Passaggio da regime semplificato a forfettario: quando è possibile?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi passare dal regime semplificato al forfettario dal 1° gennaio successivo se rispetti soglie, partecipazioni, residenza e cause di esclusione previste dalla legge.

  • Ricavi/compensi 2025 entro 85.000 euro, residenza fiscale in Italia o UE/SEE, nessun regime IVA speciale e nessuna partecipazione vietata.
  • Redditi da lavoro dipendente 2026 entro 35.000 euro; pro-rata della soglia 85.000 solo nell’anno di apertura della partita IVA.
  • Niente IVA e ritenute in forfettario; si applica imposta sostitutiva 15% (o 5% start-up) su reddito calcolato con coefficiente di redditività.

Che cosa significa passare dal semplificato al forfettario

Il regime semplificato usa la contabilità semplificata. Si basa sul principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti effettivi.

Il regime forfettario è un regime agevolato. Usa un reddito calcolato a forfait. Si applica un coefficiente di redditività al totale incassato per il codice ATECO.

La norma di riferimento è l’art. 1, commi 54-89, della Legge 190/2014. Va letta con le modifiche successive. In particolare le Leggi di Bilancio 2019, 2023 e 2026. Verifica sempre il testo aggiornato su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

Requisiti di accesso al forfettario nel 2026

Soglia di ricavi/compensi

Devi avere ricavi o compensi 2025 non oltre 85.000 euro. Valuta per cassa. Quindi fa fede quanto incassato nel 2025.

Se hai aperto la partita IVA nel 2025, riproporziona la soglia. Calcola 85.000 diviso 12, moltiplicato per i mesi di attività. Conta anche il mese di apertura.

Residenza e territorialità

Devi essere residente in Italia. In alternativa puoi essere residente UE o SEE. In quel caso, produci in Italia almeno il 75% del reddito complessivo.

La base normativa è nei commi della Legge 190/2014. Controlla i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Partecipazioni e regimi incompatibili

Non puoi partecipare a società di persone o associazioni professionali. Sono incompatibili con il forfettario.

Non puoi controllare una SRL con attività riconducibile alla tua. Il divieto vale se la SRL opera nel tuo stesso settore.

Non puoi aderire a regimi speciali IVA. Esempi: agricoltura, agenzie di viaggio, editoria, tabacchi. L’elenco è nel DPR 633/1972.

Redditi di lavoro dipendente

Per il 2026 il limite dei redditi da lavoro dipendente è 35.000 euro. Oltre tale soglia scatta la causa di esclusione. La misura riguarda il 2026. Non ci sono conferme ufficiali per gli anni successivi.

Verifica i dettagli nel testo vigente su Normattiva e nelle risposte dell’Agenzia delle Entrate.

Collaboratori e personale

Se hai collaboratori, i loro compensi non devono superare 20.000 euro annui. Parliamo di lavoro dipendente e parasubordinato. Includi anche collaborazioni occasionali riconducibili all’attività.

Conserva i contratti e i prospetti di spesa. Servono per eventuali controlli.

Quando decorre il passaggio e come si gestisce

Decorrenza

Il passaggio decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo. Devi rispettare i requisiti al 31 dicembre dell’anno precedente. Non serve una comunicazione formale separata.

Indichi il regime in dichiarazione IVA (se dovuta) e nel Modello AA9/12 solo se apri o vari dati. In dichiarazione dei redditi userai il quadro LM per il forfettario.

Uscita per superamento soglia

Se superi 85.000 euro nel 2026, esci dal forfettario dal 2027. Se superi 100.000 euro nel 2026, esci immediatamente. Applichi l’IVA dal mese successivo al superamento. Questa regola è stata introdotta dalle modifiche alla Legge 190/2014.

In caso di uscita immediata, tieni un registro puntuale. Dovrai emettere fatture con IVA dal mese successivo.

Come si calcola il reddito in forfettario

Principio di cassa e coefficiente di redditività

Si applica il principio di cassa. Contano solo gli incassi. Il coefficiente di redditività varia per codice ATECO. Esempio: ecommerce 40%; parrucchiere 67%.

Reddito imponibile = incassi x coefficiente – contributi previdenziali pagati. I contributi sono deducibili. Dedurre significa togliere dal reddito prima dell’imposta.

Imposta sostitutiva

L’imposta sostitutiva è il 15%. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. Se hai i requisiti start-up, applichi il 5% per i primi 5 anni. Devi rispettare le condizioni dell’art. 1, comma 65, Legge 190/2014.

