Maternità INPS gestione separata: come funziona e quanto puoi ricevere?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se hai Partita IVA, l’INPS riconosce l’indennità di maternità per 5 mesi, anche senza sospendere l’attività: importo pari all’80% del reddito medio giornaliero (calcolato su 365 giorni) o, per autonome INPS, su retribuzione convenzionale.

  • Durata standard: 5 mesi complessivi (calendario), con opzioni 2+3, 1+4 o 0+5 post partum se certificato medico.
  • Importo: 80% del reddito medio giornaliero (Gestione Separata) o 80% della retribuzione convenzionale giornaliera (artigiane/commercianti), con minimali/massimali INPS.
  • Non devi sospendere l’attività: la legge consente di lavorare e percepire l’indennità. Domanda telematica su INPS, contact center o patronato/intermediario.

Cos’è l’indennità di maternità per chi ha Partita IVA

L’indennità di maternità è il sostegno economico riconosciuto dall’INPS alle lavoratrici autonome e alle libere professioniste durante i 5 mesi di maternità. Non è un salario. È una prestazione economica calcolata su regole specifiche.

Il riferimento normativo è il Testo Unico sulla maternità e paternità, Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Trovi il testo su Normattiva. Le regole applicative arrivano dalle circolari INPS aggiornate ogni anno e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

La Legge 22 maggio 2017, n. 81 (cosiddetto Jobs Act degli autonomi) ha chiarito che le autonome e le libere professioniste possono percepire l’indennità anche senza astenersi dal lavoro. Il Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 ha aggiornato alcuni istituti collegati, in particolare i congedi parentali.

Chi ha diritto: i casi tipici con Partita IVA

Iscritta alla Gestione Separata INPS

Se sei libera professionista senza Cassa e versi i contributi alla Gestione Separata INPS, hai diritto all’indennità se:

– sei iscritta alla Gestione Separata alla data di inizio del periodo indennizzabile;

– hai almeno un mese di contribuzione accredita nei 12 mesi precedenti la data di inizio del congedo di maternità (prassi INPS sul D.lgs. 151/2001).

L’astensione non è obbligatoria: puoi continuare a lavorare e fatturare.

Artigiana o commerciante (gestioni autonome INPS)

Se sei iscritta alle gestioni autonome INPS (artigiani o commercianti), l’indennità si calcola su retribuzione convenzionale definita ogni anno dall’INPS. Spetta anche se prosegui l’attività, per effetto della Legge 81/2017 che ha eliminato l’obbligo di astensione effettiva dal lavoro.

Professionista con Cassa di previdenza privata

Se sei iscritta a una Cassa (avvocati, medici, ingegneri, ecc.), non si applicano le regole INPS, ma quelle della tua Cassa. Di solito è riconosciuta una indennità per 5 mesi, con importi e requisiti interni. Verifica il regolamento della Cassa e le relative delibere.

Collaboratrice coordinata e continuativa con Partita IVA “ibrida”

Se, oltre alla Partita IVA, hai un rapporto co.co.co. iscritto alla Gestione Separata, vale la disciplina della Gestione Separata per quel rapporto. L’INPS coordina i periodi indennizzabili ed evita sovrapposizioni.

Durata, collocazione e flessibilità dei 5 mesi

La durata standard è di 5 mesi di calendario. Per calendario significa che contano tutti i giorni, inclusi sabati, domeniche e festivi. Non si ragiona in “giorni lavorativi”.

Puoi collocare i 5 mesi in tre modalità, secondo il Testo Unico e la prassi INPS:

– 2 mesi prima e 3 mesi dopo il parto;

– 1 mese prima e 4 mesi dopo;

– tutti e 5 i mesi dopo il parto, se il medico certifica l’assenza di rischi per te e per il bambino.

In caso di parto prematuro, i giorni non goduti prima del parto si aggiungono al periodo dopo il parto, sempre nel limite del periodo complessivo riconosciuto dalle norme.

Come si calcola l’importo

Regola generale (80%)

L’indennità è pari all’80% della base giornaliera, per ogni giorno del periodo di maternità indennizzabile. Di seguito le basi per categoria.

