INPS e regime forfettario: quando si pagano i contributi?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Le scadenze INPS cambiano per gestione: Separata (30 giugno e 30 novembre), Artigiani/Commercianti (trimestrali più giugno/novembre), Casse private (secondo il regolamento dell’Ordine). Il forfettario cambia il calcolo, non le date.

  • Scelta gestione: professione senza albo → Gestione Separata; con albo → Cassa professionale; attività artigiana/commerciale → Gestione Artigiani/Commercianti.
  • Scadenze: saldo e acconti il 30 giugno e 30 novembre; per artigiani/commercianti anche contributi fissi trimestrali.
  • Calcolo: Gestione Separata su reddito imponibile; artigiani/commercianti su minimale fisso + percentuale sull’eccedenza; riduzione 35% per forfettari art/com su domanda.

Inquadrare correttamente la tua attività: dove iscriversi e quando

Attività intellettuale senza albo: Gestione Separata INPS

Se svolgi un’attività professionale senza albo (esempio: consulente, copywriter, programmatore), ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. È la gestione introdotta dalla Legge 335/1995, art. 2, comma 26. Copre i liberi professionisti non tutelati da una Cassa.

Versi contributi in proporzione al reddito imponibile. Non c’è contributo minimo. Paghi solo su ciò che realmente guadagni. Le aliquote vengono fissate ogni anno dall’INPS con circolari dedicate.

Professione con albo: Cassa previdenziale dell’Ordine

Se la tua attività richiede iscrizione a un Ordine (esempio: psicologo, ingegnere, avvocato), versi i contributi alla relativa Cassa professionale. Le Casse sono enti privatizzati ai sensi del D.Lgs. 509/1994 e del D.Lgs. 103/1996.

Ogni Cassa definisce aliquote, minimi, scadenze e modelli di dichiarazione. Le regole possono variare molto. Consulta sempre il regolamento della tua Cassa e le sue delibere annuali.

Attività artigiana o commerciale: Gestione INPS Artigiani/Commercianti

Se svolgi attività artigiana o commerciale (esempio: parrucchiere, e-commerce, riparazioni), ti iscrivi alla Gestione INPS Artigiani/Commercianti (IVS). La base normativa è la Legge 233/1990 e le disposizioni INPS annuali su minimale e massimale.

Paghi contributi fissi trimestrali su un reddito minimo (minimale). Se superi il minimale, versi anche una quota percentuale sulla parte eccedente. Le aliquote sono diverse per artigiani e commercianti.

Scadenze contributive 2026: cosa pagare e quando

Gestione Separata: due appuntamenti l’anno, allineati alle imposte

Le scadenze seguono il calendario delle imposte dirette (D.Lgs. 241/1997 e D.P.R. 435/2001):

  • 30 giugno: saldo dell’anno precedente + primo acconto dell’anno in corso.
  • 30 novembre: secondo acconto dell’anno in corso.

Se la scadenza cade di sabato, domenica o festivo, slitta al primo giorno lavorativo successivo. Puoi anche rateizzare saldo e primo acconto con interessi legali, come per IRPEF.

L’acconto si calcola di solito sul contributo dovuto per l’anno precedente (metodo storico). Se prevedi un reddito 2026 più basso, puoi usare il metodo previsionale. Attenzione: se sottostimi, paghi sanzioni e interessi.

Artigiani e commercianti: fissi trimestrali + saldo/acconti su eccedenza

Paghi contributi fissi trimestrali sul minimale:

  • 16 maggio (1° trimestre).
  • Agosto: in genere il 20 o primo giorno lavorativo successivo per effetto della sospensione feriale.
  • 16 novembre (3° trimestre).
  • 16 febbraio dell’anno successivo (4° trimestre).

Se superi il minimale, versi anche la parte variabile su eccedenza con le stesse scadenze della Gestione Separata:

  • 30 giugno: saldo eccedenza anno precedente + primo acconto eccedenza anno in corso.
  • 30 novembre: secondo acconto eccedenza anno in corso.

