Partita IVA per stranieri: come aprire e quali documenti servono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire la Partita IVA in Italia da cittadino straniero servono: codice fiscale, titolo di soggiorno idoneo (se extra-UE), scelta attività e pratica corretta (Modello AA9/12 o ComUnica) con eventuali iscrizioni INPS/INAIL.

  • Professione intellettuale: apertura con Modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate. Base giuridica: art. 35 DPR 633/1972 (fonte: Normattiva).
  • Attività commerciale/artigiana: ComUnica al Registro Imprese con iscrizione INPS e, se dovuta, INAIL. Base: DPCM 6 maggio 2009 e DPR 160/2010 (fonte: Normattiva).
  • Extra-UE: serve permesso di soggiorno che consenta lavoro autonomo. Base: art. 26 D.Lgs. 286/1998 e DPR 394/1999 (fonte: Ministero dell’Interno, Normattiva).

Chi può aprire la Partita IVA: requisiti per cittadini UE ed extra-UE

Chiunque svolge attività economica abituale in Italia deve avere la Partita IVA. La base è l’art. 35 del DPR 633/1972, che impone la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate.

Cittadino UE/SEE o svizzero residente in Italia: puoi aprire senza limiti particolari. Vale la libertà di stabilimento prevista dal diritto UE e recepita dal D.Lgs. 30/2007.

Cittadino extra-UE: devi avere un permesso di soggiorno che consenta il lavoro autonomo. Esempi: “lavoro autonomo”, “familiare” o “lungo periodo UE”, se abilitano a lavorare. La base è l’art. 26 del D.Lgs. 286/1998 e il DPR 394/1999.

Residenza e codice fiscale

Il codice fiscale è obbligatorio per qualsiasi pratica. Lo rilascia l’Agenzia delle Entrate. Se vivi all’estero, puoi ottenerlo anche tramite autorità consolari.

La residenza anagrafica in Italia non è sempre obbligatoria. Serve però un domicilio fiscale. È l’indirizzo dove ricevi gli atti e calcoli le imposte. Lo indichi nella pratica di apertura.

SPID, CIE e delega

Per inviare pratiche online servono credenziali digitali: SPID, CIE o CNS. Non è obbligatorio avere la carta d’identità italiana per aprire la Partita IVA. Puoi usare SPID rilasciato a residenti stranieri con codice fiscale.

In alternativa, puoi delegare un intermediario abilitato (commercialista) a presentare le pratiche. La delega è prevista dalle norme sull’intermediazione fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

Quale pratica devo fare: professione o impresa

Esistono due binari. Professionista senza impresa, oppure impresa individuale commerciale o artigiana. La scelta dipende dal tipo di attività.

Professione intellettuale significa attività personale, senza organizzazione di impresa. Esempi: consulente, medico, ingegnere. L’iscrizione a un Ordine può essere obbligatoria per le professioni regolamentate.

Impresa commerciale o artigiana richiede organizzazione, locali, attrezzature e spesso dipendenti. Esempi: negozio, e-commerce, barbiere, artigiano.

Professionista: Modello AA9/12

Compili il Modello AA9/12 e lo invii all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività. Base: art. 35 DPR 633/1972. Indichi codice ATECO, regime fiscale e domicilio fiscale.

Per i professionisti senza Cassa di categoria, l’iscrizione alla Gestione Separata INPS è successiva all’apertura. Base: art. 2, comma 26, L. 335/1995 (fonte: Normattiva, INPS).

Impresa: ComUnica

La ComUnica è una pratica telematica unica verso Registro Imprese, Agenzia Entrate, INPS e, se serve, INAIL. Basi: art. 9 DL 7/2007 convertito in L. 40/2007 e DPCM 6 maggio 2009.

Per attività soggette a segnalazione o autorizzazione presenti anche la SCIA tramite SUAP. Base: DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 (SCIA 2).

