Barbiere a domicilio: codice ATECO, come fare e quanto costa?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per fare il parrucchiere a domicilio devi avere i requisiti professionali della Legge 174/2005, aprire la ditta individuale con ComUnica, inviare la SCIA al SUAP, iscriverti all’INPS Artigiani e all’INAIL. Codice ATECO: 96.02.01.

  • Requisiti professionali: corso biennale + 1 anno specializzazione/inserimento, oppure apprendistato triennale, oppure 3 anni di esperienza in 5 anni (Legge 174/2005, art. 3).
  • Adempimenti: ComUnica (Partita IVA, Registro Imprese/Albo Artigiani, INPS, INAIL) e SCIA al SUAP (DPR 160/2010, D.Lgs. 222/2016).
  • Fisco 2026: forfettario fino a 85.000 euro (imposta 15% o 5% start-up; coefficiente 67%), contributi INPS Artigiani su minimale + eccedenza (fonti: Agenzia delle Entrate, INPS).

Chi può fare il parrucchiere a domicilio: requisiti professionali

La professione di acconciatore è regolata dalla Legge 174/2005, consultabile su Normattiva. L’articolo 3 definisce i percorsi che ti abilitano a esercitare, anche a domicilio.

I tre percorsi ammessi sono alternativi:

  • Corso di qualificazione biennale con esame finale, seguito da un corso di specializzazione di almeno un anno oppure da un anno di inserimento lavorativo in impresa del settore.
  • Apprendistato professionale triennale presso un’impresa di acconciatura, con formazione teorica e prova finale (norme su apprendistato: Ministero del Lavoro e legislazione regionale).
  • Esperienza lavorativa qualificata di almeno tre anni, svolta in cinque anni, come dipendente, collaboratore familiare o socio lavorante in un salone.

Conserva prove solide del tuo percorso: attestati rilasciati da enti regionali accreditati, contratti, buste paga, CU, iscrizioni INPS/INAIL se coadiuvante. In caso di verifica, questi documenti fanno la differenza.

Le Regioni e le ASL definiscono anche i requisiti igienico-sanitari. A domicilio servono strumenti sterilizzabili o monouso, procedure di disinfezione, DPI e gestione corretta dei rifiuti. Se usi lamette monouso, valuta la disciplina sui rifiuti sanitari applicabile (DPR 254/2003 e regolamenti locali).

Codice ATECO, inquadramento e ambito “a domicilio”

Per l’attività di parrucchiere si usa il codice ATECO 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. Anche se operi solo a domicilio, il codice non cambia. Nella descrizione in visura specifica “prestazioni presso domicilio del cliente”.

Ti inquadri come ditta individuale artigiana, con iscrizione alla sezione speciale Artigiani del Registro delle Imprese. L’INPS di riferimento è la Gestione Artigiani. L’INAIL apre la tua posizione per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro.

Se un familiare ti aiuta in modo abituale e prevalente, può essere “coadiuvante”. È un collaboratore familiare iscritto a INPS/INAIL, senza un contratto di lavoro subordinato classico. Valuta orari, mansioni e contributi.

Come si apre l’attività: passaggi operativi e tempi

1) ComUnica: un solo invio, più iscrizioni

Con la pratica ComUnica, gestita via Camera di Commercio, apri Partita IVA, iscrivi la ditta al Registro Imprese/Albo Artigiani, ti iscrivi alla Gestione Artigiani INPS e attivi la posizione INAIL. Ti servono PEC e firma digitale. Riferimenti: DPR 581/1995, DPR 160/2010 per il canale SUAP e prassi delle Camere di Commercio.

Tempi medi: dalla protocollazione, le iscrizioni arrivano in pochi giorni lavorativi. La Partita IVA è spesso immediata o in 24-48 ore.

2) SCIA al SUAP del Comune

La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si presenta al SUAP del Comune dove hai la sede legale (di solito la residenza se lavori a domicilio). Base normativa: DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 (tabella di semplificazione che ricomprende l’acconciatore tra le attività soggette a SCIA).

Con la SCIA dichiari di avere i requisiti professionali, di rispettare le norme igienico-sanitarie regionali e di poter iniziare subito. Il Comune e l’ASL possono controllare in seguito.