Le aliquote percentuali sull’eccedenza differenziano tra artigiani e commercianti. Sono fissate annualmente dalle circolari INPS. Oltre un certo tetto di reddito (massimale), non versi più contributi.

Casse professionali degli Ordini: regolamenti propri

Ogni Cassa definisce autonome finestre di versamento, spesso con minimi obbligatori, acconti e saldi. Talvolta consente piani mensili, trimestrali o semestrali. Verifica nel regolamento e nelle delibere contributive della tua Cassa.

In caso di cumulo con altra gestione, controlla le regole di doppia contribuzione e di eventuale riduzione del minimale previste dal regolamento della Cassa.

Come si calcola la base contributiva

Reddito imponibile: principio di cassa e differenze tra regimi

Principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi dell’anno, non solo le fatture emesse. Per i professionisti, è il criterio generale (D.P.R. 917/1986, TUIR, art. 54).

In regime ordinario, il reddito imponibile è: incassi meno costi inerenti documentati (spese professionali, beni strumentali, servizi). In regime forfettario (Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche), applichi un coefficiente di redditività ai ricavi incassati. Il coefficiente varia per codice ATECO.

Esempio semplice: attività con coefficiente 78%. Se incassi 1.300 euro, reddito imponibile 1.300 × 78% = 1.014 euro. Su questo calcoli sia imposte sia contributi.

Gestione Separata: aliquota unica sulla base imponibile

La Gestione Separata applica un’aliquota percentuale al reddito imponibile. L’aliquota ordinaria per il 2026 è definita da circolare INPS. Include anche la quota per maternità, malattia e assegni familiari. Non ci sono minimi fissi.

Se sei già assicurato altrove (per esempio hai anche un lavoro dipendente), l’aliquota INPS per la Gestione Separata è ridotta. Verificala nella circolare INPS sulle aliquote 2026.

Artigiani/Commercianti: minimale fisso + percentuale su eccedenza

Paghi un contributo fisso sul reddito minimale definito da INPS ogni anno. Se il tuo reddito supera il minimale, versi una percentuale sull’eccedenza. Le aliquote differiscono tra artigiani e commercianti e possono crescere oltre una certa soglia di reddito.

I contributi fissi si pagano comunque, anche con reddito zero. Per questo è cruciale stimare bene l’attività prima di aprire l’impresa.

Forfettario: incide sul calcolo, non sulle scadenze

Il regime forfettario non cambia le date di pagamento. Cambia la base su cui calcoli i contributi (ricavi × coefficiente). Per artigiani e commercianti, esiste la riduzione del 35% dei contributi IVS (Legge 208/2015, art. 1, comma 111), previa domanda all’INPS. La riduzione non vale per la Gestione Separata.

Aliquote, minimali e massimali 2026: cosa aspettarsi

Ogni inizio anno l’INPS pubblica le circolari con:

  • Aliquote Gestione Separata (distinte per professionisti non assicurati altrove e per chi ha altra tutela).
  • Minimale e massimale di reddito per artigiani/commercianti.
  • Aliquote percentuali su eccedenza per artigiani e commercianti.

Indicazioni operative e basi normative si trovano su: Normattiva (per leggi e decreti), sito dell’INPS (per circolari contributive), Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (per obblighi di iscrizione) e Agenzia delle Entrate (per scadenze e F24). Citali così nei tuoi documenti: “INPS, circolare aliquote 2026”, “Legge 335/1995, art. 2, c. 26”, “Legge 233/1990”, “D.Lgs. 241/1997”.

Regola decisionale rapida

  • Se la tua attività è intellettuale e non richiede albo → iscriviti alla Gestione Separata INPS. Paga saldo+acconti il 30 giugno e 30 novembre.
  • Se la tua attività richiede iscrizione a un Ordine → iscriviti alla Cassa del tuo Ordine. Segui scadenze e minimi del relativo regolamento.
  • Se svolgi attività artigiana o commerciale → iscriviti alla Gestione Artigiani/Commercianti. Paga trimestralmente i fissi e a giugno/novembre l’eccedenza.
  • Se hai più attività: individua l’iscrizione principale (Cassa o IVS). Evita doppie iscrizioni improprie. Se svolgi insieme professione non ordinistica e commercio, potresti dover iscriverti sia alla Gestione Separata sia alla Gestione Commercianti: valuta la prevalenza e chiedi conferma a INPS.
  • Se sei dipendente a tempo pieno e apri la partita IVA: l’obbligo previdenziale resta. In Gestione Separata si applica l’aliquota ridotta per “assicurati altrove”. In IVS art/com il minimale resta dovuto salvo eccezioni non generalizzate.

