Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
La marca da bollo da 2 euro si applica alle fatture non soggette a IVA sopra 77,47 euro; è adesiva su carta, virtuale sulle e-fatture, e si paga trimestralmente con F24 dal portale Fatture e Corrispettivi.
- Base normativa: DPR 642/1972, Tariffa allegato A, art. 13; DM 17 giugno 2014 per documenti informatici.
- Soglia: 77,47 euro per documento con operazioni non soggette a IVA o esenti IVA.
- Scadenze bollo e-fatture: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre, ultimo giorno di febbraio.
Cos’è la marca da bollo da 2 euro e quando si applica
Definizione semplice e regola generale
La marca da bollo è un’imposta fissa di 2 euro. Si applica su fatture, ricevute, note e documenti simili quando non c’è IVA. Scatta se l’importo del documento supera 77,47 euro.
Non conta quante righe ha la fattura. Conta il fatto che le operazioni indicate non scontano IVA. E che il totale dei corrispettivi non IVA superi 77,47 euro.
Se la fattura contiene anche una sola operazione con IVA, di regola il bollo non si applica. La presenza dell’IVA “assorbe” l’imposta di bollo sul documento.
Base normativa essenziale
La base è il DPR 642/1972, Tariffa allegato A, art. 13, che disciplina bollo su fatture e ricevute. Per i documenti informatici, le modalità di assolvimento sono nel DM 17 giugno 2014, art. 6.
Puoi consultare i testi su Normattiva. Le istruzioni operative arrivano dall’Agenzia delle Entrate e dai suoi provvedimenti attuativi. Il portale Fatture e Corrispettivi è lo strumento pratico.
Le regole IVA a cui si fa riferimento sono nel DPR 633/1972. In particolare per le esenzioni (come le sanitarie) l’art. 10 è la norma cardine.
La soglia di 77,47 euro spiegata bene
La soglia di 77,47 euro vale per documento. Si guarda l’ammontare delle operazioni non soggette a IVA, esenti IVA o fuori campo IVA. Se resta sotto, niente bollo.
Se supera 77,47 euro, il bollo è dovuto. Nelle e-fatture si indica “Bollo virtuale = Sì” e l’importo di 2 euro. Nelle fatture cartacee si applica la marca adesiva da 2 euro.
Il bollo è a carico di chi emette la fattura. Puoi “addebitare” i 2 euro al cliente in fattura. Tu però resti responsabile del corretto assolvimento.
Casi tipici in cui scatta il bollo
Regime forfettario: non applichi IVA per legge. Se la fattura supera 77,47 euro, devi il bollo. Vale anche per i “minimi” ancora attivi.
Prestazioni sanitarie esenti IVA: se la parcella supera 77,47 euro, scatta il bollo. Questo succede spesso per medici, psicologi e dentisti.
Operazioni fuori campo IVA, non imponibili o esenti: valuta l’importo non IVA. Se supera 77,47 euro e non c’è IVA in documento, devi il bollo.
Fattura elettronica: come impostare e pagare il bollo virtuale
Compilazione del file XML: campo DatiBollo
Se emetti e-fatture, il bollo si assolve in modo “virtuale”. Nel tracciato XML compili DatiBollo. Imposti “Bollo virtuale = Sì” e “Importo bollo = 2.00”.
Molti software lo fanno in automatico se rilevano operazioni senza IVA oltre la soglia. Controlla sempre. L’errore è tuo, non del software.
Nel corpo fattura puoi inserire una nota semplice: “Imposta di bollo assolta ai sensi del DPR 642/1972”. È buona prassi di trasparenza.
Calcolo, addebito e scadenze trimestrali
L’Agenzia delle Entrate conta tutte le e-fatture con bollo del trimestre. Somma e propone l’importo da pagare. Lo trovi nell’area riservata Fatture e Corrispettivi.
Scadenze: primo trimestre 31 maggio; secondo 30 settembre; terzo 30 novembre; quarto ultimo giorno di febbraio. Sono le date del DM 17 giugno 2014.
Esistono soglie di posticipo del pagamento se gli importi sono bassi. Trovi l’indicazione nel riepilogo dell’Agenzia. Segui sempre l’importo e la scadenza mostrati nel portale.
Fatture cartacee e ricevute: marca adesiva e diciture
Dove si compra e come si applica
La marca adesiva da 2 euro si compra dal tabaccaio o in posta. È un contrassegno fiscale con codice identificativo univoco.
Applica la marca fisicamente sul documento cartaceo. Evita di coprire dati. Se sbagli, non riutilizzare la stessa marca. Usa un nuovo contrassegno.
Conserva copia del documento con la marca. Annota il codice della marca sulla tua copia o nel registro interno. Ti aiuta nei controlli.
Cosa scrivere sul documento
Inserisci una dicitura chiara: “Imposta di bollo assolta ai sensi del DPR 642/1972”. Se addebiti i 2 euro al cliente, indica una riga separata.
