Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
In regime ordinario paghi: IRPEF a scaglioni (23%-33%-43%), addizionali regionali e comunali, contributi previdenziali, eventuale IRAP e IVA. Il calcolo parte dal reddito imponibile e segue saldi e acconti con F24.
- Base imponibile: ricavi meno costi deducibili e contributi previdenziali, secondo cassa (professionisti) o competenza (imprese), come da TUIR (DPR 917/1986).
- Imposte 2026: IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% con addizionali; IVA secondo DPR 633/1972; IRAP per imprese (D.Lgs. 446/1997).
- Versamenti: F24 per saldo e acconti (D.Lgs. 241/1997). IVA il 16 del mese (o trimestrale), imposte dirette a giugno/novembre, INPS secondo gestione.
Regime ordinario: che cos’è e come funziona davvero
Regime ordinario significa “non forfettario”. Applichi le regole IVA ordinarie e calcoli le imposte sul reddito in modo analitico. Registri ricavi e costi, con documenti giustificativi e libri contabili.
Contabilità semplificata e contabilità ordinaria
La semplificata è la forma contabile più leggera. Vale per molte ditte individuali e professionisti sotto certe soglie di ricavi. Tieni registri IVA, incassi e pagamenti, senza bilancio completo.
L’ordinaria è più strutturata. Serve il libro giornale, inventari e scritture di magazzino se richieste. Si usa quando superi le soglie o scegli volontariamente più controllo contabile.
Le soglie e gli obblighi sono nel TUIR e nel DPR 600/1973. Verifica il testo aggiornato su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Principio di cassa e principio di competenza
Il principio di cassa vale per i professionisti. Traduzione semplice: tassazione quando incassi e quando paghi. È pratico perché segue i flussi reali di denaro.
Il principio di competenza vale per le imprese. Riconosci ricavi e costi nell’anno in cui maturano, anche se l’incasso o il pagamento avviene dopo. Serve per rappresentare correttamente il risultato economico.
Quali tasse si pagano nel 2026 in regime ordinario
IRPEF: scaglioni e calcolo pratico
L’IRPEF è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. È progressiva: l’aliquota aumenta a scaglioni. Nel 2026 gli scaglioni di riferimento sono tre: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.000 a 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro.
La base imponibile si ottiene così: ricavi imponibili meno costi deducibili meno contributi previdenziali. Per i professionisti vale la cassa. Per le imprese vale la competenza. La disciplina è nel TUIR (DPR 917/1986).
Le addizionali regionali e comunali si applicano sul reddito IRPEF, con aliquote fissate da Regione e Comune. Sono dovute nell’anno successivo in sede di saldo e acconti. Le regole sono nel TUIR e nelle leggi regionali e comunali.
Contributi previdenziali: come si calcolano e quando si versano
I contributi sono deducibili dal reddito. La gestione cambia in base all’attività:
Gestione Separata INPS: per molti professionisti senza Cassa. L’aliquota è indicata ogni anno dall’INPS e dal Ministero del Lavoro. Di solito versi con saldo e acconti insieme alle imposte (F24) seguendo il calendario delle imposte dirette.
Artigiani e Commercianti INPS: pagano contributi fissi minimi a scadenze trimestrali. Sull’eccedenza oltre il minimale si applica un’aliquota percentuale. Le scadenze tipiche sono maggio, agosto, novembre e febbraio, più conguaglio con la dichiarazione.
Casse professionali: ogni Cassa (ingegneri, avvocati, medici, ecc.) pubblica regolamenti, aliquote e scadenze. Le regole le trovi sui siti istituzionali delle Casse e su Normattiva per gli atti fondativi.
IVA: addebito, detrazione e versamenti
L’IVA si applica alle cessioni di beni e prestazioni di servizi. Addebiti l’IVA in fattura e detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. La normativa base è nel DPR 633/1972.
Liquidazione mensile: versi l’IVA entro il 16 del mese successivo. Liquidazione trimestrale: versi entro il 16 del secondo mese successivo al trimestre, con la maggiorazione in misura percentuale prevista dalla legge.
