Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Il reddito complessivo IRPEF è la somma dei redditi imponibili delle diverse categorie, meno le deduzioni. Qui trovi regole 2026, esclusioni, esempi numerici e una procedura passo‑passo per calcolarlo con Partita IVA.
- Base normativa: TUIR (DPR 917/1986). Categorie di reddito dell’art. 6, deduzioni art. 10, calcolo IRPEF art. 11. Consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.
- Aliquote IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000; 43% oltre 50.000. Addizionali regionali e comunali si sommano a parte.
- Esclusioni frequenti: redditi a imposta sostitutiva (regime forfettario, cedolare secca, interessi e plusvalenze tassati alla fonte). Contributi previdenziali sono deducibili.
Che cos’è il “reddito complessivo” ai fini IRPEF
Il reddito complessivo è la somma dei redditi imponibili che rientrano nelle categorie del TUIR. Le categorie principali sono: fondiari (immobili), di capitale, di lavoro dipendente e assimilati, di lavoro autonomo, d’impresa e redditi diversi.
Attenzione ai termini. Reddito complessivo è la somma “lorda” dei redditi imponibili dopo aver sottratto le deduzioni. Reddito imponibile IRPEF è il risultato finale su cui applichi le aliquote. Detrazioni sono sconti d’imposta, non riducono il reddito ma l’imposta.
La base normativa è nel Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR, DPR 917/1986). Le definizioni di categoria sono all’art. 6. Le deduzioni sono all’art. 10. Il calcolo dell’imposta è all’art. 11. I testi ufficiali sono disponibili su Normattiva.
Aliquote IRPEF 2026, scaglioni e addizionali
Per il 2026 il calcolo IRPEF segue tre scaglioni:
– Fino a 28.000 euro: 23%.
– Da 28.001 a 50.000 euro: 33% (ridotta rispetto al 35% 2025).
– Oltre 50.000 euro: 43%.
Le addizionali regionale e comunale si calcolano sul reddito imponibile IRPEF. Le aliquote variano per Regione e Comune. Le regole di liquidazione e le eventuali rate sono indicate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate e dagli enti territoriali.
Le detrazioni per lavoro dipendente, pensione e lavoro autonomo riducono l’imposta lorda. Le trovi nel TUIR agli artt. 12 e 13 e nelle istruzioni della dichiarazione. Ricorda: le detrazioni possono azzerare l’imposta, ma non aumentano il reddito.
Come si calcola il reddito complessivo se hai la Partita IVA
Professionista in regime ordinario (principio di cassa)
Il principio di cassa significa che conti gli incassi dell’anno e scali i costi pagati nell’anno. Calcolo tipico: compensi incassati meno costi deducibili meno contributi previdenziali. Il riferimento è l’art. 54 TUIR.
Esempio: incassi 60.000. Costi deducibili 10.000 (software, affitto studio, ammortamenti, assicurazioni). Contributi INPS 12.000. Reddito di lavoro autonomo 38.000. Se non hai altri redditi, questo è anche il tuo reddito complessivo prima di altre deduzioni.
Impresa individuale (contabilità semplificata o ordinaria)
In semplificata si applica la “cassa/registrazione” dell’art. 66 TUIR. In ordinaria vale la competenza economica: ricavi meno costi dell’esercizio. In entrambi i casi, i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito.
Regime forfettario (imposta sostitutiva)
Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva (5% o 15%) al posto di IRPEF e addizionali. Significa che il reddito forfettario non entra nel reddito complessivo IRPEF. Fai così: ricavi annui per coefficiente di redditività meno contributi previdenziali. Il risultato è tassato con l’aliquota sostitutiva.
Se hai anche un reddito di lavoro dipendente, quel reddito si somma da solo nel reddito complessivo. Il reddito forfettario resta fuori dal calcolo IRPEF. Questa regola discende dalle norme sul regime forfettario nel TUIR e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Locazioni con o senza cedolare secca
Se applichi la cedolare secca, i canoni tassati con cedolare non entrano nel reddito complessivo IRPEF. Paghi un’imposta sostitutiva (12,5% o 21% a seconda dei casi). Se non applichi la cedolare, i redditi fondiari rientrano nel reddito complessivo secondo le regole del TUIR.
