Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Se hai la partita IVA devi pagare l’F24 online. Senza partita IVA puoi usare anche il cartaceo, ma compensazioni, saldo zero e alcune soglie impongono il canale telematico.
- Titolari di partita IVA: obbligo di pagamento telematico (Entrate o home banking/CBI) per tutti gli F24.
- Privati senza partita IVA: cartaceo ammesso, esclusi F24 con compensazione, a saldo zero e oltre soglie previste.
- Ricevute: conserva la quietanza per almeno 5 anni. In caso di errori usa correzione o ravvedimento operoso.
Cos’è il modello F24 e quando si usa
Il modello F24 è il modulo unico per pagare imposte, contributi e tributi. Serve per IRPEF, IRES, IVA, IMU, TARI, contributi INPS, premi INAIL e molte altre voci.
La base normativa è nel decreto legislativo 9 luglio 1997 n. 241. Qui si definiscono i versamenti unitari e la compensazione. Trovi i testi su Normattiva.
Il pagamento può avvenire con soldi dovuti o “in compensazione”. Compensazione significa usare un credito fiscale per ridurre un debito. Se crediti e debiti si annullano, l’F24 è “a saldo zero”.
Riferimenti normativi essenziali
Le regole pratiche nascono da più norme: d.lgs. 241/1997 (versamenti e compensazioni); d.l. 223/2006, art. 37 comma 49 (obbligo telematico per titolari di partita IVA); d.l. 66/2014, art. 11 (stop cartaceo in caso di compensazioni, saldo zero e limiti ai contanti per i privati); d.l. 78/2009 (visto di conformità per crediti IVA oltre soglia); d.l. 124/2019 (rafforzamento controlli su compensazioni). L’Agenzia delle Entrate disciplina i servizi telematici con propri provvedimenti. INPS e INAIL regolano l’uso dell’F24 per i contributi con proprie circolari. I testi sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali delle amministrazioni competenti.
Canali di pagamento: obblighi e alternative
Titolari di partita IVA: obbligo telematico
Se hai la partita IVA devi usare canali telematici per tutti gli F24. Lo richiede il d.l. 223/2006. Puoi usare i servizi dell’Agenzia delle Entrate o l’home banking/CBI della banca.
I servizi Entrate includono F24 web e F24 online nell’area riservata, accessibili con SPID, CIE o CNS. Inserisci i dati del modello e autorizzi l’addebito su un conto abilitato.
Con l’home banking, compili una delega F24 nella sezione pagamenti. Segui la mappa del modello, inserisci codici tributo e autorizzi l’addebito. Il layout varia da banca a banca.
Privati senza partita IVA: quando puoi usare il cartaceo
Se non hai la partita IVA, puoi pagare anche con F24 cartaceo presso banca, Poste o agente della riscossione. Alcuni PSP abilitati (come esercizi convenzionati) possono accettarlo.
Eccezioni importanti, per cui serve il telematico (d.l. 66/2014): F24 con compensazione di crediti; F24 a saldo zero; versamenti sopra determinate soglie non pagabili in contanti allo sportello. In questi casi usa Entrate o home banking.
Se paghi allo sportello, porta due copie del modello compilato. Paga in contanti o con bancomat entro i limiti ammessi. Ricevi la copia quietanzata da conservare.
Modalità telematiche disponibili
Puoi pagare con: F24 web/online dell’Agenzia delle Entrate (addebito su IBAN registrato); home banking o CBI (flussi F24); intermediario abilitato Entratel (commercialista o CAF) che invia per tuo conto.
Per usare i servizi Entrate, registra un IBAN di un conto di pagamento abilitato. L’addebito avviene nella data scelta, se ci sono fondi.
Compilazione corretta dell’F24
Dati anagrafici e IBAN
Compila codice fiscale, domicilio fiscale, codice ufficio se richiesto. Verifica l’IBAN selezionato per l’addebito. Un IBAN errato causa scarto o mancato addebito.
Codici tributo, rateazione e anno di riferimento
I codici tributo identificano cosa paghi. Li trovi nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Inserisci l’anno d’imposta. Se rateizzi, compila la sezione rate con numero rata e totale rate previsto.
Controlla sezioni corrette: Erario per imposte statali; Regioni per addizionali; IMU e TASI per tributi comunali; INPS per contributi. Campi non pertinenti restano vuoti.
Tipi di F24: quale scegliere
F24 ordinario: modulistica completa per imposte e contributi. F24 semplificato: usato spesso per IMU e tributi locali con layout ridotto. F24 Elide: elementi identificativi, serve per imposta di registro e locazioni. F24 Accise: per accise e monopoli.
Scegli il modello richiesto dalla fattispecie. Le istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate spiegano, con esempi, come compilarli.
