Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se eserciti come psicologo con pazienti propri devi aprire la Partita IVA. Senza Partita IVA puoi lavorare solo come dipendente. Le prestazioni “occasionali” non sono ammesse per gli atti tipici della professione.
- Per l’attività autonoma serve Partita IVA con codice ATECO 86.90.30 e scelta del regime fiscale (forfettario o ordinario).
- Le prestazioni sanitarie dello psicologo sono esenti IVA (art. 10 n. 18, DPR 633/1972). Fatture a privati: invio dati al Sistema Tessera Sanitaria.
- Iscrizione ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso professionale; contributo soggettivo, integrativo 2% e maternità secondo D.lgs. 103/1996 e Regolamento ENPAP.
Puoi lavorare come psicologo senza Partita IVA?
La regola pratica è semplice: se svolgi atti tipici della professione di psicologo per pazienti tuoi, devi aprire la Partita IVA. Lo richiede l’abitualità dell’attività professionale.
La base giuridica sta nella disciplina generale dei redditi di lavoro autonomo e nella normativa professionale. L’esercizio professionale produce redditi di lavoro autonomo (art. 53-54 del TUIR) determinati con il principio di cassa, e la Legge 18 febbraio 1989 n. 56 regola l’ordinamento della professione di psicologo e l’iscrizione all’Albo quale requisito per esercitare.
Se non vuoi aprire la Partita IVA, puoi lavorare come dipendente. In questo caso i pazienti sono del datore di lavoro (studio, centro, cooperativa, struttura sanitaria). Il rapporto, gli orari e il luogo di lavoro sono definiti dal contratto.
Perché il lavoro autonomo occasionale non è ammesso per gli atti tipici
Il lavoro autonomo occasionale è ammesso solo quando manca abitualità, organizzazione e professionalità. Negli atti tipici dello psicologo queste condizioni in pratica non sussistono: l’iscrizione all’Albo, la continuità del percorso clinico e l’organizzazione minima dell’attività indicano professionalità abituale.
Per questo, emettere “ricevute per prestazioni occasionali” per sedute psicologiche è considerato scorretto. Si rischiano contestazioni fiscali (esercizio abituale senza Partita IVA) e previdenziali. Riferimenti utili: art. 5, 53-54 TUIR; principi espressi dall’Agenzia delle Entrate nelle prassi sul lavoro autonomo; Legge n. 56/1989 sull’esercizio della professione.
Come aprire la Partita IVA da psicologo
Codice ATECO, modello e tempistiche
Apri la Partita IVA presentando il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio attività (art. 35 del DPR 633/1972). Il codice ATECO corretto è 86.90.30 “Attività svolta da psicologi”.
Indica data di inizio, domicilio fiscale e scelta del regime fiscale. L’apertura è gratuita se la gestisci da solo; se deleghi un intermediario, ci saranno i suoi onorari.
Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario
Regime forfettario. È disponibile fino a 85.000 euro di ricavi annui. Applichi un coefficiente di redditività del 78% sul fatturato per calcolare il reddito. Paghi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti start-up (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014, come modificata da Legge 197/2022).
Cause tipiche di esclusione: partecipazione in società di persone o Srl trasparenti con attività collegata; controllo di Srl che svolge attività riconducibile alla tua; utilizzo di regimi IVA speciali; non residenza fiscale (salvo eccezioni UE/SEE con 75% del reddito in Italia). Se superi 100.000 euro, scatta la decadenza immediata nell’anno di superamento (Legge 197/2022).
Regime ordinario semplificato. È l’alternativa senza limiti di ricavi. Deduci costi reali e versi IRPEF per scaglioni, addizionali e, se dovuta, IVA. È utile se hai molti costi deducibili o investimenti.
Principio di cassa e ritenute
Per i professionisti vale il principio di cassa: tassazione sugli incassi, non sulle fatture emesse (art. 54 TUIR). Nel regime forfettario non subisci ritenuta d’acconto e non la applichi ai clienti (Legge 190/2014). Nel regime ordinario, sulle fatture a soggetti con partita IVA si applica di norma la ritenuta del 20% (art. 25 DPR 600/1973).