Redditi finanziari
Interessi bancari, dividendi e plusvalenze sono di norma tassati con imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d’imposta. Quindi, spesso non si sommano al reddito complessivo. Verifica sempre come sono stati tassati (regime amministrato, gestito o dichiarativo).
Cosa si deduce dal reddito e cosa si detrae dall’imposta
Deduzioni (art. 10 TUIR: riducono il reddito complessivo)
- Contributi previdenziali obbligatori e volontari (INPS, casse professionali).
- Contributi a forme pensionistiche complementari entro i limiti annui previsti.
- Assegni periodici al coniuge separato o divorziato (non quelli per i figli).
- Erogazioni liberali specifiche previste dalla legge (ad esempio, a università o enti di ricerca riconosciuti).
Nel reddito d’impresa e di lavoro autonomo le spese dell’attività sono costi di categoria. Le sottrai prima di arrivare al reddito complessivo. Esempio: canone dell’ufficio, software, attrezzature. Non sono “deduzioni generali”, ma costi professionali.
Detrazioni (art. 15 TUIR: riducono l’imposta)
- Spese mediche oltre la franchigia, dispositivi medici e visite specialistiche.
- Interessi sul mutuo prima casa entro i limiti previsti.
- Spese per istruzione, assicurazioni vita/infortuni, erogazioni liberali a enti del Terzo Settore.
- Canoni di locazione per studenti universitari e per alcune categorie di inquilini.
Non confondere i due livelli. Le deduzioni abbassano il reddito complessivo. Le detrazioni riducono l’IRPEF lorda. L’assegno unico per i figli non entra nel calcolo IRPEF.
Redditi e somme che non entrano nel reddito complessivo IRPEF
- Redditi a imposta sostitutiva: regime forfettario, cedolare secca, rendimenti finanziari tassati alla fonte a titolo d’imposta.
- Assegno unico e universale per i figli a carico.
- Indennità e borse esenti previste espressamente dalla legge.
Queste esclusioni discendono dal TUIR e dalle leggi speciali. Per verificare lo status di una voce specifica, consulta i testi su Normattiva o le circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Perdite, compensazioni e coordinamento tra categorie
Le perdite d’impresa hanno regole di riporto e compensazione con altri redditi. La disciplina è nell’art. 8 TUIR e in norme collegate. In generale, puoi compensare e riportare le perdite secondo limiti e condizioni specifici.
Le perdite di lavoro autonomo non si riportano liberamente come quelle d’impresa. In genere si compensano solo nell’anno con redditi della stessa categoria. Verifica sempre nel tuo caso concreto perché le regole cambiano a seconda del regime contabile.
Regola decisionale rapida
1) Classifica ogni entrata per categoria TUIR: autonomo, impresa, dipendente, fondiari, capitale, diversi.
2) Escludi ciò che è a imposta sostitutiva o esente (forfettario, cedolare secca, interessi a ritenuta).
3) Calcola il reddito di categoria: per l’autonomo “cassa”, per l’impresa “competenza” o semplificata, per il dipendente prendi la CU.
4) Somma i redditi imponibili delle categorie rimaste. Ottieni il reddito complessivo lordo.
5) Sottrai le deduzioni generali (art. 10 TUIR): contributi, assegni al coniuge, previdenza complementare, erogazioni ammesse. Ottieni il reddito imponibile IRPEF.
6) Applica gli scaglioni 2026 (23% – 33% – 43%). Calcola l’IRPEF lorda.
7) Applica le detrazioni (lavoro, carichi di famiglia, spese al 19% e altre). Ottieni l’IRPEF netta.
8) Aggiungi addizionali regionali e comunali. Confronta con ritenute e acconti versati. Risulta saldo a debito o credito.
Documenti da raccogliere e tempistiche
- CU per lavoro dipendente/pensione, certificazioni di compensi con ritenute, prospetti INPS/cassa, F24, quietanze canoni, attestazioni detrazioni.
