Requisiti richiesti per aprire una Partita IVA: quali sono?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Per aprire Partita IVA serve capacità di agire, codice fiscale, domicilio fiscale in Italia e scelta di attività e regime fiscale; l’istanza va trasmessa all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio.

  • Modello AA9/12 per persone fisiche, invio telematico all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni (art. 35, DPR 633/1972).
  • Scelta del regime fiscale: forfettario o ordinario; valutazione cause ostative e obblighi IVA e contabili.
  • Iscrizioni previdenziali: Gestione Separata INPS, artigiani/commercianti INPS IVS o Cassa ordinistica; eventuale SCIA/ComUnica e INAIL.

Chi può aprire una Partita IVA nel 2026

Aprire la Partita IVA significa diventare soggetto passivo IVA e titolare di un’attività economica abituale. La base giuridica è l’art. 35 del DPR 633/1972. La domanda si presenta all’Agenzia delle Entrate.

Serve la capacità di agire. In pratica, devi poter concludere contratti e assumerti obblighi. Questo richiede maggiore età o specifiche autorizzazioni previste dal Codice Civile.

Non è obbligatorio essere cittadini italiani. Conta il domicilio fiscale in Italia, definito dal DPR 600/1973, art. 58. Per non residenti, valgono regole IVA e, se extra-UE, anche le norme su immigrazione e lavoro autonomo.

Maggiorenni, minori ed emancipati

Se hai almeno 18 anni e piena capacità di intendere e di volere, puoi aprire la Partita IVA senza ulteriori permessi. Ti basta il codice fiscale e un indirizzo per il domicilio fiscale.

Se sei minorenne, servono il rappresentante legale e l’autorizzazione del giudice tutelare per attività d’impresa. Lo prevede il Codice Civile (artt. 2, 320). Per l’impresa commerciale dell’emancipato, serve il decreto di autorizzazione del tribunale (art. 397 c.c.).

Se sei interdetto o inabilitato, valgono le regole di tutela e curatela. In pratica, non puoi agire da solo. Serve l’assistenza degli organi previsti dal Codice Civile.

Cittadini UE, extra-UE e non residenti

Se risiedi in un Paese UE e operi in Italia, puoi aprire una Partita IVA italiana come persona fisica, se fissi il domicilio fiscale qui. In alternativa, per soli obblighi IVA senza stabile organizzazione, puoi usare l’identificazione diretta (art. 35-ter, DPR 633/1972).

Se vivi fuori dall’UE e svolgi operazioni IVA in Italia senza stabile organizzazione, devi nominare un rappresentante fiscale (art. 17, c. 3, DPR 633/1972). Se invece intendi stabilirti in Italia come lavoratore autonomo, serve il permesso di soggiorno per lavoro autonomo secondo il Testo Unico Immigrazione (D.Lgs. 286/1998 e DPR 394/1999).

Il domicilio fiscale delle persone fisiche che esercitano attività in Italia segue il luogo di esercizio principale dell’attività o la residenza anagrafica (art. 58, DPR 600/1973). È il riferimento per verifiche e notifiche.

Passi operativi e modulistica

Scelta del codice ATECO

Il codice ATECO descrive cosa farai. Va scelto in modo coerente con i servizi o i beni offerti. Da questo codice dipendono studi di settore storici, indicatori, aliquote INPS e adempimenti.

Se prevedi più attività, indica l’attività prevalente e, se necessario, quelle secondarie. Evita codici troppo generici se la tua nicchia è regolamentata o richiede titoli abilitanti.

Controlla se l’attività richiede requisiti professionali, locali idonei o autorizzazioni. Molte attività necessitano SCIA o altri nulla osta comunali.

Modello AA9/12 e tempi

Le persone fisiche usano il modello AA9/12. Indichi i tuoi dati, i codici ATECO, il domicilio fiscale, l’ufficio competente e il regime IVA scelto. Puoi presentarlo online o tramite intermediario abilitato.

Hai 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività per inviare l’istanza (art. 35, DPR 633/1972). L’inizio attività è il primo atto economicamente rilevante. Esempio: firma di un contratto o prima fattura.

Dopo l’attribuzione della Partita IVA, attiva la fatturazione elettronica. Prepara il tuo canale accreditato al Sistema di Interscambio secondo il D.Lgs. 127/2015 e aggiornamenti.

Imprese commerciali e artigiane: ComUnica e SCIA

Se apri una ditta individuale commerciale o artigiana, usi la procedura ComUnica al Registro Imprese. È lo sportello unico per impresa, INPS, INAIL e Agenzia Entrate (DPCM 6 maggio 2009; DPR 581/1995).

Molte attività richiedono SCIA al SUAP del Comune. La SCIA si presenta prima di iniziare e attesta il possesso dei requisiti (D.Lgs. 222/2016). Alcune attività restano soggette ad autorizzazione espressa.

Per artigiani e commercianti scatta l’iscrizione all’INPS IVS e, se c’è rischio infortuni, all’INAIL. I premi e i minimali sono aggiornati annualmente da circolari INPS e INAIL.