IVA, fatturazione sanitaria e imposta di bollo
Prestazioni esenti e prestazioni imponibili
Le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rese dallo psicologo sono esenti IVA (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Rientrano in esenzione le sedute cliniche, la psicoterapia, le valutazioni diagnostiche.
Attività non sanitarie, come coaching aziendale, formazione non sanitaria, selezione del personale, consulenze HR, sono di norma imponibili IVA al 22%. Se fai attività miste in regime ordinario, potresti applicare il pro-rata di detraibilità IVA (art. 19, comma 5, DPR 633/1972). In regime forfettario non detrai né addebiti IVA.
Fattura, Sistema Tessera Sanitaria ed e-fattura
Devi emettere fattura per ogni prestazione. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, continui a trasmettere i dati al Sistema Tessera Sanitaria per la dichiarazione precompilata (DL 179/2012, DM MEF 16/11/2017 e provvedimenti successivi). L’invio richiede il consenso del paziente alla messa a disposizione dei dati per la precompilata; in mancanza, trasmetti con opposizione, secondo le regole privacy applicabili.
L’e-fattura è obbligatoria verso Pubbliche Amministrazioni e, in generale, nei rapporti B2B. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, restano in vigore le limitazioni alla trasmissione via SdI per ragioni di privacy secondo i provvedimenti del Garante e i decreti MEF. In pratica, verso i privati pazienti emetti fattura analogica o elettronica non transitante da SdI e invii i dati al Sistema Tessera Sanitaria.
Sulle fatture esenti IVA di importo superiore a 77,47 euro si applica l’imposta di bollo da 2,00 euro. Se usi e-fattura, versi il bollo in modo virtuale con i trimestri dell’Agenzia delle Entrate; se usi fattura cartacea, apponi la marca da bollo fisica.
Contributi previdenziali ENPAP
Iscrizione e scadenze
Gli psicologi liberi professionisti versano i contributi a ENPAP (Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi), ai sensi del D.lgs. 103/1996. Devi iscriverti entro 90 giorni dal primo incasso riferito all’attività professionale.
L’iscrizione è dovuta anche se fatturi prestazioni esenti IVA o ricavi modesti. La decorrenza parte dalla data del primo compenso incassato. L’assenza di iscrizione nei termini comporta sanzioni e oneri per omesso versamento.
Tipi di contributo e aliquote
Versi tre componenti: contributo soggettivo calcolato sul reddito professionale (aliquota stabilita annualmente da ENPAP, tipicamente modulare a partire dal 10%), contributo integrativo del 2% sui corrispettivi (normalmente addebitato in fattura al cliente) e contributo di maternità, importo fisso determinato ogni anno dal Consiglio di Amministrazione.
I contributi sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o dell’imposta sostitutiva. Le scadenze seguono di norma l’anno solare, con acconti e saldo successivi alla dichiarazione reddituale. Verifica ogni anno le delibere ENPAP per importi minimi, scaglioni e scadenze operative.
Obblighi collaterali e compliance
PEC, domicilio digitale e conservazione
Come professionista devi avere un domicilio digitale (PEC) iscritto in INI-PEC, ai sensi dell’art. 3-bis del Codice dell’Amministrazione Digitale. Conserva le fatture e i documenti per i termini di legge. Se emetti e-fatture, attiva un sistema di conservazione a norma.
POS obbligatorio
Devi accettare pagamenti elettronici (carte e digital wallet). L’obbligo è generale, con sanzioni in caso di rifiuto (DL 36/2022 e norme collegate). Comunica chiaramente ai pazienti i metodi accettati.
Assicurazione RC professionale
È obbligatoria per tutti i professionisti iscritti agli Ordini (art. 5, DPR 137/2012). Deve coprire i rischi derivanti dall’attività clinica, inclusa la privacy. Tienila aggiornata in base alle prestazioni che offri.
