Pagare una cartella esattoriale: come fare?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi pagare la cartella con PagoPA, RAV/F35, sportelli e “paga online”. Puoi chiedere rate fino a 72 o 120 mesi. Scaduti 60 giorni partono interessi, oneri e possibili azioni esecutive.

  • Termine ordinario: 60 giorni dalla notifica (art. 25 D.P.R. 602/1973). Dopo scattano interessi, oneri di riscossione e misure cautelari/esecutive.
  • Rateizzazione: ordinaria fino a 72 rate; straordinaria fino a 120 rate in comprovata grave difficoltà (art. 19 D.P.R. 602/1973; decreti MEF su interessi).
  • Pagamenti: canali PagoPA/PSP, RAV e F35, sportelli bancari/Poste/tabaccai, servizio “paga online” dell’agente della riscossione.

Cos’è la cartella di pagamento e cosa contiene

La cartella di pagamento è l’atto con cui l’agente della riscossione richiede somme iscritte a ruolo per conto di enti creditori. Parliamo di imposte, contributi e sanzioni.

La base giuridica è nel D.P.R. 602/1973: iscrizione a ruolo, formazione e notifica della cartella (articoli 10, 24, 25 e 26). Trovi i testi sul portale Normattiva.

La cartella contiene importi, causali, invito a pagare entro 60 giorni, istruzioni per il pagamento, per chiedere la rateazione e per fare ricorso. Indica anche il responsabile del procedimento.

Fonti essenziali

D.P.R. 602/1973 per ruoli e riscossione; D.L. 193/2016 ha istituito l’Agenzia delle Entrate-Riscossione; D.Lgs. 112/1999 sugli oneri; decreti MEF fissano il tasso degli interessi di dilazione. Consulta Normattiva per i testi vigenti.

Come pagare: canali, codici e prassi operative

Hai più canali. Scegli in base a comodità, scadenza e necessità di quietanza immediata.

  • PagoPA: usa il codice avviso/IUV stampato sugli allegati. Paghi su home banking, app PSP, sportelli, Poste e tabaccai convenzionati.
  • RAV: è un bollettino con codice univoco, spesso precompilato. Pagabile in banca, Poste e canali abilitati.
  • Modello F35: modulo bancario per versamenti verso concessionari. Alcune banche lo offrono anche in home banking.
  • Servizio “paga online”: area riservata dell’agente della riscossione. Visualizzi posizioni e paghi con strumenti elettronici.
  • Sportelli: banche, Poste, tabaccai e sportelli dell’agente della riscossione.

Conserva sempre la ricevuta. Verifica i codici della cartella (numero ruolo, codice avviso PagoPA o RAV) prima di confermare. Se hai più cartelle, non confondere i bollettini.

Pagamenti parziali e compensazione

Puoi pagare una cartella per intero o a rate con un piano formalmente concesso. Il pagamento “a pezzi” senza piano non evita interessi e azioni esecutive sul residuo.

La compensazione con crediti F24 non si applica alle cartelle già in riscossione, salvo specifiche procedure di sgravio/compensazione gestite dall’ente creditore. Chiedi prima conferma all’ufficio competente.

Rateizzare la cartella: piani ordinari e piani straordinari

La rateizzazione ordina il debito nel tempo. Riduce l’impatto di cassa, ma applica interessi di dilazione fissati dal MEF. Gli interessi maturano sulle rate residue.

Riferimento: art. 19 D.P.R. 602/1973. Le istruzioni operative sono pubblicate dall’agente della riscossione e dal MEF. Consulta Normattiva per i testi di legge.

Piano ordinario fino a 72 rate

  • Importo fino a 100.000 euro: puoi chiedere online, dichiarando temporanea difficoltà economica. Non serve allegare documenti. Fino a 72 rate mensili.
  • Importo oltre 100.000 euro: domanda con PEC o agli sportelli. Serve documentare la situazione economica (per persone fisiche spesso ISEE; per imprese indici economico-finanziari). Fino a 72 rate mensili.
  • Rate flessibili: puoi chiedere rate crescenti. Utile se prevedi maggiori incassi futuri.

Il mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive, fa decadere dal beneficio, salvo diverse misure transitorie previste di volta in volta dal legislatore. Dopo la decadenza, l’intero residuo diventa esigibile.

Piano straordinario fino a 120 rate

Se non puoi sostenere 72 rate, puoi chiedere il piano straordinario fino a 120 mesi. Devi dimostrare grave e comprovata difficoltà.

La valutazione segue parametri fissati da decreti MEF e prassi dell’agente della riscossione. In genere si guarda al rapporto tra rata sostenibile e reddito/cash flow.

La documentazione tipica: ISEE per persone fisiche; bilanci, indici e prospetti finanziari per imprese e autonomi. Prepara dati chiari e verificabili.

Modifica, proroga e riammissione

  • Proroga: puoi chiedere l’allungamento del piano se peggiorano le condizioni. Devi provarlo con documenti aggiornati.
  • Nuova rateizzazione dopo decadenza: è possibile su carichi residui, ma alle condizioni vigenti e con eventuale perdita di agevolazioni. Nel frattempo riprendono le azioni esecutive.
  • Anticipo: puoi estinguere prima versando il residuo. Risparmi interessi futuri.

