Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Il modello D ENPAM è la dichiarazione annuale dei redditi libero‑professionali di medici e odontoiatri per calcolare la Quota B; si invia online, di norma entro il 31 luglio, includendo solo i redditi professionali non convenzionati.
- Obbligo per iscritti ENPAM con redditi professionali dell’anno precedente, anche occasionali e intramoenia, esclusi dipendenti e convenzionati SSN.
- Scadenza ordinaria 31 luglio; invio tardivo sanzione fissa 120 euro, oltre interessi su contributi dovuti.
- Compilazione nell’area riservata ENPAM; base dati: dichiarazione dei redditi, CU, riparti studio/STP, attestazioni intramoenia.
Che cos’è il modello D ENPAM e a cosa serve
Il modello D è la dichiarazione dei redditi libero‑professionali che invii alla tua cassa previdenziale. Serve a determinare il contributo proporzionale della Quota B del Fondo di Previdenza Generale.
La Quota A è un contributo fisso, dovuto da tutti gli iscritti. La Quota B è un contributo percentuale, legato ai redditi professionali che hai prodotto fuori dalle convenzioni con il Servizio Sanitario Nazionale.
La base giuridica sta nel D.Lgs. 509/1994 e nel D.Lgs. 103/1996, che disciplinano le casse privatizzate dei professionisti. Le regole operative sono nel Regolamento del Fondo di Previdenza Generale – Quota B e nello Statuto ENPAM. Puoi consultare i testi su Normattiva e sui portali istituzionali competenti.
Chi deve presentarlo e quali redditi indicare
Obbligo di presentazione
Devi presentare il modello D se sei medico o odontoiatra iscritto a ENPAM e, nell’anno d’imposta di riferimento, hai prodotto redditi professionali. Vale anche per chi ha svolto attività in modo saltuario o occasionale, se l’attività è coerente con la professione sanitaria.
Se non hai prodotto nessun reddito professionale, in genere non devi indicare importi. Tuttavia, se hai Partita IVA attiva o sei iscritto con obblighi contributivi, verifica sempre nella tua area riservata la presenza di una dichiarazione “a zero” richiesta.
Redditi da includere nel modello D
Indica i redditi che derivano dall’esercizio della professione sanitaria in senso ampio. In modo semplice, tutto ciò che fai come medico o dentista fuori dalle convenzioni. Ecco gli ambiti tipici:
- Libera professione con Partita IVA individuale (visite, prestazioni, perizie, consulenze).
- Quote pro‑quota di utili e compensi percepiti tramite studio associato o società tra professionisti (STP) in ambito medico/odontoiatrico.
- Attività intramoenia, cioè prestazioni specialistiche rese in struttura pubblica a pagamento, per le quali percepisci compensi professionali.
- Collaborazioni coordinate e continuative (co.co.co.) e altri rapporti assimilati, se attinenti all’attività professionale sanitaria.
- Prestazioni occasionali professionali collegate alla professione (ad esempio relazioni a congressi, partecipazione a comitati scientifici, ricerche cliniche).
- Indennità e borse legate alla formazione in medicina generale, se qualificate come redditi professionali dal regolamento previdenziale.
- Compensi per cariche in organi di amministrazione o controllo di enti sanitari o società che operano in sanità, quando la nomina è legata alla qualifica professionale.
- Utili da partecipazioni in società o associazioni che svolgono attività odontoiatrica o medica, nei limiti e modalità previsti dal regolamento previdenziale.
Il riferimento fiscale è l’articolo 53 del TUIR (redditi di lavoro autonomo), nonché, per alcune collaborazioni, l’articolo 50 (redditi assimilati al lavoro dipendente) e, per prestazioni occasionali, l’articolo 67. La riconduzione alla Quota B dipende dalla natura professionale sanitaria del reddito, non dal regime fiscale scelto.
Redditi da escludere dal modello D
Non vanno indicati i redditi già coperti da altre gestioni previdenziali o da fondi convenzionati. In pratica, tieni fuori:
- Stipendi da lavoro dipendente (articolo 49 TUIR), anche se lavori in ospedale o in università.
