Pagare un F24 online: dove farlo e come?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi pagare l’F24 online dal portale dell’Agenzia delle Entrate con addebito su IBAN registrato, oppure dal tuo home banking. Se usi compensazioni di crediti, devi usare i servizi telematici dell’Agenzia.

  • Base giuridica: versamenti unitari e compensazioni con modello F24 (D.Lgs. 241/1997). Obbligo telematico per titolari di partita IVA e F24 con compensazioni (D.L. 223/2006; D.L. 124/2019, legge di conversione 157/2019).
  • Prerequisiti: SPID/CIE, IBAN presso banca aderente, corretta tipologia di F24 (ordinario, semplificato, ELIDE, accise). Ricevuta telematica come prova di pagamento.
  • Tempi: il pagamento via Agenzia è di norma eseguibile fino alle 23:59 del giorno di scadenza; l’home banking può avere cut-off anticipati. Annullamento solo prima dell’addebito.

Panoramica operativa: come funziona il pagamento F24 online nel 2026

Il modello F24 accorpa imposte, contributi e tributi. La legge lo chiama versamento unitario. La norma di riferimento è il D.Lgs. 241/1997. Qui trovi le regole base su come pagarlo online.

I canali sono due: servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e home banking. Entrambi addebitano il conto che indichi. La differenza sta nei controlli, negli obblighi e nelle ricevute.

Se hai partita IVA o usi compensazioni di crediti, valgono regole più rigide. In molti casi devi usare solo i servizi dell’Agenzia. Questa previsione deriva da decreti legge antifrode poi convertiti in legge.

Le fonti ufficiali sono pubblicate su Normattiva, Agenzia delle Entrate e Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia. In questa guida le citiamo testualmente senza link.

Canali disponibili e differenze operative

Portale dell’Agenzia delle Entrate: compili l’F24 online (F24 Web/Online), registri l’IBAN e disponi l’addebito. Ottieni una “quietanza telematica”. È valida come ricevuta fiscale.

Home banking: compili un F24 digitale nella tua banca. La banca invia l’ordine. Ricevi una ricevuta bancaria. Attenzione ai limiti di servizio e agli orari di cut-off della banca.

Con compensazioni di crediti, spesso non puoi usare l’home banking. Devi passare dai servizi dell’Agenzia. Questa è una misura di controllo prevista da D.L. 124/2019, legge 157/2019.

Requisiti tecnici e documentali

Ti servono credenziali SPID o CIE per entrare nei servizi dell’Agenzia. Queste identità digitali sono previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).

Devi indicare un IBAN di un conto intestato a te o alla tua impresa. Il conto deve essere presso banca o Poste aderenti all’addebito per F24. L’Agenzia controlla questa aderenza.

Per delegare un intermediario abilitato (come un consulente), serve una delega formale ai servizi telematici. La disciplina discende dai provvedimenti dell’Agenzia sulle deleghe Entratel.

Obblighi, limiti e casi particolari

Soggetti obbligati al canale telematico dell’Agenzia

I titolari di partita IVA devono inviare gli F24 solo per via telematica. Lo prevede il D.L. 223/2006, convertito in legge 248/2006. Il canale può essere Agenzia o banca, ma ci sono eccezioni.

Se l’F24 contiene compensazioni di crediti tributari o previdenziali, devi usare i servizi telematici dell’Agenzia. Questo vincolo rafforza i controlli sulle compensazioni (D.L. 124/2019, legge 157/2019).

Per taluni crediti IVA oltre soglie, serve anche visto di conformità e preventiva presentazione della dichiarazione. La regola nasce dal D.L. 78/2009, legge 102/2009, e successive modifiche.

Tipi di F24: quale usare e quando

F24 ordinario: è il modello “universale”. Serve per imposte erariali (IRPEF, IRES, IVA), INPS, INAIL, addizionali e tributi vari. Ha molte sezioni e codici tributo.

