Modello Intrastat: come va compilato e cosa indicare?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Nel campo “Paese di origine” dell’INTRA-1 bis indica il Paese non preferenziale: unico produttore UE, Stato dell’ultima trasformazione sostanziale se più Stati UE, oppure Paese extra UE se la merce è originaria di fuori UE.

  • Il “Paese di origine” in Intrastat segue l’origine non preferenziale del Codice doganale dell’Unione (criterio dell’ultima trasformazione sostanziale).
  • Nel modello INTRA-1 bis usa il codice Paese a due lettere (ISO). Se lotti con origini diverse, spezza in più righe.
  • Se rivendi prodotti di terzi, fatti dichiarare l’origine in fattura dal fornitore e conserva la prova per 10 anni (art. 2220 c.c.).

Cos’è il “Paese di origine” in Intrastat e perché conta

Nel modello Intrastat il “Paese di origine” identifica dove il bene acquisisce la sua origine non preferenziale. Serve per fini statistici e di controllo.

L’origine non preferenziale deriva dal Codice doganale dell’Unione. Vale l’articolo 60 del Regolamento (UE) 952/2013. Conta l’ultima trasformazione sostanziale.

Le regole di dettaglio stanno nei Regolamenti 2015/2446 e 2015/2447. Indicano cosa significa “trasformazione sostanziale” per molte filiere.

In Italia l’obbligo Intrastat nasce dal D.L. 331/1993, articoli 47-50. Le istruzioni tecniche le pubblica l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con ISTAT.

Puoi consultare i testi su Normattiva e sui portali istituzionali di ADM e ISTAT. Ricorda che nel 2022 ADM ha aggiornato i modelli e i campi.

Le tre regole operative sull’origine

Se il bene nasce in un solo Stato membro UE, indichi quello Stato. Esempio: prodotto interamente in Italia, codice IT.

Se lavorazioni avvengono in più Stati UE, indichi lo Stato dell’ultima trasformazione sostanziale. È il passaggio che crea un prodotto nuovo o rilevante.

Se il bene è extra UE, indichi il Paese terzo. Anche se lo hai importato in Italia e poi rivenduto in UE. L’origine resta extra UE.

Queste regole riflettono il principio dell’ultima trasformazione. Le trovi nel Regolamento delegato (UE) 2015/2446 e nel Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447.

Non confondere “origine non preferenziale” con “preferenziale”. La preferenziale serve per dazi ridotti. In Intrastat usi la non preferenziale.

Dove si compila nel modello INTRA-1 bis

L’INTRA-1 bis riepiloga cessioni intracomunitarie di beni. Dal 2022 il tracciato prevede il campo “Paese di origine”.

Inserisci il codice ISO a due lettere del Paese. Usa la tabella Paesi adottata da ADM. Verifica eventuali nuovi codici e aggiornamenti.

Se vendi più lotti della stessa voce doganale ma con origini diverse, crea una riga per ogni origine. Così i dati restano coerenti.

Controlla la coerenza con voce doganale, massa netta, unità supplementari e natura della transazione. Eviti scarti al controllo formale.

Le istruzioni ufficiali ADM-ISTAT spiegano campi e regole di validazione. Consulta sempre la versione aggiornata del 2026.

Chi deve presentare Intrastat nel 2026

Se hai Partita IVA e vendi beni o servizi a soggetti IVA UE, presenti gli elenchi INTRA-1. Vale indipendentemente dall’importo.

Se acquisti beni o servizi da soggetti IVA UE, puoi dover presentare INTRA-2 per fini statistici. Scatta oltre certe soglie trimestrali.

Le soglie statistiche oggi sono 350.000 euro per acquisti di beni e 100.000 euro per acquisti di servizi nel trimestre. Sotto, non presenti INTRA-2.

Se sei in regime forfettario, presenti Intrastat solo per servizi resi a soggetti UE. Non presenti per cessioni di beni e per acquisti sotto soglia.

