Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se inizi come modella e lavori senza abitualità né coordinamento del committente, puoi usare la prestazione occasionale con ritenuta 20%. Se superi 5.000 euro annui, scatta la Gestione Separata INPS.
- Prestazione occasionale: ammessa solo se l’attività è non abituale e senza coordinamento (art. 2222 c.c.; art. 67, comma 1, lett. l), TUIR).
- Ritenuta d’acconto 20% se il committente è sostituto d’imposta (art. 25, DPR 600/1973).
- Contributi INPS Gestione Separata oltre 5.000 euro annui, solo sulla quota eccedente (art. 2, comma 26, L. 335/1995; circolari INPS aliquote annuali).
Prestazione occasionale per modelle: quando si può usare davvero
La prestazione occasionale è un lavoro autonomo “di fatto” sporadico, senza organizzazione e senza continuità. Lo definisce l’art. 2222 del Codice Civile. Fiscalmente, è “reddito diverso” se non diventa professione abituale, ai sensi dell’art. 67, comma 1, lettera l), TUIR.
Per una modella, è ammessa quando fai pochi shooting, sfilate isolate o pose per un progetto limitato. Non devi promuoverti in modo sistematico. Non devi avere un calendario pieno. Non devi usare una struttura organizzata.
Assenza di coordinamento significa che nessuno dirige tempi e modalità come fa un datore di lavoro. Se l’agenzia o il brand ti impongono orari, turni e direttive stringenti, non è più prestazione occasionale. Potrebbe ricadere nel lavoro subordinato o in una collaborazione coordinata.
Pubblicità e “indizi” di abitualità
Pubblicare annunci, aprire pagine dedicate, sponsorizzare contenuti e creare un sito per offrire servizi sono segnali di abitualità. La promozione continuativa e l’organizzazione dei mezzi fanno presumere attività professionale. Ai fini IVA, l’abitualità distingue l’attività occasionale da quella esercitata come arte o professione (art. 5, DPR 633/1972).
Conclusione pratica: se vuoi promuoverti in modo stabile, la prestazione occasionale non è lo strumento giusto. Considera la Partita IVA.
Ricevuta per prestazione occasionale e ritenuta 20%
Se il committente è un sostituto d’imposta (impresa o professionista), deve applicare la ritenuta d’acconto del 20% sull’imponibile (art. 25, DPR 600/1973). Se il committente è un privato, la ritenuta non si applica.
La ricevuta deve contenere dati anagrafici, codice fiscale, causale, compenso lordo, ritenuta 20% se dovuta, eventuale contributo a tuo carico oltre soglia INPS, e marca da bollo da 2 euro se l’importo non assoggettato a IVA supera 77,47 euro (Tariffa Allegato A, parte I, DPR 642/1972).
Ricorda che la ritenuta è un anticipo IRPEF: non è un costo definitivo. Confluirà nel tuo conguaglio in dichiarazione dei redditi.
Contributi INPS Gestione Separata oltre 5.000 euro
Se, nell’anno, i compensi da lavoro autonomo occasionale superano 5.000 euro complessivi, scatta l’obbligo previdenziale nella Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, L. 335/1995). Contribuisci solo sulla parte che eccede 5.000 euro.
L’aliquota applicabile è quella della Gestione Separata prevista per l’anno in corso dalle circolari INPS sulle aliquote. Per i non pensionati e non assicurati ad altre forme, l’aliquota ordinaria per collaborazioni e autonomi occasionali è tipicamente nell’intorno del 33-34%. Negli esempi usiamo il 33,72%, salvo aggiornamenti annuali INPS.
Ripartizione del contributo: 1/3 a tuo carico e 2/3 a carico del committente. Il committente versa l’intero contributo all’INPS e trattiene il tuo terzo dal compenso. L’obbligo decorre dal superamento della soglia nell’anno. Dovrai comunicare ai committenti l’avvenuto superamento per consentire il corretto versamento.
Esempio numerico completo
Supponiamo 8.000 euro di compensi annui da prestazioni occasionali. Eccedenza previdenziale: 8.000 – 5.000 = 3.000 euro.
Contributi totali al 33,72%: 3.000 x 33,72% = 1.011,60 euro. Di questi, 337,20 euro a tuo carico (1/3) e 674,40 euro a carico del committente (2/3). Ritenuta d’acconto IRPEF: 20% di 8.000 = 1.600 euro.
Incasso netto indicativo: 8.000 – 1.600 (ritenuta) – 337,20 (tuo 1/3 INPS) = 6.062,80 euro. I valori effettivi seguono l’aliquota INPS dell’anno di riferimento (verifica la circolare INPS aliquote Gestione Separata 2026).
Quando aprire la Partita IVA come modella
Apri la Partita IVA quando l’attività diventa abituale, professionale o organizzata. Indizi tipici: promozione stabile, portfolio e sito con prezzi, frequenza elevata di ingaggi, disponibilità continuativa, relazione ricorrente con agenzie e brand.
