Requisiti del regime forfettario: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Regime forfettario: ricavi fino a 85.000 euro, limite lavoro dipendente 35.000, niente partecipazioni o regimi IVA speciali. Imposta sostitutiva 15% (5% start-up). Uscita: anno successivo oltre 85.000, immediata oltre 100.000.

  • Reddito imponibile calcolato col coefficiente di redditività e principio di cassa, poi si deducono i contributi previdenziali e si applica l’imposta sostitutiva.
  • Cause di esclusione: partecipazioni in società incompatibili e adesione a regimi IVA speciali; spese per lavoro fino a 20.000 euro.
  • Oltre 100.000 euro uscita immediata con IVA da addebitare dalle operazioni successive e IRPEF progressiva per tutto l’anno.

Cos’è il regime forfettario 2026 e su quali norme si basa

Il regime forfettario è il regime fiscale agevolato per persone fisiche con partita IVA individuale. Applica un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP.

La base giuridica è nella Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89, e successive modifiche. Le principali revisioni sono state introdotte con la Legge di Bilancio 2019, la Legge di Bilancio 2023 e gli aggiornamenti fino al 2026.

Per riferimenti ufficiali consulta il portale Normattiva per i testi di legge vigenti, le guide e le circolari dell’Agenzia delle Entrate, i documenti del MEF e, per i profili previdenziali, le circolari INPS e gli ordini professionali. Non inseriamo link in questa guida.

Requisiti di accesso 2026

Limite di ricavi/compensi: 85.000 euro

Puoi restare o entrare nel forfettario se i compensi annui non superano 85.000 euro. Per compensi si intendono gli incassi percepiti nell’anno, cioè quanto ti è stato pagato.

Il limite si valuta per cassa. Quindi contano i pagamenti ricevuti, non solo le fatture emesse. Se incassi a gennaio, l’importo pesa sull’anno nuovo.

Lavoro dipendente e assimilati: soglia 35.000 euro (2026)

Se nel 2025 hai avuto redditi da lavoro dipendente o assimilati oltre 35.000 euro lordi, nel 2026 non puoi applicare il forfettario. La soglia è stata innalzata dai precedenti 30.000 euro.

Fa eccezione chi ha cessato il rapporto di lavoro entro l’anno precedente e non lo ha rinnovato. In questo caso la causa di esclusione non si applica. La disciplina deriva dai commi sulle cause ostative della Legge 190/2014, aggiornati fino al 2026.

Partecipazioni societarie e regimi IVA speciali

Non puoi accedere o restare nel forfettario se:

  • hai partecipazioni in società di persone o associazioni equiparate;
  • controlli direttamente o indirettamente una s.r.l. che svolge attività riconducibile alla tua;
  • aderisci a regimi IVA speciali (ad esempio agenzie di viaggio, agricoltura speciale, editoria, tabacchi). Le cause sono elencate nella Legge 190/2014 tra i commi dedicati alle esclusioni.

Spese per lavoro: tetto 20.000 euro

Le spese per dipendenti, collaboratori anche occasionali, coadiuvanti familiari e lavoro in appalto non possono superare 20.000 euro lordi annui. Il coadiuvante è il familiare che aiuta nell’impresa senza un normale contratto di lavoro.

Il superamento del tetto è causa di esclusione dall’anno successivo. La regola è nei commi del regime forfettario della Legge 190/2014.

Aliquote e metodo di calcolo

Coefficiente di redditività e principio di cassa

Il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi incassati un coefficiente di redditività. Il coefficiente è una percentuale fissa per codice ATECO. Per gli architetti è 78%.

Principio di cassa significa che calcoli su quanto hai incassato, non su quanto hai fatturato. Se la fattura non viene pagata nell’anno, non entra nel calcolo di quell’anno.

Formula pratica: imponibile lordo = incassi x coefficiente. Poi sottrai i contributi previdenziali pagati e deducibili. Sull’importo residuo applichi l’imposta sostitutiva.

Aliquote 5% e 15%

L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni in caso di nuova attività. Nuova attività significa che non prosegui un’attività simile svolta prima come dipendente o autonomo e che rispetti le altre condizioni previste dalla Legge 190/2014.

Esempio rapido: incassi 30.000 euro, coefficiente 78%. Imponibile lordo 23.400 euro. Se non hai contributi deducibili, imposta al 15% pari a 3.510 euro. Se hai il 5%, imposta 1.170 euro.

Esempio completo: professionista architetto

Incassi 45.000 euro. Coefficiente 78%. Contributi versati l’anno precedente 3.000 euro. Sei al secondo anno e hai i requisiti start-up, quindi 5%.

Imponibile lordo: 45.000 x 78% = 35.100 euro. Imponibile netto: 35.100 – 3.000 = 32.100 euro. Imposta sostitutiva: 32.100 x 5% = 1.605 euro.

