Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Un OSS a domicilio guadagna in media 10-14 euro l’ora. Se lavori da autonomo, scegli il codice ATECO corretto, versi i contributi alla Gestione Separata INPS e scegli il regime fiscale più adatto.
- Codici ATECO tipici: 96.09.09 (servizi alla persona nca) o 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti nca, da usare solo se il servizio è sanitario in senso stretto).
- Contributi: Gestione Separata INPS, aliquota annuale comunicata da INPS; calcolo sul reddito professionale.
- Regimi fiscali: forfettario (soglia 85.000 euro, imposta sostitutiva 5%/15%) o ordinario IRPEF progressiva (23%-43%).
Chi è l’OSS e cosa può fare legalmente a domicilio
L’Operatore Socio-Sanitario (OSS) è definito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. È una figura di supporto socio-assistenziale e socio-sanitario. Non è una professione sanitaria ordinistica.
Compiti tipici: aiuto nelle attività quotidiane, igiene e cura della persona, rilevazione semplice di parametri vitali, piccole medicazioni di base, supporto all’assunzione di farmaci, sanificazione degli ambienti, pratiche burocratiche.
Atti sanitari complessi o riservati a professioni sanitarie non sono consentiti. Lavori sempre nel rispetto del profilo regionale e, quando previsto, sotto il coordinamento dell’infermiere. Riferimenti: Accordo Stato-Regioni 22/02/2001; Legge 43/2006; consultazioni regionali sul profilo OSS.
Come si diventa OSS: titolo e formazione
Per lavorare come OSS serve un attestato regionale. Il percorso formativo standard prevede 1.000 ore: 450 di teoria, 100 di esercitazioni, 450 di tirocinio presso strutture socio-assistenziali e socio-sanitarie. Superi un esame finale per ottenere l’abilitazione.
I programmi e i bandi li pubblicano le Regioni. In caso di titoli esteri, segui la procedura di riconoscimento regionale.
Fonti utili: portali regionali, Ministero della Salute per inquadramento delle professioni, e banca dati Normattiva per i testi di legge.
Lavoro come dipendente o come autonomo: differenze operative e retributive
Da dipendente lavori con orari e turni previsti dal CCNL applicato (es. cooperative sociali, sanità privata, RSA). Hai retribuzione fissa, ferie, TFR e tutele. Gli scatti e gli straordinari seguono il contratto collettivo.
Da autonomo gestisci l’agenda, decidi i clienti, tratti il compenso. A domicilio, il mercato privato riconosce in media 10-14 euro l’ora, variabili per zona, orario, durata e mansioni effettive.
Se collabori con RSA o enti, il compenso può seguire accordi quadro o convenzioni. Verifica sempre le mansioni affidate e il coordinamento infermieristico richiesto.
Apertura Partita IVA per OSS: codici ATECO, INPS, IVA e adempimenti
Scelta del codice ATECO
Scegli il codice in base alle prestazioni reali:
- 96.09.09 – Altre attività di servizi alla persona nca. Adatto se offri prevalentemente assistenza alla persona, igiene, aiuto quotidiano, senza svolgere atti sanitari riservati.
- 86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti nca. Usalo solo se le tue prestazioni rientrano nelle attività sanitarie consentite e su incarico/organizzazione della struttura o sotto coordinamento, nel rispetto del profilo OSS.
Il codice ATECO guida il regime IVA e i coefficienti del forfettario. Verifica l’aggiornamento delle classificazioni ATECO presso ISTAT o Agenzia delle Entrate prima dell’apertura.
Iscrizione INPS – Gestione Separata
Un OSS autonomo si iscrive alla Gestione Separata INPS (Legge 335/1995). I contributi si calcolano sul reddito professionale (incassi meno costi in ordinario; imponibile forfettario nel forfettario).
L’aliquota la comunica INPS ogni anno con circolare. Considera una percentuale intorno al 26% come ordine di grandezza. Trovi i testi su INPS e Normattiva.
IVA, fattura elettronica e marca da bollo
Se adotti il regime forfettario, non addebiti IVA in fattura e non applichi ritenute. Metti la marca da bollo da 2 euro sulle fatture sopra 77,47 euro.
Nel regime ordinario, l’IVA è in genere dovuta. L’esenzione sanitaria dell’articolo 10 del DPR 633/1972 si applica a precise prestazioni sanitarie rese da soggetti sanitari. L’OSS, non essendo professione sanitaria ordinistica, in autonomia non ha esenzione automatica. Se lavori per RSA/enti accreditati, verifica eventuali regimi agevolati della struttura.
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari (da DL 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate). Servono PEC e codice destinatario/SDI del cliente o canale personale.
Altri adempimenti iniziali
Apri la Partita IVA con modello AA9/12. Se operi come professionista, non serve iscrizione INAIL. Valuta una polizza RC professionale. Molte strutture la richiedono per l’accesso.
