Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Un minorenne può aprire Partita IVA solo se emancipato o, se non emancipato, con autorizzazione del giudice tutelare e con i genitori come rappresentanti. In mancanza, si attende i 18 anni.
- Base giuridica: Codice civile artt. 2, 320, 390 e 397; DPR 633/1972 art. 35 per l’attribuzione della Partita IVA.
- Percorsi: AA9/12 per professionista; ComUnica per ditta individuale con iscrizione al Registro Imprese, INPS e, se dovuta, INAIL.
- Contributi: Gestione Separata INPS per professionisti senza cassa; gestione Artigiani/Commercianti per ditte individuali. Aliquote aggiornate annualmente da INPS.
Chi può aprire la Partita IVA prima dei 18 anni
In Italia la piena capacità di agire scatta a 18 anni (art. 2 Codice civile). Il minorenne, quindi, di norma non può compiere atti da imprenditore in autonomia.
Esistono due eccezioni operative. La prima: il minore emancipato, che ha ottenuto l’emancipazione tramite matrimonio autorizzato. La seconda: il minore non emancipato ma autorizzato a esercitare impresa con i genitori come rappresentanti legali.
Entrambe le strade richiedono un passaggio davanti all’autorità giudiziaria. E hanno effetti diversi su chi firma e su quali atti si possono compiere da soli.
Quadro normativo essenziale da conoscere
Emancipazione: l’art. 390 Codice civile stabilisce che il minore è emancipato con il matrimonio, possibile dai 16 anni con autorizzazione (art. 84 Codice civile). L’emancipato ha un curatore. Può fare da solo gli atti di ordinaria amministrazione e, per quelli straordinari, serve l’assistenza del curatore e, in certi casi, l’autorizzazione del giudice tutelare (art. 397 Codice civile).
Minore non emancipato: gli atti di straordinaria amministrazione, tra cui l’avvio di impresa, richiedono l’autorizzazione del giudice tutelare e l’intervento dei genitori esercenti la responsabilità genitoriale (art. 320 Codice civile).
Partita IVA: l’apertura è disciplinata dall’art. 35 DPR 633/1972 (dichiarazione di inizio attività). La pratica si fa con il modello AA9/12 per le persone fisiche professionisti, oppure con la Comunicazione Unica (ComUnica) per l’impresa individuale. Fonti istituzionali da consultare: portale Normattiva, Agenzia delle Entrate, Unioncamere, INPS.
Minore emancipato: come funziona davvero
Emancipazione non significa “maggiore età anticipata”. Significa capacità limitata. L’emancipato ha un curatore, cioè una figura che lo assiste negli atti più importanti.
Per fare impresa in proprio, l’emancipato deve ottenere l’autorizzazione all’esercizio di impresa. È un passaggio specifico davanti al giudice tutelare (art. 397 Codice civile). Con questa autorizzazione, l’emancipato acquista la capacità di compiere da solo gli atti che riguardano l’impresa.
Operativamente: si prepara un progetto d’impresa, si chiede l’autorizzazione, si nomina il curatore e si avvia la procedura fiscale. Per un’attività professionale si invia l’AA9/12 all’Agenzia delle Entrate; per attività commerciale o artigiana si usa la ComUnica verso Registro Imprese, INPS e, se serve, INAIL.
Minore non emancipato: si può con autorizzazione e rappresentanza dei genitori
Il minore non emancipato può essere titolare di una ditta individuale con l’autorizzazione del giudice tutelare (art. 320 Codice civile). In questo caso i genitori esercitano la rappresentanza legale. Firmano loro le pratiche e gli atti.
Il minore resta il titolare fiscale e civilistico. Il numero di Partita IVA viene attribuito al minore. Nelle visure e nelle fatture risulta il minore, con indicazione della rappresentanza dei genitori.
Questa soluzione comporta controlli rigorosi. Il giudice verifica la sostenibilità dell’attività, il rischio economico e l’impatto sul percorso scolastico e sulla salute.
Limiti d’età e lavoro dei minori
La legge tutela i minori nel lavoro (L. 977/1967 e D.Lgs. 345/1999). Sotto i 16 anni esiste un divieto generale di lavoro, salvo eccezioni per attività dello spettacolo con autorizzazioni specifiche dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro e tutela rafforzata.
