Contributi per un social media manager: quali e quanti sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Se lavori come social media manager senza cassa professionale, versi i contributi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota 2026 è pari al 26,07% del reddito imponibile contributivo, calcolato in base al tuo regime fiscale.

  • Aliquota Gestione Separata INPS 2026: 26,07% sul reddito imponibile previdenziale (Circolare INPS annuale; base normativa: art. 2, c. 26, Legge 335/1995).
  • Imponibile previdenziale: in ordinario ricavi meno costi; in forfettario incassi moltiplicati per coefficiente 78% (art. 1, commi 54-89, Legge 190/2014 e s.m.i.).
  • Scadenze: saldo e primo acconto al 30 giugno; secondo acconto al 30 novembre. Acconto pari all’80% del saldo. Rate possibili con F24 secondo il calendario fiscale.

Chi paga la Gestione Separata INPS e su quale base

La Gestione Separata INPS copre i liberi professionisti senza una cassa di categoria. Il social media manager rientra in questa platea. Lo prevede la Legge 335/1995, art. 2, comma 26.

Contributo previdenziale significa versare una quota del tuo reddito professionale. Quella quota finanzia malattia, maternità, assegni familiari e, soprattutto, la pensione. L’INPS aggiorna aliquote e massimali con una circolare ogni anno.

Il reddito imponibile previdenziale coincide, in pratica, con il “guadagno” generato dalla tua attività. Cambia il modo di calcolarlo a seconda del regime fiscale che scegli.

Aliquota 26,07%: cosa contiene e a chi si applica

L’aliquota 2026 per i liberi professionisti iscritti esclusivamente alla Gestione Separata è pari al 26,07%. Nella prassi INPS comprende una quota per invalidità, vecchiaia e superstiti e una piccola addizionale per tutele come maternità e malattia. La fonte tecnica è la circolare INPS annuale sulle aliquote, che recepisce norme del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Se hai un’altra copertura previdenziale obbligatoria, l’aliquota può variare. In caso di coesistenza di più gestioni, l’applicazione segue il criterio della prevalenza e le regole INPS sul cumulo.

I contributi si versano fino al massimale imponibile annuo fissato dall’INPS per il 2026. Oltre tale soglia non versi contributi aggiuntivi. Non esiste un minimale per i liberi professionisti iscritti solo alla Gestione Separata.

Come si calcola l’imponibile previdenziale: ordinario e forfettario

Imponibile previdenziale significa “la base su cui applichi il 26,07%”. Il metodo cambia con il regime fiscale. Qui trovi la logica, con parole semplici.

Regime ordinario: ricavi meno costi, con il principio di cassa

Regime ordinario significa contabilità semplificata o ordinaria con regole IVA complete. Applichi il principio di cassa. Questo principio dice: consideri incassi e pagamenti dell’anno, non le semplici fatture emesse. È definito all’art. 54 del TUIR per i redditi di lavoro autonomo.

Formula pratica: imponibile previdenziale = ricavi incassati nell’anno meno costi pagati inerenti all’attività (software, advertising, attrezzature in quota, consulenze, canoni, auto secondo percentuali). Tieni traccia delle spese con ricevute e fatture per dimostrare l’inerenza.

Esempio: incassi 90.000 euro e paghi costi per 20.000 euro. Imponibile previdenziale = 70.000 euro. Contributi = 70.000 x 26,07%.

Regime forfettario: coefficiente 78%

Regime forfettario significa tassazione semplice per chi ha ricavi fino a 85.000 euro (soglia attuale, aggiornata dalla Legge 197/2022). Per i professionisti come il social media manager si usa il coefficiente di redditività del 78%. In parole semplici, lo Stato presume che il 78% degli incassi sia “guadagno”.