Conserva le fatture. Tieni un’agenda dei servizi resi, consensi informati del cliente e, se richiesto, un diario delle prestazioni.
Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario
È il regime semplificato previsto dalla Legge 190/2014 (commi 54-89) e modifiche successive. Soglia di ricavi: 85.000 euro annui. Clausole di uscita immediata se superi 100.000 euro. Verifica le cause di esclusione attuali.
Tassazione con imposta sostitutiva: 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up, poi 15%. L’imponibile non è il totale incassato, ma il ricavo moltiplicato per un coefficiente fisso (DM 17/12/2015).
- Se ATECO 86.90.29 (sanitario/parasanitario): coefficiente 78%.
- Se ATECO 96.09.09 (servizi alla persona): coefficiente 67%.
Esempio semplice: con 1.300 euro incassati e ATECO 86.90.29, imponibile forfettario 1.014 euro (1.300 x 78%). Su questo calcoli imposta sostitutiva e contributi INPS.
Vantaggi: niente IVA, niente ritenute subite, contabilità leggera. Svantaggi: i costi reali non abbattono il reddito, perché usi il coefficiente fisso.
Regime ordinario
Paghi l’IRPEF per scaglioni (circa 23%-43%), addizionali regionali e comunali. L’imponibile è dato da ricavi meno costi deducibili e contributi. L’IVA si applica, salvo esenzioni non comuni per l’OSS autonomo.
Vantaggi: deduci i costi reali (es. auto, dispositivi, formazione). Utile se hai spese alte o margini bassi. Svantaggi: adempimenti e costi contabili maggiori.
Quanto guadagna un OSS a domicilio: come leggere i 10-14 euro/ora
La forchetta 10-14 euro/ora riguarda il mercato privato. Dipende da città, orario (notturno/festivo), complessità del caso, durata dell’incarico e disponibilità a lungo termine.
Se lavori con Partita IVA, quel compenso è lordo. Da quel valore togli contributi INPS, imposte e costi vivi (trasporti, dispositivi, assicurazione). In forfettario la contabilità è più semplice, ma i costi reali non incidono sul reddito.
Negozia un compenso che copra la trasferta e il tempo “non fatturabile” (spostamenti, gestione documenti). Prevedi pacchetti orari o abbonamenti mensili per dare stabilità al cliente e a te.
Regola decisionale rapida
Se lavori soprattutto con privati a domicilio
Attività: igiene, pasti, mobilizzazione, supporto quotidiano. Scegli ATECO 96.09.09. Inizia con regime forfettario se stai sotto 85.000 euro annui. Definisci pacchetti orari per stabilizzare il reddito.
Se collabori con RSA o enti sanitari
Se le mansioni hanno prevalenza socio-sanitaria e sono organizzate dalla struttura, valuta ATECO 86.90.29. Concorda in contratto il perimetro delle attività nel rispetto del profilo OSS e della supervisione infermieristica.
Se prevedi spese elevate
Auto dedicata, chilometri, dispositivi, assicurazioni costose. L’ordinario può convenire perché deduci i costi effettivi e recuperi l’IVA sugli acquisti. Fatti fare simulazioni di gettito.
Se l’attività è saltuaria e non abituale
Con poche prestazioni, senza organizzazione e continuità, puoi usare il lavoro autonomo occasionale. Rilasci ricevuta con ritenuta se il cliente è sostituto d’imposta. Sopra 5.000 euro annui di compensi, scattano i contributi alla Gestione Separata. Quando l’attività diventa abituale, apri Partita IVA.
Se punti a crescere velocemente
Parti in forfettario per semplicità. Tieni un cruscotto dei ricavi. Se superi soglia o margini, pianifica il passaggio all’ordinario prima dell’anno successivo per ottimizzare imposte e IVA.
Adempimenti e scadenze: cosa ricordare ogni anno
Contributi INPS: si versano con F24 a saldo e acconti in base alla dichiarazione dei redditi. Le scadenze tipiche sono giugno (saldo e primo acconto) e novembre (secondo acconto).
Imposte: in forfettario paghi l’imposta sostitutiva con le stesse scadenze. In ordinario paghi IRPEF, addizionali e IVA secondo liquidazioni e acconti. Verifica ogni anno le scadenze aggiornate.
