Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Modello F24: scegli ordinario per più tributi e compensazioni, semplificato per IMU/TARI e tributi locali, ELIDE quando servono dati identificativi. Con Partita IVA paghi solo online. Verifica codici tributo, anno e sezione corretta.
- Obbligo telematico: chi ha Partita IVA presenta sempre l’F24 online; i privati senza Partita IVA usano il cartaceo solo se senza compensazioni e con importi entro i limiti consentiti.
- Tipi di F24: ordinario (tutte le sezioni e compensazioni), semplificato (enti locali e Stato essenziali), ELIDE (elementi identificativi come immobili o contratti).
- Dati chiave: codice tributo, anno di riferimento, importi a debito/credito, codici ente/comune, causali INPS/INAIL; regole su compensazione e ravvedimento basate su D.Lgs. 241/1997 e D.Lgs. 472/1997.
Cos’è il modello F24 e a cosa serve
Il modello F24 è il modulo unico per pagare tasse, contributi e imposte in Italia. Si usa per erario (IRPEF, IRES, IVA), contributi previdenziali (INPS), imposte locali (IMU, TARI), e altri tributi.
La base normativa è nel D.Lgs. 241/1997. L’articolo 18 disciplina i versamenti unitari con F24. L’articolo 17 regola la compensazione, cioè usare crediti per pagare debiti. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva.
Le istruzioni tecniche e i codici tributo sono emanati dall’Agenzia delle Entrate. Contributi e causali INPS seguono le circolari INPS e le disposizioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Tipologie di modello F24: quando scegliere ordinario, semplificato o ELIDE
F24 ordinario
È il modello completo. Ha più sezioni: Erario, INPS, Regioni, IMU e altri tributi locali, Enti previdenziali e assicurativi. Consente la compensazione tra debiti e crediti. Serve quando versi tributi diversi insieme o usi crediti fiscali.
F24 semplificato
È una versione ridotta su un solo foglio. Si usa in prevalenza per tributi locali (IMU, TARI) e alcuni versamenti allo Stato. Ha campi essenziali e velocizza i pagamenti verso Comuni e Regioni. Non è ideale se devi compensare crediti complessi.
F24 ELIDE (con elementi identificativi)
Si usa quando servono dati specifici per identificare l’operazione. Esempi: imposte di registro su locazioni, sanzioni e interessi collegati a contratti, alcuni versamenti per veicoli o atti. Prevede campi per targa, estremi di atto, immobile o contratto.
F24 Accise e altri versamenti particolari
Alcuni settori usano sezioni dedicate (accise, monopoli). Sono casi specialistici. Le istruzioni sono nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle norme di settore.
Struttura e campi del modello F24 ordinario
Dati anagrafici
Indica codice fiscale, Partita IVA (se presente), cognome e nome o denominazione, domicilio fiscale, numero di telefono e email. Inserisci il codice ufficio o atto se richiesto da un avviso.
Campo “rateazione/regione/prov/mese rif”: spiega il periodo del versamento. Esempio: 0101 per prima rata, 2026 come anno di riferimento.
Sezione Erario
Serve per imposte statali: IRPEF, IRES, IVA, ritenute, imposte sostitutive. Inserisci codice tributo, rateazione, anno, importo a debito e importo a credito. Se compensi un credito, usa la colonna a credito e rispetta le regole dell’art. 17 del D.Lgs. 241/1997.
Ricorda il divieto di compensare crediti erariali se hai debiti iscritti a ruolo oltre una certa soglia non pagati, previsto dall’art. 31 del D.L. 78/2010. Le sanzioni per uso irregolare della compensazione sono elevate.
Sezione INPS
Serve per contributi previdenziali. Indica la sede INPS, la causale del versamento (spiega il perché del pagamento), il codice identificativo (matricola o posizione), il periodo da cui a cui, e l’importo. Le causali sono definite dall’INPS.
Esempi: contributi artigiani e commercianti, gestione separata per professionisti senza cassa, contributi domestici. Le scadenze tipiche cadono il giorno 16.
