Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per aprire la Partita IVA da mediatore familiare scegli il codice ATECO 96.09.09, valuta il regime forfettario (5%/15% sul 67% dei ricavi), iscriviti alla Gestione Separata INPS e emetti fattura elettronica.
- Codice ATECO consigliato: 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”; alternativa valutabile: 88.99.00 per attività socio-educative strutturate.
- Regime forfettario: imposta sostitutiva 5% o 15% applicata al 67% dei ricavi (coefficiente di redditività), limiti e cause di esclusione attive.
- Previdenza: iscrizione alla Gestione Separata INPS; niente Albo; fattura elettronica obbligatoria e bollo da 2 euro su fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
Chi è il mediatore familiare e come si inquadra fiscalmente
Il mediatore familiare aiuta le persone a ritrovare un dialogo efficace. Lavora su comunicazione, gestione dei conflitti e accordi sostenibili per tutti i membri della famiglia.
Non esiste un Albo pubblico. La professione rientra nelle “professioni non organizzate” disciplinate dalla Legge 4/2013. Questo permette l’attività come libero professionista con Partita IVA.
Molti mediatori svolgono un’attività prevalentemente intellettuale. Quindi generano reddito di lavoro autonomo (articoli 53 e 54 del TUIR, DPR 917/1986). Altri operano in centri organizzati. In quel caso il fisco può leggere reddito d’impresa.
Codice ATECO corretto nel 2026
Perché 96.09.09 è la scelta più usata
Nel sistema ATECO 2007 aggiornato, il codice adatto è 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”. È la prassi per professioni di aiuto non regolamentate.
Attenzione: il codice 96.99.99 non esiste nell’attuale classificazione. È un refuso diffuso. Aggiorna sempre la scelta ATECO prima dell’apertura.
Con 96.09.09 resti in area servizi alla persona. Inquadramento tipico: lavoro autonomo senza Albo, Gestione Separata INPS. Niente Camera di Commercio, salvo attività organizzata in forma d’impresa.
Quando valutare 88.99.00
Se svolgi progetti socio-educativi strutturati, in equipe e con erogazione continuativa a favore di enti pubblici o privati, puoi valutare 88.99.00 “Altre attività di assistenza sociale non residenziale n.c.a.”.
Questa scelta spinge verso un’organizzazione d’impresa. Può coinvolgere SCIA o iscrizioni specifiche quando richieste dalla normativa regionale e dai servizi sociali.
Prima di scegliere, valuta contratti tipici, clientela e modalità operative. Il codice ATECO guida adempimenti, INPS e contabilità.
Apertura della Partita IVA: passaggi, moduli e tempi
Domanda all’Agenzia delle Entrate
Compili il modello AA9/12 per persone fisiche. Indichi dati anagrafici, domicilio fiscale, codice ATECO e regime fiscale iniziale.
Invii il modello via servizi telematici dell’Agenzia, per raccomandata o allo sportello. L’apertura è gratuita. Paghi solo se ti affidi a un intermediario.
Riferimenti utili: modulistica e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate disponibili sul portale istituzionale e su Normattiva.
Domicilio digitale, PEC e firma
Il domicilio digitale è obbligatorio per titolari di Partita IVA. Puoi usare una PEC attiva. La mancata attivazione comporta sanzioni amministrative.
La firma digitale non è obbligatoria per l’apertura. Torna utile per contratti, invii telematici e conservazione a norma dei documenti fiscali.
La disciplina del domicilio digitale trova base nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e norme collegate.
Serve l’iscrizione in Camera di Commercio?
Se operi come libero professionista intellettuale ai sensi del codice civile, non serve iscrizione in CCIAA né SCIA. Fai solo apertura partita IVA e iscrizione INPS Gestione Separata.
Se invece gestisci un centro strutturato e assumi personale, c’è il rischio di inquadramento come impresa. In quel caso la CCIAA può essere necessaria.
Verifica sempre i requisiti regionali per servizi alla persona ed eventuali autorizzazioni. Consulta il portale del Ministero del Lavoro e le pagine regionali.
Previdenza: Gestione Separata INPS
Non esiste una cassa dedicata ai mediatori familiari. Ti iscrivi alla Gestione Separata istituita dalla Legge 335/1995. L’aliquota si aggiorna ogni anno con circolare INPS.