Il 22% dei compensi (9.900 euro nell’esempio) è trattato come spesa forfettaria implicita. Non puoi dedurre le spese effettive, salvo i contributi.

Contributi previdenziali e casse

Se sei senza cassa professionale versi all’INPS Gestione Separata. Se sei artigiano o commerciante versi all’INPS con contributi fissi più percentuali. Le casse professionali (ingegneri, architetti, medici, ecc.) seguono i propri regolamenti.

I contributi obbligatori riducono l’imponibile su cui applichi l’imposta sostitutiva. Le modalità sono indicate nelle circolari INPS e nelle istruzioni delle Casse. Il quadro normativo resta quello della Legge 190/2014 integrato dalla normativa previdenziale di settore.

Uscita dal forfettario: quando e cosa succede

Superamento tra 85.000 e 100.000 euro

Se incassi più di 85.000 ma non superi 100.000 euro, esci dal forfettario dall’anno successivo. Per l’anno in corso resti nel forfettario. Questa regola deriva dalle modifiche introdotte con la Legge di Bilancio 2023 e confermate fino al 2026.

Nell’anno successivo applichi l’IVA, torni all’IRPEF ordinaria e alle scritture contabili del regime scelto (semplificato o ordinario), secondo le regole del TUIR e del DPR IVA.

Superamento oltre 100.000 euro: uscita immediata

Se superi 100.000 euro incassati, esci subito dal forfettario. Devi:

  • addebitare l’IVA sulle fatture emesse dopo il superamento;
  • versare l’IRPEF progressiva sull’intero reddito dell’anno, con gli scaglioni 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro;
  • adeguare registri e adempimenti IVA dal momento del superamento.

Questa disciplina è stata introdotta con la Legge di Bilancio 2023 e mantenuta nel 2026. Le istruzioni operative si trovano nelle guide dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

1) Stima i compensi 2026. Se prevedi oltre 100.000 euro, il forfettario non è adatto: uscita immediata in caso di superamento.

2) Se stimi tra 85.001 e 100.000 euro, valuta costi e impatto dell’uscita l’anno dopo. Potresti restare nel 2026 ma cambiare regime nel 2027.

3) Verifica i tuoi redditi da lavoro dipendente o assimilati 2025. Se oltre 35.000 euro e non hai cessato il rapporto, non puoi applicare il forfettario nel 2026.

4) Controlla partecipazioni e regimi IVA: se hai quote in società incompatibili o aderisci a un regime IVA speciale, il forfettario non è possibile.

5) Calcola le spese per lavoro. Se superano 20.000 euro lordi, scatta la causa di esclusione dall’anno successivo.

6) Confronta le spese reali della tua attività con il “taglio forfettario” del tuo coefficiente. Se le spese effettive superano la quota implicitamente riconosciuta, il regime ordinario può essere più conveniente.

Quando conviene il forfettario e quando no

Conviene se

Hai margini alti e spese basse rispetto al coefficiente. Fai consulenza con pochi costi vivi. Non prevedi di assumere o superare il tetto di 20.000 euro per collaboratori. Sei una nuova attività e puoi applicare il 5%.

Attenzione se

Le spese reali superano la “quota spese” implicita. Per un architetto la quota spese è il 22% dei compensi. Se superi spesso questa percentuale, valuta l’ordinario per dedurre i costi reali.

Hai partecipazioni societarie o stai per superare i 100.000 euro. Il passaggio immediato a IVA e IRPEF ordinaria in corso d’anno può complicare la gestione e peggiorare il carico fiscale.

Adempimenti operativi 2026

Fatturazione elettronica e corrispettivi

La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari. La previsione deriva dal D.Lgs. 127/2015 e successive modifiche e dai provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate. Usa il Sistema di Interscambio per inviare le e-fatture.

Per operazioni con l’estero trasmetti le e-fatture transfrontaliere secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia. I corrispettivi telematici restano obbligatori se vendi al dettaglio.

Versamenti e dichiarazioni

Paga l’imposta sostitutiva con acconti e saldo come per l’IRPEF. Compila la dichiarazione dei redditi nel modello per persone fisiche, seguendo le istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.

Versa i contributi alla tua gestione previdenziale. Controlla minimali, aliquote e scadenze nelle circolari INPS o della tua Cassa professionale.

Fonti ufficiali da consultare

Normattiva per i testi aggiornati della Legge 190/2014 e delle leggi di bilancio; Agenzia delle Entrate per guide e circolari; MEF per i decreti sugli scaglioni IRPEF; Ministero del Lavoro e INPS per i profili lavoristici e previdenziali.