3) Strumenti amministrativi essenziali

Dotati di PEC attiva, firma digitale e un cassetto fiscale presso l’Agenzia delle Entrate. Se incassi da privati, di norma devi memorizzare e trasmettere i corrispettivi con un registratore telematico (anche “mobile”). Riferimenti: Agenzia delle Entrate e D.Lgs. 127/2015.

POS obbligatorio per accettare carte e bancomat, con sanzioni in caso di rifiuto. Fonte: normativa su pagamenti elettronici (DL 179/2012 e successive modifiche; prassi Ministero delle Imprese e del Made in Italy).

Fisco 2026: regimi, imposta e contributi INPS

Regime forfettario

Limite ricavi/compensi: fino a 85.000 euro annui. Oltre 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno di superamento. Fonti: Legge 190/2014 e successive modifiche; prassi Agenzia delle Entrate.

Imposta sostitutiva: 15%. Ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (nessuna attività uguale nei 3 anni precedenti, attività nuova e autonoma, ecc.).

Base imponibile: applichi il coefficiente di redditività del 67% ai ricavi. Esempio: 40.000 euro di ricavi → imponibile 26.800; imposta 15% su 26.800. Non deduci costi analitici, ma deduci i contributi INPS versati.

IVA: non addebiti IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Corrispettivi/RT restano obbligatori con documento commerciale per i clienti privati; fattura elettronica ai clienti con Partita IVA.

Regime ordinario semplificato

Se non rientri o esci dal forfettario, applichi IVA e determini il reddito con il principio di cassa misto impresa (entrate-uscite dell’anno, con regole su rimanenze). Tasse IRPEF a scaglioni progressivi, addizionali regionali e comunali, e imposta sostitutiva non più applicabile.

Contributi INPS Artigiani

I contributi si compongono di una quota fissa sul minimale e di una quota percentuale sul reddito che supera il minimale. L’INPS aggiorna annualmente minimali, massimali e aliquote con circolare. Base giuridica: Legge 335/1995 e circolari INPS.

Indicazioni 2026: attenditi contributi fissi nell’ordine di circa 4.600-5.200 euro annui per il titolare, pagati in quattro rate trimestrali. Sull’eccedenza oltre il minimale, versi una percentuale aggiuntiva (aliquota ordinaria artigiani). Dedurrai tutti i contributi dal reddito imponibile.

INAIL: premio annuale calcolato su lavorazioni e retribuzione convenzionale. Il premio iniziale è in autoliquidazione con eventuale regolazione l’anno successivo. Fonti: Testo Unico 1124/1965, tariffa INAIL e prassi.

Costi di avvio e di gestione nel 2026

Costi di avvio tipici (indicativi e soggetti a tariffe camerali e comunali):

  • Imposta di bollo per ComUnica: 17,50 euro.
  • Diritti di segreteria: circa 18 euro.
  • Diritto camerale: 53-120 euro in base alla provincia.
  • SCIA SUAP: da 0 a 200 euro secondo il Comune.
  • PEC e firma digitale: 30-60 euro annui complessivi.
  • Registratore telematico portatile o soluzione RT mobile: acquisto o canone da valutare.

Costi di gestione ricorrenti:

  • Commercialista/consulente: 700-1.500 euro annui in base al regime fiscale e ai servizi.
  • Diritto camerale annuale: circa 53 euro (artigiani).
  • Contributi INPS Artigiani: quota fissa + quota su eccedenza (vedi sopra).
  • INAIL: premio annuale variabile.
  • Software fatturazione/RT, DPI, monouso e sterilizzazione: importi variabili.

Operare a domicilio: igiene, sicurezza e documenti

Quando lavori a casa del cliente, organizza un protocollo semplice ma rigoroso: attrezzi puliti e disinfettati, lame monouso, mantelle e asciugamani monouso o sanificati, guanti quando necessario.

Trasporta gli strumenti in contenitori chiusi, separando il pulito dallo sporco. Tieni un set minimo di emergenza (cerotti, disinfettante) e DPI adeguati. Base normativa: regolamenti sanitari regionali, D.Lgs. 81/2008 per la sicurezza del lavoro.