Scelta del regime fiscale e adempimenti IVA

Regime forfettario: quando conviene e a chi spetta

Il regime forfettario è il regime agevolato per persone fisiche con ricavi o compensi entro 85.000 euro annui. La base giuridica è l’art. 1, commi 54-89, della L. 190/2014, come modificata da leggi successive, tra cui L. 197/2022 e L. 213/2023.

Come funziona in pratica: non deduci i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività legato al codice ATECO. Sul reddito calcolato versi un’imposta sostitutiva in luogo di IRPEF, addizionali e IRAP.

Puoi avere l’aliquota al 5% per i primi 5 anni se rispetti le condizioni “start-up” previste dalla norma. Altrimenti applichi l’aliquota ordinaria agevolata. Verifica sempre cause ostative e soglie.

Cause tipiche di esclusione: partecipazioni in SRL controllate con attività riconducibile, regimi IVA speciali, residenza fuori UE/SEE senza almeno il 75% del reddito prodotto in Italia, spese per lavoro eccedenti i limiti previsti dalla legge. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata (L. 197/2022).

Regime ordinario semplificato o ordinario “puro”

Se non rientri nel forfettario o vuoi detrarre l’IVA, scegli l’ordinario. Nel semplificato tieni registri IVA e puoi determinare il reddito in modo più snello. L’imposta sul reddito si calcola su ricavi meno costi documentati.

Per professionisti il reddito segue il principio di cassa. Significa che contano incassi e pagamenti effettivi (art. 54, TUIR, DPR 917/1986). Per imprese minori valgono regole semplificate aggiornate nel tempo dal legislatore.

In ordinario detrai l’IVA sugli acquisti inerenti. Devi liquidare l’IVA con periodicità mensile o trimestrale e inviare le comunicazioni periodiche secondo i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

Fatturazione elettronica, corrispettivi e antiriciclaggio

Dal 2024 la fattura elettronica è generalizzata anche ai forfettari. La base normativa è il D.Lgs. 127/2015, con estensioni introdotte da successivi decreti. In 2026 l’obbligo è pienamente operativo.

Se vendi al dettaglio, potresti emettere corrispettivi elettronici con registratore telematico. Verifica il tuo profilo di attività e gli eventuali esoneri tecnici o settoriali.

Se gestisci contanti oltre soglie o operi in settori a rischio, applica gli obblighi antiriciclaggio dove previsti dal D.Lgs. 231/2007. Controlla anche le regole su sanzioni in caso di irregolarità IVA.

Previdenza e assicurazioni: cosa attivare

Professionisti senza albo: Gestione Separata INPS

Se non hai una Cassa professionale, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS (art. 2, c. 26, L. 335/1995). I contributi si calcolano sul reddito imponibile fiscale.

Le aliquote variano per tipologia e vengono aggiornate ogni anno con circolari INPS. Puoi addebitare la rivalsa al cliente se previsto dalla prassi della tua categoria.

La contribuzione dà diritto a prestazioni come maternità, congedi e indennità legate alla malattia secondo i requisiti INPS.

Artigiani e commercianti: INPS IVS e INAIL

Le ditte individuali artigiane e commerciali si iscrivono all’INPS IVS (L. 662/1996). Pagano contributi fissi minimi più una quota percentuale sul reddito eccedente.

Molte attività richiedono l’assicurazione INAIL contro gli infortuni. La prima autoliquidazione si effettua secondo i termini fissati annualmente dall’Istituto.

Se coinvolgi familiari come coadiuvanti, verifica l’obbligo di iscrizione anche per loro e l’eventuale formazione sulla sicurezza.

Professionisti con Cassa

Se appartieni a un Ordine con Cassa (avvocati, ingegneri, medici e altri), ti iscrivi alla Cassa di categoria. Le regole su contributi minimi, soggettivi e integrativi le definisce ciascuna Cassa con propri regolamenti.

Controlla scadenze, aliquote e agevolazioni per i neo-iscritti. Molte Casse offrono riduzioni nei primi anni o sostegni per maternità e malattia.

La Cassa spesso richiede la comunicazione annuale del reddito professionale, separata dalla dichiarazione fiscale.

Regola decisionale rapida

Decidi in 6 passi logici

1) Attività: vendi beni o produci servizi? Se vendi beni o hai un negozio/laboratorio, apri ditta individuale con ComUnica. Se offri servizi professionali senza struttura, operi come libero professionista con AA9/12.

2) Residenza e presenza in Italia: se ti stabilisci e lavori in Italia, apri Partita IVA italiana e fissi domicilio fiscale qui. Se sei UE e non ti stabilisci, valuta identificazione diretta. Se sei extra-UE senza stabilimento, serve rappresentante fiscale o permesso per lavoro autonomo.

3) Volume d’affari previsto: se realisticamente sotto 85.000 euro e senza cause ostative, il forfettario è la via più semplice. Se superi la soglia o devi detrarre molta IVA, scegli l’ordinario.