Regioni, IMU e altri tributi locali
Regioni: addizionale regionale IRPEF o altre imposte regionali. Inserisci il codice regione e il codice tributo.
IMU e tributi locali: usa il codice ente (Comune), il codice catastale del Comune, l’indicatore acconto/saldo e il numero di immobili. Per IMU la base normativa è la Legge 160/2019. Le scadenze standard sono giugno e dicembre.
Enti previdenziali e assicurativi (es. INAIL)
Usa questa sezione per premi assicurativi e contributi diversi da INPS. Segui le istruzioni dell’ente. Indica la causale, l’anno e gli importi corretti.
Modalità di presentazione e pagamento nel 2026
Obbligo telematico con Partita IVA
Se hai la Partita IVA, devi presentare l’F24 solo in via telematica. Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate o l’internet banking della tua banca o posta. Vale per tutti i casi, inclusi i modelli “a saldo zero”.
La base è nelle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate e nell’evoluzione normativa successiva al D.L. 223/2006. Le regole sono consolidate e consultabili sul sito dell’Agenzia e su Normattiva.
Privati senza Partita IVA
Se non hai la Partita IVA, puoi usare l’F24 cartaceo allo sportello solo in casi semplici: niente compensazioni, nessun saldo zero e in linea con i limiti fissati dalle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate dal 2014 in poi.
Se usi crediti in compensazione o presenti un F24 con saldo zero, devi passare al canale telematico. Questa regola riduce gli errori e garantisce controlli automatici.
Ricevute, quietanze e scarti
Con il canale telematico ricevi una ricevuta di accoglimento e una quietanza di pagamento. In caso di scarto, correggi i dati e ripresenta il modello. Se la scadenza è passata, valuta il ravvedimento operoso.
Compilazione operativa: passo-passo
1) Dati anagrafici
Compila codice fiscale, Partita IVA se presente, residenza o sede. Verifica che il domicilio fiscale sia aggiornato. Indica un contatto per eventuali comunicazioni.
2) Scelta della sezione giusta
IRPEF o IVA? Usa “Erario”. Contributi previdenziali? Usa “INPS”. IMU? Usa “IMU e altri tributi locali”. Premi assicurativi? Usa “Enti previdenziali e assicurativi”. In dubbio, parti dal tipo di tributo e dall’ente destinatario.
3) Codice tributo e anno di riferimento
Il codice tributo identifica la natura del pagamento. L’anno di riferimento è l’anno d’imposta o il periodo contributivo. Se paghi una sanzione, usa il codice specifico per la sanzione, non quello dell’imposta.
4) Importi a debito e a credito
L’importo a debito è quello che versi. L’importo a credito è ciò che compensi. Il saldo finale è la differenza. Se il saldo è zero, l’invio è sempre telematico.
5) Verifica finale
Controlla: codice tributo, anno, codice ente/regione/comune, causale INPS, rateazione, importi. Un solo errore può causare lo scarto o l’imputazione sbagliata.
Compensazione: come usarla senza rischi
Regole di base
L’art. 17 del D.Lgs. 241/1997 consente di compensare crediti e debiti nella stessa delega F24. I crediti devono essere utilizzabili, esistenti e registrati nei termini. Serve attenzione ai limiti e ai visti di conformità previsti da leggi speciali.
Se hai debiti iscritti a ruolo oltre una soglia non pagati, scatta il blocco alle compensazioni di crediti erariali (art. 31 del D.L. 78/2010). Regolarizza prima i ruoli, poi compensa.
Controlli e cautele
Verifica la disponibilità del credito nella dichiarazione o nel cassetto fiscale. Usa i codici tributo corretti per i crediti. Conserva i prospetti di calcolo e le ricevute di invio.
Ravvedimento operoso e sanzioni
Come funziona il ravvedimento
Se paghi in ritardo o in misura insufficiente, puoi rimediare con il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997). Versi imposta, sanzione ridotta e interessi legali maturati giorno per giorno.
Le riduzioni variano in base alla velocità del ravvedimento. Prima paghi, più risparmi. Il saggio di interesse legale lo stabilisce il MEF con proprio decreto.
