Partita IVA Wedding Planner: come aprire e quanto costa?

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aprire partita IVA da wedding planner

Se il mondo delle feste e delle cerimonie esercita su di te un forte fascino, possiedi un senso estetico innato e una grande passione per i matrimoni, potresti aprire Partita IVA come wedding planner!

Lo sapevi che, negli ultimi tempi, l’attività del wedding planner è in costante crescita? Si tratta di una figura fortemente richiesta, soprattutto dalle giovani coppie che, a causa del lavoro e dei troppi impegni, non hanno il tempo necessario per organizzare il proprio matrimonio. E così preferiscono contattare un’agenzia specializzata o rivolgersi ad un professionista, affinché tutto sia ‘perfetto in questo giorno unico ed importante!

Tuttavia, per diventare un vero wedding planner e lavorare come freelancer in questo ambito, dovrai prima portare a termine tutti gli adempimenti burocratici per aprire Partita IVA. Ad ogni modo, non devi preoccuparti: in questo articolo troverai informazioni e consigli utili per metterti in proprio senza stress!

Chi è il wedding planner?

L’espressione inglese “wedding planner” si riferisce ad una nuova professione di successo: l’organizzatore di matrimoni, ma anche di feste e cerimonie private. Un’attività che proviene principalmente dalla tradizione americana, ma che è “approdata” in Europa, e oggi anche qui in Italia, adattandosi alle esigenze del posto.

Dunque, il wedding planner non si limita semplicemente ad organizzare l’evento, bensì fornisce una consulenza completa su tutti gli aspetti che contribuiscono a rendere speciale questo giorno. Il tutto nel rispetto delle credenze religiose, dei gusti e delle preferenze della coppia e delle relative famiglie. Pertanto, in qualità di wedding planner, dovrai individuare la location più adatta ad ospitare i festeggiamenti, occuparti della pianificazione del ricevimento nuziale, del menù e delle bomboniere, dei fiori e dell’allestimento della chiesa. Chiaramente, accertandoti che tutto proceda secondo i piani, senza alcun intoppo, e che la giornata risulti impeccabile per gli sposi e per gli invitati!

Qual è l’inquadramento fiscale del wedding planner?

Il wedding planner difficilmente è l’impiegato di un’azienda. Nella maggior parte dei casi, infatti, egli lavora come freelancer, svolgendo questa attività in maniera autonoma e rivolgendosi direttamente ai propri clienti.

Ma qual è il suo inquadramento fiscale? Ebbene, ciò dipende dalla modalità con cui intendi proporti sul mercato: operando come consulente indipendente o aprendo un’agenzia di organizzazione eventi?

Nel primo caso, sarai inquadrato come un libero professionista, il che significa che potrai aprire Partita IVA come wedding planner gratuitamente e che non dovrai iscriverti al Registro delle Imprese. Tuttavia, la tua attività sarà limitata soltanto alla consulenza, senza occuparti degli aspetti organizzativi ed economici.

Nel secondo caso, invece, il tuo inquadramento sarà da ditta individuale: potrai offrire un servizio completo, operando come una vera e propria agenzia, ma dovrai passare attraverso una procedura un po’ più lunga e complessa, che prevede anche dei costi iniziali. Vedremo meglio più avanti quali sono le differenze fiscali.

In entrambi i casi, comunque, non potrai lavorare come wedding planner in forma occasionale.

Come aprire partita IVA da wedding planner?

Come anticipato, il procedimento (e i costi) per aprire Partita IVA come wedding planner cambiano a seconda dell’inquadramento scelto: per i liberi professionisti, non vi sono spese iniziali ed è possibile completare tutto online nel giro di 24 ore; per le agenzie in forma di ditta individuale, invece, è necessario un iter più lungo.

A prescindere dalla modalità, Fiscozen può aiutarti ad avviare la tua attività in tempi brevi e senza spese eccessive. Sarai assistito da un consulente fiscale durante l’apertura della Partita IVA e ti indirizzeremo verso le opzioni che meglio si adattano alle tue esigenze: dalla scelta del Codice ATECO al regime fiscale da adottare.

Per saperne di più, compila subito il modulo sottostante e richiedi gratuitamente una consulenza!

Codice ATECO da wedding planner: quale scegliere?

A seconda dell’inquadramento – libero professionista o ditta individuale – cambiano vari aspetti relativi alla tua Partita IVA da wedding planner. Uno dei più importanti è proprio il Codice ATECO da utilizzare.

Entriamo subito nel dettaglio: la tua attività da wedding planner può essere inquadrata come “libero-professionale” se non hai un’agenzia e lavori come consulente indipendente, senza occuparti della gestione del budget. In questo caso, infatti, puoi adottare un codice generico, come “74.90.99 – Altre attività professionali”.