Gestione Separata INPS

Base giornaliera: reddito professionale imponibile ai fini contributivi (cioè il reddito su cui versi i contributi alla Gestione Separata) riferito ai 12 mesi precedenti l’inizio del congedo, diviso per 365.

Formula: importo giornaliero = (reddito imponibile 12 mesi / 365) x 80%.

Minimali e massimali: si applicano quelli annuali della Gestione Separata fissati dalle circolari INPS, che limitano verso il basso e verso l’alto l’importo riconoscibile.

Artigiane e commercianti

Base giornaliera: retribuzione convenzionale giornaliera per la gestione di appartenenza, definita ogni anno dall’INPS. L’indennità è l’80% di tale base per i giorni spettanti.

La retribuzione convenzionale cambia per qualifica e anno. Va verificata nella circolare INPS sui minimali e massimali contributivi.

Esempio numerico realistico (Gestione Separata)

Reddito imponibile ai fini contributivi negli ultimi 12 mesi: 20.000 euro. Reddito medio giornaliero: 20.000 / 365 = 54,79 euro. Indennità giornaliera: 54,79 x 80% = 43,83 euro.

Se il tuo periodo copre 153 giorni di calendario, importo totale indicativo: 43,83 x 153 = 6.705,99 euro, al lordo di eventuali conguagli applicativi dei minimali/massimali INPS.

Domanda: quando e come presentarla

Canali ammessi

– Servizi online INPS (con SPID, CIE, CNS);

– Contact center INPS;

– Patronato o intermediario abilitato.

Documenti e tempi

– Certificato di gravidanza telematico inviato dal medico all’INPS con la data presunta del parto (T.U. D.lgs. 151/2001 e prassi INPS);

– Domanda di indennità di maternità prima dell’inizio del periodo o, in caso di opzione 0+5, subito dopo il parto con dati anagrafici del neonato;

– Coordinate IBAN per il pagamento.

Regola di decadenza: in generale, per le prestazioni previdenziali opera la decadenza annuale dalla data in cui il diritto può essere fatto valere (norme INPS e art. 47 D.P.R. 639/1970 come interpretato; verifica sempre le istruzioni INPS aggiornate).

Pagamento

L’INPS paga di norma mensilmente, in via posticipata, mediante bonifico su IBAN indicato o altre modalità ammesse. Tieni conto dei tempi tecnici di istruttoria e liquidazione.

Casi particolari e coordinamento con altre tutele

Adozione e affidamento

L’indennità spetta anche in caso di adozione o affidamento, per 5 mesi, a partire dall’ingresso del minore in famiglia, secondo i limiti e le finestre previsti dal D.lgs. 151/2001. La procedura è simile: domanda all’INPS con documentazione dell’adozione/affidamento.

Parto prematuro, gravidanza a rischio e interruzione

Se il parto è prematuro, i giorni non fruiti prima del parto si sommano al periodo successivo. In caso di gravidanza a rischio, è possibile anticipare la tutela su certificazione medica, secondo le regole del Testo Unico e delle circolari INPS.

In caso di interruzione dopo il 180° giorno, si applica la disciplina del parto ai fini dell’indennità (T.U. D.lgs. 151/2001). Se precedente, valgono regole diverse: confronta sempre le indicazioni INPS aggiornate.

Compatibilità con l’attività e con altri redditi

Per autonome e professioniste l’indennità spetta anche se continui a lavorare. Non emettere fattura all’INPS: è una prestazione, non una cessione di servizi. Ai fini fiscali, segue il trattamento previsto dal T.U.I.R. e dalle risposte dell’Agenzia delle Entrate; in ogni caso non rileva ai fini IVA.

Se percepisci altre indennità (malattia, disoccupazione), l’INPS verifica eventuali incompatibilità o coordinamenti. Evita sovrapposizioni temporali non ammesse.

Regola decisionale rapida

Passi logici per capire cosa ti spetta

1) Dove versi i contributi? Se Gestione Separata: applica la regola 80% su reddito/365. Se artigiana/commerciante: 80% su retribuzione convenzionale. Se Cassa privata: segui il regolamento della Cassa.

2) Hai almeno un mese di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del periodo (se Gestione Separata)? Se sì, procedi. Se no, verifica versamenti o data di inizio del periodo.

