SAS, SNC ed SRL: qual è la società che paga meno?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Non esiste una forma “che paga meno” in assoluto: la SAS conviene con accomandanti non operativi e utili distribuiti; la ditta individuale in forfettario vince con costi bassi e ricavi contenuti.

  • Le società di persone (SAS, SNC) sono “trasparenti”: l’utile si tassa in IRPEF in capo ai soci, come da art. 5 del TUIR (DPR 917/1986).
  • Nella SAS gli accomandatari pagano INPS; gli accomandanti, se davvero non lavorano, in genere no. INAIL solo se c’è rischio tutelato (DPR 1124/1965).
  • IRAP: dovuta da SAS/SNC (D.Lgs. 446/1997); esonero stabile per ditte individuali e professionisti persone fisiche introdotto dalla Legge di Bilancio 2022.

SAS: come funziona davvero la tassazione

Cos’è la SAS e chi risponde dei debiti

La SAS è una società di persone con due tipi di soci. Gli accomandatari amministrano e rispondono con tutto il patrimonio. Gli accomandanti investono capitale e rispondono fino ai conferimenti. Questa struttura è definita nel Codice civile, articoli 2313-2324.

È utile quando serve un socio operativo e uno o più soci “capitali”. L’accomandante non può gestire. Se lo fa, rischia la responsabilità illimitata. Questa separazione è centrale anche per contributi e rischi.

Imposte dirette: tassazione per trasparenza in IRPEF

Le società di persone non pagano IRES. L’utile si imputa pro-quota ai soci e si tassa con l’IRPEF personale, indipendentemente dall’effettiva distribuzione. Lo prevede l’art. 5 del TUIR (DPR 917/1986).

Alla data di giugno 2026, gli scaglioni IRPEF applicati sono: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro, secondo la normativa vigente (art. 11 TUIR e leggi di bilancio). Il vantaggio tipico della SAS è spezzare l’utile su più soci per restare in scaglioni più bassi.

Contributi INPS e tutela INAIL

L’accomandatario che lavora deve iscriversi alla Gestione Artigiani o Commercianti INPS. Paga contributi fissi minimali ogni anno più una percentuale sul reddito eccedente il minimale. Le regole discendono da L. 233/1990 e L. 335/1995.

L’accomandante, se è davvero non operativo e non presta attività abituale, di norma non versa contributi INPS sulla sua quota. Se però svolge attività lavorativa, può scattare l’obbligo contributivo come coadiuvante o collaboratore.

INAIL tutela gli addetti ad attività con rischio assicurato. Si applica quando ci sono lavorazioni che rientrano nelle tabelle del DPR 1124/1965. L’amministrazione e la gestione d’ufficio non sono sempre escluse: dipende dalle mansioni concrete e dai codici tariffari.

IRAP sulla SAS

L’IRAP è l’imposta regionale sulle attività produttive. Per le società di persone è generalmente dovuta, con base imponibile e regole definite dal D.Lgs. 446/1997. L’aliquota base è 3,9%, con possibili maggiorazioni o riduzioni regionali.

Le persone fisiche esercenti attività commerciale o professionale sono esonerate stabilmente dall’IRAP dalla Legge di Bilancio 2022. La SAS, invece, resta soggetta, salvo eccezioni particolari.

Ditta individuale in forfettario e SRL: il confronto va fatto a 360°

Regime forfettario: cos’è e quando conviene

Il “regime forfettario” è un regime agevolato per Partita IVA individuali. Si applica se non superi un certo limite di ricavi, oggi fissato in 85.000 euro, e rispetti requisiti specifici. La base imponibile si calcola usando un coefficiente di redditività per il tuo codice attività. La norma base è la L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, con modifiche successive.

L’imposta sostitutiva è del 15%. Scende al 5% per i primi cinque anni se rispetti condizioni da “start-up” (comma 65 della stessa legge). Per “imposta sostitutiva” si intende che sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP.

Nel forfettario i contributi INPS si calcolano sul reddito determinato in modo forfettario. Per artigiani e commercianti restano i contributi minimali, salvo riduzioni possibili. Non si deducono i costi reali ma solo una percentuale fissa.

SRL: IRES e pianificazione dei prelievi

La SRL paga l’IRES al 24% sull’utile, più IRAP se dovuta. L’utile distribuito come dividendo ai soci persone fisiche subisce la tassazione del 26% come reddito di capitale. Questo crea due livelli di imposta.

La SRL conviene quando vuoi reinvestire utili in azienda e pagare poco in capo ai soci anno per anno. Diventa utile anche per limitare la responsabilità. La disciplina è nel Codice civile (artt. 2462 e seguenti) e nel TUIR per IRES e dividendi.

Quando la SAS paga veramente meno

Il ruolo chiave dei soci accomandanti non operativi

La SAS può risultare fiscalmente efficace quando esiste almeno un accomandante che non lavora nell’attività. In quel caso, la sua quota di utile non genera contributi INPS. Eppure si tassa in IRPEF, spesso a scaglione basso se la quota è contenuta.