F24 semplificato: è una versione più breve per tributi locali, come IMU e TARI. È utile per persone fisiche e piccoli versamenti. Le informazioni richieste sono minori.

F24 ELIDE (elementi identificativi): serve quando il tributo richiede dati specifici. Ad esempio imposta di registro per locazioni, sanzioni e altri casi con “elementi identificativi”.

F24 accise: dedicato ai prodotti soggetti ad accisa. Lo usano operatori di settori regolati. Ha regole tecniche proprie.

Procedura passo-passo: dall’Agenzia delle Entrate

Registrazione IBAN e primo accesso

Accedi ai servizi dell’Agenzia con SPID o CIE. Vai nell’area dei “Pagamenti F24”. Qui puoi registrare l’IBAN per l’addebito diretto. L’IBAN deve essere attivo e intestato al contribuente.

La registrazione IBAN richiede pochi minuti. In alcuni casi la conferma avviene entro 24 ore. Una volta registrato, lo selezioni dai menu a tendina nella fase di pagamento.

La registrazione IBAN aderisce agli standard bancari. L’Agenzia verifica la banca aderente e il formato SEPA. Se l’IBAN non è ammesso, il sistema lo segnala.

Compilazione e invio dell’F24

Seleziona il tipo di F24 corretto (ordinario, semplificato, ELIDE). Indica periodo di riferimento, sezione, codici tributo e importi. Le voci riprendono quelle del modello cartaceo.

Verifica la parte anagrafica: codice fiscale, domicilio fiscale, eventuali coobbligati. Questi dati devono riflettere il soggetto che paga. Gli errori anagrafici causano scarti.

Conferma data di addebito e IBAN. Invia l’ordine. Otterrai una ricevuta di accoglienza e, a seguito dell’addebito, la quietanza telematica. Salvala e conservala.

Procedura passo-passo: dal tuo home banking

Accesso e scelta del servizio

Accedi all’area personale della banca. Vai nella sezione “Pagamenti F24”. Ogni banca usa una grafica diversa. Alcune richiedono un’ulteriore conferma di sicurezza (OTP).

Avvia un nuovo pagamento F24. Scegli il modello corretto. Controlla i tuoi dati anagrafici precompilati. Se servono modifiche, aggiornali prima di procedere.

Compila le voci come nel modello cartaceo: sezione, codici tributo, rateazione, anno di riferimento, importi a debito e a credito. Le caselle non pertinenti vanno lasciate vuote.

Conferma, orari e ricevuta

Scegli la data di pagamento e conferma con le credenziali forti previste dalla PSD2 (ad esempio OTP). La banca mostra un riepilogo finale. Controlla bene codici e importi.

Attenzione ai cut-off: molte banche anticipano l’orario utile. Se paghi tardi, il pagamento parte il giorno lavorativo successivo. Questo può generare interessi e sanzioni.

Scarica e conserva la ricevuta bancaria. È valida come prova. Per F24 con compensazioni, verifica prima se la banca è ammessa. In caso contrario usa il portale dell’Agenzia.

Sicurezza, ricevute e controlli

Quietanza, scarti e annullamenti

La quietanza telematica dell’Agenzia è la prova più forte del pagamento. Riporta data di addebito, importi e codici tributo. Conservala insieme alla liquidazione o all’imposta cui si riferisce.

Se il pagamento viene scartato (IBAN non ammesso, dati errati, fondi insufficienti), il sistema ti invia un messaggio. Correggi e ripeti l’invio. Evita ritardi sulle scadenze.

L’annullamento è possibile solo prima dell’addebito. Sui servizi dell’Agenzia esiste una funzione di revoca entro termini tecnici. Sull’home banking dipende dalla banca e non è garantito.

Compensazioni e limiti

La compensazione usa un tuo credito fiscale o contributivo per ridurre un debito. È prevista dall’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997. Semplifica la tesoreria, ma richiede attenzione.

Oggi i controlli sono rigorosi. Per compensare alcuni crediti serve la presentazione della dichiarazione e, oltre certe soglie, il visto di conformità. Le regole derivano dal D.L. 78/2009 e provvedimenti attuativi.