Compensazioni e saldo zero: regole stringenti
Cos’è la compensazione e quando conviene
La compensazione usa un credito per ridurre o azzerare un debito. Esempio: credito IRPEF da dichiarazione che copre acconti dell’anno successivo. Conviene quando il credito è certo, liquido e utilizzabile.
Verifica sempre se il credito è disponibile. Alcuni crediti richiedono la presentazione della dichiarazione prima dell’uso. Altri richiedono un visto di conformità del professionista.
Soglie, visto di conformità e controlli
Per crediti IVA oltre 5.000 euro serve la dichiarazione presentata e il visto di conformità. Lo prevede il d.l. 78/2009. L’uso può iniziare dal decimo giorno successivo alla presentazione.
Per crediti da imposte dirette e IRAP oltre determinate soglie, il d.l. 124/2019 ha rafforzato controlli e vincoli. In questi casi serve almeno la presentazione della dichiarazione. In molte situazioni è richiesto anche il visto di conformità, secondo le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Se l’F24 è a saldo zero o usa compensazioni, devi inviarlo tramite i canali telematici Entrate. Le banche non possono accettare il cartaceo.
Dove si paga un F24 con compensazione
Usa F24 web/online dell’Agenzia delle Entrate o un intermediario Entratel. Così l’Agenzia controlla i crediti prima dell’addebito. In home banking la compensazione è possibile solo se il flusso passa da canali abilitati CBI e se la banca lo consente, ma per saldo zero resta obbligatorio il canale Entrate.
Errori, scarti e ritardi: cosa fare
Ravvedimento operoso e calcolo base
Se paghi in ritardo, usa il “ravvedimento operoso”. È uno sconto sulle sanzioni, se ti regolarizzi spontaneamente. La norma è l’art. 13 del d.lgs. 472/1997.
Calcoli tre voci: imposta dovuta; sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo; interessi con il tasso legale vigente del MEF. Compili un F24 con gli appositi codici tributo per sanzioni e interessi.
Annullamento o correzione di un F24 già inviato
Se hai inviato un F24 telematico per una data futura, puoi chiederne l’annullamento entro i termini tecnici fissati dal canale usato. Oltre il termine, l’addebito parte. Se l’importo è sbagliato, puoi presentare istanza di correzione del versamento all’Agenzia delle Entrate. Per tributi locali, contatta l’ente competente.
Per codici tributo o anni imposta errati, spesso l’ufficio può riliquidare le somme tramite istanza. Se hai versato in eccesso, valuta anche il rimborso o la compensazione futura.
Fondi insufficienti e mancato addebito
Se il conto non ha fondi nella data scelta, l’addebito non va a buon fine. Il debito resta dovuto. Ripeti il pagamento appena possibile e valuta il ravvedimento. Controlla le ricevute: uno scarto telematico non è pagamento.
Regola decisionale rapida
Usa questa scorciatoia per scegliere il canale giusto:
- Hai la partita IVA? Sì: paga solo online (Entrate o home banking/CBI). No: vai allo step successivo.
- Il tuo F24 usa compensazioni o è a saldo zero? Sì: paga online tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate. No: vai allo step successivo.
- L’importo è elevato e non vuoi/puoi usare contanti allo sportello? Usa canali telematici o addebito su conto allo sportello.
- Preferisci la ricevuta digitale immediata e tracciabilità? Scegli il telematico anche se non obbligatorio.
Conservazione delle ricevute e deleghe
Ricevute digitali e cartacee: valore probatorio
La ricevuta quietanzata prova il pagamento. Telematico: conserva file e ricevuta con identificativo operazione. Cartaceo: conserva la copia timbrata. Tieni tutto per almeno 5 anni, in linea con i termini di accertamento ordinari.
Delegare un intermediario abilitato
Puoi delegare un intermediario abilitato (Entratel) a predisporre e inviare l’F24. La base è l’art. 3 del d.p.r. 322/1998. Firma la delega, indica il conto da addebitare e ricevi la ricevuta di invio.
