Prestazione occasionale per influencer: si può fare?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Puoi usare la prestazione occasionale solo se l’attività è episodica, senza continuità né coordinamento. Ritenuta d’acconto 20% se il cliente è sostituto d’imposta. Oltre 5.000 euro scatta l’INPS Gestione Separata.

  • Requisiti: attività saltuaria, senza organizzazione stabile, senza pubblicità, senza coordinamento del committente (art. 2222 c.c.; art. 67, comma 1, lett. l), TUIR).
  • Fisco: ritenuta d’acconto 20% (art. 25, DPR 600/1973), marca da bollo 2 euro oltre 77,47 euro (DPR 642/1972), dichiarazione redditi.
  • INPS: contributi in Gestione Separata oltre 5.000 euro annui sulla quota eccedente; riparto 1/3 prestatore e 2/3 committente; comunicazione preventiva ITL per committenti business (DL 146/2021 convertito in L. 215/2021).

Cos’è il lavoro autonomo occasionale e quando si può usare

Il lavoro autonomo occasionale è una prestazione di opera senza Partita IVA, svolta in modo episodico. Non c’è organizzazione stabile e non c’è continuità. La definizione pratica: lo fai ogni tanto, senza farne il tuo mestiere.

La base giuridica è il contratto d’opera del codice civile (art. 2222 c.c.). Fiscalmente sono “redditi diversi” (art. 67, comma 1, lett. l), TUIR). L’IVA non si applica perché manca l’abitualità (art. 5 e art. 1, DPR 633/1972).

Elementi chiave: autonomia piena, nessun vincolo di orario, nessun coordinamento del committente. Se il committente decide tempi, modalità e organizzazione, non è più prestazione occasionale.

Indizi pratici di occasionalità

– Pochi incarichi, distanziati nel tempo. Non lavori ogni settimana per gli stessi clienti.

– Nessun investimento stabile: niente ufficio, dipendenti o strumenti dedicati in modo esclusivo.

– Nessuna promozione continuativa: niente sito e-commerce, campagne ads o pagine social “business” sempre attive.

Cosa non puoi fare con la prestazione occasionale

Attività regolamentate con Albo: medico, psicologo, avvocato, geometra, ecc. Sono attività professionali per legge. Servono abilitazione, iscrizione all’Albo e, di regola, Partita IVA. La prestazione occasionale non è lo strumento corretto.

E-commerce: un negozio online è aperto 24/7. È attività organizzata e continuativa. Serve Partita IVA come impresa commerciale, non prestazione occasionale.

Pubblicità continuativa: annunci, pagine social dedicate, newsletter, campagne pubblicitarie. Sono indizi di abitualità. Se vuoi promuoverti in modo stabile, apri Partita IVA.

Attenzione alla confusione con “PrestO” (voucher)

I “contratti di prestazione occasionale” gestiti dall’INPS (art. 54-bis, L. 96/2017) sono un’altra cosa. Hanno regole, limiti e piattaforma INPS dedicate. Qui parliamo di lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c., non di voucher.

Fisco: ritenuta d’acconto, ricevuta e marca da bollo

Se il committente è un sostituto d’imposta (impresa, professionista, ente), applica la ritenuta d’acconto del 20% (art. 25, DPR 600/1973). La ritenuta è un anticipo IRPEF che il committente versa per tuo conto.

Se il committente è un privato non sostituto d’imposta, la ritenuta non si applica. In quel caso incassi il lordo e paghi le imposte in dichiarazione.

Base della ritenuta: il compenso pattuito, al netto di spese anticipate “in nome e per conto” del cliente con documenti intestati al cliente. I rimborsi spese forfettari restano imponibili.

Come compilare la ricevuta

Metti questi elementi: tuoi dati, dati del committente, descrizione semplice del lavoro, data, compenso lordo. Indica la ritenuta d’acconto del 20% se dovuta. Se superi i 5.000 euro annui complessivi, indica anche i contributi a tuo carico (1/3) da trattenere.

Se l’importo supera 77,47 euro, apponi la marca da bollo da 2 euro (DPR 642/1972). Puoi addebitarla al cliente come rimborso fuori campo imposta.

Il committente versa la ritenuta con modello F24, codice tributo 1040, entro il 16 del mese successivo al pagamento. Tu conserverai la ricevuta e la userai per la dichiarazione.

INPS: quando scatta, quanto si paga e chi versa

Con la prestazione occasionale non versi INPS finché i compensi annui complessivi restano entro 5.000 euro lordi. La soglia è complessiva su tutti i committenti e vale per l’anno solare.

Se superi 5.000 euro, paghi i contributi in Gestione Separata INPS solo sulla parte eccedente. L’aliquota è quella fissata ogni anno da INPS per occasionali/assimilati. Nel 2026 la prassi applicativa resta allineata alle percentuali comunicate da INPS con la circolare annuale sulle aliquote della Gestione Separata.

Ripartizione: 1/3 a tuo carico e 2/3 a carico del committente. Il committente versa l’intero importo all’INPS, trattenendo dalla tua ricevuta la quota a tuo carico. Questa regola ricalca le istruzioni INPS su co.co.co e prestazioni occasionali.