In pratica, avvio di impresa da parte di under 16 non è compatibile con le regole sulla tutela del lavoro minorile. Dai 16 anni, invece, si può valutare l’attività di impresa con le autorizzazioni citate.
Percorsi operativi: professionista o ditta individuale
Libero professionista: cosa significa e come si apre
Libero professionista significa attività intellettuale senza struttura d’impresa. Esempi: copywriter, social media manager, consulente informatico. Opera con Partita IVA personale, senza iscrizione al Registro Imprese.
Iter: invio del modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (art. 35 DPR 633/1972). Si sceglie il codice ATECO, il regime fiscale (spesso regime forfettario), il domicilio fiscale. Si apre la posizione alla Gestione Separata INPS (L. 335/1995, art. 2, c. 26).
Obblighi: fatturazione elettronica per tutti, anche in regime forfettario. È in vigore a regime dal 2024; nel 2026 si applica senza eccezioni. Serve il domicilio digitale (PEC) ai sensi del Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005).
Ditta individuale: commercio o artigianato
Ditta individuale significa impresa. Esempi: creator/influencer con attività commerciale, e-commerce, riparazioni, edilizia artigiana. Serve l’iscrizione al Registro Imprese.
Iter: pratica ComUnica verso Registro Imprese (base normativa: art. 9 Legge 40/2007 e DPCM 6 maggio 2009). Nella stessa pratica si richiede Partita IVA, iscrizione INPS Artigiani/Commercianti (L. 233/1990) e, se necessario, posizione INAIL.
Potrebbero servire ulteriori adempimenti: SCIA al SUAP per attività soggette (commercio alimentare, somministrazione), requisiti professionali (es. abilitazione SAB), rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008).
Fisco e contributi nel 2026: cosa sapere e come stimare
Regime forfettario: è il regime fiscale agevolato per persone fisiche con ricavi fino a 85.000 euro annui (Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata). Si tassa il reddito calcolato applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. L’imposta sostitutiva è in misura ridotta rispetto all’IRPEF ordinaria. Verifica requisiti e cause di esclusione aggiornati.
Regime ordinario: si tassano i ricavi al netto dei costi. Per i professionisti vale il principio di cassa, cioè si conta quando incassi. Principio di cassa significa che rilevi entrate e uscite quando avvengono i pagamenti, non quando emetti la fattura.
Contributi professionisti senza cassa: gestione separata INPS. L’aliquota è fissata anno per anno dalle circolari INPS. Calcoli l’importo applicando l’aliquota al reddito imponibile previdenziale.
Contributi artigiani/commercianti: quota fissa annuale più quota a percentuale sul reddito oltre il minimale. Gli importi e le aliquote variano ogni anno per effetto dell’adeguamento INPS. Occorre consultare le circolari INPS dell’anno di riferimento.
Esempio prudenziale: se hai ricavi di 20.000 euro come professionista in forfettario con coefficiente del 78%, il reddito forfettario è 15.600 euro. Applichi l’imposta sostitutiva prevista e la contribuzione INPS secondo l’aliquota vigente. Per una stima realistica, verifica sempre i valori dell’anno sul sito INPS e Agenzia delle Entrate.
Regola decisionale rapida
Decidi in base a età, status e tipo di attività
Se hai meno di 16 anni: non avviare Partita IVA. La tutela del lavoro dei minori lo impedisce in via generale. Valuta percorsi formativi o attività occasionali consentite dalla legge con autorizzazioni specifiche dello spettacolo.
Se hai 16-17 anni, non emancipato: puoi avviare un’attività solo se il giudice tutelare autorizza e i genitori ti rappresentano. Scegli ditta individuale se l’attività è commerciale o artigiana. Scegli attività professionale se è intellettuale pura. In ogni caso, i genitori firmano e rispondono come rappresentanti.
Se sei 16-17 anni, emancipato tramite matrimonio: chiedi l’autorizzazione all’esercizio di impresa. Con l’autorizzazione, puoi firmare gli atti con l’assistenza del curatore per quelli straordinari. Valuta professione o impresa in base alla natura dell’attività.
Se mancano pochi mesi ai 18 anni: spesso conviene attendere. Eviti il passaggio in tribunale, risparmi tempi e costi, e gestisci tutto da maggiorenne.
