Informatore scientifico: si può fare in forma occasionale?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per lavorare come informatore scientifico del farmaco serve la Partita IVA: l’attività è abituale e professionale, non rientra nella prestazione occasionale. Codice ATECO consigliato 74.90.99, INPS Gestione Separata e fatturazione elettronica obbligatoria.

  • La prestazione occasionale non è ammessa: l’attività è abituale ai sensi del D.P.R. 633/1972 e dell’art. 2222 c.c.
  • Codice ATECO idoneo: 74.90.99 “Altre attività professionali nca”; apertura con modello AA9/12.
  • Contributi in Gestione Separata INPS (L. 335/1995) e scelta tra regime forfettario (L. 190/2014) o ordinario.

Perché non puoi usare la prestazione occasionale per l’informazione scientifica

L’informazione scientifica del farmaco è un’attività continuativa. Visiti medici e strutture con regolarità, riporti feedback, aggiorni materiali. Questo integra l’“abitualità” prevista dall’art. 5 del D.P.R. 633/1972 per l’assoggettamento a IVA.

L’art. 2222 del Codice civile definisce il lavoro autonomo. Quando l’attività è professionale e organizzata, richiede Partita IVA. La prestazione occasionale vale solo per incarichi episodici, non programmati e non ripetuti nel tempo.

Inoltre, dal D.L. 146/2021 convertito in L. 215/2021, chi utilizza prestazioni autonome occasionali deve fare comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro. È un ulteriore indizio che questa forma è pensata per casi davvero sporadici, non per l’informazione scientifica.

L’informatore scientifico è anche disciplinato dal D.Lgs. 219/2006 (sezione sulla pubblicità dei medicinali e sugli informatori). Le aziende farmaceutiche devono garantire informazione corretta e tracciabile. Questo presuppone attività regolare, relazioni continuative e responsabilità costanti: quindi Partita IVA.

Apertura della Partita IVA: passi, codici e tempistiche

Codice ATECO corretto per l’informatore scientifico

Per l’informatore scientifico del farmaco, il codice ATECO comunemente adottato è 74.90.99 “Altre attività professionali nca”. È un “contenitore” per professioni non ordinistiche a contenuto intellettuale.

Attenzione: 74.99.99 è un codice inesatto. La codifica corretta è 74.90.99. Questo inquadramento consente il coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario, tipico delle attività professionali.

Se invece operi con mandato, con provvigioni e finalità di promozione commerciale, allora sei vicino all’agente di commercio. In tal caso servono codice ATECO specifico per agenti, iscrizione al Registro Imprese e contribuzione Enasarco (L. 204/1985). Non è più informazione scientifica in senso stretto (D.Lgs. 219/2006).

Modello AA9/12 e modalità di presentazione

Per aprire la Partita IVA compili il modello AA9/12 per persone fisiche. Indichi data inizio attività, codice ATECO, domicilio fiscale, regime contabile e dati anagrafici.

Consegni il modello all’Agenzia delle Entrate via servizi telematici, consegna a mano allo sportello o raccomandata. Puoi anche delegare un intermediario abilitato. Non ci sono imposte di bollo o diritti per l’apertura come professionista.

I costi pratici dipendono dall’assistenza: fai-da-te costo zero; con professionista, in media tra 200 e 500 euro in base alla complessità del caso.

Iscrizione alla Gestione Separata INPS

Come professionista senza Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995). L’iscrizione avviene online sul portale INPS e decorre dalla data di inizio attività.

L’aliquota contributiva è stabilita ogni anno da circolare INPS. Negli ultimi anni si attesta intorno al 26% dell’imponibile previdenziale. Nel 2024 era pari al 26,07%. Al 2026 si applica l’aliquota comunicata da INPS per i professionisti non assicurati ad altre forme.

I contributi si versano con F24, in acconto e saldo, con le stesse scadenze delle imposte sui redditi (giugno e novembre per acconti, giugno-luglio per saldo), salvo proroghe normative.