- Registro incassi/pagamenti (autonomi in semplificata), libro cespiti, estratti conto, attestazioni di oneri deducibili e detraibili.
- Scadenze tipiche: versamenti saldo e primo acconto entro fine giugno, dichiarazione entro fine novembre, secondo acconto entro fine novembre. Verifica ogni anno i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi pratici 2026
Esempio 1: solo Partita IVA ordinaria
Compensi 70.000. Costi deducibili 18.000. Contributi 14.000. Reddito di lavoro autonomo 38.000. Reddito complessivo 38.000. Applichi scaglioni IRPEF 2026 e le detrazioni spettanti. Poi calcoli le addizionali.
Esempio 2: forfettario + lavoro dipendente
Ricavi 40.000, coefficiente 78%: base 31.200. Contributi 4.000. Imposta sostitutiva sul reddito forfettario 27.200. Lavoro dipendente da CU 22.000. Reddito complessivo IRPEF 22.000. Il reddito forfettario resta fuori da IRPEF e addizionali.
Esempio 3: dipendente + locazione con cedolare secca
Reddito da CU 30.000. Canoni con cedolare 7.200. Il reddito complessivo IRPEF è 30.000. I canoni a cedolare non si sommano. Paghi la cedolare separatamente.
Esempio 4: impresa con perdita
Reddito d’impresa -5.000 (perdita). Lavoro dipendente 24.000. La compensazione segue l’art. 8 TUIR e norme collegate. Verifica limiti percentuali e riporto negli anni successivi.
Errori frequenti da evitare
- Somma di redditi a imposta sostitutiva nel reddito complessivo (forfettario, cedolare secca, interessi a ritenuta). Non si sommano.
- Confondere deduzioni con detrazioni: le spese mediche non abbassano il reddito, riducono l’imposta.
- Dimenticare i contributi previdenziali deducibili. Sono tra le deduzioni più rilevanti.
- Ignorare le addizionali regionali e comunali. Vanno stimate oltre all’IRPEF.
- Trascurare perdite e riporto. La pianificazione cambia molto il saldo d’imposta.
Fonti e riferimenti
Riferimenti normativi principali: TUIR (DPR 917/1986) per categorie di reddito, deduzioni e calcolo IRPEF. Consulta il portale Normattiva per i testi aggiornati. Le istruzioni operative e i modelli sono pubblicati dall’Agenzia delle Entrate. Per regole contributive, consulta INPS e, per aspetti lavoristici, il Ministero del Lavoro. Le aliquote e i calendari dei versamenti sono indicati annualmente dal MEF e dall’Agenzia delle Entrate.
| Scenario | Redditi da includere | Cosa escludere (sostitutive/esenti) | Documenti e passi | Tempistiche tipiche |
|---|---|---|---|---|
| Partita IVA ordinaria (solo autonomo) | Reddito di lavoro autonomo calcolato per cassa; altri redditi imponibili se presenti | Interessi a ritenuta, plusvalenze tassate alla fonte, assegno unico | Registro incassi/pagamenti, fatture costi, prospetto contributi; somma categorie; deduzioni art. 10; scaglioni 2026; detrazioni | Saldo e primo acconto IRPEF a fine giugno; dichiarazione entro fine novembre; secondo acconto a fine novembre |
| Forfettario + dipendente | Solo reddito da CU nel reddito complessivo; il forfettario è fuori da IRPEF | Reddito forfettario, cedolare secca, interessi a titolo d’imposta | CU, certificazioni ritenute; calcolo IRPEF su CU; detrazioni per lavoro; verifica addizionali | Stesse scadenze; imposta sostitutiva forfettaria segue F24 secondo modello Redditi |
| Dipendente + locazione con cedolare | CU lavoro dipendente; altri redditi imponibili | Canoni a cedolare secca; assegno unico; redditi finanziari a sostitutiva | CU, RLI/registrazione cedolare, attestazioni spese detraibili; calcolo IRPEF su CU; cedolare versata separatamente | IRPEF come sopra; cedolare in acconto/saldo secondo istruzioni Agenzia Entrate |
| Impresa individuale con perdita | Redditi imponibili delle altre categorie presenti | Redditi a sostitutiva; voci esenti | Bilancio o registri, quadro RF/RG, verifica art. 8 TUIR per compensazione/riporto; applica scaglioni | Saldo/acconti IRPEF a fine giugno e fine novembre; monitoraggio riporto perdite negli anni |
FAQ
Come calcolo il reddito complessivo se sono in regime forfettario e ho anche un mutuo prima casa?
