vendi beni, scegli “professionista”. Apri P.IVA con AA9/12. Valuta il forfettario se stai sotto 85.000 €. Iscriviti alla Gestione Separata se non hai una Cassa. Nessun costo di apertura all’Agenzia.
Se svolgi attività manuale o vendi beni
Scegli ditta individuale. Fai ComUnica, CCIAA e SCIA se prevista. Metti in conto i costi di apertura indicati. Per i contributi userai INPS Artigiani/Commercianti, con minimi. Se rientri nel forfettario, valuta la riduzione contributiva 35%.
Se hai molti costi deducibili
Scegli il regime ordinario. Paghi IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% ma deduci i costi veri. Applichi IVA e la recuperi sugli acquisti. Serve una contabilità più strutturata. Valuta con attenzione la marginalità e il cash flow IVA.
Se apri una nuova attività e incassi saranno bassi
Forfettario con imposta al 5% per 5 anni se rispetti i requisiti. Usa il coefficiente di redditività del tuo ATECO. Pianifica i contributi: in Gestione Separata non hai minimi; in Artigiani/Commercianti sì.
Se vendi anche all’estero o online
Controlla regole IVA UE, OSS/IOSS e codifiche doganali. In forfettario non detrai IVA ma puoi dover adempiere a particolari regimi speciali. Consulta le guide dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia.
Riferimenti normativi da conoscere
Testi base
TUIR, DPR 917/1986 per IRPEF e imposte dirette. DPR 633/1972 per l’IVA. DPR 642/1972 per l’imposta di bollo. Consulta i testi su Normattiva per la versione vigente.
L. 190/2014, art. 1 commi 54-89, e successive modifiche per il regime forfettario. Legge delega fiscale n. 111/2023 e atti attuativi per la riforma IRPEF 2026. L. 335/1995 per la Gestione Separata INPS. Documentazione INPS per Artigiani/Commercianti.
Fonti amministrative: Agenzia delle Entrate per modulistica e prassi; Ministero del Lavoro per aspetti previdenziali; Camere di Commercio e SUAP per avvio attività e SCIA.
| Scenario | Forma/Iscrizioni | Requisiti fiscali principali 2026 | Tempistiche e costi indicativi |
|---|---|---|---|
| Libero professionista senza Albo (es. copywriter) | Partita IVA con AA9/12; Gestione Separata INPS; PEC consigliata | Forfettario fino a 85.000 € (15% o 5% start); niente IVA; principio di cassa; oppure ordinario con IRPEF 23-33-43% e IVA | Apertura in 1-3 giorni; costi apertura 0 € presso AE; PEC 5-15 €/anno; imposta di bollo in fattura quando dovuta |
| Professionista con Albo (es. avvocato) | Partita IVA; iscrizione a Cassa forense; eventuale assicurazione obbligatoria | Forfettario se nei limiti; contributo integrativo in fattura secondo Cassa; oppure ordinario con deduzioni analitiche | Apertura 1-3 giorni; costi apertura AE 0 €; contributi minimi secondo Cassa; polizza variabile |
| Artigiano (es. parrucchiere, idraulico) | Ditta individuale; Registro Imprese; INPS Artigiani; SCIA spesso necessaria; PEC e firma digitale | Forfettario con coefficiente dedicato; riduzione INPS 35% su domanda; oppure ordinario con IVA e IRPEF | ComUnica 1-5 giorni; bollo 17,50 €; segreteria 18 €; diritto camerale 53-120 €; SCIA 0-200 €; PEC/firma da 35 € |
| Commerciante (es. e-commerce) | Ditta individuale; Registro Imprese; INPS Commercianti; SCIA/Comunicazione; eventuale OSS per vendite UE | Forfettario fino a 85.000 €; gestione vendite a distanza; oppure ordinario con IVA e deduzioni | ComUnica 1-5 giorni; stessi oneri di ditta; software e-commerce e adempimenti IVA UE da pianificare |
| Nuova attività con imposta 5% (start-up individuale) | Professionista o ditta, secondo caso; previdenza coerente | Requisiti “nuova attività” L. 190/2014; imposta 5% per i primi 5 anni; tetto 85.000 € | Apertura rapida; verifica requisiti formali; pianifica contributi minimi se artigiano/commerciante |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra libero professionista e ditta individuale?
