Marca da bollo da 16€: come si paga su PagoPA?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Per pagare la marca da bollo virtuale da 16€ usa il sistema @e.bollo via pagoPA: scegli il documento, seleziona un PSP abilitato, paga con conto o carta e scarica la ricevuta telematica con validità fiscale.

  • L’imposta di bollo è regolata dal D.P.R. 642/1972 e dalla Tariffa allegata; per i documenti informatici valgono Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e Linee guida sui pagamenti digitali.
  • @e.bollo funziona dentro pagoPA con PSP abilitati; puoi pagare con addebito su conto, carta di credito o debito, secondo le regole tecniche AGID.
  • La ricevuta telematica di pagamento (RT) e l’identificativo univoco (IUV) provano l’assolvimento del bollo e vanno conservati.

Cos’è la marca da bollo virtuale da 16€ e quando serve

La marca da bollo è un’imposta che convalida giuridicamente certi atti e certificati. La versione “virtuale” sostituisce il contrassegno fisico e si paga online.

La marca da 16€ si applica a molti atti e certificati ufficiali. Esempi: copie autentiche, atti notarili, scritture private autenticate, certificati del casellario, certificati anagrafici.

Se hai partita IVA come ditta individuale, usi spesso la marca da 16€ per copie, estratti e informazioni dal Registro delle imprese. L’imposta si somma ai diritti di segreteria dovuti.

Riferimenti normativi essenziali

La base è il D.P.R. 642/1972 con Tariffa allegata, consultabile su Normattiva. Per documenti informatici e pagamenti digitali si applicano il D.Lgs. 82/2005 (Codice dell’Amministrazione Digitale) e le Linee guida sui pagamenti elettronici verso la PA, emanate nell’ambito di AGID e pagoPA.

Per la fattura elettronica e l’assolvimento del bollo da 2€ valgono i decreti MEF del 17 giugno 2014 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate (in particolare 4 febbraio 2021 e aggiornamenti 2023). Le sanzioni seguono il D.Lgs. 471/1997 e il ravvedimento il D.Lgs. 472/1997.

Come pagare la marca da bollo da 16€ con @e.bollo su pagoPA

@e.bollo è il servizio che consente di assolvere l’imposta di bollo su documenti informatici. Opera dentro l’infrastruttura pagoPA. Il pagamento avviene tramite un prestatore di servizi di pagamento (PSP) abilitato a @e.bollo.

Requisiti pratici

Ti servono: identità digitale (SPID, CIE o CNS) per accedere ai servizi della PA; un metodo di pagamento supportato (conto corrente, carta di credito o debito); i dati del documento da bollare.

Il sistema genera un identificativo univoco di pagamento (IUV). Una volta pagato, ricevi la ricevuta telematica (RT). RT e IUV provano che il bollo è assolto.

Flusso operativo passo-passo

Accedi al servizio che richiede il bollo (es. portale comunale per certificati). Scegli @e.bollo tra le opzioni di pagamento. Seleziona un PSP abilitato.

Indica il metodo di addebito: conto corrente, carta di credito o di debito. Conferma e completa il pagamento. Scarica e conserva la RT con riferimento IUV.

La marca è “virtuale”: non devi apporre nulla sul documento. L’abbinamento tra documento e IUV risulta nei sistemi dell’ente e nella RT.

Conservazione e controlli

Conserva RT e quietanza per 10 anni. Puoi salvarle in formato PDF o XML, secondo le regole tecniche del CAD. In caso di verifica, RT e IUV bastano a dimostrare l’assolvimento.

Marca da bollo da 2€: quando e come si applica

La marca da 2€ si applica a fatture e ricevute non soggette a IVA, con importo superiore a 77,47 euro. “Non soggette a IVA” significa che l’operazione non ha imposta per legge o perché esente.

Esempi pratici: ricevute per prestazioni occasionali; fatture per operazioni esenti (come alcune prestazioni sanitarie); fatture che riportano solo rimborsi documentati ex articolo 15 del DPR 633/1972.

Documenti cartacei

Se emetti fatture o ricevute cartacee, apponi la marca fisica da 2€ o assolvi il bollo in modo virtuale se abilitato. Indica in fattura “Imposta di bollo assolta ai sensi del D.P.R. 642/1972”.

Se usi @e.bollo per un documento informatico non fattura, l’imposta può risultare nella RT. Verifica sempre le regole pubblicate dall’ente che riceve il documento.

Fatture elettroniche

Per le e-fatture, il bollo è sempre virtuale. Imposta il campo “Bollo” a “SI” nel software. L’Agenzia delle Entrate calcola gli importi dovuti per trimestre sulla base dei file transitati nello SdI.