Inquadramento fiscale: forfettario o ordinario

Regime forfettario: come funziona e quando conviene

Il regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014 e successive modifiche) è l’opzione semplificata per chi rispetta i requisiti. Soglia ricavi/compensi annuali: 85.000 euro. Resta la causa di fuoriuscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno.

Imposta sostitutiva: 15%. Puoi scendere al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start-up” (nuova attività, assenza di precedenti attività simili, altri requisiti previsti dalla norma). In forfettario non applichi IVA in fattura né detrai l’IVA sugli acquisti.

Reddito imponibile calcolato con coefficiente di redditività del 78% per le attività professionali in cui rientra 74.90.99. Dal reddito forfettario sottrai i contributi previdenziali pagati. Non applichi ritenuta d’acconto e rilasci dichiarazione al cliente ai sensi del D.P.R. 600/1973.

Adempimenti ridotti: niente registri IVA, niente LIPE. Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti i forfettari dal 2024 (D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche). Esterometro per operazioni con estero mediante invio fattura elettronica transfrontaliera.

Regime ordinario: IVA, IRPEF per scaglioni e deduzioni

Nel regime ordinario applichi l’IVA (in genere 22%) salvo regole di territorialità per clienti esteri (art. 7-ter e seguenti, D.P.R. 633/1972). Detrai l’IVA sugli acquisti ammessi.

Reddito imponibile determinato con il principio di cassa per professionisti (art. 54, TUIR – D.P.R. 917/1986): incassi meno costi inerenti e contributi. Su questo reddito paghi l’IRPEF per scaglioni vigenti dal 2026, oltre addizionali regionali e comunali.

Gli scaglioni 2026 si articolano su tre livelli di aliquota: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, in attuazione della riforma IRPEF consolidata nelle ultime leggi di bilancio. Verifica sempre il dettaglio su Normattiva e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Quando fatturi a sostituti d’imposta italiani, subisci la ritenuta d’acconto del 20% sui compensi (art. 25, D.P.R. 600/1973). Potresti essere soggetto a IRAP solo se hai autonoma organizzazione (D.Lgs. 446/1997 e giurisprudenza), spesso assente per il singolo professionista senza struttura.

Fatturazione elettronica e adempimenti ricorrenti

La fattura elettronica è obbligatoria verso tutti, compresi i forfettari, con trasmissione tramite Sistema di Interscambio (D.Lgs. 127/2015). Sanzioni in caso di ritardo o omesso invio.

Nel regime ordinario effettui la liquidazione IVA (mensile o trimestrale), invii le LIPE, compili l’esterometro per le operazioni con soggetti esteri e presenti la dichiarazione IVA annuale. In entrambi i regimi presenti la dichiarazione dei redditi PF.

Per servizi a clienti UE soggetti passivi, si applica la regola generale B2B: non addebiti IVA in fattura (art. 7-ter), indichi inversione contabile. Per Extra-UE, verifichi le regole di territorialità. Gestisci correttamente esterometro e, se richiesto, elenchi Intrastat servizi.

Cosa non puoi fare: provvigioni e attività commerciali

Un informatore scientifico non incassa provvigioni. Le provvigioni derivano da mandato di agenzia o intermediazione commerciale. Se percepisci provvigioni, stai svolgendo attività di agente o procacciatore d’affari.

Per l’agente di commercio servono: iscrizione al Registro Imprese, codice ATECO dedicato, contribuzione Enasarco, disciplina della L. 204/1985 e normativa collegata. È un inquadramento diverso dall’informazione scientifica regolata dal D.Lgs. 219/2006.

Mischiare ruoli crea rischi fiscali e sanzioni. Decidi fin dall’inizio l’inquadramento coerente con l’attività reale che svolgi.

