Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se apri una ditta individuale artigiana o commerciale devi iscriverti alla Gestione INPS dedicata e versare contributi fissi più una quota variabile sull’eccedenza. In regime forfettario puoi chiedere la riduzione del 35%.
- Iscrizione obbligatoria alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS tramite ComUnica, con eventuali familiari coadiuvanti dichiarati.
- Contributi composti da una quota “fissa” sul minimale e da una quota “variabile” percentuale sulla parte di reddito che supera il minimale.
- In regime forfettario è attivabile, su domanda, la riduzione del 35% dei contributi; riduce costo e settimane utili a pensione in modo proporzionale.
Chi deve iscriversi e quando: regole pratiche e basi normative
Se svolgi un’attività artigiana o commerciale con Partita IVA come ditta individuale, devi iscriverti alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS. L’iscrizione avviene con la pratica ComUnica, di solito contestuale all’apertura dell’attività in Camera di Commercio e all’Agenzia delle Entrate.
La ComUnica è la comunicazione unica per l’avvio d’impresa prevista dal D.P.C.M. 6 maggio 2009. Con un unico invio notifichi CCIAA, INPS, INAIL e Agenzia delle Entrate. In caso di omissione o ritardo, l’INPS può recuperare i contributi dovuti.
Se collaborano con te familiari (coniuge, parenti entro il terzo grado o affini entro il secondo), puoi indicarli come coadiuvanti o coadiutori. Pagano contributi nella stessa gestione, con base di calcolo legata al reddito d’impresa.
Fonti normative essenziali: Legge 233/1990 sull’ordinamento delle gestioni artigiani e commercianti; Legge 335/1995 per principi generali previdenziali; prassi e circolari INPS che aggiornano, ogni anno, aliquote, minimale e massimale di reddito.
Come si calcolano i contributi: fisso, variabile, scaglioni e massimali
I contributi si dividono in due parti. La quota fissa si paga anche con reddito zero. È calcolata applicando le aliquote al reddito minimale definito da INPS per l’anno in corso, più addizionali (come maternità). La quota variabile si paga solo sulla parte di reddito che supera il minimale.
Aliquote tipiche della gestione sono intorno al 24% per gli artigiani e al 24,48% per i commercianti sullo scaglione oltre il minimale. Oltre a una soglia superiore, le aliquote crescono di un punto percentuale circa. INPS indica ogni anno soglie e percentuali nella circolare dedicata.
A titolo esemplificativo, in anni recenti la prassi è stata: minimale intorno a 18.800 euro, prima aliquota circa 24% (artigiani) e 24,48% (commercianti) sulla parte eccedente, aliquota maggiorata oltre la seconda soglia (per esempio 25% e 25,48%). Verifica sempre la circolare INPS dell’anno in corso per gli importi esatti.
Esiste anche un massimale di reddito oltre il quale non versi contributi IVS in queste gestioni. Il valore cambia ogni anno ed è diverso per chi è iscritto per la prima volta dopo il 1996. INPS pubblica soglie e regole nel proprio portale e nelle circolari annuali.
Fonti: portale INPS e circolari annuali sulle aliquote per Artigiani e Commercianti; Normattiva per testi di Legge 233/1990 e Legge 335/1995.
Regimi fiscali e base imponibile previdenziale: ordinario vs forfettario
La base imponibile previdenziale è il “reddito su cui calcoli i contributi”. Cambia in base al regime fiscale.
Regime ordinario: applichi il principio di competenza fiscale. In parole semplici, parti dai ricavi e sottrai i costi inerenti. Il risultato è il reddito d’impresa. Su questo reddito paghi i contributi, fermo restando il minimale.
Regime forfettario: si usa il coefficiente di redditività. È una percentuale che individua la quota “utile” del fatturato. Se il coefficiente è 67%, pagherai imposte e contributi su 67 di ogni 100 incassati. Il coefficiente dipende dal codice ATECO.