La misura è intorno al 26% per i professionisti senza altra copertura. Controlla la circolare INPS dell’anno in corso per l’aliquota e i minimali/massimali.
I contributi si calcolano sul reddito imponibile. Nel forfettario, il reddito è calcolato con il coefficiente. I contributi sono deducibili dal reddito ai fini fiscali.
Regimi fiscali: come scegliere e come si calcolano le imposte
Regime forfettario in sintesi
È dedicato alle piccole attività. Base normativa: Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, e successive modifiche (ad esempio, Legge 145/2018 e Legge 197/2022).
Requisito principale: ricavi/compensi annui fino a 85.000 euro. Restano attive specifiche cause di esclusione (partecipazioni, lavoro dipendente prevalente, regimi speciali IVA, residenza estera, e altro).
Per i servizi alla persona (96.09.09) il coefficiente di redditività è 67%. L’imposta sostitutiva è 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up”.
Esempio numerico forfettario
Incassi annui: 30.000 euro. Reddito forfettario: 30.000 x 67% = 20.100 euro. Contributi INPS (aliquota indicativa): supponiamo 26% circa su 20.100 = 5.226 euro.
Reddito imponibile fiscalmente: 20.100 – 5.226 = 14.874 euro. Imposta sostitutiva al 5%: 744 euro circa. Al 15%: 2.231 euro circa.
Nel forfettario non applichi IVA, non detrai costi reali, versi l’imposta sostitutiva e i contributi. Emetti fattura elettronica con bollo da 2 euro se supera 77,47 euro.
Regime ordinario semplificato
Si applica fuori dai limiti o se conviene per costi elevati. Tasse con IRPEF a scaglioni 23%-43% più addizionali. Base normativa: TUIR (DPR 917/1986).
Applichi l’IVA ordinaria al 22% sulle prestazioni, salvo esenzioni specifiche non tipiche della mediazione familiare. Base normativa: DPR 633/1972.
Detrai i costi reali e l’IVA sugli acquisti. Serve contabilità più strutturata. Valuta se i costi annui giustificano il passaggio.
Ritenuta d’acconto e natura del reddito
Se l’attività è lavoro autonomo (art. 53 TUIR), i clienti sostituti d’imposta trattengono la ritenuta del 20% (art. 25, DPR 600/1973). I forfettari non subiscono ritenuta.
Se l’attività è d’impresa, la ritenuta non si applica. La valutazione dipende da come organizzi il lavoro e dai contratti.
Chiarisci nel contratto la natura della prestazione. Adegua la fattura di conseguenza. In dubbio, chiedi un inquadramento al commercialista.
Fatturazione elettronica, IVA e operazioni con l’estero
Obblighi nel 2026
La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, inclusi i forfettari. Base normativa: D.Lgs. 127/2015 e successive estensioni (ad esempio, DL 36/2022 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate).
Invii e ricevi con il Sistema di Interscambio. Rispetti le tempistiche di emissione. Le sanzioni seguono l’articolo 6 del D.Lgs. 471/1997.
Per fatture senza IVA oltre 77,47 euro applichi imposta di bollo da 2 euro. La versi trimestralmente tramite l’Agenzia delle Entrate. Base: DPR 642/1972.
Regole IVA sintetiche
In regime forfettario non addebiti IVA né detrai. Indichi in fattura il riferimento al regime agevolato previsto dalla Legge 190/2014.
In regime ordinario applichi IVA 22%. Le prestazioni di mediazione familiare non sono prestazioni sanitarie esenti ex art. 10 DPR 633/1972.
Per UE/extra-UE: con clienti business esteri si applicano regole sul luogo di tassazione (art. 7-ter, DPR 633/1972). Fai attenzione a TD17/TD18/TD19 e comunicazioni transfrontaliere.
Adempimenti extra-fiscali essenziali
Privacy: tratti dati sensibili. Applica il GDPR. Informa i clienti, configura basi giuridiche, conservazione, misure di sicurezza. Predisponi informative chiare.
Contratto di mediazione: specifica oggetto, durata, compensi, riservatezza, limiti di intervento. Evita ogni sovrapposizione con attività sanitarie se non sei abilitato.
Assicurazione RC professionale: non obbligatoria per legge, ma altamente consigliata. Protegge da richieste risarcitorie.
