Partita IVA per nomadi digitali: quali sono le principali professioni?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se lavori da remoto come nomade digitale e sei fiscalmente residente in Italia, devi aprire Partita IVA, scegliere il corretto codice ATECO, il regime fiscale, e iscriverti alla gestione previdenziale INPS o alla cassa professionale.

  • Verifica prima la residenza fiscale: regola dei 183 giorni e centro degli interessi (art. 2, TUIR, fonte: Normattiva).
  • Scegli forma, ATECO e regime: forfettario o ordinario (L. 190/2014 e successive, fonte: Normattiva).
  • Gestisci fattura elettronica e operazioni estere: SdI, codici documento, reverse charge (DPR 633/1972; D.Lgs. 127/2015).

Chi è il nomade digitale e quando serve aprire Partita IVA

Un nomade digitale lavora online senza sede fissa. Può viaggiare spesso o vivere all’estero per periodi. Gli bastano un portatile e una connessione stabile.

Se fatturi in modo abituale e professionale, serve la Partita IVA. “Abituale” vuol dire che l’attività non è un episodio isolato, ma continua nel tempo. Vale anche se lavori per clienti esteri.

La Partita IVA è italiana se sei residente fiscale in Italia. Se non lo sei, in genere apri la Partita IVA nel Paese di residenza. Verifica sempre la residenza prima di ogni altra scelta.

Residenza fiscale, AIRE e doppia imposizione

La residenza fiscale in Italia segue l’art. 2, comma 2, del TUIR (fonte: Normattiva). Sei residente se, per la maggior parte dell’anno (almeno 183 giorni), sei iscritto all’Anagrafe della popolazione residente, o hai domicilio o residenza in Italia.

Domicilio, in senso fiscale, è il centro degli interessi vitali. In parole semplici: dove hai legami familiari ed economici più forti. Se vivi a lungo all’estero, valuta l’iscrizione all’AIRE. L’iscrizione AIRE, da sola, non basta: contano i fatti concreti.

Se lavori in Paesi con convenzioni contro le doppie imposizioni, si applicano le regole dell’art. 4 del Modello OCSE. Le convenzioni risolvono i conflitti di residenza e stabiliscono dove tassare i redditi. Consulta il Ministero dell’Economia per l’elenco dei trattati e il testo su Normattiva.

Forma giuridica: libero professionista o ditta individuale

Libero professionista: svolgi attività intellettuali, come copywriter, social media manager o developer. Usi il principio di cassa, cioè paghi le imposte su quanto incassi nell’anno.

Ditta individuale: svolgi attività commerciale o artigianale. Esempi: ADV specialist con vendita di spazi pubblicitari, influencer con cessioni commerciali, 3D artist con produzione artigianale. Puoi stare in contabilità semplificata, di regola per cassa, o ordinaria se superi soglie.

Se sei iscritto a un albo (ad esempio ordine degli ingegneri o architetti), segui anche le regole della tua cassa professionale. Le fonti sono le leggi istitutive delle casse e le circolari INPS/Ministero del Lavoro.

Codici ATECO tipici per i nomadi digitali

Il codice ATECO individua l’attività economica. Incide su coefficiente di redditività nel forfettario e sugli obblighi contributivi. Sceglilo con cura.

Esempi comuni per attività da remoto:

  • 62.01.00: produzione di software non connessa all’edizione (developer, app, siti).
  • 73.11.02: conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari.
  • 74.10.21: attività dei disegnatori grafici (graphic e web design).
  • 74.10.29: altre attività di design (UX/UI, product e interior design non ordinistico).
  • 74.20.19: altre attività di riprese fotografiche.
  • 59.11.00/59.12.00: attività di produzione o post-produzione video.
  • 85.59.20: corsi di formazione e corsi di aggiornamento professionale.
  • 63.99.00: altri servizi di informazione n.c.a. (blogging e content non editoriale).

Se fai più cose, puoi indicare un’attività prevalente e una o più secondarie. La scelta corretta evita errori su imposte e contributi.

Regimi fiscali 2026: forfettario o ordinario

Regime forfettario

Il regime forfettario è il “regime semplice” per chi ha ricavi/compensi entro 85.000 euro. La base è la L. 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto l’uscita immediata oltre 100.000 euro nell’anno.

Tassazione sostitutiva: 15% standard. 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nuova attività, assenza di lavoro dipendente prevalente collegato, ecc.). Reddito imponibile = incassi annui x coefficiente di redditività del tuo ATECO.

Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Devi però versarla con integrazione/autofattura su acquisti di servizi dall’estero, secondo DPR 633/1972 e prassi dell’Agenzia delle Entrate.

Regime ordinario

Nel regime ordinario paghi l’IRPEF a scaglioni sul reddito. Reddito = incassi meno costi deducibili (più ammortamenti, contributi, ecc.). Nel 2026 gli scaglioni sono: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Si sommano le addizionali regionale e comunale.

Questo regime conviene se hai costi elevati, se devi recuperare IVA su acquisti importanti o se superi la soglia del forfettario. Richiede più adempimenti contabili.

