Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se hai una ditta individuale e richiedi copie, estratti o certificati al Registro delle Imprese, serve la marca da bollo da 16 euro; per fatture senza IVA oltre 77,47 euro si applica il bollo da 2 euro.
- Riferimento normativo principale: DPR 642/1972 e Tariffa allegata (imposta di bollo su atti, documenti e fatture non soggette a IVA oltre 77,47 euro).
- Fatture elettroniche: imposta di bollo indicata nel file e versata trimestralmente con F24 o addebito automatico, secondo provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
- Certificati camerali, copie ed estratti: bollo da 16 euro, salvo esenzioni specifiche previste da legge.
Cos’è l’imposta di bollo e quando si applica
Base normativa e definizioni
L’imposta di bollo è un tributo fisso previsto dal DPR 642/1972. Colpisce atti, documenti e registri indicati nella Tariffa allegata alla norma.
Per “regime forfettario” si intende il regime fiscale agevolato per persone fisiche con Partita IVA che applicano un coefficiente di redditività. In questo regime non si addebita l’IVA in fattura. Il bollo può quindi scattare più spesso.
“Fattura elettronica” è la fattura in formato XML transitata dal Sistema di Interscambio. Il file contiene un campo dedicato all’imposta di bollo.
Importi: 2 euro e 16 euro
Due importi ricorrono nella pratica:
- 2 euro: su fatture, ricevute, note e documenti commerciali non soggetti a IVA quando l’importo supera 77,47 euro.
- 16 euro: su certificati, istanze e atti amministrativi, incluse copie e estratti del Registro delle Imprese, secondo la Tariffa.
Le aliquote e le condizioni sono disciplinate da DPR 642/1972 e successive modifiche. Puoi verificare la versione vigente su Normattiva. L’Agenzia delle Entrate pubblica istruzioni operative per la fatturazione elettronica e per i versamenti.
Marca da bollo per Registro delle Imprese
Copie, estratti e certificati camerali
Se chiedi copie, estratti o certificati dal Registro delle Imprese, di norma si applica la marca da bollo da 16 euro. L’importo è per documento, salvo casi di “per foglio” indicati nella Tariffa allegata al DPR 642/1972.
I diritti di segreteria sono aggiuntivi e non sostituiscono il bollo. L’ente verifica l’esenzione se prevista da leggi speciali.
Le Camere di Commercio indicano nei propri tariffari quando il bollo è dovuto. La base resta il DPR 642/1972, consultabile su Normattiva, e le istruzioni ministeriali di settore.
Come pagare: fisico o digitale
Puoi assolvere il bollo con contrassegno fisico (acquistato in rivendita autorizzata). Oppure con contrassegno digitale emesso da un prestatore di servizi di pagamento abilitato.
Il pagamento digitale usa la piattaforma dei pagamenti pubblici. Devi scegliere un PSP abilitato al servizio di marca da bollo digitale. L’elenco dei PSP abilitati è disponibile presso le amministrazioni competenti.
Il contrassegno digitale riporta codice identificativo, importo e data. Vale come una marca tradizionale, secondo le regole tecniche approvate e le disposizioni dell’Agenzia per l’Italia Digitale.
Imposta di bollo su fatture: quando e come
La regola pratica: quando scatta il bollo da 2 euro
Il bollo da 2 euro si applica quando in fattura l’IVA non c’è e l’importo supera 77,47 euro. Conta l’importo delle operazioni non soggette a IVA in quella fattura.
Se la fattura contiene sia righe con IVA sia righe senza IVA, somma solo le righe senza IVA. Se la somma supera 77,47 euro, applichi il bollo.
La regola deriva dalla Tariffa allegata al DPR 642/1972. Rientrano: esenzioni, non imponibilità, esclusioni, regimi che non applicano IVA. Il forfettario rientra spesso in questa casistica.
Fattura cartacea e ricevute
Se emetti fatture cartacee senza IVA oltre 77,47 euro, apponi la marca da bollo da 2 euro. Fallo al momento dell’emissione del documento.
Per “ricevuta per prestazione occasionale” si intende il documento emesso da chi non ha Partita IVA per un lavoro saltuario. Anche qui, se superi 77,47 euro, applichi la marca da 2 euro.
Il responsabile principale è chi emette il documento. Il cliente può essere coobbligato in solido secondo le regole generali dell’imposta di bollo.
Fattura elettronica: campo e versamento
Nella fattura elettronica indichi il bollo nel blocco specifico del file. Il software di fatturazione abilita un flag e compila l’importo di 2 euro.