Adempimenti: fatturazione elettronica tramite Sistema di Interscambio, comunicazioni periodiche IVA (LIPE), dichiarazione annuale IVA. Le istruzioni operative sono dell’Agenzia delle Entrate.
IRAP: quando è dovuta
L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. Si applica di norma alle imprese. Non si applica ai professionisti privi di autonoma organizzazione, secondo la giurisprudenza costituzionale.
La disciplina è nel D.Lgs. 446/1997. Per le imprese individuali con organizzazione e per alcune strutture associate, l’IRAP può essere dovuta. Valutala con attenzione caso per caso.
Scadenze 2026: saldi, acconti e rateazioni
Imposte dirette (IRPEF e addizionali)
Saldo e primo acconto si versano normalmente entro fine giugno. Il secondo acconto entro fine novembre. Puoi rateizzare secondo le regole del D.Lgs. 241/1997. Gli interessi di rateazione si calcolano in base alle percentuali fissate ogni anno.
Le addizionali regionali e comunali seguono lo stesso ritmo: saldo sull’anno precedente e acconti per l’anno in corso, quando previsti dalle delibere locali.
IVA e adempimenti periodici
Versamenti mensili o trimestrali entro il 16, come da DPR 633/1972. Dichiarazione IVA annuale entro primavera. Comunicazioni delle liquidazioni periodiche (LIPE) su base trimestrale. Operazioni transfrontaliere comunicate secondo le regole vigenti tramite i canali telematici dell’Agenzia.
Contributi INPS
Gestione Separata: saldo e acconti insieme a IRPEF. Artigiani e Commercianti: quattro rate fisse a scadenze prestabilite e conguaglio in dichiarazione. Le circolari INPS annuali confermano aliquote e termini.
Regola decisionale rapida
Come stimare “quante tasse metto da parte” ogni mese
1) Stima i ricavi annuali realistici. Considera stagionalità e commesse già firmate.
2) Elenca i costi deducibili certi: affitto studio, attrezzature, software, consulenze, assicurazioni, utenze. Evita stime ottimistiche.
3) Calcola i contributi previdenziali. Se sei in Gestione Separata, applica l’aliquota INPS dell’anno. Se sei artigiano o commerciante, somma minimi e percentuali sull’eccedenza.
4) Ottieni il reddito imponibile: ricavi meno costi meno contributi. Applica gli scaglioni IRPEF 23%-33%-43% e aggiungi addizionali regionali e comunali in base alla tua sede fiscale.
5) Applica gli acconti: 100% del dovuto dell’anno precedente, diviso tra giugno e novembre, salvo utilizzo del metodo previsionale con prudenza.
6) Metti da parte mensilmente una percentuale coerente con il tuo profilo. Molti professionisti accantonano tra il 35% e il 55% del netto IVA, a seconda dei costi e della regione.
Esempio numerico completo 2026
Ipotesi: professionista in regime ordinario con incassi netti IVA di 46.000 euro, costi deducibili per 4.000 euro, contributi previdenziali già pagati pari a 6.000 euro.
Reddito imponibile: 46.000 – 4.000 – 6.000 = 36.000 euro.
IRPEF per scaglioni 2026: 23% su 28.000 = 6.440 euro. 33% su 8.000 (36.000 – 28.000) = 2.640 euro. Totale IRPEF lorda: 9.080 euro.
Detrazioni personali e oneri: applica quelle spettanti (familiari a carico, spese sanitarie, interessi mutuo, ecc.), secondo TUIR e istruzioni annuali. Qui non le consideriamo per semplicità.
Addizionali: calcola con le aliquote della tua Regione e del tuo Comune, sulla base imponibile IRPEF. Somma saldo e acconti secondo le delibere locali.
Contributi: i 6.000 euro sono dedotti. Se devi versare un conguaglio sulla base del reddito effettivo, si aggiungerà in sede di saldo.
Totale fiscale annuo: IRPEF netta dopo detrazioni più addizionali più eventuale conguaglio contributivo. Se usi il metodo previsionale, verifica trimestralmente e correggi gli acconti.