Immagina due soci al 50%. L’accomandatario lavora. L’accomandante è solo investitore. Su 80.000 euro di utile, ciascuno ha 40.000 euro di reddito IRPEF. L’accomandatario paga anche INPS su 40.000 oltre ai minimali. L’accomandante no, se resta non operativo. L’IRAP grava sull’intera società.

Lo stesso utile in ditta individuale resta su una sola persona. Potrebbe salire allo scaglione IRPEF del 43% oltre 50.000 euro. Non paga IRAP, ma paga tutti i contributi su di sé. Il risultato dipende da margini e carico contributivo.

IRAP vs trasparenza: l’ago della bilancia

L’IRAP può ridurre il vantaggio SAS quando i margini sono bassi o quando l’attività ha poca forza lavoro. Se la base IRAP è rilevante, la ditta individuale spesso vince grazie all’esonero.

Se invece l’IRAP è modesta e lo “spezzatino” dell’utile evita ai soci gli scaglioni alti IRPEF, la SAS può portare a un carico complessivo inferiore.

Regola decisionale rapida

Domanda 1: Hai almeno un socio investitore che non lavorerà?

Se sì, considera la SAS. La quota dell’accomandante non genera INPS e aiuta a tenere basso l’IRPEF per trasparenza.

Domanda 2: I tuoi ricavi sono entro 85.000 euro e hai pochi costi reali?

Se sì, valuta la ditta individuale in forfettario. Imposta sostitutiva 15% (o 5% per start-up) e niente IRAP.

Domanda 3: Vuoi reinvestire utili e limitare la responsabilità?

Se sì, SRL. Tassi IRES stabili, IRAP dovuta, e tassazione dei dividendi quando prelevi.

Domanda 4: Hai utile elevato e più soci tutti operativi?

In questo caso la SAS perde parte del vantaggio. Tutti versano INPS e pagate anche IRAP. Considera SRL o forfettario se rientri.

Adempimenti e tempi di apertura

Aprire una SAS

Serve un atto costitutivo con statuto. Si redige da notaio in atto pubblico o scrittura privata autenticata. La disciplina è nel Codice civile.

Con la pratica “ComUnica” al Registro delle Imprese si ottengono codice fiscale e Partita IVA dall’Agenzia delle Entrate. Si effettuano iscrizioni INPS e, se dovuta, INAIL. Possono servire SCIA o altre autorizzazioni comunali.

Tempi medi: 7-15 giorni lavorativi, se la documentazione è completa. Costi: onorari notarili, imposte di registro e bolli, diritti camerali.

Aprire una ditta individuale in regime forfettario

Si presenta la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. Contestualmente si fanno iscrizione INPS e, se necessaria, posizione INAIL. Si invia SCIA al SUAP per attività soggette.

Niente notaio. Costi iniziali contenuti. Tempi: spesso 1-5 giorni. Il regime si applica se rispetti i requisiti previsti dalla L. 190/2014 e successive modifiche.

Aprire una SRL

Serve atto pubblico dal notaio. Conferimenti, statuto, nomina degli amministratori. Si effettua ComUnica per Registro Imprese, CF/P.IVA, INPS e INAIL se dovuti.

Tempi medi: 10-20 giorni. Costi superiori a SAS e ditta individuale. Obblighi contabili completi e bilancio.

Fonti normative di riferimento (testo, senza link)

Imposte e regimi

TUIR (DPR 917/1986), in particolare art. 5 (trasparenza) e art. 11 (scaglioni IRPEF). Regime forfettario: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89 (aliquota 15% e 5% start-up). Delega fiscale L. 111/2023 e leggi di bilancio 2024-2026 per gli aggiornamenti IRPEF.

IRAP

D.Lgs. 446/1997 per presupposto e base imponibile. Legge di Bilancio 2022 per l’esonero IRAP di persone fisiche esercenti attività d’impresa o professionale.

Previdenza e sicurezza

Gestione Artigiani e Commercianti: L. 233/1990 e L. 335/1995. INAIL: DPR 1124/1965 (Testo Unico infortuni). Ministero del Lavoro e INPS/INAIL per circolari applicative.

Diritto societario e adempimenti

Codice civile artt. 2313-2324 (SAS) e artt. 2462 e seguenti (SRL). Registro Imprese (ComUnica). Agenzia delle Entrate per attribuzione P.IVA e codici fiscali. Portale Normattiva per i testi vigenti.