3) Quando collocare i 5 mesi? Scegli 2+3, 1+4 o 0+5 post partum. Per 0+5 serve certificazione medica di idoneità.

4) Come calcolare l’importo? Usa il reddito imponibile contributivo degli ultimi 12 mesi (non gli incassi lordi e non il reddito “netto tasse”). Dividi per 365, moltiplica per 80% e poi per i giorni di calendario del periodo.

5) Quando presentare la domanda? Subito dopo l’invio del certificato medico, e comunque entro i termini di decadenza previsti dall’INPS. Prepara IBAN e documenti.

Errori comuni e come evitarli

Confondere reddito imponibile con incassi

Per la Gestione Separata conta il reddito su cui versi i contributi, cioè il reddito professionale imponibile. Non sommare semplicemente gli incassi. Togli i costi deducibili e considera il principio di cassa se sei in forfettario: reddito = incassi meno contributi previdenziali deducibili.

Contare solo i “giorni lavorativi”

L’INPS indennizza i giorni di calendario. Includi sabati, domeniche e festivi. Usare i soli giorni lavorativi porta a stime sbagliate e importi attesi più bassi.

Dimenticare minimali e massimali

L’INPS aggiorna ogni anno soglie minime e massime. Se il tuo reddito è molto basso o molto alto, l’indennità può essere rispettivamente elevata al minimo o ridotta al massimo. Controlla sempre le circolari INPS dell’anno di riferimento.

Ritardare la domanda

Presenta la domanda in tempo e verifica gli allegati. Attenzione alle decadenze: superati i termini, il diritto può estinguersi anche se avevi i requisiti.

Trascurare i casi particolari

Adozioni, gestazioni a rischio, parti prematuri e interruzioni hanno regole specifiche. Consulta le istruzioni INPS aggiornate e il Testo Unico su Normattiva prima di scegliere la collocazione dei 5 mesi.

Riferimenti normativi e istituzionali

Fonti da citare in sede di verifica

– Decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico maternità/paternità) – consultabile su Normattiva;

– Legge 22 maggio 2017, n. 81 (tutele per lavoro autonomo e flessibilità dell’astensione);

– Decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105 (recepimento direttiva work-life balance, aggiornamenti congedi);

– Circolari INPS annuali su minimali/massimali e istruzioni operative;

– Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per linee guida e interpretazioni.

Scenario Requisiti contributivi Base di calcolo e importo Tempistiche e adempimenti
Libera professionista iscritta a Gestione Separata INPS Iscrizione attiva e almeno 1 mese di contributi nei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo 80% di (reddito imponibile contributivo ultimi 12 mesi / 365), con minimo e massimo INPS Certificato medico telematico; domanda INPS prima dell’inizio o subito dopo il parto (per 0+5); pagamento mensile
Artigiana o commerciante (gestioni autonome INPS) Iscrizione alla gestione di appartenenza e posizione regolare 80% della retribuzione convenzionale giornaliera fissata da INPS, per i giorni di calendario Domanda telematica a INPS con certificato medico; pagamento in mensilità posticipate
Professionista con Cassa di previdenza privata Iscrizione alla Cassa e requisiti previsti dal regolamento interno Secondo regolamento della Cassa (spesso 5 mesi con importo parametrato al reddito dichiarato) Domanda alla Cassa; documenti di gravidanza/parto; scadenze e modulistica proprie
Adozione/affidamento (Gestione Separata o autonome) Iscrizione alla gestione competente e requisiti previsti 80% della base giornaliera applicabile (reddito/365 o retribuzione convenzionale) per 5 mesi Domanda con provvedimento di adozione/affidamento; decorrenza dall’ingresso del minore in famiglia
Parto prematuro Requisiti come da gestione di appartenenza Stesse regole; i giorni non fruiti prima del parto si aggiungono dopo Invio certificazioni aggiornate; ricalcolo automatico del periodo da parte dell’INPS
Opzione 0+5 post partum Idoneità medica per la collocazione interamente post partum Importo invariato: sempre 80% della base giornaliera applicabile Certificato medico di idoneità; domanda con dati del parto e scelta della collocazione

FAQ

1) Sono in regime forfettario: il mio reddito per il calcolo è quello “forfettario” o quello effettivo?