Casi particolari e errori da evitare

Multi-attività e doppia contribuzione

Puoi svolgere più attività. In alcuni casi versi in più gestioni. Esempio: consulente non ordinistico (Gestione Separata) che apre anche un e-commerce (Gestione Commercianti). I redditi restano separati e ognuno ha la sua contribuzione. Verifica la prevalenza e l’eventuale possibilità di un’unica iscrizione quando la normativa lo consente. In dubbio, chiedi un parere all’INPS prima di iniziare a fatturare.

Lavoro dipendente + partita IVA

Il lavoro dipendente non elimina l’obbligo previdenziale sulla partita IVA. La Gestione Separata applica un’aliquota ridotta se sei già assicurato come dipendente. Per artigiani/commercianti, i contributi minimi sono in genere dovuti comunque. Valuta la sostenibilità dell’attività in base ai minimi.

Coadiuvanti e collaboratori familiari

Nelle imprese familiari, i coadiuvanti devono essere iscritti e coperti da contribuzione IVS. Prevedi il costo in anticipo. Definisci correttamente le mansioni e le percentuali di partecipazione.

Cessazione attività e acconti

Se chiudi l’attività, comunica tempestivamente la cessazione a tutti gli enti. Ricalcola gli acconti con metodo previsionale per evitare versamenti inutili. In dichiarazione, i contributi versati restano deducibili dal reddito complessivo (TUIR, art. 10).

F24: compilazione e codici

I contributi si pagano con modello F24, sezione INPS. Compila con periodo di riferimento corretto, codice sede e causale appropriati. I codici variano per gestione e causale (fissi, variabili, saldo, acconto). Verifica ogni anno nelle istruzioni INPS e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Errori formali possono generare avvisi e sanzioni.

Scenario Gestione previdenziale Base di calcolo Scadenze ordinarie 2026 Note operative
Professionista senza albo (es. consulente) Gestione Separata INPS Reddito imponibile per cassa (ordinario: incassi-costi; forfettario: incassi × coefficiente) 30 giugno: saldo anno precedente + 1° acconto; 30 novembre: 2° acconto Nessun minimale; aliquota fissata da circolare INPS; possibile aliquota ridotta se assicurato altrove
Professionista con albo (es. ingegnere, psicologo) Cassa dell’Ordine Secondo regolamento di Cassa (minimi, percentuali, agevolazioni) Stabilite dalla Cassa (spesso acconti e saldi; piani rateali interni) Obbligo d’iscrizione all’Albo e alla Cassa; controlla minimi e dichiarazioni annuali
Artigiano (es. parrucchiere) INPS Artigiani (IVS) Contributi fissi su minimale + percentuale su eccedenza oltre il minimale Fissi: 16/5, agosto, 16/11, 16/2; Eccedenza: 30/6 e 30/11 Possibile riduzione 35% per forfettari su domanda; massimale oltre il quale non si versa
Commerciante (es. e-commerce) INPS Commercianti (IVS) Contributi fissi su minimale + percentuale su eccedenza oltre il minimale Fissi: 16/5, agosto, 16/11, 16/2; Eccedenza: 30/6 e 30/11 Aliquote spesso leggermente diverse dagli artigiani; attenzione a soglie e scaglioni
Multi-attività (professionista senza albo + e-commerce) Gestione Separata + Gestione Commercianti Redditi separati per attività; ciascuno con le proprie regole Somma di tutte le scadenze indicate sopra Verifica la prevalenza e le istruzioni INPS per evitare doppie iscrizioni improprie

FAQ

1) Il regime forfettario cambia le scadenze dei contributi INPS?