Scenario Tassazione sull’utile Contributi previdenziali IRAP Tempistiche e vincoli
SAS con 1 accomandatario operativo + 1 accomandante non operativo IRPEF per trasparenza su due soci (art. 5 TUIR). Scaglioni 2026 23%/33%/43%. Accomandatario: INPS artigiani/commercianti (minimali + percentuale). Accomandante: in genere no, se non lavora. Dovuta, aliquota base 3,9% salvo variazioni regionali. 7-15 giorni con atto notarile. Ruoli separati, accomandante non gestisce.
Ditta individuale in regime forfettario Imposta sostitutiva 15% (5% start-up) su reddito forfettario (L. 190/2014). INPS artigiani/commercianti: minimali e percentuale su reddito forfettario. Non dovuta per persone fisiche (esonero 2022 in poi). 1-5 giorni, nessun notaio. Limite ricavi 85.000 euro e altri requisiti.
SRL con utili reinvestiti IRES 24% sull’utile. Dividendi ai soci al 26% quando distribuiti. Amministratore: Gestione separata se percepisce compenso. Soci lavoratori: possibili iscrizioni a gestioni INPS dedicate. Dovuta, salvo esenzioni particolari settoriali. 10-20 giorni, atto notarile, bilancio e contabilità completa.
SAS con tutti i soci operativi IRPEF per trasparenza su più soci. Beneficio da “spezzatino” limitato se tutti hanno reddito alto. Tutti potrebbero versare INPS se lavorano abitualmente. Dovuta su tutta l’attività. Come SAS standard. Vantaggio fiscale spesso inferiore rispetto ad altri modelli.
Ditta individuale fuori forfettario (ordinario/semplificato) IRPEF progressiva su reddito reale; deduci costi effettivi. INPS artigiani/commercianti su reddito dichiarato. Non dovuta per persone fisiche (dal 2022). Procedura semplice. Più adatto con costi elevati e margini sottili.

FAQ

La SAS è sempre la forma che paga meno tasse?

No. La SAS può essere conveniente quando c’è almeno un socio accomandante non operativo. In quel caso, la sua quota non genera INPS e l’utile si “spalma” su più dichiarazioni, riducendo l’IRPEF totale. Ma la SAS paga l’IRAP, che può pesare se i margini sono bassi. Inoltre, se tutti i soci lavorano, tutti versano INPS e il vantaggio si assottiglia. In alcuni casi vince la ditta individuale in forfettario (niente IRAP e imposta sostitutiva ridotta). In altri conviene la SRL, specie se reinvesti utili e limiti la tassazione personale sui prelievi. La scelta dipende da utile atteso, composizione dei soci, necessità di protezione patrimoniale e piani di prelievo.

Gli accomandanti nella SAS non pagano mai contributi?

Non è un “mai”. La regola pratica è: se l’accomandante non lavora in modo abituale nella società, di norma non scatta l’obbligo INPS Artigiani/Commercianti. Se però l’accomandante presta attività lavorativa continuativa, l’INPS può richiedere l’iscrizione e i contributi. Inoltre, se percepisce compensi di lavoro o ruoli che travalicano la mera funzione di investitore, si rischia di mutare il quadro giuridico e contributivo. Sull’INAIL, l’obbligo nasce solo per mansioni comprese nelle tabelle del DPR 1124/1965. In sintesi: accomandante davvero passivo, in genere niente INPS; accomandante operativo, probabili contributi.

Come incidono gli scaglioni IRPEF 2026 nella scelta?

Gli scaglioni 2026 (23%-33%-43%) rendono prezioso lo “spezzatino” dell’utile tipico della SAS: con due o più soci puoi restare in scaglioni bassi. Ma la ditta individuale in forfettario applica un’imposta sostitutiva al 15% (5% start-up), che spesso batte la somma di IRPEF progressiva e contributi su base ordinaria. La SRL, con IRES al 24% e dividendi tassati al 26%, è efficiente se distribuisci poco e reinvesti molto. Pertanto, se il tuo utile per socio supera stabilmente i 50.000 euro, la SAS rischia di spingerti al 43%. In quel caso valuta SRL o pianificazione dei prelievi.

La ditta individuale non paga più IRAP: quindi è sempre migliore?

L’esonero IRAP per persone fisiche è un vantaggio forte, introdotto dalla Legge di Bilancio 2022. Tuttavia, non basta a dire “sempre meglio”. Nel regime ordinario, l’IRPEF è progressiva e i contributi restano integralmente sul titolare. Nel forfettario, i costi reali non si deducono e i contributi minimali possono incidere quando i ricavi sono bassi. Se hai costi importanti e margini ridotti, il regime ordinario può risultare più efficiente del forfettario. E se prevedi utili elevati da reinvestire, la SRL può superare la ditta individuale grazie alla separazione tra utile societario e prelievi personali.

Quali sono le fonti ufficiali da consultare per una scelta documentata?

Per le regole fiscali: il TUIR (DPR 917/1986), con l’art. 5 sulla trasparenza e l’art. 11 sugli scaglioni IRPEF, oltre alle leggi di bilancio aggiornate. Per il regime forfettario: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89, e relative circolari dell’Agenzia delle Entrate. Per l’IRAP: D.Lgs. 446/1997 e norme regionali. Per contributi e assicurazione: L. 233/1990 e L. 335/1995 (INPS) e DPR 1124/1965 (INAIL). Per la forma societaria: Codice civile artt. 2313-2324 (SAS) e artt. 2462 e seguenti (SRL). Puoi trovare i testi vigenti sul portale Normattiva e chiarimenti operativi sul sito del Ministero del Lavoro, dell’INPS, dell’INAIL e dell’Agenzia delle Entrate.

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