Ottimizzazioni lecite ed errori da evitare
Deduzioni e detrazioni: applicale con metodo
Contributi previdenziali: sempre deducibili dal reddito. Vanno considerati prima dell’IRPEF.
Costi inerenti: deduci solo ciò che serve all’attività. Conserva i documenti a norma. Ammortizza i beni pluriennali seguendo i coefficienti fiscali.
Detrazioni: spese sanitarie, istruzione, interessi mutuo, previdenza complementare. Verifica limiti e percentuali nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Ritenute d’acconto
Se emetti fatture con ritenuta d’acconto, il cliente trattiene una quota IRPEF (art. 25 DPR 600/1973). Conguagli tutto in dichiarazione. Tieni il cassetto fiscale aggiornato per evitare doppi conteggi.
IRAP e autonoma organizzazione
Valuta se hai personale, capitali, struttura stabile. Se sì, l’IRAP può essere dovuta. Se no, come professionista potresti non pagarla. Regole nel D.Lgs. 446/1997 e nella giurisprudenza costituzionale.
IVA: pro-rata e detrazione
Se hai operazioni esenti e imponibili, valuta il pro-rata. Detrai l’IVA in misura proporzionale. Le regole sono nel DPR 633/1972 e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Riferimenti normativi essenziali
TUIR (DPR 917/1986) per reddito, deduzioni e detrazioni. DPR 633/1972 per IVA. D.Lgs. 446/1997 per IRAP. DPR 600/1973 per accertamento e ritenute. D.Lgs. 241/1997 per versamenti F24. Statuto del contribuente (L. 212/2000) per diritti e garanzie.
Per le aliquote e gli scaglioni IRPEF 2026, fai riferimento alla Legge di Bilancio 2026 e ai provvedimenti attuativi MEF. Consulta i testi su Normattiva e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per contributi, verifica circolari INPS e Ministero del Lavoro.
Tabella scenari, requisiti e tempistiche 2026
| Scenario | Imposte/Contributi principali | Base di calcolo e requisiti | Versamenti e tempistiche 2026 |
|---|---|---|---|
| Professionista in Gestione Separata (regime ordinario) | IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% + addizionali; IVA; INPS Gestione Separata | Cassa: incassi-pagamenti; deduci contributi INPS; ritenute d’acconto da clienti; IVA detraibile su acquisti inerenti | IVA mensile/trimestrale entro il 16; IRPEF saldo/1° acconto a giugno, 2° acconto a novembre; INPS con imposte |
| Ditta individuale Artigiano (contabilità semplificata) | IRPEF + addizionali; IVA; IRAP se sussiste; INPS Artigiani (minimi + eccedenza) | Competenza per impresa; rimanenze e ammortamenti; deduci contributi; possibile IRAP per autonoma organizzazione | IVA come sopra; INPS minimi in 4 rate (maggio, agosto, novembre, febbraio) + conguaglio; imposte dirette giugno/novembre |
| Ditta individuale Commerciante (contabilità ordinaria) | IRPEF + addizionali; IVA; IRAP probabile; INPS Commercianti | Competenza; scritture di magazzino se richieste; deduci costi e contributi; valutazione IRAP | IVA mensile; LIPE trimestrali; dichiarazione IVA in primavera; imposte dirette a scadenza ordinaria; INPS come per artigiani |
| Professionista con Cassa (es. avvocato, architetto) | IRPEF + addizionali; IVA; contributi a Cassa di categoria | Cassa; deduci contributi a Cassa; ritenute d’acconto; eventuali contributi integrativi in fattura secondo regolamento | Contributi secondo calendario Cassa; IVA e imposte dirette come da scadenze generali; acconti con metodo storico/previsionale |
| Studio associato / impresa con dipendenti | IRPEF in capo ai soci (se società di persone) o IRES se società di capitali; IVA; IRAP; contributi per dipendenti | Competenza; gestione ritenute dipendenti; IRAP per autonoma organizzazione; oneri sociali e CU/770 | F24 mensili per ritenute e INPS dipendenti; IVA mensile; imposte sui redditi a scadenza ordinaria; adempimenti lavoro |
FAQ
Quanta percentuale devo accantonare ogni mese per tasse e contributi nel regime ordinario?