- Compensi da attività convenzionata con il SSN (medicina generale, continuità assistenziale/guardia medica, 118, pediatria di libera scelta, specialistica ambulatoriale): questi affluiscono ai fondi specifici ENPAM e non alla Quota B.
- Borse di specializzazione universitarie e assegni di ricerca non qualificati come redditi professionali.
- Redditi di natura non sanitaria o di capitale, non collegati all’esercizio della professione.
Queste distinzioni trovano fondamento nel Regolamento ENPAM del Fondo di Previdenza Generale e nella struttura dei fondi speciali per i convenzionati. In caso di dubbio, valuta la “connessione funzionale” tra attività e professione sanitaria.
Come si compila il modello D passo per passo
Dati e documenti che servono
Prepara in anticipo i dati. Ti servono:
- La tua dichiarazione dei redditi dell’anno di riferimento: quadro RE (professionisti), RG (imprese in semplificata, se applicabile), RL (altri redditi), e il prospetto del regime forfettario se aderisci al forfettario.
- Le Certificazioni Uniche per collaborazioni e intramoenia con ritenute.
- I prospetti di riparto utili/compensi del tuo studio associato o STP.
- Le attestazioni dei compensi intramoenia rilasciate dall’azienda sanitaria.
- L’eventuale documentazione di borse MMG, incarichi in enti sanitari e utili da società mediche.
Quando parliamo di “principio di cassa” intendiamo che il reddito riguarda incassi effettivi dell’anno, non solo le fatture emesse. È la regola base per i professionisti (articolo 54 TUIR).
Accesso e compilazione online
Accedi all’area riservata ENPAM con le tue credenziali. Trovi la sezione dedicata al modello D dell’anno. L’applicativo guida passo passo: anagrafica, quadro dei redditi, riepilogo e invio.
Inserisci gli importi nei campi coerenti: libera professione individuale, quota da studio o STP, intramoenia, co.co.co., occasionali professionali, borse MMG, altri redditi professionali. Evita duplicazioni tra voci.
Al termine, verifica il riepilogo, conferma e protocolla l’invio. Scarica e conserva la ricevuta. Potrà servirti in caso di controlli o rettifiche.
Errori frequenti da evitare
- Indicare il fatturato invece del reddito professionale. Devi riportare il reddito come risulta dalla dichiarazione fiscale, non i ricavi lordi.
- Contare due volte la stessa voce (ad esempio quota studio associato e, di nuovo, compensi già inclusi nella quota).
- Inserire redditi convenzionati SSN o stipendi da dipendente.
- Dimenticare prestazioni occasionali professionali o compensi intramoenia con CU separata.
- Usare importi al netto di imposte o includere rimborsi spese puri non imponibili.
Scadenze, sanzioni e pagamenti
La scadenza ordinaria per l’invio è, per prassi consolidata, il 31 luglio dell’anno successivo a quello di produzione del reddito. Eventuali proroghe vengono comunicate dall’ente sul proprio portale.
Se invii oltre la scadenza, è prevista una sanzione amministrativa fissa di 120 euro. La misura è indicata nella regolamentazione ENPAM. Restano dovuti interessi e maggiorazioni sui contributi calcolati, in base al ritardo.
Se ometti del tutto la dichiarazione, l’ente può stimare d’ufficio la base contributiva. In tal caso, oltre alle maggiorazioni, rischi conguagli significativi. Per questo è essenziale presentare comunque la dichiarazione, anche se a zero.
Come e quando si pagano i contributi di Quota B
Dopo l’elaborazione del modello D, ENPAM determina l’importo della Quota B e rende disponibili gli avvisi di pagamento, di norma tramite sistemi elettronici come PagoPA. Le scadenze sono indicate nei bollettini. È spesso possibile la rateazione.
I contributi previdenziali obbligatori sono oneri deducibili dal reddito complessivo ai fini fiscali (articolo 10, comma 1, lettera e) del TUIR). Conserva le ricevute dei pagamenti per la tua dichiarazione.
Interazioni con il fisco: regimi fiscali, principio di cassa e casi particolari
Il reddito che comunichi nel modello D deve riflettere come lo hai determinato in dichiarazione dei redditi, secondo le regole fiscali applicabili.