Errori formali e sostanziali
Errore nel codice tributo o nell’anno? Puoi chiedere la correzione all’ufficio competente dell’Agenzia delle Entrate con un’istanza motivata. Se invece manca il versamento, serve un nuovo F24 con ravvedimento.
Regola decisionale rapida
Usa queste scelte rapide per non sbagliare modello e canale:
- Paghi IMU, TARI o altri tributi locali senza compensazioni? Scegli F24 semplificato. Se sei senza Partita IVA e l’importo è semplice, puoi valutare anche il cartaceo.
- Paghi insieme imposte erariali e contributi, o vuoi compensare crediti? Scegli F24 ordinario e invia online. Obbligatorio online con Partita IVA.
- Devi indicare dati identificativi di contratti o immobili (es. imposta di registro su locazioni)? Scegli F24 ELIDE.
- Usi crediti in compensazione o il saldo è zero? Invia sempre telematicamente, anche se non hai Partita IVA.
- Hai ruoli scaduti non pagati? Prima regolarizza i ruoli, poi usa la compensazione per evitare scarti e sanzioni.
Fonti normative di riferimento
D.Lgs. 241/1997 articoli 17 e 18 su compensazione e versamenti unificati (fonte: Normattiva). D.L. 78/2010 articolo 31 su limiti alla compensazione in presenza di ruoli (fonte: Normattiva).
Legge 160/2019 per disciplina IMU (fonte: Normattiva). Legge 147/2013 per TARI e tributi locali (fonte: Normattiva). Istruzioni e provvedimenti su modello F24 dell’Agenzia delle Entrate.
Circolari INPS e disposizioni del Ministero del Lavoro per causali e contributi previdenziali. Per sanzioni e ravvedimento: D.Lgs. 472/1997 (fonte: Normattiva).
| Scenario | Modello F24 da usare | Dati obbligatori principali | Canale ammesso nel 2026 | Scadenze tipiche | Note normative |
|---|---|---|---|---|---|
| IMU seconda casa | F24 semplificato (o ordinario) | Codice tributo IMU, codice catastale Comune, acconto/saldo, numero immobili, anno | Telematico per P.IVA; privati anche cartaceo se senza compensazione e conforme | 16 giugno e 16 dicembre | Legge 160/2019; istruzioni Agenzia delle Entrate |
| Saldo e acconto IRPEF | F24 ordinario | Codici tributo IRPEF, rateazione, anno d’imposta, importi a debito/credito | Solo telematico per P.IVA; privati telematico se compensazione o saldo zero | 30 giugno (saldo/primo acconto) e 30 novembre (secondo acconto) | D.Lgs. 241/1997 art. 17 e 18; istruzioni AE su acconti |
| Contributi INPS artigiani/commercianti | F24 ordinario | Sede INPS, causale, codice ditta/posizione, da/a, importo | Telematico per P.IVA; privati telematico consigliato | 16 del mese o scadenze fisse trimestrali | Circolari INPS; Ministero del Lavoro |
| Compensazione credito IVA | F24 ordinario | Codici tributo IVA a debito/credito, anno, saldo, eventuali visti | Telematico obbligatorio; controlli automatizzati | Mensile/Trimestrale entro il 16 | D.Lgs. 241/1997 art. 17; disciplina visti e limiti su fonti AE/Normattiva |
| Imposta di registro su locazione | F24 ELIDE | Codice tributo locazioni, estremi contratto/immobile, annualità, importo | Telematico consigliato; cartaceo ammesso per privati in casi semplici | Registrazione e annualità secondo scadenze contrattuali | Testo Unico Registro e provvedimenti AE su F24 ELIDE |
FAQ
Qual è la differenza pratica tra F24 ordinario, semplificato ed ELIDE? Come scelgo senza sbagliare?
L’F24 ordinario è il più flessibile. Ha tutte le sezioni, quindi puoi versare imposte erariali, contributi INPS, tributi regionali e locali nella stessa delega. Consente la compensazione di crediti. Lo scegli quando devi pagare tributi diversi insieme o quando vuoi usare crediti d’imposta per abbattere il debito.