Le basi legali sono nel D.L. 331/1993 e nelle Determinazioni di ADM che aggiornano istruzioni e soglie. Trovi i riferimenti su Normattiva e ADM.

Periodicità e scadenze

La scadenza è il giorno 25 del mese successivo al periodo di riferimento. Vale per mensile e trimestrale.

Per le vendite, la periodicità dipende dai volumi. Se superi 50.000 euro in uno dei quattro trimestri precedenti, passi al mensile.

Se resti sotto 50.000 euro per quattro trimestri, puoi tornare al trimestrale. Applica la regola separatamente per beni e per servizi.

Verifica la soglia ogni trimestre. Documenta il calcolo in un memo interno. Aiuta in caso di controlli.

Le istruzioni ADM-ISTAT disciplinano esempi e casistiche di cambio periodicità. Segui sempre le ultime note tecniche.

Soglie per acquisti e sola statistica

Per gli acquisti di beni: presenti INTRA-2 bis se nel trimestre superi 350.000 euro. Compilazione solo per fini statistici.

Per gli acquisti di servizi: presenti INTRA-2 quater se nel trimestre superi 100.000 euro. Anche qui finalità statistiche.

Queste soglie riflettono la semplificazione entrata a regime dal 2022. ADM e ISTAT le confermano nelle istruzioni.

Monitora i totali trimestre per trimestre. Se superi la soglia, attivati dal periodo in corso secondo le istruzioni.

Archivia le evidenze del superamento. Dimostri la corretta applicazione del regime statistico.

Documenti da richiedere e conservare

Se sei produttore, raccogli le distinte base e i cicli di lavorazione. Dimostrano dove avviene la trasformazione sostanziale.

Se sei rivenditore, chiedi al fornitore la dichiarazione di origine in fattura. È la prova più pratica e tracciabile.

Per forniture ripetute, usa una dichiarazione a lungo termine del fornitore. Indica l’origine per un periodo definito.

Conserva fatture, dichiarazioni e calcoli di origine per 10 anni. Si applica l’articolo 2220 del codice civile.

Prevedi una procedura interna: chi determina l’origine, chi controlla e chi firma l’Intrastat. Riduci errori e ritardi.

Sanzioni e come rimediare

Se ometti o invii in ritardo gli elenchi fiscali, si applica l’articolo 11, comma 4, del D.Lgs. 471/1997. La norma prevede sanzioni amministrative.

Per le parti statistiche, può applicarsi il D.Lgs. 322/1989, articolo 7. ISTAT può sanzionare l’omissione o il rifiuto di risposta.

Se sbagli il Paese di origine, invia un elenco sostitutivo o integrativo. Le istruzioni ADM spiegano la procedura di rettifica.

Usa il ravvedimento operoso quando consentito. Riduci l’importo della sanzione se intervieni in fretta.

Conserva le ricevute telematiche di invio e di sostituzione. Sono la tua prova in caso di verifica.

Regola decisionale rapida

Dal caso pratico alla compilazione, passo per passo

1) Identifica l’operazione: vendita beni, vendita servizi, acquisto beni, acquisto servizi. Verifica la controparte con Partita IVA UE.

2) Controlla il tuo regime: ordinario, semplificato, forfettario. Se sei forfettario, valuta Intrastat solo per servizi resi.

3) Determina l’origine del bene: unica produzione UE, ultima trasformazione UE, oppure extra UE. Applica Reg. (UE) 952/2013 art. 60.

4) Verifica la periodicità: sotto o sopra 50.000 euro per vendite. Valuta le soglie trimestrali per acquisti: 350.000 beni, 100.000 servizi.

5) Prepara i dati: voce doganale, massa, valore, natura transazione, Paese partner, Paese di origine. Usa tabelle ufficiali ADM.

6) Compila e invia entro il 25 del mese successivo. Usa il canale telematico ADM o un software conforme.