Formula pratica: imponibile previdenziale = incassi annui x 78%. Su questo importo applichi il 26,07% per i contributi INPS. I contributi versati sono deducibili prima di calcolare l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% per i primi anni se rispetti i requisiti (Legge 190/2014 e successive modifiche, consultabili su Normattiva).

Esempio: incassi 30.000 euro. Imponibile previdenziale = 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi = 23.400 x 26,07%.

Scadenze, acconti e rate: calendario e regole aggiornate

I contributi della Gestione Separata che derivano dalla dichiarazione dei redditi si pagano insieme alle imposte. Le scadenze sono fissate dal calendario fiscale annuale (DPR 435/2001 e D.Lgs. 241/1997). L’INPS recepisce queste date perché si usa il modello F24.

Paghi tre voci nel corso dell’anno: saldo dell’anno precedente, primo acconto dell’anno in corso, secondo acconto dell’anno in corso. Gli acconti dei contributi INPS per la Gestione Separata sono pari all’80% del saldo dovuto per l’anno precedente.

Scadenze tipiche: 30 giugno saldo e primo acconto; 30 novembre secondo acconto. Se versi dopo il 30 giugno ma entro il termine di luglio, si applica la maggiorazione prevista dalla legge. Queste date possono slittare se cadono in weekend o festivi.

Rateizzazione: come funziona davvero nel 2026

Puoi rateizzare saldo e primo acconto seguendo il piano rate delle imposte delle persone fisiche. Non serve chiedere l’autorizzazione all’INPS quando i contributi emergono dalla dichiarazione dei redditi. Usi il modello F24 con l’indicazione della rata (per esempio 0106 per la prima di sei).

Calendario tipico delle rate nel 2026: 30 giugno; 18 luglio; 22 agosto; 16 settembre; 17 ottobre; 16 novembre. Su ogni rata aggiungi gli interessi di rateazione secondo le percentuali annunciate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate (base normativa: D.Lgs. 241/1997). Puoi scegliere quante rate usare entro novembre.

Hai flessibilità: puoi, per esempio, pagare il saldo in unica soluzione e rateizzare solo il primo acconto. Oppure pagare tutto a giugno senza interessi di rateazione.

Compilazione del modello F24: sezione INPS, causali e periodi

Versi i contributi con il modello F24, sezione INPS. Indichi la causale contributo della Gestione Separata per liberi professionisti, l’anno di riferimento e se il versamento è saldo o acconto. Se rateizzi, indichi il numero di rata e le mensilità interessate.

Il cassetto previdenziale INPS per liberi professionisti mostra i dati utili per la compilazione. In molti casi è disponibile un F24 precompilato. La prassi e i codici applicabili sono spiegati nelle istruzioni INPS e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per evitare errori, verifica sul portale INPS e sulle istruzioni ufficiali aggiornate al 2026.

Ricorda di conservare le ricevute di pagamento e di sincronizzare i versamenti con la tua dichiarazione dei redditi. I contributi versati sono interamente deducibili dal reddito complessivo IRPEF o dalla base del forfettario (art. 10, comma 1, lettera e), TUIR).

Esempi numerici completi

Forfettario, incassi 30.000 euro

Imponibile previdenziale = 30.000 x 78% = 23.400 euro. Contributi dovuti = 23.400 x 26,07% = 6.100 euro circa.

Saldo e acconti: versi il saldo dell’anno precedente a giugno, più il primo acconto dell’anno in corso. L’acconto complessivo è pari all’80% del saldo. Se il saldo è 6.100 euro, l’acconto complessivo è 4.880 euro. Paghi 2.440 euro a giugno e 2.440 euro a novembre.

Se rateizzi il saldo, segui il piano fino a novembre aggiungendo gli interessi. L’acconto di novembre non è rateizzabile oltre novembre.

Ordinario, incassi 90.000 euro e costi 20.000 euro

Imponibile previdenziale = 90.000 – 20.000 = 70.000 euro. Contributi = 70.000 x 26,07% = 18.249 euro circa. L’acconto per l’anno in corso è l’80% del saldo che risulta dalla dichiarazione. Lo dividi come detto tra giugno e novembre.