Condizioni tipiche: nessuna attività simile nei 3 anni precedenti. Nessuna continuazione di lavoro dipendente nello stesso ambito. Nessun subentro in attività già avviata da altri.

Confronto rapido con il semplificato

Nel semplificato paghi IRPEF per scaglioni. Nel 2026: 23% fino a 28.000 euro. 33% da 28.001 a 50.000. 43% oltre 50.000. Calcoli sul reddito effettivo incassato meno costi deducibili.

Nel forfettario non deduci i costi analitici. Applichi il coefficiente. In molti casi il carico cala. Ma non sempre. Fai un test numerico prima di scegliere.

IVA, ritenute e adempimenti operativi

IVA

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura. Non detrai l’IVA sugli acquisti. Inserisci in fattura la dicitura di non applicazione IVA. La base è l’art. 1, comma 58, Legge 190/2014 e il DPR 633/1972.

Ritenute

Non subisci né applichi ritenute d’acconto. Indica in fattura che si tratta di regime forfettario. Lo prevede l’art. 1, comma 67, Legge 190/2014.

Fatturazione elettronica e esterometro

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. Si applicano le regole del D.Lgs. 127/2015. Per le operazioni con l’estero usa i tipi documento previsti e invia tramite SDI nei termini.

INPS

Se sei artigiano o commerciante, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. La domanda è annuale. La riduzione si applica ai contributi minimi e al contributo eccedente.

Se sei professionista senza Cassa, versi alla Gestione Separata INPS. Non c’è riduzione del 35%. Applichi l’aliquota vigente sulla base imponibile.

Regola decisionale rapida

Usa questa sequenza logica. Ti aiuta a decidere in pochi minuti.

  • Verifica incassi 2025: se ≤ 85.000 euro, prosegui; se > 85.000, niente forfettario 2026.
  • Controlla residenza: Italia oppure UE/SEE con almeno 75% del reddito prodotto in Italia.
  • Esamina partecipazioni: nessuna società di persone o associazione professionale; nessuna SRL controllata con attività riconducibile.
  • Verifica lavoro dipendente 2026: se RAL ≤ 35.000 euro, prosegui; se > 35.000, il forfettario è precluso.
  • Calcola compensi a collaboratori: se ≤ 20.000 euro annui, prosegui; se > 20.000, il forfettario è precluso.
  • Se tutti i test sono ok, entri in forfettario dal 1° gennaio 2026. Prepara fatture senza IVA e senza ritenuta.
  • Se punti al 5% start-up, verifica le tre condizioni dell’art. 1, comma 65, Legge 190/2014.

Fonti e norme da consultare

Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89 (regime forfettario) su Normattiva.

Leggi di Bilancio 2019, 2023 e 2026 per soglie e cause di esclusione.

DPR 633/1972 per i regimi speciali IVA e le regole generali dell’imposta.

D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica e trasmissioni telematiche.

D.Lgs. 471/1997 per sanzioni in materia di IVA e imposte dirette.

Circolari e risposte dell’Agenzia delle Entrate per i chiarimenti operativi.

Esempi pratici di calcolo

Professionista ATECO servizi, coefficiente 78%. Incassi 2026: 50.000 euro. Contributi pagati: 4.000 euro. Reddito = 50.000 x 78% – 4.000 = 35.000 – 4.000 = 31.000. Imposta 15% = 4.650 euro.

Ecommerce ATECO commercio, coefficiente 40%. Incassi 2026: 90.000 euro. Supera 85.000. Esce dal forfettario dal 2027. Se supera 100.000 esce subito e applica IVA dal mese successivo.