Privacy e consenso informato
Tratti dati sanitari: applica il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il Codice Privacy italiano. Fornisci informativa, raccogli il consenso quando necessario e adotta misure tecniche adeguate. Gestisci l’accesso ai dati in modo proporzionato.
Locali e SCIA sanitaria
Se apri uno studio, verifica presso il SUAP del Comune e l’ASL gli adempimenti locali. In molte Regioni serve la SCIA per studi professionali sanitari. Rispetta i requisiti igienico-sanitari e di sicurezza.
Regola decisionale rapida
Se… allora… con eccezioni ben definite
Se lavori come psicologo per pazienti tuoi e ti fai pagare direttamente, allora devi aprire Partita IVA, iscriverti a ENPAP e rispettare le regole fiscali e sanitarie.
Se lavori in una struttura come dipendente, allora non serve Partita IVA: la fatturazione e gli adempimenti fiscali li gestisce il datore di lavoro.
Se pensi di fare poche sedute “di prova”, allora considera comunque la Partita IVA: per gli atti tipici della professione l’occasionale non è una strada sicura.
Se offri anche servizi non sanitari (es. coaching), allora valuta il regime ordinario per recuperare IVA sui costi o gestisci il pro-rata; nel forfettario l’IVA non si detrae.
Se emetti fatture a privati per prestazioni sanitarie, allora trasmetti i dati al Sistema Tessera Sanitaria e applica il bollo quando dovuto; usa e-fattura per PA e B2B.
| Scenario | Requisiti di accesso | Adempimenti iniziali | Tempistiche principali |
|---|---|---|---|
| Psicologo dipendente (studio/clinica) | Contratto di lavoro; iscrizione all’Albo secondo mansioni | Nessuna Partita IVA; eventuali procedure interne della struttura | Decorrenza dal giorno di assunzione; busta paga mensile |
| Liberoprofessionista in regime forfettario | Ricavi stimati ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione | AA9/12 con ATECO 86.90.30; scelta forfettario; PEC; RC professionale; iscrizione ENPAP | IVA non applicata; imposta sostitutiva 5%/15% a saldo e acconti; ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso |
| Liberoprofessionista in regime ordinario | Nessun limite ricavi; gestione contabile semplificata | AA9/12; registri IVA; PEC; RC; ENPAP; valutazione pro-rata se attività miste | Liquidazioni IVA periodiche; IRPEF per scaglioni; acconti/saldi; ENPAP entro 90 giorni dal primo incasso |
| Attività mista: clinica + coaching aziendale | Coesistenza di prestazioni esenti e imponibili | Contabilità idonea a separare operazioni; valutazione pro-rata (ordinario) o scelta forfettario | Fatture esenti verso pazienti e imponibili al 22% verso clienti business; invio STS per sanitarie a privati |
| Prestazioni a PA/aziende (sanitarie) | Abilitazione e Albo; eventuali requisiti di accreditamento | E-fattura via SdI; indicazioni specifiche richieste dal committente | Tempi di pagamento contrattuali; ritenute e split payment se previsti dalla norma applicabile |
FAQ
Posso vedere pochi pazienti senza Partita IVA per “provare” l’attività?
No, non è consigliabile. Gli atti tipici della professione di psicologo richiedono Partita IVA quando li svolgi in autonomia. L’occasionale presuppone che manchino abitualità, professionalità e organizzazione. Nella pratica clinica, anche con pochi pazienti, queste condizioni sono difficili da dimostrare. Rischi sanzioni per esercizio abituale senza Partita IVA e problemi previdenziali con ENPAP. Se vuoi iniziare in modo “leggero”, valuta un rapporto di lavoro dipendente o parasubordinato con una struttura esistente, oppure apri la Partita IVA scegliendo il regime forfettario che semplifica contabilità e imposte.
Qual è il codice ATECO corretto e cosa succede se faccio anche attività non sanitarie?