Se l’F24 contiene qualsiasi compensazione, nella maggior parte dei casi devi presentarlo tramite i servizi telematici dell’Agenzia (D.L. 124/2019, legge 157/2019). Consideralo una regola pratica.

Regola decisionale rapida

Quale canale scelgo in base al mio caso

Sei un privato e non compensi crediti? Puoi usare home banking o Agenzia. Scegli quello che ti fa arrivare prima la ricevuta e rispetta gli orari.

Hai partita IVA e non compensi? Puoi usare sia Agenzia sia home banking telematico. Verifica che la banca sia abilitata al servizio F24.

Hai partita IVA e compensi crediti? Usa i servizi telematici dell’Agenzia. Prepara documenti, deleghe e visto se necessari.

Hai un F24 a zero (solo compensazioni)? Usa i servizi telematici dell’Agenzia. Conserva la quietanza. È obbligatorio.

Dubbi su IBAN ammesso o su tipo di modello (ordinario, semplificato, ELIDE)? Preferisci il canale dell’Agenzia. Ti guida e riduce il rischio di errore.

Errori frequenti e come evitarli

Codici tributo e sezioni

Molti errori nascono da codici tributo sbagliati o sezioni errate. Erario, INPS, Regioni, Enti locali, IMU: scegli sempre la sezione corretta. Consulta le risoluzioni dell’Agenzia che istituiscono i codici.

Controlla l’anno o periodo di riferimento. Per IMU, l’anno è quello d’imposta. Per ritenute, indica il mese corretto. Gli errori generano avvisi e sanzioni.

Rateazione, interessi e ravvedimento

Se paghi in ritardo, usa il ravvedimento operoso. È previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Devi versare imposta, sanzione ridotta e interessi legali.

Per tributi che prevedono rate, rispetta scadenze e interessi. Indica correttamente il numero di rata nella casella di rateazione. Sbagliare la rateazione crea disallineamenti.

Imposta di bollo su e-fatture e altri casi

L’imposta di bollo sulle fatture elettroniche segue regole specifiche (D.M. 17 giugno 2014 e provvedimenti dell’Agenzia). Spesso l’addebito avviene con F24 predisposto.

Verifica sempre la periodicità e i totali. Se opti per l’addebito tramite servizi dell’Agenzia, assicurati che l’IBAN sia registrato e attivo.

Scenario Canale consentito/consigliato Requisiti chiave Tempistiche e scadenze Ricevute/Note
Privato che paga IMU senza compensazioni Home banking o servizi Agenzia Dati immobili corretti; codice tributo IMU; eventuale ripartizione acconto/saldo (L. 160/2019) Acconto 16 giugno; saldo 16 dicembre; cut-off bancario variabile Ricevuta bancaria o quietanza telematica; verifica ente e codice catastale
Partita IVA con F24 senza compensazioni Home banking abilitato o servizi Agenzia SPID/CIE per Agenzia; IBAN aderente; codici tributo corretti Di norma entro il 16 del mese per IVA/ritenute; invio fino a 23:59 su Agenzia Quietanza telematica (Agenzia) o ricevuta bancaria; conserva 10 anni
Partita IVA con compensazioni di crediti Servizi telematici dell’Agenzia Dichiarazione presentata; visto di conformità se richiesto; delega a intermediario se usato (D.L. 124/2019) Stesse scadenze del tributo; invio telematico obbligatorio Quietanza telematica; controlli automatici su crediti e importi
F24 a zero (solo compensazioni) Servizi telematici dell’Agenzia Verifica crediti disponibili; corretto riporto nelle deleghe di pagamento Invio entro la scadenza; nessun addebito Quietanza telematica essenziale per dimostrare la compensazione
Imposta di bollo su fatture elettroniche Servizi Agenzia (consigliato) Verifica del riepilogo trimestrale; IBAN registrato; D.M. 17/06/2014 Scadenze trimestrali stabilite da provvedimenti Agenzia Quietanza telematica; possibile addebito automatico

FAQ: domande frequenti su F24 online

Posso sempre usare l’home banking per pagare l’F24?