Cosa succede oltre i 60 giorni: interessi, oneri, misure cautelari ed esecutive

Se non paghi entro 60 giorni dalla notifica (art. 25 D.P.R. 602/1973), si aggiungono interessi di mora, oneri di riscossione e spese. Gli interessi seguono il tasso legale o quello fissato da decreti MEF per la mora e la dilazione.

L’agente può adottare misure cautelari e poi esecutive, nel rispetto dei termini e delle soglie di legge del D.P.R. 602/1973.

  • Fermo amministrativo (art. 86): blocco del veicolo. Si sblocca pagando o con rateizzazione accolta e prima rata pagata.
  • Ipoteca (art. 77): iscrizione sull’immobile, con limiti e comunicazioni preventive.
  • Pignoramento presso terzi (art. 72-bis): su stipendi, pensioni, conti correnti. Valgono le percentuali di legge e i limiti di impignorabilità.
  • Espropriazione immobiliare (art. 76): con soglie minime e cautele.
  • Intimazione di pagamento (art. 50): preavviso prima dell’esecuzione trascorso un anno dalla notifica.

Controlla sempre la regolarità della notifica e l’esattezza degli importi. Se rilevi errori, puoi chiedere sgravio o sospensione.

Sospensione e autotutela

Se il debito è già pagato, prescritto o non dovuto, puoi chiedere la sospensione legale della riscossione all’agente, indicando la causa e allegando prove. La procedura è prevista da norme come la Legge 228/2012. Verifica su Normattiva le disposizioni vigenti.

In caso di errori dell’ente creditore, l’ente può disporre sgravio o annullamento in autotutela. Segui le indicazioni operative pubblicate dall’ente e dall’agente della riscossione.

Errori comuni da evitare

  • Usare un bollettino sbagliato: controlla sempre codice avviso, IUV o RAV e scadenza.
  • Pagare “un po’ alla volta” senza piano: non blocca interessi né azioni sul residuo.
  • Chiedere 120 rate senza prove: il piano straordinario richiede documentazione chiara.
  • Dimenticare gli acconti correnti: pianifica cassa considerando IVA, imposte e contributi futuri.
  • Ignorare l’intimazione: è l’ultima chiamata prima dell’esecuzione. Agisci subito.

Regola decisionale rapida

Passi logici per scegliere cosa fare

  • Entro 60 giorni e hai liquidità: paga subito con PagoPA/RAV. Eviti interessi e oneri.
  • Entro 60 giorni ma liquidità limitata:
    • Se il debito è fino a 100.000 euro: chiedi online 72 rate. Scegli rata sostenibile.
    • Se il debito supera 100.000 euro: prepara documenti (ISEE o bilanci) e richiedi 72 rate via PEC/sportello.
    • Se 72 rate sono troppe per te: valuta 120 rate, ma raccogli prove della grave difficoltà.
  • Oltre 60 giorni:
    • Verifica se puoi ancora evitare azioni con una rateizzazione rapida. Paga almeno la prima rata appena concessa.
    • Hai ricevuto preavvisi (fermo, ipoteca, intimazione)? Agisci entro i termini indicati.
  • Dubbi sulla legittimità della cartella:
    • Controlla notifica, prescrizione e calcoli. Se c’è un vizio, chiedi sospensione o sgravio all’ente/agente.
  • Più cartelle e poca cassa: aggrega in un’unica istanza di rateizzazione quando possibile. Privilegia la regolarità contributiva per appalti e DURC.

Riferimenti normativi da conoscere

  • D.P.R. 602/1973: articoli 19 (rate), 25-26 (cartella e notifica), 50 (intimazione), 72-bis (pignoramento), 77 (ipoteca), 86 (fermo), 76 (espropriazione).
  • D.Lgs. 112/1999: oneri di riscossione e rapporti con l’agente.
  • D.L. 193/2016: riorganizzazione della riscossione nazionale.
  • Decreti MEF: tassi di interesse legale, mora e dilazione.
  • Legge 228/2012: sospensione legale su istanza del contribuente in casi tipici.
Scenario Requisiti/Documenti Durata/Rate Canale operativo Tempistiche/Note
Pagamento in unica soluzione entro 60 giorni Nessun documento. Verifica codice avviso/IUV o RAV 1 versamento PagoPA/PSP, RAV, F35, sportelli, “paga online” Immediato. Niente interessi di mora né oneri aggiuntivi
Rateizzazione ordinaria fino a 100.000 euro Autodichiarazione di temporanea difficoltà. Senza allegati Fino a 72 rate mensili; possibili rate crescenti Richiesta online area riservata. Pagamento rata via PagoPA/RAV Concessione rapida. Decadenza con 5 rate non pagate
Rateizzazione ordinaria oltre 100.000 euro Documenti economici: ISEE per persone fisiche; indici/bilanci per imprese Fino a 72 rate mensili PEC o sportello. Esame istruttorio Tempi variabili. Interessi di dilazione MEF
Piano straordinario per grave difficoltà Prova documentale della non sostenibilità del piano 72 rate Fino a 120 rate mensili PEC o sportello. Valutazione tecnica Serve motivazione solida. Possibile richiesta integrazioni
Dopo 60 giorni non pagato Eventuale istanza di rateizzazione urgente Scattano interessi/oneri. Possibili fermo, ipoteca, pignoramento

FAQ

Qual è la differenza pratica tra PagoPA, RAV e F35 per pagare la cartella?