Esempio numerico semplice

Compensi annui: 8.000 euro. Eccedenza oltre 5.000: 3.000 euro. Sull’eccedenza si applica l’aliquota INPS vigente. Se ipotizzi l’aliquota complessiva del 33,72%: contributi totali 1.011,60 euro. Riparto: 337,20 euro a tuo carico (1/3), 674,40 euro a carico del committente (2/3). La ritenuta d’acconto del 20% si calcola sul compenso al netto della tua quota INPS trattenuta.

Ricorda: l’aliquota esatta e le voci aggiuntive (maternità, malattia) sono comunicate da INPS ogni anno. Fonte normativa di base: art. 2, comma 26, L. 335/1995; prassi INPS e circolari annuali Gestione Separata.

Adempimenti del committente e sanzioni

Per committenti “business” (imprese e professionisti) esiste l’obbligo di comunicazione preventiva all’Ispettorato Territoriale del Lavoro per il lavoro autonomo occasionale (art. 13, DL 146/2021, convertito in L. 215/2021). La comunicazione va inviata prima dell’avvio della prestazione.

La mancata comunicazione comporta sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ogni lavoratore interessato. La finalità è contrastare l’uso improprio delle collaborazioni.

Il committente che agisce da sostituto d’imposta deve: applicare la ritenuta 20%, versarla con F24 nei termini, rilasciare Certificazione Unica l’anno successivo, e, se superata la soglia INPS, gestire i contributi con riparto 1/3-2/3.

Quando aprire la Partita IVA

Apri la Partita IVA se l’attività diventa abituale. Indizi: più clienti stabili, promozione continua, fatturato che cresce, tempi dedicati ogni settimana, strumenti e processi fissi.

Se svolgi un’attività intellettuale (es. copywriter, social media manager), apri come lavoratore autonomo. Se svolgi un’attività imprenditoriale (es. influencer con e-commerce, ADV con team e mezzi organizzati), apri come impresa individuale.

Puoi valutare il regime forfettario (L. 190/2014 e successive modifiche). La soglia ordinaria di accesso è pari a 85.000 euro di ricavi/compensi annui. Il regime forfettario usa il principio di cassa (tassi al momento dell’incasso) e un coefficiente di redditività semplificato. Verifica sempre gli ultimi aggiornamenti normativi annuali.

Ricevuta vs fattura elettronica

Con la prestazione occasionale emetti una semplice ricevuta. Non serve fattura elettronica né SDI perché non hai Partita IVA. Con la Pubblica Amministrazione, di regola, è richiesta fattura elettronica: in pratica la prestazione occasionale verso PA è spesso non utilizzabile.

Regola decisionale rapida

– Se svolgi un singolo incarico, senza organizzazione, senza pubblicità e lo fai saltuariamente, usa la prestazione occasionale.

– Se ripeti l’attività con continuità, ti promuovi online o investe in strumenti stabili, apri la Partita IVA.

– Se superi 5.000 euro annui lordi da prestazioni occasionali, calcola i contributi INPS Gestione Separata sull’eccedenza con riparto 1/3-2/3.

– Se il cliente è un sostituto d’imposta, applica la ritenuta 20% e la marca da bollo quando serve. Se è un privato, niente ritenuta.

– Se il cliente è impresa o professionista, verifica la comunicazione preventiva all’Ispettorato del Lavoro prima dell’inizio.

Riferimenti normativi da consultare

Codice civile, art. 2222 (contratto d’opera). DPR 917/1986 (TUIR), art. 67, comma 1, lett. l) (redditi diversi). DPR 600/1973, art. 25 (ritenute). DPR 633/1972, artt. 1 e 5 (IVA e abitualità). DPR 642/1972 (imposta di bollo). L. 335/1995, art. 2, comma 26 (Gestione Separata). DL 146/2021, conv. L. 215/2021 (comunicazione ITL). Consulta i testi su Normattiva e le circolari INPS e dell’Agenzia delle Entrate.

Scenario Requisiti/limiti Adempimenti fiscali e contributivi Tempistiche e documenti
Prestazione occasionale “pura” (entro 5.000 euro annui) Attività saltuaria, senza pubblicità né coordinamento; no Albo; no e-commerce Ricevuta; ritenuta 20% se cliente sostituto; marca da bollo oltre 77,47 euro; niente INPS Ritenuta versata dal cliente entro il 16 del mese successivo; conserva ricevuta per dichiarazione
Prestazione occasionale oltre 5.000 euro annui Soglia complessiva annua superata INPS Gestione Separata sull’eccedenza; riparto 1/3 prestatore e 2/3 committente; ritenuta 20% su base al netto della quota INPS a tuo carico Contributi versati dal committente con flussi INPS; trattenuta della quota 1/3 in ricevuta
Attività ordinistica (medico, avvocato, psicologo, ecc.) Richiesta abilitazione e Albo; di regola abitualità Non idonea la prestazione occasionale; serve Partita IVA e regole deontologiche/cassa previdenziale Iscrizione ad Albo e apertura P.IVA prima dell’avvio
E-commerce/Influencer con attività continuativa Presenza online stabile, vendite h24, organizzazione mezzi Partita IVA come impresa; fatturazione elettronica; IVA; gestione magazzino e adempimenti Avvio P.IVA prima di aprire il sito/marketplace; corretta scelta ATECO
Committente impresa/professionista Incarico a lavoratore occasionale Ritenuta 20%; eventuale INPS su eccedenza 5.000; Certificazione Unica; comunicazione preventiva ITL Comunicazione ITL prima dell’avvio; F24 ritenute entro il 16; CU entro il 16 marzo

FAQ

1) Posso fare pubblicità alla mia attività se lavoro in prestazione occasionale?