I contributi versati sono deducibili dal reddito ai fini IRPEF o imposta sostitutiva. In pratica, riducono la base su cui paghi le tasse. Si deduce ciò che effettivamente versi nell’anno (principio di cassa per la deduzione contributiva).
Riduzione del 35% per chi è in forfettario: come funziona davvero
Se adotti il regime forfettario puoi chiedere a INPS la riduzione del 35% dei contributi, sia fissi sia variabili. La norma è stata introdotta dall’articolo 1, comma 111, della Legge 208/2015, con istruzioni operative diffuse da INPS tramite circolari e messaggi.
La domanda si presenta online nell’area personale INPS, con SPID, CIE o CNS. Entri nella tua posizione di Artigiano o Commerciante, scegli “adesione al regime agevolato” e confermi. Di solito basta una sola adesione: la riduzione resta fino a perdita dei requisiti.
Attenzione all’effetto pensionistico: se versi solo il minimo ridotto, le settimane utili ai fini pensione si riducono in proporzione. Una formula pratica è: settimane accreditate = contributi minimi versati / contributi minimi “pieni” x 52. Se versi il 65% del minimo, maturi circa 34 settimane, non 52.
Se esci dal forfettario o non vuoi più l’agevolazione, devi comunicarlo a INPS per tempo. Senza comunicazione, l’INPS potrebbe continuare ad applicare la riduzione in modo non corretto.
Fonti: Legge 208/2015 (Normattiva), circolari e messaggi INPS sul regime agevolato contributivo per forfettari.
Scadenze e pagamenti: le date che non devi sbagliare
I contributi fissi si pagano in quattro rate con scadenze tipiche: maggio, agosto, novembre e febbraio dell’anno successivo. INPS comunica importi e scadenze nel cassetto previdenziale, spesso con deleghe precompilate.
I contributi variabili sulla quota eccedente il minimale seguono le scadenze fiscali di saldo e acconto insieme alle imposte: di regola, giugno per saldo e primo acconto, novembre per il secondo acconto. Si versano con F24, con codici tributo specifici.
Se sbagli o ritardi, puoi usare il ravvedimento operoso (sanzioni e interessi ridotti) secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate. INPS gestisce il profilo contributivo; l’F24 è lo strumento di pagamento condiviso.
Fonti: portale INPS per scadenze e importi; Agenzia delle Entrate per regole F24 e ravvedimento operoso; Ministero del Lavoro per indirizzi generali.
Regola decisionale rapida
In 6 passaggi logici
1) Verifica la natura dell’attività: se è artigianale o commerciale, la gestione è INPS Artigiani o Commercianti. Se è professionale senza albo e senza attività di impresa, valuta la Gestione Separata INPS.
2) Identifica il regime fiscale: ordinario o forfettario. Serve per capire come si calcola la base imponibile previdenziale.
3) Stima il reddito: in ordinario, ricavi meno costi; in forfettario, incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività del tuo ATECO.
4) Confronta con il minimale INPS dell’anno: se il reddito è inferiore, paghi comunque i contributi fissi; se è superiore, calcoli la quota variabile sull’eccedenza con l’aliquota corretta per lo scaglione.
5) Se sei in forfettario, valuta la riduzione del 35%: risparmi contributi ma maturi meno settimane utili per la pensione se versi solo il minimo ridotto.
6) Pianifica le scadenze: quattro rate per i fissi; saldo e acconti per la quota variabile. Prepara la liquidità per non pagare sanzioni.
Esempi numerici commentati
Esempio 1: tatuatore in forfettario con coefficiente 67%
Incassi annui: 35.000 euro. Coefficiente 67% (settore servizi). Imponibile previdenziale: 35.000 x 67% = 23.450 euro.
Quota fissa (esempio su valori tipici recenti): circa 4.521,36 euro (artigiani). Quota variabile: (23.450 – 18.808) x 24% = 1.114,08 euro. Contributi totali senza riduzione: 5.635,44 euro.