Per i corrispettivi in casa del cliente, usa un RT portatile o l’applicativo dell’Agenzia delle Entrate per generare il documento commerciale elettronico. Conclusa la prestazione, incassa e rilascia subito il documento.

Regola decisionale rapida

Scelta del regime fiscale

Se prevedi ricavi entro 85.000 euro e spese vive relativamente basse, scegli il forfettario: aliquota 15% (5% start-up) e coefficienti standard. Se hai spese alte o investimenti con IVA, valuta l’ordinario per detrarre l’IVA e dedurre i costi analitici.

Uscita dal forfettario

Se superi 85.000 ma resti sotto 100.000, esci l’anno dopo. Se superi 100.000 durante l’anno, esci subito da quel momento: applichi IVA e regole ordinarie alle operazioni successive. Fonte: Agenzia delle Entrate.

Tempistiche e adempimenti

Hai fretta di iniziare? Presenta ComUnica e SCIA: l’avvio è immediato con SCIA. Nel frattempo attiva PEC, firma e soluzioni per corrispettivi/RT. Pianifica i quarti INPS e gli acconti di novembre/giugno-luglio.

Scadenze e calendario operativo

Contributi INPS Artigiani: quattro rate trimestrali (generalmente maggio, agosto, novembre, febbraio) più eventuale conguaglio sui redditi dichiarati. Verifica ogni anno la circolare INPS con le date ufficiali.

Imposte: saldo anno precedente e primo acconto a giugno-luglio; secondo acconto a novembre. Forfettario: niente IVA periodica; Ordinario: liquidazioni IVA mensili o trimestrali e esterometro/se necessario.

Comunicazioni: conserva copia di SCIA, ricevute SUAP, visura aggiornata, attestazioni dei requisiti professionali e manuale di igiene semplificato. In caso di controllo, esibirai tutto rapidamente.

Fonti normative e amministrative di riferimento

Legge 174/2005 (Disciplina dell’attività di acconciatore) su Normattiva; D.Lgs. 222/2016 e DPR 160/2010 per SCIA e SUAP; Legge 190/2014 e successive per regime forfettario; D.Lgs. 127/2015 per corrispettivi telematici; Legge 335/1995 e circolari INPS per contributi; Testo Unico INAIL 1124/1965; prassi Agenzia delle Entrate; Ministero del Lavoro per apprendistato e qualifiche; regolamenti regionali/ASL per igiene.

Scenario 2026 Requisiti e adempimenti Imposte e contributi (stima) Tempistiche e scadenze
Start-up forfettario, ricavi 25.000 euro Requisiti L. 174/2005; ComUnica; SCIA SUAP; ATECO 96.02.01; RT mobile; POS Imponibile 67%: 16.750; imposta 5%: 837,50 (se start-up); INPS: quota fissa ~4.6-5.2k; INAIL: premio base Avvio immediato con SCIA; INPS in 4 rate; imposta saldo+acconti a giugno-luglio e novembre
Forfettario, ricavi 60.000 euro Stessi adempimenti; controllo soglia 85.000; corrispettivi telematici regolari Imponibile 40.200; imposta 15%: 6.030; INPS: fissi + percentuale su eccedenza oltre minimale Liquidità per acconti elevati a novembre; verifica contributi eccedenza a dichiarazione
Superi 85.000 ma ≤100.000 euro Perdi forfettario dall’anno successivo; prepara passaggio a IVA ordinaria; aggiorna RT e listini Ultimo anno con imposta sostitutiva; dall’anno dopo: IVA, IRPEF a scaglioni, deduzioni e detrazioni Pianifica apertura contabilità IVA da 1 gennaio; comunica al consulente entro dicembre
Superi 100.000 euro a metà anno Uscita immediata dal forfettario; da quel momento applichi IVA e regole ordinarie Riparti con IVA sulle operazioni successive; IRPEF ordinaria a fine anno; INPS invariato nel metodo Aggiorna tempestivamente software e RT; invia comunicazione al cliente per variazione documenti
Ordinario con un coadiuvante familiare Iscrizione coadiuvante a INPS/INAIL; DVR semplificato sicurezza; gestione pagamenti tracciati IRPEF a scaglioni; IVA detraibile; contributi INPS anche per il coadiuvante Liquidazioni IVA periodiche; versamenti INPS per entrambi; verifiche ASL possibili

FAQ: domande frequenti sul parrucchiere a domicilio nel 2026

Quali documenti devo presentare per dimostrare i requisiti professionali previsti dalla Legge 174/2005?