Il reddito forfettario è tassato con imposta sostitutiva, quindi non entra nel reddito complessivo IRPEF. Se hai anche altri redditi imponibili IRPEF, ad esempio lavoro dipendente, sommi solo questi nel reddito complessivo. Le detrazioni per interessi sul mutuo prima casa si applicano all’IRPEF dovuta su quei redditi. Procedi così: prendi il reddito imponibile IRPEF (es. da CU), calcola l’IRPEF lorda con gli scaglioni 2026, applica le detrazioni per lavoro e per interessi mutuo. Il reddito forfettario resta fuori da questo calcolo, ma continua a scontare la sua imposta sostitutiva. Conserva le quietanze degli interessi e verifica i limiti di detrazione nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Comprare un bene strumentale abbassa il mio reddito complessivo?
Dipende dal regime. In ordinario sì, perché il bene strumentale è un costo deducibile diretto o tramite ammortamento. Quindi riduce il reddito della categoria (autonomo o impresa) e, di riflesso, il reddito complessivo. In forfettario no: i costi effettivi non contano. Paghi sull’imponibile forfettario determinato con il coefficiente, poi i contributi si deducono solo da quella base ai fini dell’imposta sostitutiva. Ricorda anche la differenza contabile: un bene pluriennale non si deduce tutto in un anno, ma si ammortizza in più esercizi. La disciplina è nel TUIR e nelle tabelle di ammortamento civilistico-fiscali.
I contributi previdenziali come incidono sul calcolo IRPEF e sulle addizionali?
I contributi previdenziali obbligatori e volontari sono deducibili dal reddito complessivo (art. 10 TUIR). Quindi abbassano la base imponibile su cui si calcolano IRPEF e addizionali. Per i professionisti e le imprese individuali i contributi possono essere dedotti direttamente nel reddito di categoria e/o come deduzione generale. Il risultato è sempre una riduzione del reddito imponibile IRPEF. Se versi acconti contributivi, conserva gli F24. Deduci quanto effettivamente pagato nell’anno, secondo i prospetti INPS o della cassa professionale.
Ho plusvalenze su investimenti e cripto: entrano nel reddito complessivo?
Di solito no. La maggior parte dei redditi finanziari (interessi, dividendi, plusvalenze su titoli) è tassata con imposta sostitutiva o ritenuta a titolo d’imposta, quindi resta fuori dal reddito complessivo IRPEF. Per le cripto-attività si applica una disciplina specifica con imposta sostitutiva sulle plusvalenze oltre franchigie e soglie, salvo casi di regime dichiarativo. Se sei in dubbio, verifica come l’intermediario ha tassato i proventi (regime amministrato o gestito) o, se li indichi in dichiarazione, consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le norme su Normattiva. Evita di sommare importi già tassati sostitutivamente nel reddito complessivo.
Per bonus e ISEE devo usare il “reddito complessivo” o altro indicatore?
Per le misure fiscali usi il reddito complessivo IRPEF come definito dal TUIR e dalle istruzioni della dichiarazione. Per l’ISEE l’indicatore è diverso: parte dal “reddito complessivo” ma somma anche alcuni redditi esenti o a imposta sostitutiva e considera il patrimonio mobiliare e immobiliare. Quindi potresti avere un reddito complessivo IRPEF basso, ma un ISEE più alto per via di redditi esclusi dall’IRPEF o per il patrimonio. Per i bonus che richiedono specifici requisiti, consulta sempre il bando e le norme attuative pubblicate dai Ministeri competenti o dall’INPS, oltre ai riferimenti su Normattiva.