Effetto fiscale: in ordinario deduci i contributi dal reddito di lavoro autonomo. In forfettario li deduci dalla base su cui applichi l’imposta sostitutiva. In entrambi i casi, la deduzione riduce il carico fiscale.

Regola decisionale rapida

Se A allora B: scegli la strada in un minuto

  • Se sei senza cassa e lavori come social media manager, allora ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Fonte: Legge 335/1995.
  • Se sei in ordinario, allora imponibile previdenziale = incassi dell’anno meno costi pagati. Fonte: art. 54 TUIR.
  • Se sei in forfettario, allora imponibile previdenziale = incassi x 78%. Fonte: Legge 190/2014 e s.m.i.
  • Se presenti la dichiarazione, allora versi saldo e acconti dei contributi insieme alle imposte. Fonte: D.Lgs. 241/1997 e DPR 435/2001.
  • Se calcoli gli acconti INPS Gestione Separata, allora applichi l’80% del saldo. Lo dividi tra 30 giugno e 30 novembre.
  • Se vuoi diluire i pagamenti, allora rateizzi saldo e primo acconto entro novembre con F24, aggiungendo gli interessi previsti.
  • Se superi il massimale imponibile INPS 2026, allora non versi contributi oltre quella soglia. Controlla il valore nella circolare INPS dell’anno.

Fonti normative e operative da conoscere

Legge 335/1995, art. 2, comma 26: istituisce la Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa. Consultabile su Normattiva.

Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR), art. 54: principio di cassa per i redditi di lavoro autonomo. Art. 10, comma 1, lettera e): deducibilità dei contributi previdenziali. Consultabili su Normattiva e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.

Legge 190/2014 e successive modifiche (Legge 208/2015; Legge 145/2018; Legge 197/2022): disciplina del regime forfettario, soglie e coefficienti. Consultabili su Normattiva e documenti di prassi dell’Agenzia delle Entrate.

D.Lgs. 241/1997 e DPR 435/2001: versamenti, acconti, rateazioni tramite F24 per imposte e contributi da dichiarazione. Consultabili su Normattiva e documentazione istituzionale del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Circolare INPS Aliquote Gestione Separata 2026: definisce aliquote, minimali/massimali e istruzioni operative. Consultabile sul portale INPS e nelle comunicazioni del Ministero del Lavoro.

Scenario Base imponibile previdenziale Calcolo contributi e deducibilità Scadenze e versamenti
Forfettario (ricavi fino a 85.000 euro) Incassi annui x 78% (coefficiente di redditività per professionisti) Aliquota 26,07% su imponibile previdenziale. Contributi deducibili prima dell’imposta sostitutiva (5% o 15%) Saldo e primo acconto al 30 giugno; secondo acconto al 30 novembre. Acconto complessivo = 80% del saldo
Forfettario con superamento 100.000 euro in corso d’anno Fino alla data di uscita: incassi x 78%. Dopo l’uscita, si applicano le regole del regime ordinario Aliquota 26,07% sempre sulla base previdenziale dell’anno. Contributi deducibili dal reddito imponibile del regime vigente nel periodo Stesse scadenze. Attenzione ai conguagli in dichiarazione per il cambio regime
Regime ordinario Incassi dell’anno meno costi inerenti pagati (principio di cassa, art. 54 TUIR) Aliquota 26,07% su imponibile previdenziale. Contributi deducibili dal reddito complessivo IRPEF Saldo e primo acconto al 30 giugno; secondo acconto al 30 novembre. Rate possibili fino a novembre con interessi
Reddito oltre il massimale INPS Gestione Separata Solo fino al massimale annuo fissato dalla circolare INPS 2026 Versi il 26,07% fino al massimale; oltre non maturano contributi aggiuntivi Stesse scadenze. Verifica il massimale e adegua i calcoli per evitare eccedenze

FAQ

1) Sono un social media manager in regime forfettario: su cosa calcolo i contributi INPS e come incidono sulle tasse?