Con riduzione 35%: fissi 2.938,88 euro; variabili 724,15 euro; totale 3.663,03 euro. Nota pensionistica: se versi solo minimi ridotti, le settimane accreditate calano in proporzione.
Esempio 2: commerciante in ordinario
Ricavi 80.000 euro, costi deducibili 35.000 euro. Reddito d’impresa: 45.000 euro.
Quota fissa (commercianti, esempio): circa 4.611,64 euro. Quota variabile: (45.000 – 18.808) x 24,48% fino alla seconda soglia, con eventuale aliquota maggiorata oltre la soglia superiore. Ipotizzando di restare nel primo scaglione: 26.192 x 24,48% = 6.409,99 euro. Totale: circa 11.021,63 euro.
Questi importi sono stime didattiche. Per calcoli esatti usa i valori aggiornati della circolare INPS dell’anno.
Casi speciali da conoscere
Pensionati e over 65
Chi è già pensionato e ha più di 65 anni può avere una riduzione dei contributi in gestione artigiani/commercianti (storicamente del 50% sui fissi). Verifica ogni anno la circolare INPS e i requisiti puntuali.
Collaborazione familiare
Coadiuvanti e coadiutori vanno iscritti. Contribuzione dovuta anche per loro. La ripartizione del reddito tra titolare e collaboratori influisce sulla quota variabile dovuta.
Contemporaneo lavoro dipendente
Se svolgi anche lavoro subordinato a tempo pieno, possono valere esoneri o coordinamenti specifici. Valuta attentamente l’obbligo contributivo nella gestione d’impresa caso per caso, alla luce delle prassi INPS.
Cessazione o sospensione
Se chiudi l’attività, chiudi anche la posizione INPS tramite ComUnica. I contributi fissi maturano fino al mese di cessazione. Se sospendi senza comunicazioni formali, l’INPS potrebbe continuare a fatturare i minimi.
Fonti: Normattiva per le basi legislative; INPS per circolari su riduzioni, esoneri, iscrizioni di familiare coadiuvante; Ministero del Lavoro per indirizzi generali su obblighi.
| Scenario | Base imponibile previdenziale | Contributi fissi annui (indicativi) | Aliquota eccedenza e scaglioni | Scadenze di versamento | Effetti su pensione e note operative |
|---|---|---|---|---|---|
| Artigiano – Regime ordinario | Ricavi – Costi deducibili (reddito d’impresa) | Calcolati sul minimale INPS dell’anno | ~24% fino alla seconda soglia; +1% circa oltre soglia (valori aggiornati INPS) | Fissi in 4 rate; variabili con saldo/acconti IRPEF via F24 | Settimane accreditate piene se versi almeno il minimo; deduzione contributi dal reddito |
| Commerciante – Regime ordinario | Ricavi – Costi deducibili (reddito d’impresa) | Calcolati sul minimale INPS dell’anno | ~24,48% fino alla seconda soglia; aliquota maggiorata oltre | Fissi in 4 rate; variabili con saldo/acconti via F24 | Verifica massimale annuo; attenzione a acconti per evitare sanzioni |
| Artigiano – Regime forfettario senza riduzione | Incassi x coefficiente di redditività ATECO | Come da minimale INPS | ~24% oltre minimale; maggiorata oltre soglia superiore | Fissi in 4 rate; variabili con saldo/acconti imposta sostitutiva | Contributi deducibili; settimane piene se versi almeno il minimo |
| Artigiano – Regime forfettario con riduzione 35% | Incassi x coefficiente (uguale) | Minimali ridotti del 35% | Aliquote invariate, importi ridotti del 35% | Stesse scadenze; attiva riduzione via area personale INPS | Settimane accreditate ridotte in proporzione; valuta impatto su pensione |
| Commerciante – Regime forfettario con riduzione 35% | Incassi x coefficiente | Minimali ridotti del 35% | ~24,48% sull’eccedenza; importi ridotti del 35% | Stesse scadenze; domanda unica salvo variazioni | Attenzione a seconda soglia e massimale; controlla cassetto INPS |
FAQ
Devo iscrivermi a Gestione Artigiani o Commercianti anche se fatturo poco o nulla?