Il libero professionista svolge un’attività intellettuale. Apre la Partita IVA con il modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate. Non si iscrive al Registro Imprese, salvo casi particolari. Non presenta SCIA, a meno che il Comune la richieda per attività specifiche. La previdenza dipende dalla presenza di una Cassa dell’Ordine o, in mancanza, dalla Gestione Separata INPS. I costi di avvio sono minimi. La contabilità può essere semplificata con il regime forfettario.
La ditta individuale svolge attività artigianale o commerciale. Si iscrive al Registro Imprese con ComUnica, attiva la PEC e spesso presenta la SCIA al SUAP. Pagherà diritto camerale e altri oneri amministrativi di apertura. La previdenza è nella Gestione Artigiani o Commercianti INPS, con contributi minimi. Anche la ditta può scegliere tra forfettario e ordinario, ma deve gestire pratiche aggiuntive (CCIAA, eventuali permessi locali).
Come si calcola l’imposta nel regime forfettario e quali sono i coefficienti?
Nel forfettario, il reddito si calcola moltiplicando i compensi annui per un coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal gruppo ATECO. Per esempio, molte attività professionali usano il 78%, mentre commercio e artigianato hanno valori diversi. Sottrai i contributi previdenziali versati nell’anno. Sull’imponibile residuo applichi l’imposta sostitutiva: 15% ordinaria o 5% per i primi 5 anni se sei “nuova attività”. I requisiti sono fissati dall’art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e modifiche successive.
Ricorda che nel forfettario non deduci i costi effettivi uno a uno. È la logica del “forfait”: il coefficiente incorpora i costi medi di settore. Per questo la scelta del codice ATECO è cruciale. Verifica ogni anno le soglie e le esclusioni con le guide dell’Agenzia delle Entrate. Se superi 85.000 €, potresti uscire dal regime secondo le regole vigenti e passare all’ordinario.
Quali sono gli scaglioni IRPEF 2026 e come incidono sulla scelta del regime?
Nel 2026 l’IRPEF ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 33% da 28.001 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 €. Queste aliquote si applicano al reddito netto nel regime ordinario, cioè ricavi meno costi deducibili e contributi. Devi considerare anche addizionali regionali e comunali e le detrazioni spettanti. Base normativa: DPR 917/1986 (TUIR), riforma attuata sulla base della legge delega n. 111/2023 e provvedimenti di bilancio.
Come scegliere il regime: se hai costi rilevanti e IVA sugli acquisti da recuperare, l’ordinario può essere più vantaggioso nonostante aliquote più alte. Se hai costi bassi, il forfettario offre semplicità, aliquota sostitutiva e niente IVA. Simula entrambi i casi con i tuoi numeri. Includi i contributi nella stima, perché la base imponibile cambia molto con previdenza e deduzioni.
Che contributi pago come artigiano/commerciante o come professionista senza Cassa?
Artigiani e commercianti versano all’INPS contributi fissi su un reddito minimale, più una percentuale sull’eccedenza. Le misure cambiano ogni anno e sono comunicate dall’INPS. Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi. Attenzione: la riduzione può ridurre il montante contributivo per la pensione. Valuta benefici e costi futuri. Iscrizione tramite ComUnica e posizione INPS attiva dalla data d’inizio attività.
I professionisti senza Cassa versano alla Gestione Separata INPS, con aliquota percentuale sul reddito. Non ci sono minimi, quindi se incassi poco paghi meno. Però, con versamenti bassi avrai minori prestazioni previdenziali. Base normativa: L. 335/1995 e circolari INPS. I professionisti con Albo seguono le regole della propria Cassa, che può prevedere contributi minimi annuali, acconti e saldi, oltre al contributo integrativo in fattura.
Quali costi devo preventivare per aprire e gestire una Partita IVA nel 2026?
Per un libero professionista, l’apertura della Partita IVA all’Agenzia delle Entrate non ha costi. Prevedi però: PEC annuale, eventuale firma digitale, eventuali onorari del consulente, marca da bollo da 2 € sulle fatture esenti IVA quando dovuta. Per la gestione, considera imposta sostitutiva o IRPEF, addizionali, contributi previdenziali e imposta di bollo elettronica periodica. Se operi in ordinario, aggiungi liquidazioni IVA e adempimenti periodici.
Per una ditta individuale, aggiungi: imposta di bollo 17,50 €, diritti di segreteria 18 €, diritto camerale 53-120 € secondo la provincia e l’attività, SCIA 0-200 € secondo il Comune, PEC e firma digitale da 35 €. Ogni anno considera il diritto camerale, i contributi INPS con minimi, e i costi di contabilità. Ricorda che dal 2022, le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o professione non pagano più l’IRAP, come da legge di bilancio 2022 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.