Il versamento avviene con modello F24 senza compensazione o con addebito diretto sul portale Fatture e Corrispettivi. I codici tributo per F24 sono distinti per trimestre.

Scadenze, codici tributo e soglie di differimento

Il pagamento della marca da 16€ via @e.bollo è istantaneo, contestuale all’emissione del documento o alla richiesta del certificato. Per la e-fattura con bollo da 2€ vale un calendario trimestrale.

Calendario pagamenti imposta di bollo su e-fatture 2026

Primo trimestre (gennaio-marzo): versamento entro il 31 maggio 2026. Secondo trimestre (aprile-giugno): entro il 30 settembre 2026.

Terzo trimestre (luglio-settembre): entro il 30 novembre 2026. Quarto trimestre (ottobre-dicembre): entro il 28 febbraio 2027.

Codici tributo e canali

Per F24, usa i codici tributo riferiti ai trimestri (es. 2521-2524). Il pagamento non si compensa. In alternativa, puoi autorizzare l’addebito diretto sul portale Fatture e Corrispettivi.

L’Agenzia rende disponibile l’importo calcolato in base alle e-fatture transitate. Puoi integrare o rettificare prima del pagamento, se serve.

Soglie di differimento

Se l’imposta dovuta per il primo trimestre non supera 5.000 euro, puoi rinviare al secondo trimestre. Se la somma di primo e secondo non supera 5.000 euro, puoi rinviare al terzo.

Queste soglie sono previste dalle norme di semplificazione e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate aggiornati al 2023. Superata la soglia, paghi alle scadenze standard.

Sanzioni, controlli e ravvedimento

Se non paghi il bollo o lo paghi in ritardo, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997. Per le e-fatture, l’Agenzia individua le omissioni e notifica gli importi da integrare.

Puoi usare il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) per ridurre le sanzioni in base alla rapidità del pagamento. La riduzione è maggiore se regolarizzi presto.

Per errori sul flag “bollo” in e-fattura, puoi emettere nota di variazione o correggere nei termini. Se l’Agenzia ti notifica un importo, puoi pagare, chiedere annullamento o presentare osservazioni entro i termini indicati.

Regola decisionale rapida

Quando usare @e.bollo 16€, la marca da 2€ o nulla

Hai un certificato o un atto ufficiale su un portale pubblico? Serve @e.bollo da 16€ su pagoPA. Paghi subito, conservi la RT.

Hai una fattura cartacea senza IVA oltre 77,47 euro? Serve la marca da 2€. Apponi il contrassegno o assolvilo virtualmente se previsto. Indica in fattura che il bollo è assolto.

Hai una e-fattura con operazione senza IVA oltre 77,47 euro? Imposta il flag “bollo” a “SI”. Paga trimestralmente l’importo calcolato dal sistema con F24 o addebito.

La tua fattura è soggetta a IVA (anche con reverse charge o split payment)? Niente bollo. L’operazione rientra nel campo IVA, quindi il bollo non è dovuto.

Hai rimborsi documentati ex articolo 15, senza altri corrispettivi, sopra 77,47 euro? Serve la marca da 2€ (cartacea o virtuale/e-fattura secondo il formato del documento).

Fonti normative di riferimento

D.P.R. 642/1972 (Tariffa allegata), D.Lgs. 82/2005 (CAD), Linee guida pagamenti digitali AGID/pagoPA, decreti MEF 17 giugno 2014 e provvedimenti Agenzia delle Entrate 2021-2023 su imposta di bollo in e-fattura; per sanzioni D.Lgs. 471/1997 e ravvedimento D.Lgs. 472/1997. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali dell’Agenzia delle Entrate e di pagoPA/AGID.

Scenario Quando si applica il bollo Canale e modalità Scadenze Prova e conservazione
Certificati e atti ufficiali digitali (es. casellario, certificati anagrafici) Marca da 16€ se prevista dalla Tariffa allegata al D.P.R. 642/1972 @e.bollo su pagoPA con PSP abilitato; addebito su conto, carta credito o debito Contestuale alla richiesta/emissione Ricevuta telematica (RT) e IUV; conserva 10 anni
Richieste al Registro delle imprese (copie, estratti, informazioni) Marca da 16€ per ciascun documento secondo la Tariffa; si somma ai diritti Piattaforma camerale con pagoPA/@e.bollo Contestuale all’istanza RT/IUV + ricevuta dell’ente; conserva 10 anni
Fattura cartacea o ricevuta per prestazione occasionale Marca da 2€ se importo > 77,47€ e documento senza IVA Contrassegno cartaceo o assolvimento virtuale se previsto dall’ente Al momento dell’emissione/consegna Fattura con annotazione di assolvimento + copia del contrassegno o RT
Fattura elettronica (B2B/B2C/PA) con operazione senza IVA 2€ per documento se totale > 77,47€; flag “Bollo” a “SI” Assolvimento virtuale; versamento trimestrale via F24 o addebito su portale AE 31/05, 30/09, 30/11, 28/02 (anno successivo) Prospetto AE, F24 quietanzato o addebito; conserva 10 anni
Operazioni soggette a IVA (incluso reverse charge o split payment) Nessun bollo dovuto Nessuno Nessuno Fattura con riferimento normativo IVA applicabile

FAQ

Come funziona @e.bollo dentro pagoPA e cosa lo rende equivalente alla marca fisica?