- Regime ordinario: riporti il reddito professionale netto determinato per cassa (articoli 53 e 54 TUIR), coerente col quadro RE.
- Regime forfettario: riporti il reddito determinato forfettariamente (ricavi x coefficiente di redditività meno contributi previdenziali deducibili). Non inserire il fatturato lordo.
- Intramoenia: utilizza le CU e gli attestati dell’azienda sanitaria. Attenzione a eventuali ritenute già operate.
- Co.co.co. professionali: se l’attività è sanitaria, inserisci i compensi; diversamente, potrebbero ricadere in altre gestioni previdenziali.
Studio associato e STP
Se lavori in studio associato o in STP, dichiara la tua quota di reddito professionale. Usa i prospetti di riparto approvati. Non sommare di nuovo i compensi che lo studio ha già imputato nella quota.
Per le STP, verifica la qualificazione fiscale degli utili/compensi percepiti. Conta la sostanza: se il provento remunera l’attività professionale, in genere rientra nella base Quota B.
Regola decisionale rapida
Usa questa sequenza logica per capire cosa fare, in pochi minuti:
- Sei iscritto ENPAM? Se no, il modello D non ti riguarda. Se sì, vai avanti.
- Nell’anno scorso hai percepito compensi da attività sanitaria fuori convenzione SSN o da libera professione? Se sì, devi presentare il modello D.
- Hai solo stipendi da dipendente, borse di specializzazione o compensi convenzionati (medicina generale, guardia medica, 118, pediatria, specialistica ambulatoriale)? Allora in genere non indichi nulla nel modello D.
- Hai svolto anche attività occasionali o intramoenia? Includile, se collegate alla professione.
- Determina gli importi partendo dalla dichiarazione fiscale (quadro RE/RG/RL o forfettario). Evita il fatturato lordo.
- Compila e invia entro il 31 luglio. Se in ritardo, metti in conto la sanzione di 120 euro e gli interessi.
Riferimenti normativi e prassi
Base legislativa: D.Lgs. 30 giugno 1994, n. 509, e D.Lgs. 10 febbraio 1996, n. 103, consultabili su Normattiva. Questi decreti regolano le casse previdenziali privatizzate e gli obblighi contributivi dei professionisti.
Base fiscale: TUIR, articoli 49, 50, 53, 54 e 67, per la qualificazione delle diverse tipologie di reddito; articolo 10 TUIR per la deducibilità dei contributi obbligatori. Le norme sono pubblicate su portali istituzionali come Normattiva e Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Base previdenziale di dettaglio: Statuto ENPAM e Regolamento del Fondo di Previdenza Generale – Quota B, oltre ai regolamenti dei fondi speciali per i convenzionati. Prassi operative e scadenze sono comunicate sul portale dell’ente.
| Scenario | Cosa indicare nel modello D | Requisiti/documenti utili | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|
| Libera professione con Partita IVA (regime ordinario) | Reddito professionale netto per cassa dell’anno precedente | Dichiarazione redditi (quadro RE), registro incassi/pagamenti, eventuali CU | Invio entro 31 luglio; avvisi contributo Quota B in autunno, con rate |
| Regime forfettario | Reddito forfettario imponibile, non il fatturato | Prospetto forfettario in dichiarazione, CU intramoenia/co.co.co. se presenti | Invio entro 31 luglio; calcolo contributi su base dichiarata |
| Studio associato o STP sanitaria | Quota di utile/compensi professionali di spettanza | Prospetto riparto utili, bilancio interno, verbali di approvazione | Invio entro 31 luglio; verifica coerenza con contabilità dello studio |
| Intramoenia e collaborazioni professionali | Compensi intramoenia e co.co.co. attinenti alla professione | CU e attestazioni ASL/AO; contratti di collaborazione | Invio entro 31 luglio; controlla ritenute già applicate |
FAQ: domande frequenti sul modello D ENPAM
1) Sono convenzionato con il SSN e ho fatto poche visite private: devo presentare il modello D?