Contributi previdenziali: come iscriversi e quanto versare

Se sei iscritto a un albo con cassa (per esempio Inarcassa, CNAPPC, ENPAPI), versi lì i contributi. Le regole sono definite dagli statuti delle casse (fonti: Normattiva e portali istituzionali).

Se sei libero professionista senza albo, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Versi contributi percentuali sul reddito professionale. L’aliquota la comunica ogni anno l’INPS (fonte: circolari INPS e Ministero del Lavoro).

Se hai una ditta individuale commerciale o artigianale, ti iscrivi alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Versi contributi fissi minimi più una quota variabile. È prevista la riduzione del 35% per il forfettario, su richiesta e se ammessa dalle circolari vigenti.

Fatturazione elettronica, operazioni estere, esterometro

La fatturazione elettronica è obbligatoria per quasi tutte le Partite IVA, inclusi i forfettari, dal 2024 (fonte: D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche, prassi Agenzia Entrate). Si usa il Sistema di Interscambio (SdI).

Vendite a clienti esteri UE/extra-UE: invii fatture XML tramite SdI con codice destinatario “XXXXXXX”. Per servizi verso UE/extra-UE applichi le regole territoriali IVA degli artt. 7 e seguenti del DPR 633/1972. Molti servizi B2B a soggetti esteri sono “non soggetti” in Italia. Indica il riferimento normativo in fattura.

Acquisti di servizi da estero: in genere si applica inversione contabile (reverse charge) con documenti di tipo TD17/TD18/TD19 via SdI. Paghi l’IVA se dovuta e, se sei forfettario, non puoi detrarla. Tieni sotto controllo i flussi con la “Comunicazione operazioni transfrontaliere” se prevista.

Operazioni intracomunitarie beni: iscrizione al VIES se necessario e presentazione elenchi riepilogativi, se dovuti. Verifica con il tuo codice ATECO e il tipo di operazioni.

Visti e soggiorno per non UE, ingresso in Italia

Esiste una cornice specifica per l’ingresso e il soggiorno dei nomadi digitali non UE. La base è il DL 4/2022, come convertito in legge, e il Decreto del Ministro dell’Interno del 29 febbraio 2024 che ha definito i requisiti operativi (fonti: Gazzetta Ufficiale, Ministero dell’Interno e del Lavoro).

Il permesso riguarda lavoratori altamente qualificati che svolgono attività da remoto. Servono requisiti di reddito, assicurazione sanitaria e assenza di precedenti. Le domande e i dettagli pratici si seguono presso le rappresentanze consolari e le Questure.

Per cittadini UE/SEE: si applica la libertà di circolazione. Oltre 90 giorni in Italia, registra la presenza e l’attività secondo le regole anagrafiche locali. Le fonti sono il Ministero dell’Interno e Normattiva.

Regola decisionale rapida

1) Dove sei fiscalmente residente?

Se vivi in Italia per almeno 183 giorni o qui hai il centro degli interessi, sei residente fiscale in Italia. Apri Partita IVA italiana. Se vivi stabilmente all’estero e sei iscritto all’AIRE, in genere apri la Partita IVA dove risiedi.

2) Che attività svolgi?

Se è intellettuale o consulenziale, scegli libero professionista. Se è commerciale o artigianale, scegli ditta individuale. Definisci l’ATECO coerente con ciò che fatturi davvero.

3) Quali sono ricavi e costi attesi?

Se sotto 85.000 euro e con costi bassi, il forfettario semplifica e spesso conviene. Se hai costi alti o devi detrarre IVA, valuta l’ordinario. Oltre 100.000 euro, esci subito dal forfettario nell’anno.

4) A chi vendi?

Clienti esteri B2B? Verifica dove il servizio è imponibile IVA. Di solito fuori campo in Italia. Clienti privati UE? Attenzione alle regole di e-commerce e soglie OSS/IOSS, se pertinenti.

5) Quale previdenza?

Albo? Cassa professionale. Nessun albo? Gestione Separata INPS. Ditta artigiana o commerciale? Gestione Artigiani/Commercianti. Pianifica acconti e saldi per evitare sanzioni.

Documenti e tempi: cosa serve davvero

Per aprire Partita IVA servono i dati anagrafici, il codice fiscale, una PEC attiva e, se ditta, eventuale SCIA per attività soggette. La pratica si invia all’Agenzia delle Entrate. Per iscrizioni INPS/INAIL si usano le procedure telematiche.

I tempi variano: la Partita IVA si apre in genere in pochi giorni. Le iscrizioni previdenziali possono richiedere qualche giorno in più. Conserva ricevute e protocolli.

Fonti istituzionali utili: Normattiva per le leggi fiscali e previdenziali; Agenzia delle Entrate per prassi su IVA e fatture; Ministero del Lavoro e INPS per previdenza; Ministero dell’Interno per visti e soggiorno.