Dipende da costi, Regione e gestione previdenziale. Un approccio prudente: calcola il tuo margine medio mensile (incassi al netto IVA meno costi ricorrenti). Togli una stima dei contributi (Gestione Separata o minimi INPS). Sulla base imponibile residua applica gli scaglioni IRPEF 23%-33%-43% e aggiungi le addizionali locali. Dividi per 12 e accantona quella cifra ogni mese. In alternativa, usa una percentuale: 35%-45% per professionisti con costi medi e Gestione Separata; 45%-55% per imprese con IRAP e personale. Ricalcola ogni trimestre confrontando previsioni e consuntivi. Se scegli il metodo previsionale per gli acconti, resta conservativo per evitare sanzioni.
Devo pagare l’IRAP come professionista in regime ordinario?
Non sempre. L’IRAP si applica quando c’è autonoma organizzazione: personale, capitali rilevanti, struttura stabile. Se lavori da solo, senza dipendenti e con mezzi minimi, in genere non paghi l’IRAP. La base giuridica è nel D.Lgs. 446/1997 e nella giurisprudenza costituzionale che ha escluso dall’imposta i professionisti privi di organizzazione autonoma. Valuta però i casi particolari: studi associati, uso di più collaboratori, attrezzature importanti. In presenza di questi elementi, l’IRAP può tornare dovuta. Fai una verifica documentata e conserva le evidenze (contratti, cespiti, organigramma) per gestire eventuali controlli.
Come funzionano le ritenute d’acconto sulle mie fatture e come incidono sul saldo IRPEF?
Le ritenute d’acconto si applicano di solito ai professionisti. Il cliente sostituto d’imposta trattiene una quota della tua parcella a titolo di acconto IRPEF (art. 25 DPR 600/1973). Tu incassi il netto, ma in dichiarazione sommi i compensi lordi, deduci i costi e i contributi, e poi sottrai le ritenute versate dal cliente. Il risultato è l’imposta da pagare o il credito. Controlla periodicamente il tuo cassetto fiscale per verificare che i sostituti abbiano versato correttamente. Se fatturi spesso a privati o a soggetti non sostituti, avrai meno ritenute e più acconti da versare in autonomia. Pianifica la cassa di conseguenza.
Che differenza pratica c’è tra contabilità semplificata e ordinaria ai fini delle imposte?
La semplificata riduce gli adempimenti. Per molti piccoli operatori basta registrare incassi, pagamenti, fatture e tenere i registri IVA. L’imponibile segue per lo più la cassa per professionisti e la competenza per imprese in semplificata “per cassa”. L’ordinaria richiede libro giornale, inventari, scritture di assestamento e di magazzino. Permette più controllo e una rappresentazione completa del risultato economico. Ai fini delle imposte, il metodo di calcolo dell’imponibile non cambia nella sostanza: devi comunque determinare con precisione ricavi, costi, rimanenze e ammortamenti. La scelta incide su oneri amministrativi, qualità dei dati e facilità di accesso al credito.
Quali costi posso dedurre e quali detrazioni posso utilizzare in regime ordinario?
Puoi dedurre i costi inerenti e documentati: canoni di locazione dello studio, utenze e connettività, software e canoni cloud, beni strumentali tramite ammortamento, consulenze, spese di trasferta, assicurazioni professionali. Per determinate categorie (autovetture, telefonia, rappresentanza) valgono limiti e percentuali specifiche previste dal TUIR e dalle circolari dell’Agenzia delle Entrate: verifica ogni anno i tetti e le percentuali. Le detrazioni riducono l’imposta e non la base imponibile: spese sanitarie entro franchigia, interessi mutuo prima casa, istruzione, erogazioni liberali, previdenza complementare nei limiti previsti. Ricorda: contributi previdenziali sono deducibili dal reddito, non detraibili. Conserva sempre fatture elettroniche, DDT, contratti e quietanze. In caso di controlli, la coerenza documentale fa la differenza.