Se devi iniziare subito per un’opportunità concreta: prepara un business plan semplice, dimostra sostenibilità economica, tutela della salute e della scuola. Questo aumenta le chance di ottenere l’autorizzazione.
Operatività: documenti, modulistica e tempi
Documenti tipici per la pratica
Per AA9/12: documento di identità del titolare (minore), codice fiscale, eventuale autorizzazione del giudice, dati del rappresentante legale (genitori o curatore), scelta del codice ATECO, PEC.
Per ComUnica: dati anagrafici del titolare, autorizzazione del giudice, dichiarazioni antimafia e requisiti morali, SCIA se dovuta, posizione INPS e INAIL, PEC e domicilio digitale, eventuale preposto.
Per l’autorizzazione: relazione sull’attività, stima dei costi e dei ricavi, rischi, impegno orario, compatibilità con la scuola, consenso dei genitori, eventuali contratti o lettere di incarico già acquisiti.
Tempistiche realistiche
Autorizzazione giudiziale: variabile per tribunale. In media alcune settimane fino a qualche mese. Dipende dal carico dell’ufficio e dalla completezza della documentazione.
Apertura Partita IVA professionista: 1-3 giorni lavorativi dopo l’invio AA9/12. Apertura ditta individuale via ComUnica: 3-10 giorni lavorativi, salvo SCIA o autorizzazioni di settore.
Iscrizioni INPS/INAIL: di solito contestuali in ComUnica. La posizione può risultare attiva in pochi giorni.
Errori comuni da evitare e buone pratiche
Errori da evitare
Chiedere “emancipazione” al giudice senza matrimonio: l’emancipazione deriva solo dal matrimonio, non è un provvedimento generico. Confondere autorizzazione all’impresa con emancipazione porta a pratiche respinte.
Aprire Partita IVA senza autorizzazione: l’Agenzia delle Entrate assegna il numero, ma senza l’autorizzazione rischi nullità degli atti e responsabilità dei genitori.
Ignorare la fatturazione elettronica e la PEC: oggi sono obbligatorie. Senza, arrivano sanzioni e blocchi operativi.
Buone pratiche
Prepara un business plan semplice: descrivi attività, mercato, prezzi, costi, rischi. Usa numeri chiari. Questo aiuta il giudice e te stesso.
Definisci il codice ATECO giusto: incide su INPS e adempimenti. Controlla le tabelle ATECO e le note di Agenzia delle Entrate.
Verifica i requisiti professionali: alcune attività richiedono abilitazioni o iscrizioni specifiche. Meglio verificarle prima.
| Scenario | Base giuridica | Adempimenti iniziali | Chi firma | Tempistiche medie | Note critiche |
|---|---|---|---|---|---|
| 16-17 anni emancipato (professionista) | Artt. 390 e 397 Codice civile; art. 35 DPR 633/1972 | Autorizzazione all’impresa; AA9/12; Gestione Separata; PEC; FE | Titolare emancipato (con curatore per atti straordinari) | Autorizzazione: settimane/mesi; apertura IVA: 1-3 giorni | Serve curatore; valutare regime forfettario e coefficienti |
| 16-17 anni emancipato (ditta individuale) | Artt. 390 e 397 Codice civile; Legge 40/2007; DPCM 6/5/2009 | Autorizzazione all’impresa; ComUnica; Registro Imprese; INPS; INAIL; PEC | Titolare emancipato (con curatore per atti straordinari) | Autorizzazione: settimane/mesi; ComUnica: 3-10 giorni | Possibili SCIA; contributi fissi INPS; sicurezza sul lavoro |
| 16-17 anni non emancipato (ditta individuale con genitori) | Art. 320 Codice civile; Legge 40/2007; DPCM 6/5/2009 | Autorizzazione giudice tutelare; ComUnica; INPS/INAIL; PEC; FE | Genitori come rappresentanti legali | Autorizzazione: settimane/mesi; ComUnica: 3-10 giorni | Controlli stringenti; responsabilità in capo ai genitori |
| 18 anni compiuti (professionista o ditta) | Art. 2 Codice civile; art. 35 DPR 633/1972 | AA9/12 o ComUnica; INPS; PEC; FE | Titolare maggiorenne | 1-10 giorni secondo il canale | Autorizzazioni ordinarie di settore; procedura più semplice |
FAQ: domande frequenti sulla Partita IVA per minorenni
1) Un minorenne può davvero avere una Partita IVA a suo nome?