@e.bollo è un servizio che consente di pagare l’imposta di bollo su documenti informatici. Opera su pagoPA, l’infrastruttura obbligatoria per i pagamenti verso la PA. Selezioni @e.bollo, scegli un PSP abilitato, paghi con conto o carta e ottieni la ricevuta telematica (RT) con l’identificativo IUV. La RT prova in modo certo data, importo, causale e abbinamento al documento. La validità discende dal D.P.R. 642/1972 e dalle regole tecniche del Codice dell’Amministrazione Digitale. Non serve un contrassegno fisico: la prova del pagamento digitale sostituisce il tagliando cartaceo e consente i controlli da parte dell’ente e dell’Agenzia delle Entrate.

Quando si paga il bollo da 2€ sulle fatture e quando no? E come si gestiscono casi misti?

Si paga il bollo da 2€ quando il documento supera 77,47 euro ed è “fuori IVA”. Rientrano: operazioni esenti, non soggette, non imponibili o documenti che riportano solo rimborsi documentati ex articolo 15 del DPR 633/1972. Non si paga il bollo quando l’operazione è soggetta a IVA in senso proprio, anche se l’imposta non è indicata in fattura perché si applica il reverse charge o lo split payment: in questi casi l’operazione resta nel campo IVA e il bollo non è dovuto. Nei casi misti (parte imponibile IVA e parte non IVA), l’Agenzia delle Entrate richiede di assolvere il bollo solo se l’importo complessivo del documento supera 77,47 euro e almeno una parte non è assoggettata a IVA. Con la fattura elettronica imposti il flag “Bollo” a “SI”; con la fattura cartacea apponi il contrassegno o indichi l’assolvimento virtuale se previsto.

Come si paga il bollo sulle e-fatture: scadenze, codici tributo F24 e soglie di rinvio?

Il bollo su e-fatture si paga a trimestre. Le scadenze sono: 31 maggio per il primo trimestre, 30 settembre per il secondo, 30 novembre per il terzo, 28 febbraio dell’anno successivo per il quarto. Puoi pagare con F24 (sezione Erario, senza compensazione) usando i codici tributo specifici per i trimestri, oppure con addebito diretto nel portale Fatture e Corrispettivi. Se l’importo del primo trimestre non supera 5.000 euro, puoi rinviare al secondo; se la somma di primo e secondo non supera 5.000 euro, puoi rinviare al terzo. L’Agenzia calcola gli importi sulla base delle fatture transitate nello SdI e ti mostra il dovuto. Puoi integrare manualmente se noti discrepanze giustificate.

Cosa succede se dimentico il bollo su una e-fattura o pago in ritardo? Posso rimediare?

Se ometti il bollo, l’Agenzia delle Entrate può rilevarlo incrociando i dati SdI e la natura IVA. Ti invia una comunicazione con gli importi da integrare. Puoi pagare quanto dovuto o presentare osservazioni. In caso di ritardo o omissione si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997; puoi ridurle con il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997) versando imposta, sanzioni ridotte e interessi legali. Quanto prima regolarizzi, tanto maggiore è la riduzione. Se hai impostato per errore il flag “Bollo”, puoi correggere con nota di variazione se ne ricorrono i presupposti o con le funzioni di rettifica sul portale entro i termini indicati nei provvedimenti dell’Agenzia.

Non ho SPID/CIE: posso comunque assolvere il bollo per certificati o atti digitali? E posso delegare?

Molti enti richiedono SPID, CIE o CNS per accedere a servizi online che prevedono @e.bollo. Senza identità digitale, verifica se l’ente offre: sportelli fisici con pagamento elettronico tramite pagoPA; delega a un intermediario abilitato; rilascio del documento in forma cartacea con contrassegno fisico. La delega è possibile se l’ente la consente e se il delegato dispone di identità digitale propria. Per i pagamenti di bollo su e-fatture non serve SPID: operi dal tuo software o dal portale Fatture e Corrispettivi con le credenziali dell’Agenzia. In ogni caso, conserva sempre la ricevuta telematica o la quietanza F24 come prova dell’assolvimento, in linea con il Codice dell’Amministrazione Digitale e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

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