Partita IVA Giardiniere: come aprire e quanto costa?

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partita iva giardiniere

Nell’articolo di oggi ti spiegheremo come aprire una Partita IVA da giardiniere, quali sono i costi iniziali da preventivare e quali adempimenti dovrai svolgere per partire con la tua nuova attività.

Se possiedi da sempre il “pollice verde”, ami lavorare a contatto con la natura e non ti manca quel pizzico di creatività per progettare un giardino privato o un’area dedicata al verde pubblico, puoi trasformare una semplice passione personale in un lavoro vero e proprio. Come? Semplicemente aprendo una Partita IVA da giardiniere, che ti consentirà di promuovere, anche online, i tuoi servizi, ampliare la tua clientela, assumere eventuali dipendenti o collaboratori e regolarizzare tutti i tuoi guadagni.

Dal canto nostro, ti guideremo in questa “fase di passaggio”, fornendoti tutte le informazioni che ti serviranno per aprire Partita IVA come giardiniere in modo facile ed economico, per scegliere il corretto inquadramento fiscale e contributivo e per risparmiare su imposte e spese di gestione.

Attività di giardiniere: quali sono i requisiti professionali?

Tra creare un piccolo orto domestico e progettare un grande parco pubblico, con percorsi segnati dalle aiuole e apposite zone d’ombra, c’è una bella differenza! Ecco, dunque, il motivo per cui, per svolgere l’attività di giardiniere in piena regola, è necessario possedere dei precisi requisiti.

I requisiti professionali, stabiliti dall’art. 12 della Legge n. 154/2016, sono i seguenti:

  • iscrizione al Registro Ufficiale dei Produttori (RUP), di cui all’art. 20, comma 1, lettere a) e c), del
    Decreto Legislativo n. 214 del 19 agosto 2005;
  • iscrizione al Registro delle Imprese, come impresa agricola, artigiana o sotto forma cooperativa, previo conseguimento di un attestato di idoneità, che accerti il possesso di adeguate competenze.

La domanda successiva, a questo punto, è: come ottenere l’attestato di idoneità? A tal fine, sono stati attivati, a livello regionale, degli appositi percorsi di formazione, con obbligo di frequenza ed esame finale, destinati a tutti coloro che intendono svolgere l’attività di giardiniere.

Vige, tuttavia, l’esonero dall’obbligo di frequenza per chi ha già conseguito uno dei seguenti titoli:

  • Laurea, anche triennale, nelle discipline agrarie e forestali, ambientali e naturalistiche;
  • Master post-universitario in temi legati alla gestione del verde e/o del paesaggio;
  • Diploma di istruzione superiore di durata quinquennale in materie agrarie e forestali;
  • iscrizione agli Ordini e Collegi professionali del settore agrario e forestale;
  • Qualifica di Operatore Agricolo e Diploma di Tecnico Agricolo;
  • altri titoli e/o qualifiche professionali inerenti alla cura e manutenzione del verde.

Sia riguardo ai corsi di formazione attualmente disponibili, sia riguardo ai casi di esonero e alle modalità di accertamento dei requisiti tecnico-professionali per gli aspiranti giardinieri, vi sono ancora possibili differenze tra le varie Regioni. Pertanto, prima di dedicarti agli adempimenti burocratici per l’avvio della tua attività, ti consigliamo di informarti sulle regole in vigore nella zona dove intendi operare.

Attività di giardiniere: come iniziare?

L’attività di giardiniere e, più in generale, di cura e manutenzione del verde è considerata, dal punto di vista fiscale e contributivo, un’attività di tipo artigianale, in quanto fondata in prevalenza sul lavoro manuale.

Cosa significa? Ecco tutto ciò che devi sapere.

Le imprese artigiane, per iniziare, necessitano di una procedura più complessa, rispetto a quella prevista, ad esempio, per chi esercita la libera professione. Nello specifico, infatti, oltre ad aprire Partita IVA come giardiniere, dovrai iscriverti al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio (nell’Albo degli Artigiani), inviare la SCIA e, contestualmente, presentare apposita documentazione che attesti il possesso dei requisiti tecnico-professionali che abbiamo elencato in precedenza.

Dovrai, inoltre, iscriverti alla Gestione Artigiani e Commercianti dell’INPS, che diventerà la Cassa Previdenziale di riferimento alla quale versare i contributi, e – come ultimo step – all’INAIL.

Per tutti questi passaggi, oggigiorno, basta un unico adempimento, ovvero l’invio telematico della cosiddetta “ComUnica”, che serve ad informare i vari enti dell’inizio della tua nuova attività.

Il costo di questa procedura? Se scegli di fare tutto in autonomia (soluzione più economica ma, di certo, anche più rischiosa), puoi cavartela con una cifra lievemente ridotta, ma il nostro consiglio è quello di farti affiancare da un esperto. Solo così, infatti, potrai essere certo di effettuare correttamente i singoli passaggi, di non commettere errori apparentemente banali e di concludere tutto con rapidità.

Con Fiscozen, ad esempio, puoi avviare la tua impresa di giardinaggio a soli 200 euro + IVA e ricevere assistenza, passo dopo passo, sia per l’invio della ComUnica che per l’apertura della Partita IVA.

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Partita IVA da giardiniere: inquadramento

Come abbiamo accennato, le attività legate alla cura e manutenzione del paesaggio svolte in forma autonoma, ovvero con la Partita IVA da giardiniere, rientrano, come inquadramento, nel vasto ambito dell’artigianato. Cosa comporta tutto questo?

Dal punto di vista fiscale, in realtà, cambia poco – rispetto ad un lavoro da freelance o libero professionista – in quanto potrai, comunque, adottare il regime forfettario, del quale parleremo meglio dopo.