Se emetti una ricevuta non fiscale senza IVA sopra 77,47 euro, vale la stessa regola. Applica la marca e inserisci la nota.
Per i duplicati cartacei non serve una seconda marca. Il bollo si applica sul documento originale che attesta l’operazione.
Pagare l’imposta: F24 precompilato, addebito IBAN e home banking
Percorso nel portale Fatture e Corrispettivi
Accedi con SPID o CIE. Registra o verifica l’IBAN. Entra in Fatture e Corrispettivi. Vai su Consultazione, poi “Fatture elettroniche e altri dati IVA”.
Apri la sezione “Imposta di bollo su fatture elettroniche”. Troverai gli importi calcolati per trimestre. Puoi autorizzare l’addebito o scaricare l’F24 precompilato.
Il campo “motivo del pagamento” è Imposta di bollo. L’F24 riporta i dati identificativi e il periodo. Eviti errori di digitazione.
Home banking e alternative
Puoi pagare l’F24 con il portale della banca. Entra nell’area F24 e carica i dati. Se usi il modello precompilato, controlla solo IBAN e data.
Se preferisci, autorizza direttamente l’addebito dal portale dell’Agenzia. È spesso la soluzione più semplice e riduce i rischi di ritardo.
Per i documenti cartacei con bollo adesivo, il pagamento avviene con l’acquisto della marca. Non serve F24, perché la marca è già imposta assolta.
Ravvedimento operoso, sanzioni e controlli
Se dimentichi il bollo sulle e-fatture, l’Agenzia può rilevarlo. Ricevi un avviso con imposta, interessi e sanzione. Puoi usare il ravvedimento operoso per ridurre la sanzione.
Le sanzioni sull’imposta di bollo derivano dal DPR 642/1972 e dal D.Lgs. 472/1997. L’importo varia in base al ritardo e alla regolarizzazione.
Regolarizza subito se ti accorgi dell’errore. Pagare spontaneamente prima del controllo costa meno che attendere l’atto.
Regime forfettario e altri casi pratici
Forfettario: cosa cambia davvero
Nel regime forfettario non addebiti IVA ai clienti. Quindi il bollo si applica spesso. Ogni fattura sopra 77,47 euro richiede il bollo.
Dal 2024 tutti i forfettari emettono e-fatture. La base è il DL 36/2022. Nel 2026 la regola è stabile. Quindi il bollo è virtuale nella maggior parte dei casi.
Il bollo non è un costo deducibile nel forfettario. Puoi però addebitarlo al cliente nella fattura. Ricorda di impostare DatiBollo nel file XML.
Professioni sanitarie, enti e PA
Prestazioni sanitarie esenti IVA ex art. 10 DPR 633/1972: se la parcella supera 77,47 euro, il bollo è dovuto. Anche con e-fattura verso privati o PA.
Enti non commerciali: valuta la natura dell’operazione. Se la fattura è senza IVA e supera 77,47 euro, scatta il bollo. Stessa logica per le note di addebito non IVA.
Fatture verso PA con split payment non cambiano la regola del bollo. Se la fattura contiene IVA, niente bollo. Se è non IVA oltre soglia, bollo dovuto.
Regola decisionale rapida
Nessi logici per decidere in 30 secondi
1) La fattura contiene almeno una riga con IVA? Sì: niente bollo. No: vai al punto 2.
2) La somma delle operazioni non IVA nel documento supera 77,47 euro? Sì: bollo da 2 euro dovuto. No: niente bollo.
3) Il documento è elettronico? Sì: imposta DatiBollo = Sì, ImportoBollo = 2.00 e paga a scadenza trimestrale. No: applica marca adesiva da 2 euro e inserisci la dicitura.
Errori comuni da evitare
Sette trappole ricorrenti
1) Dimenticare DatiBollo nell’e-fattura. L’Agenzia poi ti addebita imposta e sanzioni. Meglio attivare il flag automatico nel gestionale.
2) Applicare bollo su fatture con IVA. Non serve e crea confusione contabile. Controlla l’aliquota riga per riga.
3) Sbagliare soglia. Il limite è 77,47 euro. Non 77,00 e non 78,00. Verifica totale non IVA del documento.
4) Mettere due marche sulla stessa fattura. Serve una sola marca per documento. Le copie non richiedono nuove marche.
5) Pagare F24 con codice errato o periodo sbagliato. Usa l’F24 precompilato dal portale per evitare errori.
6) Dimenticare le scadenze trimestrali. Imposta un promemoria fisso. 31/05, 30/09, 30/11, fine febbraio.