Sì. L’obbligo nasce dall’attività, non dal fatturato. Se eserciti un’attività artigiana o commerciale con ditta individuale, la gestione previdenziale competente è INPS Artigiani o Commercianti. Anche con reddito basso o nullo, devi versare i contributi fissi calcolati sul minimale dell’anno. La quota variabile scatta solo se superi il minimale. Le basi sono nella Legge 233/1990 e nelle circolari INPS che ogni anno fissano minimale, massimale e aliquote. Se l’attività di fatto non parte o cessa, comunica tempestivamente la sospensione o la chiusura tramite ComUnica per evitare addebiti successivi.
La riduzione del 35% conviene sempre ai forfettari?
Conviene se vuoi ridurre subito il costo dei contributi e la liquidità è un problema. Ma valuta il lungo periodo. La riduzione taglia in modo proporzionale le settimane utili alla pensione quando versi solo i minimi. Se il tuo reddito supera il minimale, la parte variabile resta proporzionale e la perdita di settimane incide meno. Considera età, storia contributiva, reddito atteso e altre coperture (fondi pensione complementari). La norma di riferimento è l’art. 1, comma 111, Legge 208/2015, con istruzioni INPS su domanda e gestione dell’agevolazione. Fai un confronto numerico su due scenari (con e senza riduzione) prima di scegliere.
Come si coordinano i versamenti fissi INPS con saldo e acconti della quota variabile?
I contributi fissi arrivano in quattro rate nelle scadenze comunicate da INPS nel cassetto previdenziale. La quota variabile oltre il minimale segue il calendario fiscale delle imposte: saldo a giugno insieme alle imposte dell’anno precedente e acconti (primo a giugno, secondo a novembre) calcolati sul reddito stimato dell’anno in corso. Tutto si paga con F24, usando i codici tributo indicati da INPS e dall’Agenzia delle Entrate. Se i tuoi redditi oscillano, adegua gli acconti per evitare eccedenze o sanzioni. In caso di errore, usa il ravvedimento operoso per ridurre sanzioni e interessi.
Se passo dall’ordinario al forfettario (o viceversa), cosa succede ai contributi?
Cambia la base imponibile previdenziale. In ordinario calcoli sul reddito d’impresa (ricavi meno costi). In forfettario calcoli su incassi moltiplicati per il coefficiente di redditività. Se entri nel forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% presentando l’adesione in area personale INPS. Se esci dal forfettario o cambi regime, devi revocare l’agevolazione per non generare incongruenze nei versamenti. I contributi fissi restano dovuti pro rata temporis per i mesi di attività. Verifica inoltre come i contributi già versati si dedurranno dall’imposta sostitutiva o dall’IRPEF nell’anno del cambio.
Come scelgo la gestione previdenziale corretta se svolgo attività miste o professionali?
La regola cardine è la natura dell’attività prevalente. Se svolgi attività artigiana o commerciale con organizzazione d’impresa, rientri in Gestione Artigiani o Commercianti. Se svolgi un’attività professionale “non organizzata in impresa” e senza albo, in molti casi si applica la Gestione Separata INPS (art. 2, comma 26, Legge 335/1995). Se hai attività miste, valuta la prevalenza effettiva e la classificazione ATECO. In dubbio, consulta le istruzioni INPS, il Ministero del Lavoro e la prassi amministrativa. L’iscrizione corretta sin dall’inizio evita conguagli, sanzioni e doppie contribuzioni. In caso di familiari collaboratori, ricorda l’iscrizione come coadiuvanti o coadiutori in gestione d’impresa.