Regola decisionale rapida
Se lavori da solo, fornisci consulenza comunicativa e incontri individuali o di coppia, senza struttura e senza dipendenti, scegli 96.09.09 e inquadramento da lavoro autonomo.
Se gestisci un centro con più operatori, vendi pacchetti a enti e strutturi servizi continuativi, valuta 88.99.00 e inquadramento d’impresa.
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e costi bassi, scegli il forfettario. Se hai costi alti e acquisti con IVA significativa, valuta l’ordinario.
Se fatturi a privati, la ritenuta d’acconto non conta. Se fatturi a imprese/PA e sei fuori dal forfettario, la ritenuta può applicarsi.
Hai dubbi su INPS? Se sei professionista senza cassa, iscriviti alla Gestione Separata. Se diventi impresa, verifica gestioni diverse e CCIAA.
Fonti normative e istituzionali da consultare
Per i testi ufficiali consulta: Normattiva per Legge 4/2013, DPR 633/1972, DPR 600/1973, DPR 917/1986, DPR 642/1972, D.Lgs. 127/2015, D.Lgs. 82/2005.
Per contributi e aliquote: circolari annuali INPS sulla Gestione Separata e il portale INPS. Per moduli e regime forfettario: portale dell’Agenzia delle Entrate.
Per aspetti lavoristici e autorizzazioni nei servizi alla persona: portali del Ministero del Lavoro e delle Regioni competenti.
| Scenario | Requisiti di accesso | Adempimenti iniziali | Tempistiche e scadenze |
|---|---|---|---|
| Forfettario “start-up” (5%) | Ricavi fino a 85.000 euro; requisiti nuovi inizi; assenza attività simile nei 3 anni precedenti; nessuna prosecuzione da dipendente salvo tirocinio | Modello AA9/12; ATECO 96.09.09; iscrizione Gestione Separata INPS; attiva PEC; scelta forfettario; predisponi fattura elettronica con bollo | Apertura IVA: immediata; INPS entro l’avvio; imposta sostitutiva e contributi con saldo e acconti a giugno/novembre; bollo fatture trimestrale |
| Forfettario standard (15%) | Ricavi fino a 85.000 euro; nessuna causa di esclusione; coefficiente 67% | Come sopra; valuta polizza RC; definisci contratti e privacy | Invio e-fatture entro 12 giorni; acconti imposta a giugno/novembre; comunicazioni transfrontaliere via SdI quando necessario |
| Ordinario semplificato B2C | Ricavi oltre 85.000 o scelta volontaria; costi rilevanti; IVA detraibile utile | Modello AA9/12; scelta ordinario; registri IVA; software contabile; eventuale ritenuta solo se B2B | Liquidazioni IVA mensili o trimestrali; dichiarazioni annuali; imposta IRPEF a saldo e acconti |
| Ordinario B2B con ritenuta | Natura lavoro autonomo ex art. 53 TUIR; clienti sostituti d’imposta; fuori forfettario | Fatture con ritenuta 20% art. 25 DPR 600/1973; certificazioni CU dal cliente; gestisci IVA 22% | Cliente versa ritenuta; tu scomputi in dichiarazione; scadenze periodiche IVA e imposte |
FAQ
Qual è il codice ATECO migliore per un mediatore familiare e cosa cambia per INPS e ritenuta?
Nel 2026 la scelta più usata è 96.09.09 “Altre attività di servizi per la persona n.c.a.”. Questo codice è coerente con un’attività di aiuto e mediazione non regolamentata da un Albo. Inquadrando l’attività come lavoro autonomo intellettuale, versi i contributi alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). Non ti iscrivi alla Camera di Commercio e non presenti SCIA, salvo casi particolari.
Se l’operatività diventa strutturata (centro con più operatori, servizi continuativi a enti), valuta 88.99.00 “Altre attività di assistenza sociale non residenziale n.c.a.”. In questo caso l’Agenzia delle Entrate e gli enti locali possono leggere l’attività come d’impresa. Potrebbero servire iscrizioni in CCIAA e adempimenti ulteriori.
La ritenuta d’acconto si applica solo se la tua attività è lavoro autonomo e il cliente è sostituto d’imposta (art. 25, DPR 600/1973). Se sei in forfettario, non subisci ritenuta. Se sei in impresa, la ritenuta non si applica. La scelta ATECO non determina da sola la ritenuta: conta la natura giuridica dell’attività e i contratti.