In forfettario calcoli i contributi sulla base forfettaria: incassi annui x 78%. Applichi l’aliquota 26,07%. Esempio: 40.000 euro di incassi. Base previdenziale = 31.200 euro. Contributi = 31.200 x 26,07%.

Questi contributi sono integralmente deducibili prima di calcolare l’imposta sostitutiva (5% per le nuove attività che rispettano i requisiti, altrimenti 15%). In pratica, paghi prima i contributi, poi applichi l’aliquota sostitutiva sul residuo. La base giuridica sta nella Legge 190/2014 e nell’art. 10 del TUIR. Consulta Normattiva e le guide dell’Agenzia delle Entrate per i dettagli aggiornati.

2) In ordinario ho molti costi di advertising e software: riducono sia le tasse sia i contributi?

Sì, se i costi sono inerenti e pagati nell’anno, riducono il reddito professionale su cui calcoli sia le imposte sia i contributi. Il principio è all’art. 54 del TUIR: conta l’incasso e il pagamento effettivo nell’anno. Conserva fatture e prove di pagamento per ogni spesa.

Attenzione a limiti e percentuali per beni promiscui (auto, telefonia). Alcuni costi hanno deducibilità parziale. Una corretta classificazione incide direttamente anche sui contributi, perché abbassa l’imponibile previdenziale. In caso di dubbi, verifica le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e le interpretazioni più recenti.

3) Gli acconti dei contributi alla Gestione Separata sono davvero l’80%? Come li divido tra giugno e novembre?

Sì. Per i contributi INPS Gestione Separata che emergono dalla dichiarazione, l’acconto complessivo è pari all’80% del saldo dovuto per l’anno precedente. Lo dividi in due rate uguali: metà a giugno e metà a novembre. Esempio: saldo 6.000 euro. Acconto totale 4.800 euro. Versi 2.400 euro a giugno e 2.400 euro a novembre.

Se temi di incassare meno nell’anno in corso, puoi valutare il metodo previsionale e ridurre l’acconto. Ma devi avere stime solide. Se sbagli per difetto, al saldo pagherai differenze e interessi. Le regole sui versamenti sono nel D.Lgs. 241/1997 e nel DPR 435/2001.

4) Posso rateizzare i contributi INPS? Devo chiedere permessi all’INPS o basta l’F24?

Se i contributi derivano dalla dichiarazione dei redditi, puoi rateizzare seguendo le stesse regole delle imposte. Non serve un’autorizzazione dell’INPS. Indichi nel modello F24 il numero della rata (es. 0106) e aggiungi gli interessi di rateazione stabiliti annualmente.

Il calendario tipico prevede scadenze tra giugno e novembre. Oltre novembre non puoi proseguire la rateizzazione del saldo e primo acconto. Se salti una rata, decadono i benefici e devi versare quanto resta con le sanzioni e gli interessi previsti. Le basi normative sono nel D.Lgs. 241/1997 e nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate.

5) C’è un tetto massimo ai contributi per i social media manager? Cosa succede se guadagno molto?

Sì. Ogni anno l’INPS stabilisce un massimale imponibile per la Gestione Separata. Versi il 26,07% solo fino a quel limite. Oltre non versi contributi aggiuntivi e non maturi ulteriore montante previdenziale su quell’eccedenza. Questo massimale è comunicato nella circolare INPS sulle aliquote e si basa su parametri fissati con atti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Se prevedi un forte incremento di reddito, pianifica i versamenti e verifica il raggiungimento del massimale. Così eviti di impostare acconti eccessivi e puoi ottimizzare la cassa. Ricorda che i contributi restano deducibili fino all’importo effettivamente dovuto.

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