Il versamento avviene trimestralmente. Le scadenze ordinarie sono: primo trimestre entro il 31 maggio; secondo entro il 30 settembre; terzo entro il 30 novembre; quarto entro l’ultimo giorno di febbraio dell’anno successivo.
Puoi pagare con modello F24 predisposto in area riservata dell’Agenzia delle Entrate. Oppure attivare l’addebito automatico su conto, se disponibile. Le regole tecniche discendono dal decreto attuativo del 17 giugno 2014 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Controlli, integrazioni e sanzioni
L’Agenzia delle Entrate incrocia i dati e può integrare l’imposta mancante. Invia una comunicazione con l’importo dovuto, per permettere la regolarizzazione entro termini ridotti.
Se non versi il bollo dovuto, si applicano le sanzioni del D.Lgs. 471/1997, con riduzioni per ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997. Paghi anche gli interessi al tasso legale.
Conviene verificare ogni trimestre il prospetto in area riservata. Così eviti sanzioni e oneri aggiuntivi.
Casi particolari ed esenzioni
Regime forfettario e altre note operative
Se sei in regime forfettario, non addebiti IVA. Quindi applichi spesso il bollo quando superi 77,47 euro. Segna l’obbligo nel gestionale per non dimenticarlo.
Se rifatturi spese “in nome e per conto” con documenti intestati al cliente, quelle somme non rientrano nel calcolo. Se invece addebiti “spese anticipate” senza mandato, rientrano e contano verso la soglia.
Anticipi, acconti e saldi seguono le stesse regole. Valuti ogni documento separatamente.
Enti del Terzo Settore e altre esenzioni
Per gli Enti del Terzo Settore non commerciali, l’art. 82 del D.Lgs. 117/2017 prevede esenzioni da imposta di bollo su specifici atti. Valuta sempre la qualifica e la natura dell’atto.
Esistono altre esenzioni di legge per procedimenti e certificazioni particolari. La verifica avviene sulla base della Tariffa del DPR 642/1972 e di norme speciali di settore.
Se ricadi in un’esenzione, indica in fattura o nell’istanza la norma che la giustifica. L’ente o l’Agenzia possono richiederne evidenza.
Regola decisionale rapida
Come decidere in pochi passaggi
Segui questa sequenza logica:
- Documento verso la Pubblica Amministrazione o Camera di Commercio? Se è un certificato, estratto o copia conforme: bollo 16 euro, salvo esenzione di legge.
- Fattura senza IVA? Somma le righe senza IVA. Se superi 77,47 euro: bollo 2 euro su quella fattura.
- Fattura elettronica con bollo dovuto? Indica il bollo nel file e versa trimestralmente con F24 o addebito automatico.
- Ricevuta per prestazione occasionale oltre 77,47 euro? Apponi marca da 2 euro.
- Dubbi su esenzioni o casi misti? Controlla DPR 642/1972 (Tariffa) su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti normative e prassi utili
Riferimenti da consultare
DPR 642/1972 e Tariffa allegata: disciplina generale dell’imposta di bollo su atti, documenti e fatture.
Decreto ministeriale 17 giugno 2014: modalità di assolvimento in modo virtuale, con focus su fatture elettroniche e registri informatici.
Provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate sulla fattura elettronica e sul bollo digitale, inclusi quelli del 4 febbraio 2021.
D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997: sanzioni e ravvedimento operoso.
D.Lgs. 117/2017, art. 82: esenzioni per Enti del Terzo Settore non commerciali su specifici atti. Le versioni vigenti sono consultabili su Normattiva. Le istruzioni operative sono pubblicate dall’Agenzia delle Entrate e dai Ministeri competenti.