Documenti necessari e abilitazioni

Cittadino UE/SEE o svizzero: documento di identità valido e codice fiscale. Se residente, la CIE facilita SPID, ma non è obbligatoria per l’apertura.

Cittadino extra-UE: permesso di soggiorno idoneo per lavoro autonomo. Porta anche passaporto, codice fiscale e, se disponibile, certificato di residenza o contratto di locazione.

Per attività regolamentate servono titoli professionali. Esempi: qualifica di parrucchiere, abilitazione da ingegnere, requisiti per somministrazione alimenti e bevande. Le Camere di Commercio e i Comuni verificano i requisiti. Fonti: Ministero del Lavoro, Camere di Commercio, SUAP comunali.

Firma digitale e domicilio digitale (PEC)

Per ComUnica servono firma digitale e domicilio digitale. Il domicilio digitale è la tua “PEC”. È obbligatoria per le imprese individuali. Basi: DL 185/2008 e DL 76/2020 convertito in L. 120/2020, oltre al CAD (D.Lgs. 82/2005).

I professionisti iscritti ad Albo hanno l’obbligo di domicilio digitale comunicato all’Ordine. Base: DL 185/2008.

Fisco: regimi, IVA ed e-fattura

Puoi scegliere il regime forfettario se rispetti le soglie. È un regime semplificato che tassa il reddito in modo forfettario, senza dedurre costi reali. Base: L. 190/2014, commi 54-89.

Soglia di accesso e permanenza: 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Aliquota 15%, ridotta al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni di start-up. Il reddito si calcola con il coefficiente di redditività per ATECO.

Se sei non residente, puoi aderire al forfettario solo se residente in UE/SEE che assicura scambio di informazioni e produci almeno il 75% del reddito in Italia. Base: L. 190/2014 e art. 73 TUIR.

Regime ordinario semplificato o ordinario: deduci costi reali e detrai l’IVA sugli acquisti. Richiede contabilità più strutturata. Si applica il principio di competenza per imprese e di cassa per professionisti in semplificata.

IVA, esterometro e fattura elettronica

La fattura elettronica è obbligatoria per tutti, anche per i forfettari dal 2024. Base: DL 36/2022. Le operazioni con estero si comunicano via SDI con documenti elettronici dedicati. Base: DL 146/2021 convertito in L. 215/2021.

Le aliquote IVA applicano le regole italiane se l’operazione è territorialmente rilevante in Italia. Per l’UE usa le regole su prestazioni e cessioni intracomunitarie. Base: DPR 633/1972 e Direttiva IVA recepita.

Contributi: INPS e Casse professionali

Professionisti senza Albo: si iscrivono alla Gestione Separata INPS. Contribuzione percentuale sul reddito, senza minimali. I versamenti avvengono con F24 a saldo e acconti. Fonte: INPS, L. 335/1995.

Artigiani e commercianti: pagano contributi fissi minimi più una quota percentuale oltre il minimale. Se sei in forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. Fonti: INPS e L. 190/2014.

Professioni ordinistiche: versano alla Cassa dell’Ordine (ad esempio Inarcassa, Cassa Forense). Ogni Cassa ha regolamenti propri su minimi e aliquote.

Assicurazione INAIL

Le attività con rischio infortuni richiedono assicurazione INAIL. Base: DPR 1124/1965. La ComUnica attiva l’apertura, ma alcune categorie fanno pratica specifica.

Regola decisionale rapida

Se svolgi consulenza personale senza dipendenti né negozio, sei un professionista. Usa AA9/12. Valuta il forfettario se stai sotto 85.000 euro.

Se apri negozio, laboratorio o e-commerce con magazzino, sei impresa. Fai ComUnica, firma digitale, PEC, SCIA se richiesta, INPS artigiani/commercianti e, se serve, INAIL.

Se sei extra-UE, verifica prima il permesso per lavoro autonomo o altro titolo che lo consenta. Senza, la pratica non va avanti.