Per aprire, invece, la tua agenzia ed organizzare eventi, matrimoni e cerimonie “dalla A alla Z”, offrendo in prima persona alcuni servizi (come, ad esempio, la vendita di fiori ed allestimenti), dovrai optare per il codice “74.90.99 – Organizzazione di feste e cerimonie” e rientrerai nella categoria delle imprese commerciali.

La tassazione del wedding planner

Se c’è un aspetto che non cambia a seconda dell’inquadramento scelto è proprio la tassazione applicata ai tuoi introiti. Infatti, sia i liberi professionisti che i commercianti possono tranquillamente accedere al regime forfettario e versare solo un’imposta sostitutiva, con aliquota al 15% applicata sul reddito imponibile.

Per chi rientra nei requisiti dell’aliquota start-up, la percentuale di tasse si riduce al 5% per i primi cinque anni.

Mentre le aliquote sono uguali per tutti i forfettari, i due Codici ATECO sopra menzionati hanno coefficienti di redditività differenti: pari al 78% per chi svolge la libera professione e al 67% per le ditte individuali.

Di conseguenza, su un eventuale fatturato di 10.000 euro, l’imposta sostitutiva si applicherà rispettivamente su 7.800 euro o su 6.700 euro. Al contempo, 2.200 euro o 3.300 euro (e cioè il rimanente 22% o 33%) verranno dedotti automaticamente per le spese sostenute durante l’anno (che, per i forfettari, si conteggiano su base fissa).

In conclusione, a seconda dell’aliquota applicata, l’importo da versare per le tasse sarà pari a 1.170 o 585 euro per il wedding planner libero professionista, oppure pari a 1.005 o 335 euro per il titolare di agenzia.

Regime forfettario per il wedding planner

La possibilità di risparmiare sulle tasse non è l’unico aspetto interessante del forfettario: anzi, questo regime offre un ventaglio molto ampio di agevolazioni. Una di esse è la franchigia IVA, che consente di non applicare la maggiorazione del 22% sui compensi richiesti per le prestazioni da wedding planner. In tal modo, il professionista (o l’agenzia che organizza matrimoni) può mantenere facilmente un buon rapporto qualità/prezzo e proporre i suoi servizi ad un costo più basso, rispetto ai concorrenti che adottano altri regimi.

In compenso, deve applicare una marca da bollo da 2 euro sulle fatture di importo superiore a 77,49 euro.

Le semplificazioni riguardano anche la gestione della contabilità e gli adempimenti da svolgere nel corso dell’anno. Le Partite IVA forfettarie, infatti, sono esonerate dall’uso della fatturazione elettronica, dagli studi di settore, dalla presentazione dell’esterometro, dalla tenuta della contabilità e dalla registrazione delle fatture, che basterà conservare e numerare in ordine progressivo. Va sempre presentata la dichiarazione dei redditi.

La contribuzione del wedding planner

Tra il wedding planner che esercita la libera professione e l’agenzia di organizzazione eventi inquadrata come ditta individuale, vi è una grossa differenza che riguarda l’ambito previdenziale.

Infatti, a seconda dell’inquadramento, cambia la Cassa/Gestione cui far riferimento: il primo deve iscriversi alla Gestione Separata INPS, mentre il titolare della seconda alla Gestione Artigiani e Commercianti.

Pertanto, cambiano anche le modalità di calcolo e versamento dei contributi previdenziali: scopriamo i dettagli!

Contributi previdenziali per il wedding planner freelance

Se, con la tua Partita IVA da wedding planner, hai un inquadramento da libero professionista, devi iscriverti e versare i tuoi contributi alla Gestione Separata INPS. L’importo corrisponde al 25,98% del reddito imponibile. Dunque, su un fatturato incassato di 10.000 euro, l’ammontare dei contributi è di circa 2.026 euro.

Contributi previdenziali per le ditte individuali

Se hai scelto di avviare un’agenzia, aprendo Partita IVA da wedding planner con inquadramento da commerciante, dovrai seguire le regole contributive della Gestione Commercianti e Artigiani dell’INPS.

Questa gestione prevede il pagamento:

  • per i redditi fino a 15.953 euro, di un contributo fisso di circa 3.850 euro;
  • per i redditi superiori a 15.953 euro, anche un contributo pari al 24,09% della sola parte eccedente.

Conclusioni

A questo punto avrai sicuramente le idee più chiare sugli adempimenti da sbrigare per aprire Partita IVA come wedding planner e sull’inquadramento fiscale che meglio rispecchia la tua idea di business.

Se, prima di compiere decisioni affrettate, desideri confrontarti con un esperto o ricevere ulteriori informazioni, non esitare a contattarci. Ti assisteremo durante tutti i passaggi, affinché tu possa cominciare con il piede giusto!

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