| Scenario | Chi può usarlo | Canale obbligatorio/ammesso | Requisiti e limitazioni | Tempistiche e prova del pagamento |
|---|---|---|---|---|
| Titolare di partita IVA, F24 senza compensazioni | Imprese e professionisti | Obbligatorio telematico (Entrate o home banking/CBI) | IBAN abilitato; credenziali SPID/CIE/CNS o profilo bancario | Addebito nel giorno scelto; ricevuta telematica immediata |
| Titolare di partita IVA, F24 con compensazioni o saldo zero | Imprese e professionisti | Obbligatorio canale Entrate (F24 web/online o intermediario) | Eventuale visto di conformità e presentazione dichiarazione nei casi previsti | Ricevuta Entrate con protocollo; controlli preventivi sui crediti |
| Privato senza partita IVA, F24 senza compensazioni, importo contenuto | Persone fisiche non titolari di IVA | Ammesso cartaceo a sportello; ammesso telematico | Limiti all’uso del contante; possibile addebito su conto allo sportello | Copia timbrata allo sportello o ricevuta digitale se telematico |
| Privato senza partita IVA, F24 con compensazioni o saldo zero | Persone fisiche non titolari di IVA | Obbligatorio telematico (Entrate) | Dichiarazione presentata prima dell’uso del credito; rispetto soglie | Ricevuta Entrate; impossibile pagare in contanti o cartaceo |
| F24 Elide (locazioni, imposta di registro) | Tutti i contribuenti | Telematico consigliato; cartaceo ammesso se non ricadono divieti | Compila elementi identificativi (es. codice contratto); verifica codici tributo | Quietanza telematica o timbro sportello; conserva allegati del contratto |
FAQ
Posso pagare un F24 per conto di un familiare o di un socio? Quali responsabilità ho?
Sì. Puoi pagare l’F24 di un’altra persona se hai i dati corretti e l’autorizzazione all’addebito del conto. In banca, allo sportello, consegni la delega F24 compilata dal titolare. Online, usi il tuo profilo solo se autorizzato a movimentare il conto da addebitare. La responsabilità del corretto versamento resta in capo al contribuente intestatario dell’F24. In caso di errori (codice tributo, anno, importo) l’ufficio imputa il pagamento come risulta dalla delega. Chi esegue materialmente il pagamento non diventa automaticamente responsabile del tributo, ma può rispondere per eventuali danni verso il titolare se ha operato senza diligenza. Per intermediari professionali, valgono le regole di incarico e responsabilità previste dall’art. 3 del d.p.r. 322/1998 e dal codice civile.
Come correggo un F24 con codice tributo o anno errato già pagato?
Se hai già pagato, non rifare il versamento salvo rischio immediato di sanzioni per omesso pagamento di un altro tributo. Invia all’Agenzia delle Entrate un’istanza di correzione del versamento, spiegando l’errore (es. anno di imposta o codice tributo) e allegando la ricevuta. L’ufficio, se possibile, riliquida imputando la somma alla voce corretta. Se il pagamento è stato eseguito per tributi locali (IMU/TARI), contatta l’ente competente per la correzione. Se l’errore ha causato un insufficiente versamento del tributo dovuto, regolarizzati con il ravvedimento operoso (art. 13 d.lgs. 472/1997), pagando differenza, sanzione ridotta e interessi legali. Se hai un eccesso di versamento, valuta la compensazione futura o il rimborso, seguendo le istruzioni dell’ufficio.
È possibile annullare un F24 telematico già trasmesso ma non ancora addebitato?
Sì, entro termini tecnici ristretti. Se hai inviato tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate, puoi chiedere l’annullamento prima dell’elaborazione, secondo le finestre operative indicate nei provvedimenti dell’Agenzia. Se hai disposto da home banking, verifica con la banca il cut-off per la revoca del pagamento F24. Se il termine è scaduto e l’addebito parte, non puoi più bloccarlo. In tal caso, usa istanze di correzione o, se necessario, procedi con rimborso o compensazione. Per ridurre i rischi, imposta sempre la data di addebito con un margine di sicurezza e verifica due volte codici e sezioni.
Come funziona la rateizzazione degli importi da dichiarazione sui modelli F24?
Le imposte risultanti dalla dichiarazione possono essere rateizzate (art. 20 d.lgs. 241/1997). Indichi numero rata e numero totale delle rate nei campi appositi. Ogni rata include interessi di rateazione calcolati secondo le indicazioni annuali dell’Agenzia delle Entrate. Il calendario tipico parte da giugno (prima rata) e prosegue mensilmente fino a novembre per persone fisiche. Le scadenze cambiano per soggetti IRES con esercizio non solare. Se salti una rata, puoi regolarizzarla con ravvedimento operoso entro la rata successiva, poi decade la rateazione. Conserva tutte le ricevute: in caso di controllo, dimostrano il corretto piano di pagamento.
Posso pagare l’F24 dall’estero o con un IBAN estero?
Sì, se l’IBAN appartiene a un conto SEPA presso un prestatore abilitato ai servizi F24 in Italia. Non tutti i conti esteri supportano l’addebito per F24. Verifica con la banca. In alternativa, usa un intermediario abilitato Entratel con conto italiano di appoggio, oppure paga tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate indicando un IBAN di un conto abilitato. Per alcuni tributi e per i debiti iscritti a ruolo, l’agente della riscossione consente pagamenti dall’estero con bonifico secondo istruzioni specifiche. Consulta sempre le indicazioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e dell’agente della riscossione prima di disporre il pagamento.