Servono: attestato del corso biennale con esame finale, attestato del corso di specializzazione annuale oppure attestazione dell’anno di inserimento lavorativo. In alternativa, contratto e buste paga che coprano tre anni in cinque, o documenti sull’apprendistato triennale con prova finale. Se eri collaboratore familiare o socio lavorante, produci iscrizioni INPS/INAIL e certificazioni dell’impresa. Conserva tutto in copia, con riferimenti all’ente formatore regionale accreditato. Questi documenti saranno richiesti dal SUAP in caso di verifica o dall’ASL per i controlli igienico-sanitari. Le basi sono l’art. 3 della Legge 174/2005 e le discipline regionali sulla formazione professionale (fonti consultabili su Normattiva e portali regionali).

Posso lavorare solo a domicilio senza avere un locale commerciale? Serve indicare un deposito per attrezzature e prodotti?

Sì, puoi operare esclusivamente a domicilio. Non serve un locale aperto al pubblico. Devi comunque indicare una sede legale (di solito la residenza) in ComUnica e in SCIA. Se stocchi prodotti chimici o apparecchiature, è prudente indicare un luogo di deposito conforme alle regole su sicurezza e igiene. Alcuni Comuni chiedono di dichiarare la dotazione minima e le procedure di sanificazione, anche per l’uso itinerante. Verifica le linee guida della tua ASL e del SUAP locale. La SCIA, ai sensi del DPR 160/2010 e del D.Lgs. 222/2016, consente l’avvio immediato, ma i controlli successivi verificano anche l’idoneità organizzativa.

Qual è il codice ATECO corretto per parrucchiere a domicilio e cosa comporta ai fini fiscali?

Il codice giusto è 96.02.01 “Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”. Non usare codici di lavanderia o estetica se non svolgi quelle attività. Questo codice rientra nelle “altre attività di servizi per la persona”. Nel regime forfettario, oggi si applica un coefficiente di redditività del 67%: significa che il fisco presume una quota di costi forfettari del 33% e tassa il restante 67%. Con l’ordinario, invece, detrai l’IVA sugli acquisti e deduci i costi reali. La scelta del regime impatta su imposte, adempimenti e gestione della cassa.

Come funzionano i contributi INPS Artigiani nel 2026? Quanto pago in pratica?

Paghi sempre una quota fissa sul minimale di reddito, aggiornata ogni anno dall’INPS con circolare, più una percentuale sul reddito che supera il minimale. Nel 2026 la quota fissa per il titolare si colloca indicativamente tra 4.600 e 5.200 euro. Se il tuo reddito è superiore al minimale, paghi l’aliquota percentuale anche sulla parte eccedente. Tutti i contributi si deducono dal reddito imponibile (forfettario e ordinario). Versi in quattro rate trimestrali; poi c’è il conguaglio quando presenti la dichiarazione. La base normativa è la Legge 335/1995, integrata dalle circolari INPS annuali sui minimali e le aliquote per artigiani.

Che ricevute devo emettere a domicilio? Registro i corrispettivi o faccio fattura elettronica?

Se vendi prestazioni a privati, devi usare il registratore telematico e rilasciare il documento commerciale, anche in mobilità. I corrispettivi si trasmettono all’Agenzia delle Entrate secondo le regole del D.Lgs. 127/2015. Se lavori per aziende o professionisti con Partita IVA, emetti fattura elettronica via SDI. Nel regime forfettario non addebiti IVA, ma se sei in ordinario applichi l’IVA alla prestazione. Conserva tutte le ricevute e sincronizza quotidianamente l’RT per evitare sanzioni del D.Lgs. 471/1997. Ricorda anche l’obbligo di POS: devi accettare pagamenti elettronici senza imporre soglie.

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