Scenario Requisito/Soglia 2026 Adempimenti richiesti Tempistiche Riferimenti normativi/testuali
Accesso o permanenza nel forfettario Ricavi/compensi fino a 85.000 euro; niente partecipazioni incompatibili; niente regimi IVA speciali Comunicare il regime in apertura o in dichiarazione; applicare imposta sostitutiva 5%/15% All’apertura della partita IVA o a inizio anno; verifica annuale dei requisiti Legge 190/2014, art. 1, commi 54-89; Agenzia delle Entrate
Lavoro dipendente e assimilati Redditi 2025 oltre 35.000 euro lordi: causa ostativa, salvo cessazione del rapporto Verifica CU e dichiarazione 2025; documentare cessazione rapporto se applicabile Valutazione a inizio 2026 sulla base dei redditi 2025 Legge 190/2014, cause di esclusione; MEF; Agenzia delle Entrate
Spese per lavoro e collaboratori Tetto 20.000 euro lordi annui Monitorare contratti e compensi; se superi, uscita dal 2027 Verifica a fine anno su totale spese lavoro Legge 190/2014, commi su spese per lavoro
Superamento 85.000 e fino a 100.000 Uscita differita dal regime Pianificare passaggio a IVA/IRPEF ordinaria; adeguare contabilità Dal 1° gennaio dell’anno successivo Legge di Bilancio 2023 e aggiornamenti 2026; Agenzia delle Entrate
Superamento oltre 100.000 Uscita immediata Addebitare IVA dalle operazioni successive; IRPEF progressiva su reddito dell’anno Dal momento del superamento Legge di Bilancio 2023; MEF per scaglioni 2026

FAQ

Posso entrare nel forfettario nel 2026 se ho iniziato l’attività a metà anno e prevedo 90.000 euro di incassi su 12 mesi?

Sì, conta l’incassato effettivo dell’anno. Se inizi a luglio 2026 e incassi 42.000 euro entro il 31 dicembre, resti sotto il limite di 85.000 e puoi essere nel forfettario per il 2026. La proiezione su 12 mesi non rileva. Tuttavia, se nel 2027 prevedi di superare 85.000, pianifica l’eventuale uscita. Se nel corso del 2026 superi 100.000 euro incassati, scatta l’uscita immediata con IVA dalle operazioni successive e IRPEF ordinaria per tutto l’anno. Le regole derivano dalla Legge di Bilancio 2023 e dalla cornice della Legge 190/2014.

Ho avuto nel 2025 un reddito da lavoro dipendente di 36.000 euro ma il contratto è cessato a novembre 2025. Posso applicare il forfettario nel 2026?

Sì, la causa ostativa sul lavoro dipendente non si applica se il rapporto è cessato nell’anno precedente e non è stato rinnovato. Devi poter dimostrare la cessazione. Se invece il rapporto continua o ne inizi uno nuovo simile, con reddito oltre 35.000 euro, non puoi usare il forfettario nel 2026. La regola discende dalle cause di esclusione della Legge 190/2014 aggiornate al 2026 e dalle interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate.

Come gestisco la fatturazione quando supero i 100.000 euro in corso d’anno?

Identifica la data in cui l’incasso cumulato supera 100.000 euro. Dalla prima operazione successiva devi emettere fattura con IVA, registrarla e versare l’imposta. Le operazioni precedenti restano senza IVA perché rientravano nel forfettario. Da quel momento preparati all’IRPEF ordinaria per l’intero anno d’imposta, con scaglioni 2026 al 23%, 33% e 43%. Conserva la documentazione che prova il superamento e aggiorna i tuoi sistemi di fatturazione elettronica. Le istruzioni operative sono nelle guide dell’Agenzia delle Entrate e nella normativa di bilancio 2023, confermata nel 2026.

Se ho spese reali molto alte, il forfettario è sempre sconveniente?

Non sempre, ma è un campanello d’allarme. Nel forfettario le spese reali (computer, software, affitti) non riducono la base imponibile, perché usi il coefficiente di redditività. Per un architetto il 22% dei compensi viene trattato come spesa forfettaria implicita. Se le tue spese superano spesso questa percentuale, il regime ordinario potrebbe farti pagare meno tasse perché deduci i costi e detrai l’IVA. Fai un confronto numerico: simula imponibile forfettario (incassi x coefficiente – contributi) contro imponibile ordinario (ricavi – costi – contributi), considerando anche l’effetto delle detrazioni personali. Le basi sono nel TUIR per il regime ordinario e nella Legge 190/2014 per il forfettario.

Quali sono le fonti ufficiali che devo consultare per confermare soglie e regole nel 2026?

Per i testi normativi usa il portale Normattiva, cercando la Legge 190/2014 e le Leggi di Bilancio fino al 2026. Per le istruzioni applicative consulta le guide e le circolari dell’Agenzia delle Entrate. Per gli scaglioni IRPEF del 2026 verifica i documenti del MEF. Per i contributi e le regole sui collaboratori vedi le circolari INPS e, se iscritto a una Cassa, le delibere del tuo ente. Ricorda che le norme possono cambiare: controlla gli aggiornamenti a fine anno e all’inizio del successivo.

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