7) Archivia prove e ricevute. Conserva dichiarazioni di origine e calcoli per 10 anni.

Casi particolari e come gestirli

Triangolazioni e dropshipping

Nelle triangolazioni UE, il bene può viaggiare da A a C, con fattura di B. L’origine resta del bene, non del paese di partenza.

Indica sempre l’origine non preferenziale corretta. Spezza le righe se cambiano voce doganale, Paese partner o origine.

Nel dropshipping da extra UE a cliente UE, l’origine è extra UE. Anche se la merce non transita per l’Italia.

Merci non unionali in libera pratica

Dopo l’immissione in libera pratica in UE, la merce diventa unionale. L’origine però resta del Paese terzo.

Compila l’INTRA-1 bis con l’origine extra UE. Indica il Paese partner come Stato membro di destinazione.

Questa distinzione evita errori frequenti tra “status unionale” e “origine”.

Kit e set

Per set composti, segui la regola della voce prevalente. Applica poi l’origine secondo la trasformazione sostanziale di quel prodotto.

Se i componenti hanno origini diverse e la regola non è chiara, valuta una classificazione preventiva. Documenta la scelta.

L’obiettivo è coerenza tra classificazione doganale e origine dichiarata.

“Made in” commerciale vs origine doganale

La dicitura “Made in” a fini marketing non coincide sempre con l’origine doganale. Intrastat richiede l’origine doganale.

Usa prove tecniche, non claim promozionali. Eviti contestazioni e rettifiche.

Confronta sempre le informazioni di prodotto con le regole del Reg. (UE) 952/2013 e successivi atti.

Fonti normative da consultare

Per le basi della cessione intracomunitaria, leggi il D.L. 331/1993 (Normattiva). Per l’origine, consulta il Reg. (UE) 952/2013 art. 60.

Per le regole applicative, verifica il Reg. delegato (UE) 2015/2446 e il Reg. di esecuzione (UE) 2015/2447.

Per modelli e istruzioni Intrastat 2026, fai riferimento alle pubblicazioni ADM e ISTAT. Trovi le Determinazioni direttoriali su ADM.

Scenario operativo Modello/Sezione da usare Campo “Paese di origine” e come compilarlo Periodicità e scadenza
Vendita intracomunitaria di beni prodotti interamente in Italia INTRA-1 bis (cessioni di beni) Inserisci “IT”. Se più origini nello stesso codice NC, crea righe distinte Mensile se superi 50.000 euro in uno dei 4 trimestri precedenti, altrimenti trimestrale; invio entro il 25
Vendita beni con fasi produttive in Polonia e Germania, ultima trasformazione in Germania INTRA-1 bis Inserisci “DE” per l’ultima trasformazione sostanziale (Reg. UE 952/2013 art. 60) Stessa regola: mensile/trimestrale; invio entro il 25 del mese successivo
Rivendita in UE di bene importato dalla Cina e messo in libera pratica in Italia INTRA-1 bis Inserisci “CN”. Lo status unionale non modifica l’origine non preferenziale Mensile/trimestrale in base a soglia; invio entro il 25
Acquisto intracomunitario di beni per 400.000 euro nel trimestre INTRA-2 bis (acquisti di beni, solo statistica) Compila anche il Paese di origine se previsto dalle istruzioni statistiche Obbligo statistico scatta oltre 350.000 euro; invio entro il 25
Regime forfettario che presta servizi a soggetto IVA francese INTRA-1 quater (prestazioni di servizi) Non si applica il “Paese di origine” perché non si tratta di beni Soglia vendite servizi 50.000 euro per periodicità; invio entro il 25

FAQ

Come faccio a determinare l’“ultima trasformazione sostanziale” quando il prodotto ha molte lavorazioni in UE?