Se vivi all’estero e operi in modo stabile in Italia, valuta stabile organizzazione o rappresentante fiscale. Se l’attività è solo occasionale, forse non serve stabilimento ma serve analisi IVA.

Se hai dubbi su regime fiscale e contributi, fai simulazioni. Il forfettario semplifica e riduce i contributi fissi per artigiani/commercianti. L’ordinario conviene se hai molti costi e investimenti con IVA da detrarre.

Tempi, costi amministrativi e passi pratici

L’apertura IVA come professionista richiede 1-3 giorni lavorativi. La ComUnica per impresa richiede 3-7 giorni, salvo SCIA con tempi del Comune.

Costi vivi: firma digitale, diritti camerali e imposta di bollo per Registro Imprese, PEC. Per professionisti non iscritti al Registro Imprese i costi sono minori.

Ricorda le scadenze: dichiarazione IVA se dovuta, LIPE, imposte e contributi con F24 a giugno e novembre, fatture elettroniche entro 12 giorni dall’operazione o secondo regola specifica.

Controlli e sanzioni

Aprire tardi la Partita IVA espone a sanzioni per omessa dichiarazione di inizio attività. Base: art. 5, comma 6, D.Lgs. 471/1997.

Chi opera senza titolo abilitante o senza SCIA rischia sospensione attività e sanzioni comunali. Base: DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016.

Fonti normative principali citate

Art. 35 DPR 633/1972 (IVA, dichiarazione inizio attività). DPCM 6 maggio 2009 e art. 9 DL 7/2007 convertito in L. 40/2007 (ComUnica). DPR 160/2010 e D.Lgs. 222/2016 (SUAP/SCIA). D.Lgs. 286/1998 e DPR 394/1999 (immigrazione, lavoro autonomo extra-UE). L. 190/2014 commi 54-89 (regime forfettario). L. 335/1995 art. 2, c. 26 (Gestione Separata). DPR 1124/1965 (INAIL). DL 36/2022 (fattura elettronica estesa). DL 146/2021 convertito in L. 215/2021 (esterometro via SDI). DL 185/2008 e DL 76/2020 convertito in L. 120/2020, oltre al CAD D.Lgs. 82/2005 (domicilio digitale/PEC). Fonti istituzionali: Normattiva, Agenzia delle Entrate, Ministero del Lavoro, Ministero dell’Interno, INPS, INAIL, Camere di Commercio.

Scenario Pratica da presentare Documenti chiave Ente competente Tempi medi Note critiche
Professionista UE residente in Italia AA9/12 (apertura IVA) + iscrizione Gestione Separata o Cassa Documento UE, codice fiscale, eventuale abilitazione Agenzia Entrate, INPS/Cassa 1-3 giorni Scegli ATECO corretto; valuta forfettario 85.000 euro
Impresa artigiana extra-UE con laboratorio ComUnica + SCIA SUAP + INAIL Passaporto, CF, permesso per lavoro autonomo, firma digitale, PEC, titoli professionali Registro Imprese, Comune, INPS, INAIL 5-10 giorni Verifica permesso idoneo; planimetrie/locale e requisiti igienico-sanitari
E-commerce commerciale UE non residente con magazzino in Italia ComUnica per stabile organizzazione oppure rappresentante fiscale/identificazione diretta IVA Documento, CF/identificazione IVA, contratto locali Registro Imprese o Agenzia Entrate 3-10 giorni Attenzione a stabile organizzazione e imposte sui redditi
Professionista extra-UE con permesso familiare AA9/12 (se il titolo consente lavoro autonomo) + INPS Passaporto, CF, permesso, eventuale abilitazione Agenzia Entrate, INPS 2-4 giorni Controlla che il permesso consenta l’autonomo; se no, conversione
Negozio alimentare ComUnica + SCIA alimenti e bevande + HACCP Documento, CF, requisiti SAB, locali a norma Registro Imprese, SUAP, ASL 7-15 giorni Requisiti professionali e locali conformi; eventuali pareri ASL/VVF

FAQ

Serve per forza la residenza in Italia per aprire la Partita IVA da straniero?

