Se sei un lavoratore dipendente e vuoi aprire una Partita IVA, nella maggior parte dei casi puoi farlo: è spesso il modo migliore per testare un’idea imprenditoriale senza rinunciare alla sicurezza dello stipendio fisso. Le regole però cambiano se sei dipendente privato o pubblico, e ci sono limiti precisi legati alla concorrenza, ai contributi INPS e all’accesso al Regime Forfettario. Ecco tutto quello che devi sapere.
Punti chiave
- Il dipendente privato può quasi sempre aprire Partita IVA, salvo divieti nel contratto, patto di esclusiva o concorrenza al datore di lavoro.
- Il dipendente pubblico può farlo solo in casi specifici (part-time ≤ 50%, docenti, prestazioni occasionali) e sempre con autorizzazione.
- Per il Regime Forfettario servono fatturato sotto gli 85.000 € e reddito da dipendente sotto i 35.000 €; non puoi fatturare più del 50% al tuo attuale datore di lavoro.
Le soglie da ricordare in un colpo d’occhio
Prima di entrare nel dettaglio, ecco i limiti numerici principali per chi è dipendente e vuole aprire Partita IVA in Regime Forfettario.
| Requisito | Soglia |
|---|---|
| Fatturato massimo Partita IVA (forfettario) | 85.000 € annui |
| Reddito da lavoro dipendente (RAL) anno precedente | massimo 35.000 € |
| Fatturato verso l’attuale datore di lavoro | massimo 50% del totale |
| Aliquota Regime Forfettario | 5% (nuove attività) o 15% |
| Part-time pubblico per aprire P.IVA | ≤ 50% (es. 18 ore su 36) |
Dipendente privato: quando puoi e quando no
Nel settore privato la legge è generalmente permissiva: puoi aprire la Partita IVA quasi sempre, a meno che non ci sia un esplicito divieto nel contratto collettivo (CCNL) o individuale. Ciò che conta davvero è quello che hai firmato nel contratto.
Non puoi invece aprirla nei seguenti casi:
- Concorrenza: non puoi aprire una Partita IVA per offrire gli stessi servizi del tuo datore di lavoro agli stessi clienti.
- Patto di esclusiva: se hai firmato una clausola di esclusività (spesso in cambio di un compenso extra), non puoi avviare alcuna attività autonoma.
- Conflitto di interessi: se la tua attività privata danneggia l’immagine o l’operatività della tua azienda.
Dipendente pubblico: quando puoi e quando no
Per il pubblico impiego la regola base è l’incompatibilità: lo Stato vuole che il dipendente si dedichi esclusivamente alla Pubblica Amministrazione. Esistono però alcune “porte aperte”.
Puoi aprire la Partita IVA se:
- Part-time ≤ 50%: se lavori 18 ore o meno su un contratto di 36, puoi aprirla, ma serve sempre l’autorizzazione dell’Amministrazione, che verificherà l’assenza di conflitti di interesse.
- Docenti e professori: possono esercitare la libera professione, previa autorizzazione, purché non pregiudichi l’insegnamento.
- Prestazioni occasionali: anche i full-time possono svolgere piccoli lavori saltuari (senza Partita IVA), ma vanno autorizzati caso per caso e non devono avere carattere di continuità.
Non puoi invece aprirla se sei dipendente a tempo pieno (full-time) — in questo caso è vietato per legge esercitare commercio, industria o professioni liberali — oppure se sei part-time superiore al 50% (es. 30 ore su 36). Il rischio, in questi casi, è la decadenza dall’impiego, cioè il licenziamento.
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L’esonero dai contributi INPS
Uno dei vantaggi più grandi di essere dipendente e autonomo contemporaneamente riguarda i contributi pensionistici. Se sei dipendente del settore privato a tempo pieno e apri una Partita IVA come Artigiano o Commerciante, puoi richiedere l’esonero totale dal versamento dei contributi INPS fissi sulla parte autonoma. Il motivo è semplice: la tua previdenza è già coperta dai contributi versati dal datore di lavoro sulla busta paga principale.
Attenzione: l’esonero non si applica ai liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata (es. consulenti), che pagano comunque una quota proporzionale al fatturato, anche se ridotta.
Requisiti per il Regime Forfettario
Il Regime Forfettario è il più conveniente, con tasse al 5% o al 15%, ma per chi è anche dipendente ci sono due sbarramenti fondamentali.
- Limite di fatturato: la tua Partita IVA non deve incassare più di 85.000 euro annui.
- Limite di reddito da dipendente: puoi accedere al forfettario solo se il tuo reddito lordo da lavoro dipendente (RAL) dell’anno precedente non supera i 35.000 euro. Oltre questa soglia devi passare al regime semplificato (ordinario).
Il vincolo del fatturato (regola anti-elusione)
Esiste una regola d’oro pensata per evitare che le aziende trasformino i dipendenti in “false Partite IVA” per risparmiare sulle tasse: non puoi fatturare al tuo attuale datore di lavoro (o a quello avuto nei due anni precedenti) più del 50% del tuo fatturato totale. Se superi questa quota perdi il diritto al Regime Forfettario. Lo Stato vuole infatti che la tua attività autonoma sia reale e rivolta al mercato, non un modo per svolgere lo stesso lavoro di prima “mascherato” da consulenza esterna.
Domande frequenti
Un dipendente può aprire la Partita IVA?
Sì, nella maggior parte dei casi. Il dipendente privato può quasi sempre, salvo divieti nel CCNL o nel contratto, patto di esclusiva o attività in concorrenza con il datore di lavoro. Il dipendente pubblico può solo in casi specifici e con autorizzazione.
Un dipendente pubblico full-time può aprire la Partita IVA?
No. Per il dipendente pubblico a tempo pieno è vietato per legge esercitare commercio, industria o professioni liberali. È possibile solo con part-time pari o inferiore al 50% e previa autorizzazione dell’Amministrazione.
Posso non pagare i contributi INPS sulla Partita IVA?
Se sei dipendente privato full-time e apri una Partita IVA come Artigiano o Commerciante, puoi chiedere l’esonero totale dai contributi INPS fissi sulla parte autonoma, perché la previdenza è già coperta dalla busta paga. L’esonero non vale per chi è iscritto alla Gestione Separata.
Quali sono i limiti di reddito per il Regime Forfettario?
La Partita IVA non deve incassare più di 85.000 euro annui e il reddito da lavoro dipendente dell’anno precedente non deve superare i 35.000 euro. Oltre quest’ultima soglia si passa al regime semplificato.
Posso fatturare al mio datore di lavoro?
Sì, ma non oltre il 50% del tuo fatturato totale, considerando anche il datore di lavoro avuto nei due anni precedenti. Superando questa quota si perde il diritto al Regime Forfettario.