Scenario Requisiti dirimenti Tempistica Adempimenti Effetti fiscali
Passaggio ordinario 2026 Ricavi 2025 ≤ 85.000; RAL 2026 ≤ 35.000; nessuna partecipazione vietata; niente regimi IVA speciali Dal 1° gennaio 2026 Fatture senza IVA e ritenute; quadro LM; acconti imposta sostitutiva Imposta 15% (o 5% start-up); niente detrazione IVA; deduzione contributi
Superamento 85.000 nel 2026 Incassi 2026 tra 85.001 e 100.000 Uscita dal 1° gennaio 2027 Dal 2027 applichi IVA; tenuta registri IVA; regime ordinario/semplificato Torni a IRPEF a scaglioni; IVA a debito e a credito secondo DPR 633/1972
Superamento 100.000 nel 2026 Incassi 2026 > 100.000 Uscita immediata dal mese successivo Fatture con IVA dal mese successivo; liquidazioni IVA periodiche Perdita benefici forfettario in corso d’anno; possibili sanzioni se non adegui le fatture
Start-up 5% Nessuna attività simile negli ultimi 3 anni; niente prosecuzione; niente subentro Dal 1° gennaio dell’anno di avvio o passaggio Autodichiarazione in dichiarazione; monitoraggio requisiti annuali Imposta sostitutiva 5% per 5 anni; stessi obblighi IVA del forfettario
RAL dipendente oltre 35.000 Redditi di lavoro dipendente 2026 > 35.000 euro Divieto di accesso 2026 Resta nel semplificato o passa all’ordinario IRPEF a scaglioni; IVA secondo regime prescelto

FAQ

Devo inviare una comunicazione per passare dal semplificato al forfettario?

Di norma no. Il passaggio scatta automaticamente dal 1° gennaio se rispetti i requisiti al 31 dicembre precedente. Non è prevista una “istanza” dedicata. Se però apri la partita IVA, indichi il regime nel modello AA9/12. Se vari i dati, puoi presentare una dichiarazione di variazione. La scelta è poi evidente in dichiarazione dei redditi. Usi il quadro LM invece del quadro RG. Indichi anche la non applicazione delle ritenute nelle fatture. Conserva i calcoli che provano il rispetto delle soglie. Servono in caso di controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Come gestisco fatture e incassi a cavallo d’anno con il principio di cassa?

Conta la data di incasso, non la data di emissione. Se emetti a dicembre ma incassi a gennaio, l’importo rileva nel 2026. Quindi entra nel forfettario. Se incassi un acconto a dicembre 2025, quell’importo concorre ai ricavi 2025. Potrebbe farti superare la soglia 85.000 e bloccare l’accesso. Per note di credito, rileva la data di incasso o di storno effettivo. Coordina sempre con il cliente i tempi di pagamento. Eviti sorprese sulle soglie di accesso. Documenta ogni flusso con estratti conto e quietanze.

Posso avere collaboratori nel forfettario e quali limiti si applicano?

Sì, puoi avere collaboratori e anche dipendenti. Nel 2026 si applica il limite di 20.000 euro annui per compensi a personale e collaboratori. Superare il limite comporta l’esclusione. Pianifica i contratti per non oltrepassare la soglia. Valuta l’esternalizzazione di alcune attività. Se ti avvicini al limite, monitora mensilmente i costi del personale. Ricorda che i compensi ai collaboratori non sono costi deducibili analitici. Il loro effetto fiscale è indiretto. Riducono il carico solo se riducono gli incassi o ti tengono entro le soglie.

Cosa succede se applico il forfettario senza averne diritto?

L’Agenzia delle Entrate può recuperare l’IVA non addebitata e l’imposta ordinaria. Può applicare sanzioni secondo il D.Lgs. 471/1997. Le sanzioni IVA vanno, in generale, dal 90% al 180% dell’imposta. Si aggiungono interessi. Potrebbero emergere anche violazioni formali sulle fatture. Per ridurre i rischi, verifica i requisiti ogni anno. Conserva documenti su residenza, partecipazioni, RAL e compensi ai collaboratori. In caso di errore, valuta il ravvedimento operoso. È previsto dallo Statuto del Contribuente e dal D.Lgs. 472/1997. Ti consente sanzioni ridotte se regolarizzi spontaneamente.

Come calcolo acconti e saldi dell’imposta sostitutiva e dei contributi?

L’imposta sostitutiva segue il meccanismo saldo-acconti. Versi il saldo dell’anno N entro il 30 giugno dell’anno N+1. Con eventuale proroga con maggiorazione. Versi anche il primo acconto per l’anno N+1. In genere pari al 40% dell’imposta dovuta per N. Il secondo acconto, pari al 60%, scade il 30 novembre. Puoi usare il metodo storico o il metodo previsionale. Il metodo previsionale è utile se prevedi incassi in calo. Per i contributi INPS, segui scadenze della gestione di appartenenza. Artigiani e commercianti versano minimi trimestrali e conguaglio. Gestione Separata versa con F24 alle scadenze delle imposte. I contributi pagati sono deducibili. Riduci l’imponibile prima di calcolare la sostitutiva.

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