Riguardo ai contributi, invece, le cose sono ben diverse: dovrai iscriverti alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti, che ha delle regole ben diverse rispetto a quelle della Gestione Separata, cui fanno capo tutti quei professionisti che non hanno una propria Cassa Previdenziale.

Vedremo meglio in seguito come funziona la Partita IVA a livello di tassazione e contribuzione, per chi svolge l’attività di giardiniere.

a. Codice ATECO per giardiniere

Per prima cosa, occorre individuare il Codice ATECO più corretto da associare alla propria attività.

Per chi desidera aprire una Partita IVA da giardiniere, il codice da utilizzare è il seguente:

  • 81.30.00 – Cura e manutenzione del paesaggio (inclusi parchi, giardini e aiuole)

Tale codice, come specificato sul portale ISTAT, permette di effettuare i seguenti servizi:

  • realizzazione, cura e manutenzione di parchi e giardini per: abitazioni private e pubbliche, edifici pubblici e privati (scuole, ospedali, edifici amministrativi, chiese eccetera), terreni comunali (parchi, aree verdi, cimiteri eccetera), aree verdi per vie di comunicazione (strade, linee ferroviarie e tranviarie, vie navigabili, porti, aeroporti), edifici industriali e commerciali;
  • realizzazione, cura e manutenzione di aree verdi per: edifici (giardini pensili, verde per facciate, giardini interni eccetera), campi sportivi (campi di calcio, campi da golf eccetera), campi da gioco, aree per solarium ed altri parchi per uso ricreativo, acque lacustri e correnti (bacini, bacini artificiali, piscine, canali, corsi d’acqua, sistemi di scolo);
  • realizzazione di spazi verdi per la protezione contro il rumore, il vento, l’erosione, la visibilità e l’abbagliamento.

Il Codice ATECO non si limita ad indicare i servizi che potrai offrire ai tuoi clienti, bensì introduce elementi importantissimi per la futura gestione della tua Partita IVA da giardiniere, come la percentuale dedotta dal fatturato complessivo per le spese sostenute durante l’anno (pari al 33%) e il coefficiente di redditività, che indica la parte di fatturato che, tolte le spese, fa reddito (vale a dire il 67%).

Come vedremo nei prossimi paragrafi, per chi sceglie il regime forfettario, le percentuali sopra indicate giocano un ruolo di primo piano: difatti, permettono di calcolare il reddito imponibile, su cui, a loro volta, vengono calcolati sia le imposte che i contributi previdenziali da versare all’erario.

b. Regime forfettario per giardiniere

Come abbiamo già anticipato, anche per le ditte individuali, e quindi con una Partita IVA da giardiniere, è possibile accedere al regime forfettario e godere dei suoi numerosi vantaggi.

Il principale aspetto, che ha reso il forfettario l’opzione migliore per artigiani, professionisti e imprese, consiste nell’adozione di un’unica imposta sostitutiva, con aliquota pari al 15% sul reddito imponibile (che, per il giardiniere, come abbiamo detto, corrisponde al 67% del fatturato complessivo).

Se, oltre ai requisiti fissati per usufruire del regime forfettario, possiedi anche quelli per l’aliquota start-up, puoi ridurre il “peso” dell’imposta fino al 5%, per i tuoi primi cinque anni di attività.

Potrai, in più, operare in franchigia IVA, continuare ad utilizzare le “vecchie” fatture cartacee, evitare esterometro e studi di settore e adoperare una contabilità “ridotta al minimo”, senza dover registrare le fatture emesse, bensì soltanto conservandole e numerandole con ordine progressivo.

Se vorrai mantenere il regime forfettario e rendere più semplice ed economica la gestione della Partita IVA da giardiniere, dovrai rispettare, però, alcuni requisiti: in primo luogo, non potrai superare la soglia limite di ricavi e compensi (pari a 65.000 euro) e per i redditi da lavoro dipendente (pari a 30.000 euro l’anno), né quella istituita, dal 2020, per le spese destinate ai compensi di impiegati  e/o collaboratori (pari a 20.000 euro). In compenso, ormai da due anni, non vi sono limiti relativi all’acquisto di beni strumentali, per cui potrai comprare in serenità macchinari ed attrezzature utili per cominciare ad operare nel settore!

c. Contributi previdenziali per giardiniere

L’iscrizione alla Gestione INPS Artigiani e Commercianti comporta il pagamento di contributi in forma sia fissa (dovuti, cioè, a prescindere dal reddito effettivamente ottenuto) che a percentuale.

I primi corrispondono a circa 3.800 euro (per gli over 21) o a circa 3.500 euro (per gli under 21).

I secondi, invece, si calcolano sull’eventuale porzione di reddito che eccede la soglia fissata come “reddito minimale” (pari a 15.953 euro), con aliquote al 24% o al 21,90%, rispettivamente per i giardinieri, e in generale gli artigiani, che hanno superato o meno l’età di 21 anni, aumentate di un punto per i redditi più elevati.

Concludendo…

In conclusione, per aprire Partita IVA come giardiniere e svolgere mansioni legate non solo alla semplice cura e manutenzione del verde, ma anche alla progettazione di parchi e giardini per conto di clienti privati o enti pubblici, questo è, senza dubbio, uno dei momenti più propizi.

L’attenzione per le tematiche ambientali è alle stelle e, con la conferma anche per il 2020 del Bonus Verde, i servizi relativi alla sistemazione di parchi e giardini e alla riqualificazione delle aree verdi saranno sempre più richiesti. Perché, allora, non cogliere al volo l’occasione?

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