Fatture elettroniche: emetti e invii tramite SDI. Applica la marca da bollo virtuale. Conserva digitalmente secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti normative principali: Legge 190/2014 e DM 17/12/2015 per regime forfettario; DPR 633/1972 per IVA; Legge 335/1995 per Gestione Separata; circolari INPS annuali aliquote; Accordo Stato-Regioni 22/02/2001 per il profilo OSS. I testi sono consultabili su Normattiva, INPS, Agenzia delle Entrate e Ministero del Lavoro.
| Scenario | ATECO indicato | Regime fiscale consigliato | Requisiti chiave | INPS e IVA | Tempistiche/adempimenti iniziali |
|---|---|---|---|---|---|
| Assistenza a privati a domicilio (igiene, pasti, compagnia) | 96.09.09 | Forfettario se ricavi ≤ 85.000 euro | Attività abituale e organizzata; niente atti sanitari riservati | Gestione Separata; in forfettario niente IVA in fattura | Partita IVA (AA9/12) in 24-48 ore; PEC; e-fattura attiva da subito |
| Collaborazione con RSA/ente con mansioni socio-sanitarie coordinate | 86.90.29 | Forfettario o ordinario a seconda dei costi e dei ricavi | Contratto con struttura; rispetto del profilo OSS e supervisione | Gestione Separata; IVA in ordinario salvo regimi della struttura | Partita IVA; eventuali idoneità richieste dalla struttura; RC professionale |
| Attività con spese rilevanti (auto, strumenti, formazione) | 96.09.09 o 86.90.29 | Ordinario per dedurre i costi e gestire IVA | Contabilità ordinaria; tenuta registri IVA e documenti | Gestione Separata; IVA con liquidazioni periodiche | Attivazione IVA; scelta piano contabile; software fatturazione |
| Prestazioni saltuarie e non abituali (poche ore/anno) | Nessun ATECO (no P.IVA) | Ricevuta per prestazione occasionale | Niente organizzazione; niente continuità; soglia 5.000 euro per INPS | Contributi Gestione Separata oltre 5.000 euro; ritenuta d’acconto se dovuta | Ricevuta semplice; registrazione dei compensi |
FAQ
Un OSS autonomo è esente IVA come un professionista sanitario?
No, in linea generale. L’esenzione IVA dell’articolo 10, n. 18 del DPR 633/1972 copre prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione rese da soggetti che esercitano professioni sanitarie. L’OSS è un profilo socio-sanitario definito dall’Accordo Stato-Regioni e non è iscritto a un Ordine sanitario. Quindi, se operi in regime ordinario, l’IVA di regola si applica. Se lavori in forfettario, non applichi l’IVA per effetto del regime agevolato, non perché l’attività sia esente. Eccezioni e particolarità possono riguardare strutture accreditate o cooperative sociali, ma non si estendono automaticamente all’OSS autonomo persona fisica.
Quale codice ATECO è più corretto per l’OSS che lavora solo a domicilio con privati?
Nella pratica, il codice 96.09.09 (altri servizi alla persona nca) è spesso il più coerente se svolgi assistenza alla persona, igiene, compagnia e supporto nelle attività quotidiane. Il codice 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti nca) si usa con cautela, perché riconduce l’attività in un ambito sanitario/parasanitario. L’OSS non può svolgere in autonomia atti sanitari riservati. Se operi per RSA o enti e le prestazioni sono inserite nell’organizzazione sanitaria, il 86.90.29 può essere valutato. In caso di dubbio, chiedi un inquadramento scritto al consulente, facendo riferimento al mansionario regionale e ai contratti con le strutture.
Nel regime forfettario, su quale parte degli incassi pago tasse e contributi come OSS?
Paghi sull’imponibile calcolato con il coefficiente di redditività previsto dal DM 17/12/2015. Per 86.90.29 il coefficiente è 78%. Per 96.09.09 è in genere 67%. Esempio: con 24.000 euro di incassi e 96.09.09, l’imponibile è 16.080 euro (24.000 x 67%). Su questo paghi l’imposta sostitutiva (5% o 15%) e calcoli i contributi alla Gestione Separata INPS. I contributi si sottraggono prima di calcolare l’imposta. Le aliquote INPS cambiano ogni anno con circolare; usa quella dell’anno d’imposta.
Posso iniziare come prestazione occasionale senza Partita IVA e poi aprirla?
Sì, se le prestazioni sono veramente saltuarie, non organizzate e non abituali. In quel caso rilasci una ricevuta per prestazione occasionale. Se il cliente è sostituto d’imposta, applica ritenuta d’acconto del 20%. Quando superi la soglia di occasionalità (continuità, organizzazione, promozione stabile) o i compensi diventano rilevanti, devi aprire Partita IVA. Ricorda che sopra 5.000 euro lordi annui di prestazioni occasionali scatta l’obbligo contributivo alla Gestione Separata INPS sulla parte eccedente, come da normativa INPS e riferimenti in Normattiva.
Quali sono le scadenze principali per imposte e contributi di un OSS in Partita IVA?
Le scadenze tipiche sono: a giugno saldo dell’anno precedente e primo acconto dell’anno in corso; a novembre secondo acconto. Si applicano sia per l’imposta sostitutiva del forfettario, sia per IRPEF e addizionali nell’ordinario, sia per i contributi INPS della Gestione Separata. L’IVA, se sei in ordinario, segue le liquidazioni mensili o trimestrali e i relativi versamenti. Le scadenze possono variare per proroghe e novità annuali. Consulta sempre le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le circolari INPS dell’anno corrente.