Per l’attività clinica lo standard è 86.90.30 “Attività svolta da psicologi”. Se oltre alla clinica offri coaching, formazione o consulenza HR, puoi mantenerlo e indicare in fattura la natura imponibile delle prestazioni non sanitarie. In regime ordinario, la compresenza di operazioni esenti e imponibili comporta il calcolo del pro-rata IVA per la detraibilità dei costi (art. 19, comma 5, DPR 633/1972). In regime forfettario l’IVA non si applica né si detrae, quindi il problema non si pone. Ricorda che solo le prestazioni sanitarie di diagnosi, cura e riabilitazione rientrano nell’esenzione IVA dell’art. 10, n. 18, DPR 633/1972. Descrivi sempre chiaramente l’oggetto in fattura per evitare contestazioni.
Devo emettere e-fattura verso i pazienti privati? E come funziona il Sistema Tessera Sanitaria?
L’e-fattura è obbligatoria verso la Pubblica Amministrazione e, in generale, nei rapporti B2B. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche restano in vigore specifiche limitazioni alla trasmissione via SdI per motivi di privacy stabiliti dal Garante e dai decreti del MEF: in pratica emetti fattura analogica o elettronica non transitante da SdI e invii i dati al Sistema Tessera Sanitaria (DL 179/2012, DM 16/11/2017 e provvedimenti attuativi). Il paziente può opporsi alla messa a disposizione dei dati per la precompilata, ma tu devi comunque gestire l’adempimento secondo le regole vigenti. Se fatturi a imprese o PA, usa l’e-fattura via SdI con le regole ordinarie.
Quali sono i requisiti per il regime forfettario e quando conviene rispetto all’ordinario?
Il forfettario è accessibile se i tuoi ricavi annui non superano 85.000 euro e non ricadi nelle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014 (es. partecipazioni in società di persone, controllo di Srl con attività riconducibile, utilizzo di regimi IVA speciali, residenza fuori UE/SEE senza i requisiti). Tassi il reddito determinato forfettariamente (78% dei ricavi) con imposta sostitutiva del 15%, ridotta al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti di start-up. Conviene quando hai costi bassi e ricavi stabili, apprezzi la semplicità contabile e non ti serve detrarre l’IVA. L’ordinario può convenire se hai spese elevate, investimenti importanti o attività miste con IVA da recuperare, e se gli scaglioni IRPEF risultano più favorevoli in base alle deduzioni e detrazioni personali.
Come funzionano i contributi ENPAP in concreto? Devo iscrivermi anche se fatturo poco?
Sì. ENPAP è la tua cassa previdenziale per l’attività professionale (D.lgs. 103/1996). L’iscrizione va fatta entro 90 giorni dal primo incasso professionale, anche se l’importo è modesto o la prestazione è esente IVA. Versi il contributo soggettivo in percentuale al reddito professionale (aliquota definita annualmente da ENPAP, di norma modulare a partire dal 10%), il contributo integrativo del 2% calcolato sui corrispettivi e addebitabile in fattura, e il contributo di maternità con importo fisso annuale deliberato. I contributi sono deducibili dal reddito. Le scadenze prevedono acconti e saldo in linea con la dichiarazione dei redditi. Il mancato rispetto di iscrizione e versamenti comporta sanzioni e interessi. Consulta ogni anno il regolamento e le delibere ENPAP per minimali, massimali e aliquote aggiornate.
Posso essere dipendente e avere anche la Partita IVA da psicologo?
Sì, è possibile, salvo divieti o clausole nel tuo contratto di lavoro (esclusiva, incompatibilità) e nel Codice di comportamento della struttura. Se sei dipendente del Servizio Sanitario o di strutture convenzionate, verifica le regole interne su conflitti di interesse e orari. Fiscalmente dovrai sommare redditi di lavoro dipendente e autonomo. Previdenzialmente verserai i contributi alla gestione del lavoro dipendente e a ENPAP per la parte professionale. Organizza bene agenda, consenso informato e privacy per separare nettamente le due attività.