Individua la fase che cambia la natura o la funzione del bene. È la trasformazione che crea un prodotto nuovo o con caratteristiche essenziali diverse. Esempio: taglio e cucitura che trasformano tessuto in capospalla è sostanziale. Stiratura o etichettatura non lo sono. Consulta gli allegati del Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447 con criteri per settore. Se resti nel dubbio, documenta la filiera con ordini di produzione e distinte base. Predisponi una nota tecnica interna che spieghi perché attribuisci l’origine a quello Stato. Questo approccio riduce il rischio di contestazioni e facilita eventuali rettifiche.

Se il mio fornitore non indica l’origine in fattura, posso spedire lo stesso e compilare l’Intrastat dopo?

Meglio evitare. L’origine è un campo da compilare in modo corretto nell’INTRA-1 bis. Se il fornitore non la indica, chiedi una dichiarazione scritta. Può essere anche una dichiarazione a lungo termine per forniture ripetitive. In mancanza, valuta fatture doganali, etichette tecniche, o schede prodotto. Se proprio devi inviare l’Intrastat, usa la migliore evidenza disponibile e specifica una procedura di integrazione documentale. Una volta ottenuta la dichiarazione corretta, invia un elenco sostitutivo secondo le istruzioni ADM. Conserva entrambe le ricevute telematiche e la prova della correzione.

Ho venduto lo stesso codice NC a un cliente spagnolo con metà merce originaria Italia e metà Cina. Come compilo?

Non aggregare in una sola riga. Crea due righe nel modello INTRA-1 bis, una con “IT” e una con “CN”. Riparti massa netta, unità supplementari e valore in modo coerente con i lotti. Mantieni costanti gli altri campi (natura della transazione, modalità di trasporto, Paese partner ES). Questa gestione evita incoerenze statistiche e possibili scarti. Archivia la ripartizione con documenti di magazzino e fatture di acquisto. In caso di controllo, potrai dimostrare la tracciabilità tra lotti e origine dichiarata.

Quali sanzioni rischio se sbaglio solo il Paese di origine ma il resto dell’Intrastat è corretto?

Un errore sul campo “Paese di origine” può generare una violazione formale. Per gli elenchi a fini fiscali si applica l’articolo 11, comma 4, del D.Lgs. 471/1997. Puoi rimediare inviando un elenco sostitutivo nei tempi indicati dalle istruzioni ADM. Se la violazione riguarda solo la componente statistica, si applica il D.Lgs. 322/1989, articolo 7, con eventuali sanzioni ISTAT. In ogni caso, intervieni subito. La correzione spontanea e tempestiva riduce il rischio sanzionatorio complessivo e mostra collaborazione con l’amministrazione.

Sono in regime forfettario: quando devo presentare Intrastat e cosa cambia sull’origine?

Se sei in regime forfettario, non presenti Intrastat per cessioni di beni, né per acquisti sotto le soglie statistiche. Devi però presentare l’INTRA-1 quater quando presti servizi a soggetti IVA UE, indipendentemente dall’importo. Per i servizi non esiste il campo “Paese di origine”, perché si applica ai beni. Se vendi beni in UE come forfettario, l’Intrastat non si presenta ma restano fermi gli obblighi civilistici e commerciali. Verifica sempre che il cliente sia soggetto IVA e che il luogo di tassazione del servizio segua le regole del D.L. 331/1993 e della normativa IVA UE. In caso di dubbi, documenta la qualifica del cliente e conserva le evidenze per 10 anni.

Riferimenti normativi utili (citazioni testuali)

D.L. 331/1993, articoli 47-50, reperibile su Normattiva; Regolamento (UE) n. 952/2013, articolo 60; Regolamento delegato (UE) 2015/2446; Regolamento di esecuzione (UE) 2015/2447; Istruzioni per la compilazione degli elenchi riepilogativi INTRA, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e ISTAT, edizione 2026; Determinazioni direttoriali ADM di aggiornamento modelli e tracciati.

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