Tabella operativa
| Scenario | Importo bollo e quando si applica | Come si paga | Scadenze/Tempi | Note operative |
|---|---|---|---|---|
| Certificato camerale / copia / estratto Registro Imprese | 16 euro per documento (o per foglio dove previsto dalla Tariffa DPR 642/1972) | Contrassegno fisico o contrassegno digitale tramite PSP abilitato | Al momento della richiesta/rilascio | Si sommano anche diritti di segreteria. Verifica eventuali esenzioni di legge. |
| Fattura cartacea senza IVA > 77,47 euro | 2 euro per fattura | Marca fisica da apporre sul documento | All’emissione della fattura | Somma solo le voci senza IVA per valutare la soglia. Indica “Imposta di bollo assolta”. |
| Fattura elettronica senza IVA > 77,47 euro | 2 euro per fattura (campo dedicato nel file) | Versamento cumulativo trimestrale con F24 o addebito su conto | Q1: 31/05; Q2: 30/09; Q3: 30/11; Q4: fine febbraio anno successivo | Controlla ogni trimestre l’importo proposto dall’Agenzia delle Entrate in area riservata. |
| Ricevuta per prestazione occasionale > 77,47 euro | 2 euro per ricevuta | Marca fisica o digitale, secondo il canale usato | Al momento dell’emissione | Il prestatore è responsabile. Il committente può essere coobbligato in solido. |
| Enti del Terzo Settore non commerciali (atti agevolati) | Esenzione quando prevista dall’art. 82 D.Lgs. 117/2017 | Non si paga, ma si indica il riferimento alla norma | Contestuale all’atto | Conserva la prova della qualifica ETS e della natura dell’atto. |
| Omesso bollo su fatture elettroniche | Imposta dovuta + sanzioni D.Lgs. 471/1997 | Pagamento a seguito di comunicazione o tramite ravvedimento | Nei termini indicati nella comunicazione | Il ravvedimento operoso riduce sanzioni e interessi (D.Lgs. 472/1997). |
FAQ
Devo sempre applicare il bollo da 16 euro ai documenti del Registro delle Imprese?
No. La regola generale prevede il bollo da 16 euro su certificati, copie ed estratti, secondo la Tariffa del DPR 642/1972. Tuttavia la normativa prevede eccezioni per specifici procedimenti o soggetti. Le Camere di Commercio indicano nel tariffario quando il bollo è dovuto e quando no. In assenza di esenzione, considera 16 euro per documento (o per foglio dove previsto). A ciò si aggiungono eventuali diritti di segreteria, che non sostituiscono il bollo. Se ritieni di rientrare in un’esenzione, indica sempre nell’istanza la norma di riferimento e conserva la documentazione.
Come funziona il bollo sulla fattura elettronica se ho sia righe con IVA che senza IVA?
La soglia di 77,47 euro si valuta solo sulle righe senza IVA (esenti, non imponibili, escluse, fuori campo). Se la somma di queste righe supera 77,47 euro, il bollo di 2 euro è dovuto sull’intera fattura. Nella fattura elettronica attivi il campo del bollo e indichi l’importo di 2 euro. Il versamento non è immediato: confluisce nel totale trimestrale da pagare con F24 o addebito diretto su conto. Questa gestione deriva dal DPR 642/1972 e dalle regole attuative e tecniche fissate dal decreto ministeriale del 17 giugno 2014 e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Se dimentico il bollo su una fattura elettronica, posso rimediare senza una sanzione piena?
Sì. L’Agenzia delle Entrate invia una comunicazione con l’imposta di bollo dovuta e i termini per pagarla. Se rispetti quei termini, limiti le sanzioni. In alternativa, puoi usare il ravvedimento operoso ai sensi del D.Lgs. 472/1997, che riduce la sanzione proporzionalmente alla tempestività del pagamento. Oltre alla sanzione ridotta, versi l’imposta di bollo non pagata e gli interessi al tasso legale. Agisci presto: prima regolarizzi, minori sono i costi.
Posso usare il contrassegno digitale per richieste al Registro delle Imprese o devo comprare la marca fisica?
Puoi usare entrambe le soluzioni, se l’ufficio consente il digitale per quel procedimento. Il contrassegno digitale è emesso da un prestatore di servizi di pagamento abilitato e si paga tramite la piattaforma pubblica di pagamenti. Ha lo stesso valore della marca fisica, secondo le regole tecniche approvate. Verifica nelle istruzioni dell’ente se per la tua istanza è accettato il bollo digitale o se preferiscono il contrassegno fisico. Conserva sempre la ricevuta di pagamento e l’identificativo del contrassegno.
Sono in regime forfettario: devo mettere sempre il bollo da 2 euro sulle mie fatture?
No. Devi applicarlo solo quando la singola fattura, limitatamente alle righe senza IVA, supera 77,47 euro. Molte fatture di chi è in regime forfettario rientrano nella soglia e quindi richiedono il bollo. Ma se la fattura è sotto 77,47 euro, non serve. Ricorda: sulla fattura elettronica indichi il bollo nel file e paghi a trimestre; sulla fattura cartacea apponi fisicamente la marca da 2 euro al momento dell’emissione. Se fatturi spese “in nome e per conto” con documenti intestati al cliente, quelle non entrano nel calcolo. In caso di dubbi, verifica sempre la Tariffa del DPR 642/1972 e le istruzioni dell’Agenzia.