No. Il regime forfettario incide solo sulla base di calcolo, non sulle date. In forfettario la base imponibile è data da incassi × coefficiente di redditività (stabilito per codice ATECO dalla Legge 190/2014 e successive modifiche). Le scadenze restano allineate a quelle fiscali: 30 giugno per saldo precedente e primo acconto, 30 novembre per il secondo acconto, oltre ai trimestrali fissi se sei artigiano/commerciante. Se sei artigiano o commerciante in forfettario puoi richiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS (Legge 208/2015, art. 1, comma 111). La domanda va presentata all’INPS e vale finché non la revochi. Attenzione: la riduzione incide anche sulla futura pensione perché versi meno. In Gestione Separata non esiste analoga riduzione.

2) È il mio primo anno di attività: devo pagare acconti?

In generale, il primo anno non versi acconti perché non esiste un “anno precedente” su cui calcolarli. Pagherai il saldo dei contributi maturati nel primo anno alla scadenza del 30 giugno successivo. Dal secondo anno, salvo che tu scelga il metodo previsionale, maturano gli acconti. Esempio: apri a marzo 2026. Nel 2026 versi solo eventuali contributi fissi trimestrali se sei artigiano/commerciante. Il 30 giugno 2027 versi il saldo 2026 e l’eventuale primo acconto 2027. Se stimi un calo dei redditi, valuta il metodo previsionale per ridurre gli acconti. Ricorda che un acconto troppo basso comporta sanzioni e interessi secondo le regole del D.Lgs. 241/1997 e del D.P.R. 435/2001.

3) Svolgo una professione senza albo e anche vendita online: dove verso i contributi?

Hai due attività con due regimi previdenziali differenti. Per la professione non ordinistica versi alla Gestione Separata; per l’e-commerce versi alla Gestione Commercianti. I redditi non si sommano ai fini contributivi tra le due gestioni. Calcoli e versi separatamente. Le scadenze si sommano: trimestrali fissi per commercianti e saldo/acconti per entrambe al 30 giugno e 30 novembre. Verifica sempre con INPS la corretta iscrizione. In pochi casi, in base alla prevalenza e al tipo di attività, si possono evitare doppie iscrizioni: è una valutazione da fare prima di avviare l’attività e da documentare.

4) Ho un reddito molto basso: posso ridurre o sospendere i contributi?

Dipende dalla gestione. In Gestione Separata non esiste un minimale: se guadagni poco, versi poco. Se non guadagni nulla, non versi nulla. In Gestione Artigiani/Commercianti, invece, i contributi fissi sul minimale si pagano comunque, anche con reddito zero. Solo se superi il minimale versi anche la quota percentuale sull’eccedenza. Se sei in forfettario art/com puoi richiedere la riduzione del 35% dei contributi IVS, ma attento agli effetti sulla futura pensione. Le Casse professionali hanno regole proprie: molte prevedono riduzioni o esoneri parziali in caso di redditi bassi o avvio attività, ma dipende dal regolamento. Consulta sempre il testo ufficiale della tua Cassa.

5) Come si compila l’F24 per pagare i contributi? Ci sono errori ricorrenti?

Usa il modello F24, sezione INPS. Indica correttamente il codice sede, la matricola o il riferimento aziendale se richiesto, il periodo di riferimento (mese o anno, secondo la causale), e la causale specifica per saldo, acconto, fisso trimestrale o eccedenza. I codici possono cambiare o differenziare per gestione e tipologia. Verificali ogni anno nelle istruzioni INPS e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Errori comuni: periodo errato, causale sbagliata, mancata indicazione del rateo quando rateizzi saldo e primo acconto. Un errore formale può generare avvisi bonari e sanzioni. Se ricevi un avviso, controlla le quietanze e, se l’errore è materiale, valuta l’istituto del ravvedimento operoso per rimediare con sanzioni ridotte (riferimento generale: Statuto del Contribuente e D.Lgs. 472/1997 per il sistema sanzionatorio).

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