Come si calcola il reddito nel forfettario e quali costi posso dedurre?
Nel forfettario non deduci i costi reali. Il fisco presume un margine applicando un coefficiente di redditività. Per i servizi alla persona con 96.09.09, il coefficiente è 67%. Il reddito imponibile si calcola così: ricavi annui x 67% = reddito forfettario.
Dal reddito forfettario deduci i contributi previdenziali effettivamente versati nell’anno (Gestione Separata). Sull’importo residuo applichi l’imposta sostitutiva. È il 15% in via ordinaria. Diventa 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti “start-up” previsti dalla Legge 190/2014.
Esempio: 40.000 euro di incassi. Reddito forfettario: 26.800 euro. Contributi (aliquota da circolare INPS): ipotizziamo circa 6.968 euro. Reddito imponibile fiscale: 19.832 euro. Imposta al 5%: 992 euro circa. Al 15%: 2.975 euro circa. Ricorda: niente IVA da addebitare al cliente e niente detrazione IVA sugli acquisti.
Devo applicare l’IVA alle prestazioni di mediazione familiare? E come funziona con clienti esteri?
Se sei in forfettario, non applichi l’IVA nelle fatture e non detrai quella sugli acquisti. Indichi la dicitura che richiama la Legge 190/2014. Applichi il bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA oltre 77,47 euro.
Se sei in ordinario, applichi l’IVA al 22% perché la mediazione familiare non rientra tra le esenzioni tipiche dell’articolo 10 del DPR 633/1972. L’esenzione per prestazioni sanitarie vale per professioni sanitarie abilitate. Il mediatore familiare non è una professione sanitaria regolamentata.
Con l’estero valgono le regole sul luogo di tassazione (art. 7-ter, DPR 633/1972). In generale, per servizi a clienti business UE/extra-UE l’IVA si applica nel Paese del cliente, quindi non addebiti IVA italiana e compili i documenti elettronici corretti (per esempio, TD17/TD18/TD19). Per clienti privati esteri, spesso l’IVA resta in Italia. Verifica sempre il caso concreto perché possono applicarsi eccezioni e soglie speciali.
Che differenza fiscale c’è tra mediatore familiare e psicologo/psicoterapeuta?
Lo psicologo/psicoterapeuta è una professione sanitaria regolamentata. Le prestazioni sanitarie sono esenti IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/1972. Versano i contributi alla relativa cassa professionale di categoria, non alla Gestione Separata INPS. Applicano la ritenuta d’acconto se in regime ordinario e se il cliente è sostituto d’imposta.
Il mediatore familiare non è professione sanitaria né regolamentata da un Albo. In regime ordinario applica IVA 22%. Non ha una cassa dedicata. Versa alla Gestione Separata INPS. Può accedere al regime forfettario se rispetta i requisiti. Se il lavoro è autonomo intellettuale, può subire la ritenuta d’acconto fuori dal forfettario.
La base normativa di riferimento è la Legge 4/2013 per le professioni non organizzate, il TUIR per la definizione dei redditi, il DPR 633/1972 per l’IVA e le circolari INPS per la previdenza.
Quali sono i costi complessivi del primo anno e come si gestiscono acconti e saldi?
L’apertura della Partita IVA è gratuita se la fai da solo con il modello AA9/12. Sosterrai costi per PEC, firma digitale (se la usi), software di fatturazione e conservazione. Valuta anche una polizza RC professionale. Se ti affidi a un consulente, paghi il suo onorario.
I costi fiscali dipendono dal regime. Nel forfettario versi imposta sostitutiva e contributi INPS. In ordinario versi IRPEF a scaglioni, addizionali e IVA. Ricorda l’imposta di bollo per fatture senza IVA oltre 77,47 euro. Considera eventuali corsi di aggiornamento e quote associative a enti ex Legge 4/2013.
Gestione pagamenti: a giugno versi saldo imposte e primi acconti. A novembre versi il secondo acconto. Per i contributi INPS, segui le scadenze dei modelli F24 dell’anno. Le basi giuridiche sono nel TUIR per imposte dirette, nel DPR 633/1972 per l’IVA e nelle circolari INPS per la previdenza. Pianifica un conto dedicato e metti da parte una percentuale di ogni incasso per evitare tensioni di cassa.