PagoPA usa un codice avviso/IUV collegato alla singola posizione. È il canale più rapido e diffuso, attivo presso banche, Poste, tabaccai e app dei prestatori di servizi di pagamento. La ricevuta digitale contiene tutti i dati utili per la riconciliazione.

Il RAV è un bollettino con codice numerico univoco. È spesso allegato alla cartella. Lo paghi in banca, Poste o online se il tuo home banking lo prevede. Assicurati che l’importo corrisponda alla scadenza indicata, perché gli importi possono aggiornarsi con gli interessi.

Il F35 è un modulo di versamento usato in banca. Alcuni istituti lo permettono anche via home banking. Devi trascrivere correttamente i codici della cartella. È meno immediato rispetto a PagoPA e più esposto a errori di digitazione. Se hai il codice avviso PagoPA, usa quello: riduci i rischi.

Posso chiedere la rateizzazione se ho già ricevuto un preavviso di fermo o un pignoramento?

Sì, in molti casi puoi ancora chiedere la rateizzazione. Se il piano viene concesso e paghi la prima rata, l’agente della riscossione può sospendere o revocare le misure cautelari, come il fermo, e congelare le procedure esecutive sul debito oggetto di piano. Restano però dovute spese già maturate e, se c’è un pignoramento presso terzi, servono atti formali per la sospensione. Tutto dipende dai tempi e dallo stato della procedura.

La base normativa è nel D.P.R. 602/1973 (misure cautelari ed esecutive) e nell’art. 19 sulla rateizzazione. Verifica sempre le comunicazioni ricevute e i termini indicati nell’intimazione di pagamento (art. 50). Muoviti rapidamente: prima ottieni la concessione, prima si fermano gli effetti più invasivi.

Quante rate posso saltare prima di decadere dal piano? E cosa succede alla decadenza?

La regola ordinaria prevede la decadenza se non paghi 5 rate, anche non consecutive. Attenzione: il legislatore può introdurre deroghe temporanee. Controlla sempre le condizioni riportate nel provvedimento di concessione e gli eventuali aggiornamenti pubblicati dall’agente della riscossione e dal MEF.

Con la decadenza, perdi il beneficio della dilazione. L’intero residuo diventa esigibile. Ripartono o proseguono le azioni cautelari ed esecutive. Gli interessi continuano a maturare. Puoi chiedere una nuova rateizzazione sui carichi residui, ma alle condizioni vigenti e senza automatismi: non contare su finestre straordinarie se non previste dalla legge.

Posso contestare la cartella se credo che l’importo sia errato o il debito prescritto?

Sì. Hai più strade, a seconda della causa e dell’ente creditore. Se ritieni che il debito sia inesistente, prescritto, già pagato, o che ci sia un vizio di notifica, puoi presentare un’istanza di sospensione della riscossione all’agente, allegando prove (ricevute, provvedimenti, sentenze). Norme come la Legge 228/2012 disciplinano la sospensione su autodichiarazione in casi tipici.

In parallelo, puoi rivolgerti all’ente creditore per chiedere sgravio o annullamento in autotutela. Se necessario, valuta il ricorso giudiziale entro i termini di legge e davanti al giudice competente (tributario per imposte, previdenziale per INPS, ordinario per sanzioni stradali, ecc.). Consulta i testi su Normattiva e le istruzioni operative dell’ente per i termini esatti di impugnazione.

Come scelgo tra 72 e 120 rate? Qual è l’impatto sugli interessi e sul merito creditizio?

La scelta dipende dalla tua capacità di cassa. Se riesci a sostenere 72 rate senza stress, è spesso la soluzione migliore: paghi prima e riduci gli interessi di dilazione. Se la rata a 72 mesi assorbe troppa liquidità e mette a rischio i pagamenti correnti (stipendi, fornitori, imposte future), valuta 120 mesi, ma prepara una documentazione solida della grave difficoltà. Senza prove, il piano straordinario non viene concesso.

Rate più lunghe aumentano gli interessi totali e possono pesare sul merito creditizio, perché mostrano esposizione fiscale protratta. Banche e controparti potrebbero chiedere la regolarità contributiva. Mantieni le rate puntuali: evita la decadenza. Ricorda che i tassi di dilazione sono fissati con decreti MEF e possono variare nel tempo: informati sul tasso vigente al momento della domanda.

Per le norme, vedi art. 19 D.P.R. 602/1973 per i piani; D.P.R. 602/1973 artt. 25, 50, 72-bis, 76, 77 e 86 per termini e azioni; D.Lgs. 112/1999 e provvedimenti MEF per oneri e interessi. I testi aggiornati sono consultabili su Normattiva e sui siti istituzionali (Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Entrate-Riscossione).

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