Regola decisionale rapida

Usa questi nessi logici per scegliere velocemente:

  • Se l’attività è regolare e ripetuta nel tempo, apri Partita IVA: la prestazione occasionale non è corretta (art. 5, D.P.R. 633/1972; art. 2222 c.c.).
  • Se non incassi provvigioni e svolgi informazione tecnico-scientifica, scegli codice ATECO 74.90.99 e Gestione Separata INPS (L. 335/1995).
  • Se prevedi ricavi fino a 85.000 euro, pochi costi e clienti italiani, valuta il forfettario (imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, coefficiente 78%).
  • Se hai costi rilevanti, necessità di detrarre IVA o lavori molto con l’estero B2B, considera il regime ordinario.
  • Se percepisci o vuoi percepire provvigioni, stai facendo agenzia: valuta l’inquadramento da agente di commercio con gli adempimenti specifici.

Esempi numerici semplificati

Forfettario con ricavi 40.000 euro

Redditività 78%: 31.200 euro. Contributi INPS circa 26% su 31.200: ipotesi 8.100 euro (verifica aliquota INPS 2026). Reddito imponibile: 31.200 – 8.100 = 23.100 euro. Imposta sostitutiva 15%: 3.465 euro. Totale oneri principali: contributi 8.100 + imposta 3.465.

Ordinario con incassi 40.000 e costi deducibili 10.000

Reddito ante contributi: 30.000 euro. Contributi INPS circa 26% su 30.000: 7.800 euro. Reddito imponibile IRPEF: 22.200 euro. IRPEF 2026: 23% su 22.200 = 5.106 euro, più addizionali. IVA: versi l’IVA a debito al netto di quella sugli acquisti.

Conclusione indicativa: con costi bassi conviene spesso il forfettario; con costi e IVA importanti può convenire l’ordinario. Confronta sempre numeri reali e aliquote aggiornate.

Fonti normative e prassi da conoscere

D.Lgs. 219/2006 sulla pubblicità dei medicinali e l’informazione scientifica; Codice civile art. 2222 sul lavoro autonomo; D.P.R. 633/1972 (IVA), in particolare art. 5 e regole di territorialità art. 7-ter e seguenti; D.P.R. 917/1986 (TUIR), art. 54 per il principio di cassa; D.P.R. 600/1973 art. 25 per le ritenute d’acconto; L. 190/2014 art. 1 commi 54-89 per il regime forfettario e successive modifiche; L. 335/1995 art. 2, comma 26 per la Gestione Separata INPS; D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica; D.L. 146/2021 convertito in L. 215/2021 sulla comunicazione delle prestazioni occasionali; L. 204/1985 per gli agenti di commercio. Consulta testi e aggiornamenti su Normattiva, Ministero del Lavoro, Agenzia delle Entrate e circolari INPS.

Scenario Requisiti e Partita IVA Contributi/Iscrizioni Adempimenti e tempistiche
ISF in regime forfettario Partita IVA con AA9/12; ATECO 74.90.99; ricavi fino a 85.000; esclusioni previste dalla L. 190/2014 Gestione Separata INPS; aliquota annuale INPS; imposta sostitutiva 15% (5% start-up se ammesso) Fattura elettronica senza IVA; niente ritenuta; esterometro per estero; dichiarazione redditi annuale; acconti e saldo imposta e contributi
ISF in regime ordinario Partita IVA con AA9/12; ATECO 74.90.99; contabilità semplificata professionisti Gestione Separata INPS; IRPEF a scaglioni 2026; possibili addizionali; eventuale IRAP solo con autonoma organizzazione Fattura elettronica con IVA 22% salvo territorialità; ritenuta 20% se cliente sostituto; liquidazioni IVA, LIPE, esterometro, dichiarazioni annuali
Agente di commercio (alternativa) Partita IVA; codice ATECO agenti; iscrizione Registro Imprese; mandato e provvigioni INPS artigiani/commercianti o Gestione Separata secondo casi; Enasarco obbligatoria per provvigioni Fatturazione di provvigioni; adempimenti specifici Enasarco; diversa contrattualistica (L. 204/1985)
Prestazione occasionale (non ammessa per ISF) Nessuna Partita IVA; solo per attività episodiche e non abituali Nessuna iscrizione salvo superamento 5.000 annui per contributi; comunicazione ITL a carico del committente Ricevuta con ritenuta; non coerente con ISF perché l’attività è abituale (D.P.R. 633/1972; art. 2222 c.c.)