Sì, se nell’anno hai percepito anche un solo compenso da attività libero‑professionale o intramoenia, il modello D va presentato. La Quota B copre proprio i redditi professionali fuori convenzione. I compensi da convenzione SSN (medicina generale, guardia medica/continuità assistenziale, 118, pediatria, specialistica ambulatoriale) affluiscono ai fondi convenzionati e non entrano nel modello D. Ma le prestazioni private, anche occasionali o di piccolo importo, sono redditi professionali e vanno dichiarate. Non esiste una soglia di esenzione generale. In caso di cifra minima, il contributo calcolato potrà essere contenuto o soggetto a minimi secondo regolamento. La base resta il Regolamento ENPAM della Quota B e i principi del TUIR sui redditi professionali.
2) Sono in regime forfettario: quale importo devo indicare? Il fatturato o il reddito forfettario?
Devi indicare il reddito forfettario, non il fatturato. Nel forfettario, il reddito si calcola applicando al totale dei ricavi/compensi il coefficiente di redditività previsto dalla legge, e poi sottraendo i contributi previdenziali obbligatori deducibili. Questo valore è il tuo reddito professionale ai fini fiscali. È quello da riportare nel modello D, insieme alle altre voci professionali (intramoenia, co.co.co. sanitarie, pro‑quota da studio o STP). Non usare il fatturato lordo perché includerebbe costi che il fisco considera implicitamente con il coefficiente. I riferimenti sono nel TUIR e nella normativa sul regime forfettario, mentre le regole contributive discendono dal Regolamento Quota B ENPAM.
3) Ho inviato il modello D con un errore: posso correggerlo? Come funziona la rettifica?
Sì. Se ti accorgi dell’errore prima della scadenza, rientra nell’area riservata e invia una dichiarazione sostitutiva corretta. Se ti accorgi dopo la scadenza, verifica le funzioni disponibili: spesso è possibile presentare una rettifica con applicazione della sanzione per tardività o con richiesta di ricalcolo. In caso di errori che incidono sui contributi già generati, l’ente può emettere note di credito/variazioni o nuovi avvisi di pagamento, con interessi o rimborsi a seconda del caso. Conserva documenti a supporto (dichiarazione dei redditi aggiornata, CU corrette, prospetti di riparto). Le modalità operative sono definite da ENPAM nelle proprie istruzioni annuali, nel quadro dei principi fissati dallo Statuto e dal Regolamento Quota B.
4) Sono neo‑iscritto o ho aperto la Partita IVA a metà anno: devo comunque presentare il modello D?
Se nell’anno hai prodotto redditi professionali, sì, anche se per pochi mesi. Il modello D fotografa l’anno d’imposta precedente e non richiede un periodo minimo di attività. Se non hai prodotto alcun reddito professionale, verifica in area riservata se occorre inviare una comunicazione a zero o se non devi fare nulla. Ricorda che la Quota A resta dovuta secondo le regole di iscrizione, mentre la Quota B scatta solo se ci sono redditi professionali. Le regole generali derivano dal D.Lgs. 509/1994 e dal Regolamento ENPAM. In caso di primo anno con incassi modesti, i contributi Quota B saranno proporzionati o potranno agganciarsi a eventuali minimi regolamentari.
5) Ho una co.co.co. non sanitaria oltre alla libera professione medica: cosa va nel modello D e cosa va all’INPS?
Conta la natura dell’attività. I compensi da co.co.co. collegati alla tua attività sanitaria rientrano nel perimetro professionale e, secondo il Regolamento ENPAM, si indicano nel modello D per la Quota B. Le collaborazioni non sanitarie, non connesse alla professione medica/odontoiatrica, in genere ricadono nell’INPS Gestione Separata, sia come contribuzione sia come esclusione dal modello D. In pratica, scomponi i redditi per natura: quelli professionali sanitari vanno nel modello D; quelli estranei alla professione seguono le regole INPS. La distinzione poggia sulle norme del TUIR per la qualificazione del reddito e sul riparto di competenze tra casse professionali (D.Lgs. 103/1996) e INPS, come chiarito nelle prassi del Ministero del Lavoro.