7) Non addebitare il bollo al cliente quando previsto dal contratto. Inserisci sempre una riga dedicata “Rivalsa bollo 2,00 euro”.
| Scenario | Documento | Quando scatta il bollo | Come si assolve | Scadenza pagamento | Riferimenti normativi |
|---|---|---|---|---|---|
| Regime forfettario con e-fattura | Fattura elettronica senza IVA | Totale non IVA > 77,47 euro | Bollo virtuale: DatiBollo = Sì, ImportoBollo = 2,00; pagamento F24/Addebito IBAN | 31/05, 30/09, 30/11, ultimo giorno di febbraio | DPR 642/1972 art. 13; DM 17/06/2014 art. 6; L. 190/2014; DL 36/2022 |
| Professionista ordinario, parcella esente | E-fattura esente art. 10 | Totale esente > 77,47 euro | Bollo virtuale su XML; pagamento trimestrale | Stesse scadenze trimestrali | DPR 642/1972; DPR 633/1972 art. 10; DM 17/06/2014 |
| Fattura cartacea a privato | Fattura cartacea non IVA | Importo > 77,47 euro | Marca adesiva da 2 euro + dicitura in fattura | Alla data di emissione (con acquisto della marca) | DPR 642/1972 Tariffa art. 13 |
| Prestazione sanitaria | Parcella esente IVA | Importo > 77,47 euro | Virtuale se e-fattura; adesiva se cartacea | Trimestrale se virtuale; immediata se adesiva | DPR 633/1972 art. 10; DPR 642/1972; DM 17/06/2014 |
| Documento misto con IVA e non IVA | E-fattura con righe IVA e righe esenti | In via generale non si applica bollo se è presente IVA | Non impostare DatiBollo; valutare casi particolari con consulente | Nessuna | DPR 642/1972; prassi Agenzia Entrate |
FAQ sulla marca da bollo da 2 euro
Devo applicare il bollo se fatturo in regime forfettario 200 euro di servizi senza IVA?
Sì. Nel regime forfettario non addebiti IVA. Se l’importo del documento supera 77,47 euro, il bollo è dovuto. Con l’e-fattura devi impostare DatiBollo = Sì e ImportoBollo = 2,00. L’Agenzia delle Entrate somma tutte le fatture con bollo del trimestre. Paghi tramite F24 precompilato o con addebito IBAN dal portale Fatture e Corrispettivi. Puoi inserire in fattura una riga “Rivalsa bollo 2,00 euro”, così il cliente ti rimborsa l’imposta. Resta però tua la responsabilità del corretto assolvimento.
Come funziona il pagamento trimestrale del bollo sulle e-fatture e quali sono le scadenze concrete?
Ogni trimestre l’Agenzia calcola il totale del bollo sulle tue e-fatture con DatiBollo impostato a Sì. Trovi l’importo nell’area riservata. Puoi autorizzare l’addebito su IBAN oppure scaricare l’F24 precompilato e pagarlo con l’home banking. Le scadenze ordinarie sono: 31 maggio per il primo trimestre, 30 settembre per il secondo, 30 novembre per il terzo e l’ultimo giorno di febbraio per il quarto. Queste date derivano dal DM 17 giugno 2014. Se l’importo è minimo, il portale può proporti un rinvio al trimestre successivo. Segui sempre la scadenza esposta nel riepilogo ufficiale.
Se emetto una fattura con una riga imponibile IVA e una riga esente, devo mettere la marca da bollo?
In via generale, no. La presenza di operazioni imponibili IVA nel documento esclude l’imposta di bollo sulla fattura nel suo complesso. Questa è l’interpretazione operativa più diffusa nella prassi dell’Agenzia delle Entrate, coerente con l’impostazione del DPR 642/1972. Evita quindi di impostare DatiBollo nella e-fattura in casi misti con IVA presente. Se hai fattispecie particolari o importi atipici, confronta i dettagli con il tuo consulente per verificare eventuali eccezioni specifiche.
Posso recuperare o dedurre la marca da bollo da 2 euro pagata sulle fatture?
La marca da bollo è un’imposta. Non è detraibile come l’IVA e non genera crediti d’imposta. Nelle contabilità ordinarie può essere trattata come costo. Nel regime forfettario i costi non rilevano analiticamente nel calcolo dell’imposta sostitutiva. Quindi, di fatto, non ottieni un vantaggio fiscale diretto. Puoi però addebitarla al cliente in fattura come rivalsa. In questo modo neutralizzi l’esborso. Ricorda che la responsabilità del corretto assolvimento resta tua anche se la addebiti al cliente.
Cosa rischio se dimentico il bollo su alcune e-fatture o pago in ritardo l’F24 del trimestre?
L’Agenzia delle Entrate effettua controlli incrociati. Se rileva fatture senza bollo dovuto, ti invia una comunicazione con l’imposta, gli interessi e la sanzione. Puoi regolarizzare con ravvedimento operoso, riducendo la sanzione in base al ritardo. Il quadro sanzionatorio fa riferimento al DPR 642/1972 e al D.Lgs. 472/1997. Agisci subito: quanto prima paghi, tanto meno sanzioni e interessi maturano. Per evitare recidive, attiva notifiche nel gestionale, autorizza l’addebito IBAN nel portale Fatture e Corrispettivi e imposta promemoria sulle scadenze trimestrali.