L’F24 semplificato riduce i campi. È pensato per tributi locali (IMU, TARI) e alcuni versamenti allo Stato. È ideale se devi pagare un singolo tributo locale e non ti serve la compensazione. Compila più in fretta e riduci il rischio di errori.
L’F24 ELIDE ti serve quando è necessario identificare l’operazione con dati puntuali, per esempio imposta di registro su locazioni, sanzioni collegate a contratti, o casi in cui servono estremi di atto o immobile. Qui indichi elementi come targa, estremi contratto, o codici identificativi. Se nel prospetto di pagamento vedi richieste di “elementi identificativi”, la scelta corretta è l’ELIDE.
Sono un privato senza Partita IVA: posso ancora pagare con F24 cartaceo allo sportello?
Sì, ma solo in situazioni semplici. Se non usi crediti in compensazione, se il modello non chiude a saldo zero e se rispetti i limiti previsti dalle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate in vigore dal 2014. In tutti gli altri casi devi usare il canale telematico. La via telematica è comunque consigliata perché riduce errori, rilascia quietanza digitale e consente controlli automatici.
Se hai dubbi, valuta l’invio online anche come privato: è gratuito sui servizi dell’Agenzia e ormai standard. Controlla sempre i dati prima dell’invio per evitare scarti.
Come funziona la compensazione dei crediti nel modello F24? Quali limiti devo rispettare?
La compensazione si basa sull’art. 17 del D.Lgs. 241/1997. Puoi usare crediti maturati (per esempio credito IRPEF, IRES, IVA, INPS) per pagare debiti nella stessa delega. Devi avere un credito disponibile e utilizzabile secondo legge e dichiarazione. Alcuni crediti richiedono controlli aggiuntivi, come il visto di conformità o limiti annuali. Questi vincoli sono indicati nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle norme speciali.
Se hai debiti iscritti a ruolo non pagati oltre una certa soglia, scatta il divieto di compensazione di crediti erariali (art. 31 del D.L. 78/2010). In pratica: prima paghi o dilazioni i ruoli, poi compensi. Usa sempre i codici tributo corretti per i crediti e conserva la documentazione di calcolo.
Ho inviato un F24 con un errore. Posso annullarlo o correggerlo? Cosa devo fare?
Se hai usato un canale telematico, verifica se l’annullamento è ancora possibile. Dipende dal canale e dai tempi tecnici: spesso c’è una finestra molto breve prima dell’addebito. Se non puoi annullare, valuta tre strade. Uno: se hai pagato di più o al codice sbagliato, presenta istanza di correzione o di rimborso/compensazione all’Agenzia delle Entrate, indicando causale e prove. Due: se hai pagato di meno o in ritardo, usa il ravvedimento operoso con nuovo F24 (D.Lgs. 472/1997, art. 13). Tre: se l’errore riguarda l’INPS o un ente locale, rivolgiti all’ente per la riallocazione del pagamento.
Conserva ricevute e quietanze. Prepara una nota chiara con cosa volevi pagare, cosa hai pagato e cosa chiedi. La qualità della documentazione velocizza la correzione.
Se sbaglio codice tributo o anno di riferimento, rischio sanzioni? Come rimediare in concreto?
Se l’importo è arrivato ma sul codice tributo o anno errati, l’imposta risulta non pagata dove serviva. L’errore formale può diventare sostanziale se non lo correggi. La soluzione pratica è un’istanza di rettifica all’Agenzia delle Entrate, indicando gli estremi della delega F24, il codice tributo usato per errore, quello corretto, l’anno giusto e l’importo. L’ufficio, se fondato, riallocherà il pagamento.
Se intanto maturano sanzioni e interessi, usa il ravvedimento operoso: versa la differenza dovuta, aggiungi sanzione ridotta e interessi legali. Ricorda che il saggio legale cambia con decreto MEF. In caso di tributi locali, l’istanza va al Comune competente, che applica la propria regolamentazione nel quadro della Legge 160/2019 e della normativa sui tributi locali.