FAQ

Posso iniziare come informatore scientifico con prestazione occasionale “per provare” alcuni mesi?

No. L’informazione scientifica è per sua natura continuativa: incontri programmati, aree assegnate, report e aggiornamenti periodici. Questo integra l’abitualità prevista dall’art. 5 del D.P.R. 633/1972 per l’IVA e dall’art. 2222 c.c. per il lavoro autonomo. La prestazione occasionale serve per attività episodiche, senza cadenza e programmazione. Se inizi a operare come ISF, apri da subito la Partita IVA. Eviti contestazioni su IVA, sanzioni per esercizio abituale senza posizione fiscale e problemi con ritenute e contributi. Se il committente insistesse sull’occasionale, chiarisci che la normativa non lo consente per attività abituale e tecnicamente regolata dal D.Lgs. 219/2006.

Qual è il codice ATECO migliore per l’informatore scientifico? Perché 74.99.99 non va bene?

Il codice usato in prassi è 74.90.99 “Altre attività professionali nca”. È coerente con un servizio professionale non ordinistico. Il codice 74.99.99 non è corretto nella classificazione ATECO 2007: il gruppo è 74.90. Se svolgi vera informazione scientifica (non vendita), 74.90.99 è adeguato anche ai fini del coefficiente di redditività del 78% nel regime forfettario. Se invece percepisci provvigioni o hai un mandato di promozione commerciale, l’attività cambia natura e serve il codice da agente di commercio con i relativi obblighi (Registro Imprese, Enasarco). Scegli in base all’attività effettiva che svolgi, non solo al testo del contratto.

Devo iscrivermi a un Albo o ottenere abilitazioni specifiche per operare come informatore scientifico?

Non esiste un Albo professionale pubblico per informatori scientifici. Tuttavia, il D.Lgs. 219/2006 richiede che l’informazione sia corretta, documentata e svolta da personale con adeguata formazione scientifica. In pratica, le aziende titolari di AIC selezionano profili con lauree e competenze coerenti e forniscono formazione e materiali approvati. Devi rispettare le norme su pubblicità dei medicinali, privacy dei dati (Regole UE e nazionali), tracciabilità delle visite e segnalazioni di farmacovigilanza secondo le procedure del committente. Anche da libero professionista, ti attieni agli standard e conservi evidenze dell’attività svolta.

Come fatturo alle aziende estere (UE ed extra-UE) e quale IVA applico?

Per servizi “generici” resi a soggetti passivi UE si applica l’art. 7-ter del D.P.R. 633/1972: il luogo di tassazione è nello Stato del committente. Emetti fattura elettronica senza IVA con dicitura inversione contabile, indicando la partita IVA estera del cliente. Comunichi l’operazione tramite esterometro e, se richiesto, inserisci nei modelli Intrastat servizi. Per clienti extra-UE, verifichi la territorialità: spesso il servizio non è imponibile in Italia e fatturi senza IVA con idonea dicitura normativa. In caso di privati esteri (B2C), le regole cambiano: verifica la natura del destinatario e la territorialità. Conserva prove della soggettività passiva del cliente UE (VIES) e dell’effettiva fruizione del servizio.

Posso svolgere l’attività come dipendente e, in parallelo, con Partita IVA da informatore scientifico?

Sì, è possibile combinare lavoro dipendente e lavoro autonomo, salvo divieti contrattuali e conflitti di interesse. Verifica il tuo CCNL, eventuali clausole di esclusiva o non concorrenza. Sul piano fiscale, se rispetti i requisiti puoi scegliere il regime forfettario anche se hai un reddito da lavoro dipendente. Resta l’attenzione all’anti-abuso del forfettario verso l’ex datore di lavoro: se fatturi prevalentemente al tuo attuale o ex datore, opera la causa di esclusione prevista dalla L. 190/2014 e successive modifiche. Sul piano previdenziale, per l’attività autonoma versi in Gestione Separata INPS. In dichiarazione dei redditi cumuli i redditi e calcoli le imposte dovute secondo le regole del regime prescelto per la Parte IVA.

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