Scenario Requisiti principali Adempimenti iniziali Tempistiche tipiche
Nomade digitale residente fiscale in Italia (libero professionista) Residenza fiscale in Italia; attività intellettuale; ATECO coerente AA9/12 per Partita IVA; scelta regime; fatturazione elettronica; iscrizione Gestione Separata o cassa Partita IVA: 1-3 giorni; INPS/cassa: 3-10 giorni; e-fattura: subito dopo attivazione
Nomade digitale con ditta individuale (artigiano/commerciante) Attività materiale o commerciale; eventuale SCIA; iscrizione Registro Imprese ComUnica; INPS Artigiani/Commercianti; eventuale INAIL; scelta regime ComUnica: 1-5 giorni; INPS/INAIL: 5-10 giorni; operatività completa entro 2 settimane
Residente all’estero iscritto AIRE Residenza fiscale estera; centro interessi fuori Italia; verificare trattati In genere Partita IVA nel Paese estero; in Italia solo adempimenti IVA se c’è stabile organizzazione Secondo Paese di residenza; verifiche trattato: 1-2 settimane per conferme
Cittadino non UE con visto per nomade digitale Requisiti DM 29/02/2024: reddito, assicurazione, assenza precedenti; attività da remoto qualificata Visto presso consolato; permesso di soggiorno; Partita IVA se residenza fiscale italiana Visto/permesso: alcune settimane; Partita IVA: 1-3 giorni dopo l’ingresso

FAQ

Devo aprire Partita IVA se lavoro online per clienti esteri ma vivo in Italia?

Sì, se l’attività è abituale e professionale. La regola non dipende dal Paese dei clienti. Conta dove sei fiscalmente residente. L’art. 2 del TUIR stabilisce i criteri della residenza fiscale. Se sei residente in Italia, devi aprire Partita IVA italiana, scegliere il codice ATECO corretto e un regime fiscale. Per l’IVA sulle prestazioni B2B a clienti UE/extra-UE, spesso l’operazione è fuori campo in Italia per territorialità. Indica in fattura il riferimento agli artt. 7-ter e seguenti del DPR 633/1972. Invia sempre la fattura elettronica via SdI anche a cliente estero, usando il codice “XXXXXXX”.

Il regime forfettario conviene ai nomadi digitali con costi di viaggio elevati?

Dipende dalla struttura dei costi. Nel forfettario il reddito imponibile non si calcola per differenza incassi meno costi reali. Si usa il coefficiente di redditività legato all’ATECO. Quindi i costi di viaggio, coworking e attrezzatura non riducono direttamente l’imponibile, salvo alcune spese previdenziali deducibili. Se hai molti costi reali, l’ordinario può risultare più conveniente. Fai un confronto: stima i ricavi, applica il coefficiente del forfettario, confronta con ricavi meno costi nell’ordinario, tenendo conto delle aliquote IRPEF 2026 (23%, 33%, 43%) e dell’IVA detraibile solo in ordinario.

Come funziona l’INPS per chi lavora da remoto all’estero per lunghi periodi?

Se resti fiscalmente residente in Italia, versi i contributi in Italia. Libero professionista senza albo: Gestione Separata INPS con aliquota fissata annualmente dalle circolari. Ditta artigiana o commerciale: Gestione Artigiani/Commercianti con minimali e quota variabile. Se trasferisci la residenza fiscale all’estero e lavori da lì, verifichi la previdenza applicabile in base agli accordi bilaterali o regolamenti UE. In ambito UE/SEE, possono valere le regole sul distacco e sul documento A1. Consulta il Ministero del Lavoro e l’INPS per i casi transfrontalieri, perché cambiano molto da Paese a Paese.

Quali sono gli errori più comuni nelle fatture estere dei nomadi digitali?

I principali errori sono: non inviare la fattura elettronica via SdI ai clienti esteri; non indicare correttamente la non imponibilità o fuori campo per territorialità; dimenticare l’autofattura/integrazione per servizi acquistati dall’estero (documenti TD17/TD18/TD19); usare un ATECO non coerente con il servizio reso; applicare l’IVA italiana quando non dovuta oppure non applicarla quando serve. Per evitare sanzioni, imposta un flusso standard: verifica soggetto passivo del cliente, applica le regole degli artt. 7 e seguenti del DPR 633/1972, compila la fattura XML corretta, conserva le ricevute SdI e registra i movimenti ai fini della comunicazione transfrontaliera ove prevista.

Se supero gli 85.000 euro a novembre, cosa succede al regime forfettario?

Fino a 100.000 euro, resti nel forfettario nell’anno e passi al regime ordinario dall’anno successivo. Se superi 100.000 euro durante l’anno, scatta l’uscita immediata prevista dalla Legge di Bilancio 2023: applichi l’IVA dal momento del superamento e devi gestire correttamente pro-rata e adempimenti di transizione. Prepara un piano di monitoraggio dei ricavi mese per mese, in modo da non arrivare impreparato. Considera anche l’impatto previdenziale e gli acconti IRPEF/imp. sostitutiva. Le regole operative sono descritte nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nelle fonti su Normattiva.

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