No, la pubblicità continuativa è incompatibile con l’occasionalità. La prestazione occasionale funziona se l’incarico è episodico e non organizzato. Se apri un sito vetrina, gestisci pagine social “business” attive, lanci campagne ads o usi piattaforme per acquisire clienti in modo sistematico, stai mostrando abitualità. In quel caso la normativa IVA (artt. 1 e 5, DPR 633/1972) considera la tua attività esercitata in modo professionale/abituale. Devi aprire Partita IVA. Puoi invece comunicare in modo puntuale e privato con un cliente già acquisito (es. invio di un preventivo). Quello non è promozione continuativa.

2) Come si compila la ricevuta per prestazione occasionale e quando si applica la marca da bollo?

Scrivi: dati tuoi e del committente, descrizione chiara del lavoro, data, compenso lordo. Se il committente è sostituto d’imposta, inserisci “ritenuta d’acconto 20% ex art. 25, DPR 600/1973”. Se hai superato 5.000 euro annui, indica “contributi INPS Gestione Separata a carico del prestatore (1/3) trattenuti dal committente”. Inserisci la marca da bollo da 2 euro se l’importo supera 77,47 euro (DPR 642/1972) e addebitane il costo al cliente come rimborso fuori campo IVA. Totale netto a pagare: lordo meno ritenuta (se dovuta) meno la tua quota INPS (se dovuta) più eventuale bollo. Firma e consegna. Il committente paga il netto, versa la ritenuta con F24 (codice 1040) entro il 16 del mese successivo e, se del caso, gestisce i contributi INPS.

3) Ho più clienti e supero i 5.000 euro: chi paga l’INPS e come si calcola la quota?

La soglia di 5.000 euro è annuale e si somma su tutti i clienti. I contributi si applicano solo sulla parte eccedente. Ogni committente deve valutare, in base ai compensi corrisposti, se scatta l’eccedenza nel periodo in cui ti paga. In pratica: comunichi in modo trasparente ai clienti l’importo cumulato raggiunto e l’eventuale quota eccedente residua. Sul pagamento che eccede, il committente versa i contributi alla Gestione Separata, trattiene il 1/3 a tuo carico in ricevuta e sostiene il 2/3 a suo carico. L’aliquota è quella INPS vigente per la Gestione Separata nell’anno di riferimento, indicata nella circolare annuale. Se durante l’anno cambi situazione (es. inizi un lavoro dipendente), la contribuzione può variare: aggiorna sempre i clienti per applicare l’aliquota corretta.

4) Qual è la differenza tra lavoro autonomo occasionale, co.co.co., “PrestO” (voucher) e Partita IVA?

Lavoro autonomo occasionale: incarico episodico, autonomo, senza coordinamento del committente. Base: art. 2222 c.c.; redditi diversi (art. 67 TUIR); ritenuta 20%; INPS oltre 5.000 sulla sola eccedenza. Co.co.co.: collaborazione coordinata e continuativa, con coordinamento funzionale del committente; contributi in Gestione Separata sempre, con riparto 1/3-2/3; diversa disciplina del rapporto. “PrestO” (voucher): micro-prestazioni con limiti economici e orari, gestite su piattaforma INPS (art. 54-bis, L. 96/2017). Partita IVA: attività abituale e organizzata; IVA, imposte sul reddito e previdenza regolare (Gestione Separata o Casse professionali). Se ti promuovi, lavori con frequenza e tieni processi stabili, la soluzione è la Partita IVA.

5) Posso fare il freelance digitale (copy, SMM, ADV) come prestazione occasionale se lavoro online da casa?

Sì, ma solo se è davvero episodico: pochi incarichi l’anno, nessuna promozione continuativa, nessuna organizzazione stabile. Il fatto che tu lavori online non cambia la sostanza. Se pubblichi portfolio, listini, landing page, annunci o gestisci profili social con calendario editoriale, stai costruendo un’attività abituale. In quel caso devi aprire Partita IVA, scegliere il codice ATECO corretto e, se hai i requisiti, valutare il regime forfettario (L. 190/2014 e modifiche). Fino a quando resti occasionale, emetti ricevuta con ritenuta 20% se il cliente è sostituto, applichi la marca da bollo quando serve e monitori la soglia INPS di 5.000 euro. Tieni traccia di date, importi e clienti per dimostrare l’occasionalità in caso di controlli.

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