Sì, ma non in autonomia. La Partita IVA viene intestata al minorenne, perché è lui il soggetto titolare dell’attività. Tuttavia, per aprirla e gestirla servono i presupposti di legge. Se è emancipato per matrimonio, con autorizzazione all’esercizio di impresa può compiere gli atti inerenti all’attività, con l’assistenza del curatore per quelli straordinari (artt. 390 e 397 Codice civile). Se non è emancipato, può aprirla solo con autorizzazione del giudice tutelare; in tal caso i genitori esercitano la rappresentanza legale (art. 320 Codice civile). L’attribuzione del numero di Partita IVA segue l’art. 35 DPR 633/1972. È fondamentale che l’apertura sia coerente con la normativa sul lavoro dei minori (L. 977/1967), che tutela scuola, salute e sicurezza.
2) Cosa cambia tra attività “professionale” e “d’impresa” per un minorenne?
L’attività professionale è un lavoro intellettuale senza organizzazione d’impresa, come copywriter o consulente digitale. Si apre con modello AA9/12 e non richiede iscrizione al Registro Imprese. L’attività d’impresa è commerciale o artigiana, come e-commerce, artigianato o edilizia: richiede ComUnica, iscrizione al Registro Imprese, INPS Artigiani/Commercianti e spesso INAIL. Per il minorenne, in entrambi i casi serve l’autorizzazione giudiziale: autorizzazione all’impresa per l’emancipato (art. 397 Codice civile) o autorizzazione ex art. 320 Codice civile con rappresentanza dei genitori se non emancipato. La differenza pratica sta negli adempimenti: il professionista gestisce Cassa/INPS Gestione Separata, mentre l’impresa gestisce contributi fissi, sicurezza, e a volte SCIA e requisiti professionali.
3) Il regime forfettario è accessibile anche a chi è minorenne?
Sì, se si rispettano i requisiti oggettivi e soggettivi del regime forfettario (Legge 190/2014, commi 54-89, come modificata). L’età non è un criterio di esclusione. Contano i ricavi/compensi annui, l’assenza di partecipazioni in società di persone o associazioni professionali incompatibili, e l’assenza di regimi speciali IVA. Per i minorenni autorizzati, si applicano le stesse regole di calcolo: si usa il coefficiente di redditività per stimare il reddito e si paga l’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF ordinaria. Restano in ogni caso gli obblighi contributivi INPS, che incidono molto sulla convenienza. È prudente simulare più scenari con i valori INPS dell’anno in corso, reperibili sul sito INPS e sulle relative circolari.
4) Quanto tempo serve per ottenere l’autorizzazione del giudice e aprire davvero?
I tempi dell’autorizzazione dipendono dal tribunale e dalla completezza della tua documentazione. In media servono da qualche settimana a alcuni mesi. Se il progetto è chiaro, il rischio è contenuto e i genitori sono d’accordo, il percorso è più rapido. Dopo l’autorizzazione, l’apertura della Partita IVA per un professionista richiede 1-3 giorni con AA9/12. La ditta individuale via ComUnica richiede in genere 3-10 giorni, salvo tempi ulteriori per SCIA o autorizzazioni di settore. Ricorda che l’avvio effettivo presuppone anche l’attivazione della fatturazione elettronica e della PEC, obbligatorie. Se mancano pochi mesi alla maggiore età, può essere strategico attendere per evitare l’iter giudiziale e partire più velocemente da maggiorenne.
5) Come si calcolano i contributi INPS di un minorenne con Partita IVA?
Le regole contributive non cambiano in base all’età. Cambiano in base al tipo di attività. Se sei professionista senza cassa, versi alla Gestione Separata INPS con aliquota fissata annualmente da INPS (L. 335/1995, art. 2, c. 26). Applichi l’aliquota al reddito imponibile previdenziale. Se hai una ditta individuale artigiana o commerciale, paghi una quota fissa annuale sul minimale e una quota a percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale (L. 233/1990 e circolari INPS annuali). Gli importi cambiano ogni anno. È bene consultare le circolari INPS dell’anno corrente per aliquote, minimali e scadenze. Nella pianificazione considera anche l’imposta (forfettario o ordinario) e l’effetto dei contributi deducibili sul reddito.