No. La residenza anagrafica non è sempre obbligatoria. Devi però avere un domicilio fiscale in Italia se l’attività è qui. Il domicilio fiscale è l’indirizzo ai fini delle imposte. Lo indichi nella pratica AA9/12 o in ComUnica. Se operi in Italia in modo stabile, potresti configurare una stabile organizzazione, con obblighi contabili e dichiarativi italiani. La base giuridica è nell’art. 35 del DPR 633/1972 per l’IVA e nelle norme del TUIR sulla residenza fiscale e stabile organizzazione. Se sei extra-UE, senza titolo di soggiorno valido per lavoro autonomo non puoi avviare attività in Italia, anche se hai domicilio. Verifica sempre il tuo permesso prima di iniziare.

È vero che devo avere la carta d’identità italiana per ottenere SPID e aprire la Partita IVA?

No. Non è obbligatoria. Per aprire la Partita IVA puoi agire con un intermediario delegato oppure usare SPID, CIE o CNS. Molti gestori SPID rilasciano credenziali a residenti stranieri con codice fiscale e documento valido. La carta d’identità elettronica è comoda ma non è condizione necessaria per l’apertura IVA. Le basi delle identità digitali sono nel Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. 82/2005) e nelle regole tecniche AgID. Se non hai SPID, incarica un professionista abilitato. La delega è ammessa dalle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per l’invio telematico delle dichiarazioni e delle comunicazioni.

Quali sono i passaggi concreti per un cittadino extra-UE che vuole aprire un negozio?

Primo: ottieni il permesso di soggiorno idoneo per lavoro autonomo, come previsto dall’art. 26 del D.Lgs. 286/1998 e dal DPR 394/1999. Secondo: procurati codice fiscale. Terzo: attiva firma digitale e domicilio digitale (PEC). Quarto: individua il codice ATECO corretto e prepara la SCIA tramite SUAP, con planimetrie, requisiti professionali e conformità dei locali. Quinto: invia la ComUnica al Registro Imprese; la pratica genera apertura IVA, iscrizione INPS artigiani/commercianti e, se dovuta, posizione INAIL. Sesto: attiva il registratore telematico, l’e-fattura via SDI e gli adempimenti privacy e sicurezza. Tempi medi 7-15 giorni, variabili per controlli comunali e disponibilità dei locali.

Sono non residente UE e offro consulenza da remoto a clienti italiani: devo aprire la Partita IVA in Italia?

Dipende da dove è localizzata l’attività. Se lavori dal tuo Paese e non hai base fissa in Italia, in genere non apri Partita IVA italiana. Devi però gestire correttamente l’IVA secondo le regole di territorialità e la fiscalità diretta nel tuo Stato. Se invece crei una base fissa o stabile organizzazione in Italia (ufficio, personale, mezzi), scatta l’obbligo di identificazione IVA e, spesso, di Partita IVA italiana. Puoi optare per identificazione diretta o rappresentante fiscale ai sensi del DPR 633/1972. Valuta anche i trattati contro le doppie imposizioni. In caso di dubbio, richiedi un’analisi formale con documentazione su contratti, luoghi e mezzi usati.

Il regime forfettario è sempre la scelta migliore per chi inizia?

Non sempre. Il forfettario è snello e applica un’aliquota del 15% (5% per start-up se rispetti condizioni specifiche). Calcola il reddito con il coefficiente per ATECO e applica il principio di cassa, cioè paghi tasse solo sugli incassi. Ma non scarichi i costi reali e non detrai l’IVA. Se prevedi investimenti importanti, costi elevati, o vendite con IVA a credito, il regime ordinario può convenire. Se sei non residente, puoi accedere al forfettario solo se sei in UE/SEE collaborativo e produci in Italia almeno il 75% del reddito complessivo, come da L. 190/2014. Fai simulazioni con ricavi, costi, contributi INPS e imposte per decidere con dati alla mano.

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