No. L’home banking va bene per molti casi, ma non per tutti. Se sei titolare di partita IVA, l’invio telematico è sempre obbligatorio. Questo obbligo si può assolvere con banca o con i servizi dell’Agenzia. Tuttavia, se il tuo F24 contiene compensazioni di crediti, nella maggior parte dei casi devi usare esclusivamente i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Questa misura è prevista dai decreti legge antifrode e dalla relativa legge di conversione del 2019 (D.L. 124/2019, L. 157/2019). In pratica: F24 senza compensazioni? Puoi usare la banca se abilitata. F24 con compensazioni o a zero? Usa il portale dell’Agenzia per essere conforme e ottenere la quietanza telematica con i controlli automatici.

Quale IBAN posso registrare per l’addebito sul portale dell’Agenzia?

Puoi registrare un IBAN di un conto corrente intestato al soggetto che paga (persona fisica o impresa). Il conto deve essere presso un intermediario aderente all’addebito F24 dell’Agenzia. L’IBAN estero è ammesso solo se la banca aderisce agli schemi SEPA e all’accordo con l’Agenzia; in caso contrario il sistema lo rifiuta. Non puoi usare l’IBAN di un soggetto diverso dal contribuente, salvo casi di co-intestazione o delega formale gestita da un intermediario abilitato. Verifica sempre disponibilità fondi e limiti di addebito del conto nel giorno scelto per il pagamento.

Come funziona il ravvedimento operoso se sbaglio o pago in ritardo?

Il ravvedimento operoso ti consente di rimediare in autonomia a ritardi ed errori. La base normativa è l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. Devi versare: imposta dovuta, sanzione ridotta in base al ritardo (più paghi presto, meno versi) e interessi legali calcolati giorno per giorno. Compili un nuovo F24 con i codici tributo delle sanzioni e degli interessi indicati nelle risoluzioni dell’Agenzia. Se avevi già presentato un F24 errato, non lo annulli dopo l’addebito. Versi la differenza e sistemi con il ravvedimento. Per IMU e tributi locali valgono le stesse logiche, con le specificità della legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) e regolamenti comunali.

Che differenza c’è tra F24 ordinario, semplificato ed ELIDE?

L’F24 ordinario è il più completo: lo usi per imposte erariali, ritenute, contributi INPS, INAIL e altri tributi. L’F24 semplificato è una versione ridotta, utile per tributi locali come IMU e TARI: richiede meno dati e semplifica la compilazione. L’F24 ELIDE serve quando il pagamento richiede “elementi identificativi” aggiuntivi (per esempio numero di contratto di locazione, targa o altri riferimenti). Usare il modello corretto evita scarti e ritardi. In caso di dubbio, controlla le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le risoluzioni che istituiscono i codici tributo, disponibili sui canali istituzionali.

Posso annullare un F24 dopo averlo inviato?

Dipende dallo stato dell’operazione. Se hai disposto l’addebito sul portale dell’Agenzia, puoi revocare entro i termini tecnici fissati dal servizio, cioè prima che l’ordine vada in esecuzione presso la banca. Trovi la funzione di revoca nella stessa area dei pagamenti. Dopo l’addebito, non puoi più annullare: devi correggere con un nuovo F24 o con il ravvedimento operoso, se dovuto. Sull’home banking la revoca dipende dalle regole della banca e dall’orario di cut-off. In generale, agisci subito se noti un errore. Ricorda che le responsabilità e le prove di pagamento si basano sulle ricevute: conserva sempre la quietanza telematica o la ricevuta bancaria e, in caso di scarti, le comunicazioni del sistema. Fonti: D.Lgs. 241/1997, provvedimenti dell’Agenzia sulle modalità di versamento telematico, documentazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

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