L’apertura si effettua con il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate (sportello, invio telematico o raccomandata). La data di inizio attività va indicata con cura. Il codice ATECO dipende dal taglio dell’attività. Molte modelle scelgono un codice nell’area artistica/professionale. Inquadrare correttamente l’ATECO è importante per coefficienti forfettari e adempimenti.
Se lavori con contratti professionali e non rientri nel perimetro dello spettacolo subordinato, in genere versi in Gestione Separata INPS. Se invece l’ingaggio rientra nel lavoro nello spettacolo subordinato, potresti ricadere nel Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo (norme di settore: disciplina previdenziale ex ENPALS, oggi INPS FPLS; vedi prassi INPS e D.Lgs. settore spettacolo).
Regime forfettario: come funziona e perché conviene all’inizio
Il regime forfettario è un regime fiscale semplificato per partite IVA individuali. È ammesso fino a 85.000 euro di ricavi annui (L. 190/2014, art. 1, commi 54-89; limite elevato dalla L. 197/2022). Puoi applicare imposta sostitutiva al 15% o al 5% per le nuove attività che rispettano i requisiti.
Si tassa un reddito calcolato con un “coefficiente di redditività” legato al codice ATECO. È una percentuale che stima il margine. Esempio: con coefficiente 78%, si tassa il 78% dei ricavi, meno i contributi. Il “principio di cassa” significa che contano gli incassi, non le fatture emesse.
In forfettario non applichi IVA e, salvo eccezioni, non subisci ritenuta d’acconto in fattura (art. 1, comma 67, L. 190/2014). I contributi previdenziali restano dovuti alla gestione competente (molto spesso Gestione Separata INPS per chi non ha cassa professionale). Fatturazione elettronica: obbligatoria anche per i forfettari dal 2024 (D.L. 36/2022 e successiva prassi Agenzia Entrate).
Lavoro nello spettacolo: quando non è prestazione occasionale
Se l’ingaggio avviene con vincoli di orario, prove, direzione artistica e inserimento nell’organizzazione del committente, parliamo di lavoro subordinato nello spettacolo. In questi casi si applica la disciplina previdenziale del Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo, oggi in INPS (normativa di settore, tra cui D.Lgs. 182/1997 e successive integrazioni). Non usare la prestazione occasionale.
Verifica sempre con il committente la corretta tipologia contrattuale. La forma sbagliata espone entrambi a sanzioni.
Regola decisionale rapida
Se fai 1-3 lavori l’anno, senza promozione stabile, con massima autonomia e resti sotto 5.000 euro: prestazione occasionale con ricevuta e, se dovuta, ritenuta 20%.
Se superi 5.000 euro complessivi nell’anno ma l’attività resta sporadica: resta la prestazione occasionale, ma scatta la Gestione Separata per la quota che supera 5.000 euro. Il committente versa i contributi e trattiene il tuo terzo.
Se ti promuovi online, hai continuità di ingaggi, trattative ricorrenti o presenza stabile con agenzie: apri Partita IVA e valuta il regime forfettario.
Se il committente ti organizza tempi e modalità o ti inserisce in turni e prove: non è prestazione occasionale. Serve un contratto di lavoro idoneo (subordinato o di collaborazione) e la relativa gestione previdenziale.
Documenti e scadenze da non dimenticare
Ricevute/ fatture, eventuali certificazioni uniche (CU) rilasciate dai committenti, autodichiarazioni di superamento soglia INPS, marca da bollo ove dovuta. Conserva tutto per almeno cinque anni ai fini fiscali (DPR 600/1973, accertamento).
Ritenute operate dal committente: versate mensilmente dal committente e certificate nella CU entro marzo (DPR 322/1998). Tu indichi i redditi nella dichiarazione (quadro RL per redditi diversi; quadro RM/RN per imposte), e i contributi nel quadro RR se dovuti. Scadenze IRPEF in acconto/saldo secondo calendario annuale MEF.
| Scenario | Requisiti chiave | Tasse e contributi | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Prestazione occasionale entro 5.000 euro annui | Attività non abituale; piena autonomia; nessun coordinamento; promozione non sistematica | Ritenuta 20% se committente è sostituto d’imposta; nessun contributo INPS | Ricevuta con ritenuta; marca da bollo se dovuta; dichiarazione redditi entro scadenze annuali |
| Prestazione occasionale oltre 5.000 euro annui | Come sopra, ma superata la soglia previdenziale | Contributi Gestione Separata su quota eccedente (aliquota da circolare INPS; es. 33,72%); 1/3 tuo, 2/3 committente; ritenuta 20% se dovuta | Comunicare superamento soglia; il committente versa contributi e trattiene 1/3; indicare contributi/dati in ricevuta; dichiarazione redditi e quadro RR |
| Partita IVA in regime forfettario | Attività abituale/professionale; ricavi entro 85.000 euro; requisiti soggettivi previsti dalla L. 190/2014 | Imposta sostitutiva 15% o 5%; niente IVA; niente ritenute in fattura; contributi alla gestione previdenziale competente | Modello AA9/12 per apertura; fatturazione elettronica; imposta di bollo digitale; dichiarazioni annuali e versamenti acconti/saldi |
| Lavoro subordinato nello spettacolo | Direzione e coordinamento del datore; orari e prove; inserimento nell’organizzazione | Ritenute IRPEF da busta paga; contributi al Fondo Spettacolo (INPS FPLS) | Contratto di lavoro; busta paga mensile; nessuna ricevuta occasionale; CU a marzo e conguagli a cura del datore |
FAQ: domande frequenti sulla prestazione occasionale per modelle
Posso fare pubblicità ai miei servizi e restare nella prestazione occasionale?