Per la Gestione Separata conta il reddito imponibile previdenziale degli ultimi 12 mesi. In forfettario, il reddito fiscale si calcola applicando il coefficiente di redditività agli incassi, ma ai fini previdenziali consideri l’imponibile su cui versi i contributi alla Gestione Separata. In pratica: parti dagli incassi incassati nel periodo, applica il coefficiente, sottrai i contributi previdenziali deducibili, ottieni il reddito imponibile. Quello è il numeratore che dividi per 365. Non usare i “corrispettivi lordi” né il reddito “netto dopo le tasse”. La base è previdenziale, non fiscale IRPEF pura. Verifica sempre che l’anno mobile di riferimento copra interamente i 12 mesi precedenti l’inizio del congedo: se sei all’inizio attività, controlla di avere almeno un mese di contribuzione accreditata.

2) Devo chiudere la Partita IVA o sospendere l’attività per ricevere l’indennità?

No. La Legge 81/2017 ha eliminato l’obbligo di astensione effettiva per autonome e libere professioniste. Puoi proseguire l’attività e percepire l’indennità. Questo vale sia per la Gestione Separata, sia per le gestioni autonome INPS (artigiane e commercianti). L’indennità non è un corrispettivo per un servizio quindi non emetti fattura e non applichi IVA. Tieni un’agenda chiara delle prestazioni durante il periodo per evitare sovrapposizioni con eventuali altre indennità non cumulabili. Ricorda che, pur non essendo obbligatoria l’astensione, la collocazione del periodo (2+3, 1+4, 0+5) deve risultare nei certificati e nella domanda INPS.

3) Il conteggio dei giorni include weekend e festivi? Come calcolo correttamente i 5 mesi?

Sì. L’INPS calcola su giorni di calendario. Devi moltiplicare l’importo giornaliero per tutti i giorni compresi nel periodo di maternità. I “5 mesi” non sono un numero fisso di giorni perché dipende dai mesi effettivi coperti; in media parliamo di circa 152-153 giorni, ma può variare. Per precisione, conta dal primo giorno del periodo ante partum (o dal giorno del parto se scegli 0+5) all’ultimo giorno del periodo post partum scelto. Ricorda: se il parto è prematuro, i giorni non goduti prima si sommano dopo, così non perdi tutele. L’INPS allinea i pagamenti sulla base del calendario risultante dai certificati medici e dagli atti di nascita.

4) Ci sono limiti minimi o massimi all’importo? E come interagiscono con redditi molto bassi o alti?

Sì. Ogni anno l’INPS pubblica con circolare i minimali e i massimali della Gestione Separata e delle gestioni autonome. Se il tuo reddito imponibile previdenziale è molto basso, l’indennità giornaliera può essere elevata al minimo previsto per garantire una soglia di tutela. Se è molto alto, si applica il massimale contributivo: oltre quella soglia l’indennità non cresce. Nelle gestioni di artigiani e commercianti, la retribuzione convenzionale giornaliera è prefissata e l’80% si applica su quella base, quindi l’importo non dipende dal tuo reddito effettivo ma dal valore convenzionale di quell’anno. Controlla sempre la circolare INPS annuale relativa al tuo anno di maternità per conoscere le soglie esatte.

5) Come funziona in caso di adozione o affidamento? Cambia qualcosa se il minore è più grande?

La tutela di maternità spetta anche per adozione e affidamento. Il periodo è di 5 mesi a partire dall’ingresso del minore in famiglia. La domanda segue il canale INPS per le gestioni INPS o il canale della Cassa per le professioniste iscritte alle Casse private. Devi allegare il provvedimento di adozione o affidamento. I dettagli su età del minore e finestre temporali sono nel D.lgs. 151/2001: la regola generale tutela anche i minori non neonati, secondo limiti specifici previsti dal Testo Unico. Se l’adozione è internazionale, la decorrenza può agganciarsi anche al periodo di permanenza all’estero riconosciuto dall’autorità competente. Verifica le istruzioni INPS aggiornate per l’anno in corso e coordina la collocazione dei 5 mesi con gli atti del tribunale per evitare sovrapposizioni o vuoti di copertura.

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