Meglio evitarlo. La pubblicità sistematica (annunci, pagine dedicate, campagne sponsorizzate, sito con listini) segnala che l’attività è organizzata e abituale. Questo sposta il tuo inquadramento verso l’attività professionale con Partita IVA. La distinzione tra occasionalità e abitualità si fonda sul carattere continuativo e organizzato dell’attività, anche ai fini IVA (art. 5, DPR 633/1972). Non esiste un “divieto esplicito” di fare pubblicità, ma farla in modo stabile è un forte indizio di professionalità. Se vuoi promuoverti con continuità, apri la Partita IVA e scegli il regime fiscale corretto.
Come si compila la ricevuta se supero 5.000 euro nell’anno?
Compila la ricevuta indicando: compenso lordo della prestazione; ritenuta d’acconto 20% se il committente è sostituto d’imposta (art. 25, DPR 600/1973); contributo INPS a tuo carico pari a 1/3 del contributo complessivo sulla sola quota che eccede 5.000 euro (art. 2, comma 26, L. 335/1995; aliquota da circolare INPS). Indica anche che il committente verserà l’intero contributo alla Gestione Separata, trattenendo il tuo terzo. Apponi la marca da bollo da 2 euro se l’importo non assoggettato a IVA supera 77,47 euro (DPR 642/1972). Se hai più committenti, comunica a ciascuno l’avvenuto superamento della soglia perché applichino correttamente la contribuzione sulla parte di loro competenza nei rapporti successivi.
Se lavoro con clienti esteri, cambia qualcosa per ritenute e contributi?
Per un committente estero senza stabile organizzazione in Italia, di norma non opera la ritenuta d’acconto italiana. Il reddito resta imponibile in Italia se sei fiscalmente residente. Indicalo in dichiarazione dei redditi. Per i contributi INPS, la soglia di 5.000 euro annui riguarda i compensi complessivi da lavoro autonomo occasionale, anche se ricevuti dall’estero. Se superi la soglia, scatta la Gestione Separata sulla quota eccedente. Valuta eventuali accordi contro le doppie imposizioni per il profilo fiscale internazionale e le regole UE sulla sicurezza sociale se ti esibisci materialmente all’estero. In casi transfrontalieri complessi è prudente un confronto con un consulente.
Cosa rischio se uso la prestazione occasionale quando dovrei avere la Partita IVA?
Se l’Agenzia delle Entrate qualifica la tua attività come abituale, può riqualificare i compensi come reddito di lavoro autonomo professionale. Rischi IVA non versata, sanzioni e interessi, oltre al recupero delle imposte dirette. Ai fini previdenziali, l’INPS può richiedere contributi dovuti alla gestione competente. Se poi il rapporto aveva caratteristiche di subordinazione (direzione, orari, inserimento), può scattare la riqualificazione del rapporto di lavoro con recupero contributi e sanzioni. Le basi normative sono nel Codice Civile (art. 2222), nel DPR 633/1972 per l’IVA, nel TUIR per la qualificazione del reddito e nella L. 335/1995 per la previdenza. Meglio adottare l’inquadramento corretto fin dall’inizio.
Ho Partita IVA forfettaria: come fatturo come modella? Serve la ritenuta?
In regime forfettario non applichi IVA e, di regola, non subisci ritenuta d’acconto in fattura (art. 1, comma 67, L. 190/2014). Indichi in fattura il riferimento normativo all’esclusione IVA e alla non applicazione della ritenuta. Se il corrispettivo supera 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo da 2 euro (DPR 642/1972). Dal 2024 la fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari (D.L. 36/2022 e provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate). I contributi li versi alla gestione previdenziale competente, spesso la Gestione Separata INPS, salvo casi particolari legati al settore spettacolo. La convenienza del forfettario dipende dai tuoi costi reali e dal coefficiente di redditività del tuo ATECO: fai simulazioni prima di scegliere.
Riferimenti utili
Art. 2222 Codice Civile (lavoro autonomo). Art. 67 TUIR (redditi diversi). Art. 25 DPR 600/1973 (ritenute d’acconto). Art. 5 DPR 633/1972 (abitualità ai fini IVA). L. 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata INPS). Circolari INPS annuali “Aliquote Gestione Separata”. L. 190/2014 e L. 197/2022 (regime forfettario). DPR 642/1972 (imposta di bollo). D.L. 36/2022 (fatturazione elettronica). Modello AA9/12 Agenzia delle Entrate per apertura Partita IVA. Per i profili spettacolo: normativa INPS Fondo Pensioni Lavoratori dello Spettacolo e decreti di settore.