4) Struttura dei costi: se hai costi reali elevati e investimenti con IVA, l’ordinario può convenire. Se i costi sono bassi, il forfettario spesso è migliore.

5) Previdenza: professionista senza albo va in Gestione Separata; artigiano/commerciante in INPS IVS; con albo, nella Cassa. Valuta i minimali e l’impatto sul netto.

6) Tempistiche: presenta l’apertura entro 30 giorni dall’avvio e, se impresa, la SCIA prima di iniziare. Prepara subito fatturazione elettronica e registratore telematico se necessario.

Errori comuni e come evitarli

Codice ATECO incoerente

Un codice ATECO sbagliato altera aliquote contributive e indicatori. Rischi richieste di chiarimenti. Allinea codice, descrizione fatture e siti promozionali.

Scelta del regime senza valutare le cause ostative

Molti scelgono il forfettario ignorando partecipazioni societarie o altri vincoli. Verifica sempre le esclusioni della L. 190/2014 e gli aggiornamenti successivi.

Obblighi SCIA e sicurezza

Alcune attività partono senza SCIA o con locali non idonei. Il Comune può sanzionare e inibire l’attività. Confrontati prima con SUAP e normativa di settore.

Fatturazione elettronica non configurata

Senza canale attivo rischi scarti SDI e ritardi di incasso. Testa il software, inserisci correttamente il tuo codice destinatario o PEC del cliente.

Previdenza non attivata o contributi sottostimati

La mancata iscrizione all’ente previdenziale comporta sanzioni. Prevedi il costo contributivo nel tuo pricing. Aggiorna i calcoli con le circolari annuali.

Scenario Requisiti minimi Adempimenti iniziali Tempistiche e note Normativa di riferimento
Libero professionista residente Maggiorenne o autorizzato; codice fiscale; domicilio fiscale in Italia AA9/12; scelta regime; attivazione fattura elettronica; iscrizione INPS Gestione Separata o Cassa Entro 30 giorni dall’avvio; FE obbligatoria da subito DPR 633/1972 art. 35; DPR 600/1973 art. 58; L. 190/2014; D.Lgs. 127/2015
Ditta individuale commerciante/artigiano Capacità di agire; requisiti professionali ove previsti; locali idonei ComUnica (Registro Imprese, AE, INPS, INAIL); SCIA al SUAP; scelta regime SCIA prima di iniziare; ComUnica all’avvio; FE e corrispettivi elettronici DPCM 6/5/2009; DPR 581/1995; D.Lgs. 222/2016; D.Lgs. 127/2015
Cittadino UE non residente che opera in Italia Attività economica in Italia; identificazione IVA o domicilio fiscale AA9/12 se stabilito; altrimenti identificazione diretta IVA Entro 30 giorni dall’inizio operazioni DPR 633/1972 artt. 35 e 35-ter; DPR 600/1973 art. 58
Cittadino extra-UE senza stabile organizzazione Operazioni IVA in Italia; rappresentante fiscale Nomina rappresentante fiscale; assolvimento IVA Prima delle operazioni; verifica anche profili doganali DPR 633/1972 art. 17, c. 3
Cittadino extra-UE che si stabilisce in Italia Permesso di soggiorno per lavoro autonomo; codice fiscale; domicilio Richiesta permesso; AA9/12; iscrizioni previdenziali; eventuale SCIA Permesso prima dell’avvio; istanza entro 30 giorni D.Lgs. 286/1998; DPR 394/1999; DPR 633/1972 art. 35

FAQ

Devo essere residente in Italia per aprire la Partita IVA?

No. La residenza non è un requisito assoluto. Conta il domicilio fiscale in Italia, cioè il luogo dove svolgi l’attività in modo prevalente o la tua residenza anagrafica se coincidente. Lo stabilisce l’art. 58 del DPR 600/1973. Se vivi in un Paese UE e non ti stabilisci in Italia, puoi comunque assolvere gli obblighi IVA con l’identificazione diretta prevista dall’art. 35-ter del DPR 633/1972. Se sei extra-UE e non hai stabile organizzazione in Italia, devi nominare un rappresentante fiscale ai sensi dell’art. 17, comma 3, del DPR 633/1972. Se invece vuoi stabilirti qui come lavoratore autonomo, devi ottenere prima il permesso di soggiorno per lavoro autonomo secondo il D.Lgs. 286/1998 e il DPR 394/1999. In sintesi: la residenza aiuta, ma non è indispensabile; è invece indispensabile inquadrare bene il tuo status ai fini IVA e, se del caso, di immigrazione.

Posso aprire la Partita IVA se ho meno di 18 anni?

In generale no, perché manca la piena capacità di agire. Il Codice Civile prevede che il minore non possa assumere obbligazioni senza rappresentanza. Esistono però eccezioni. Se si tratta di impresa, il genitore o tutore può chiedere l’autorizzazione al giudice tutelare per l’apertura e la gestione. L’emancipato può essere autorizzato a esercitare impresa commerciale con decreto del tribunale (art. 397 c.c.). Anche con l’autorizzazione, molte professioni regolamentate restano precluse per mancanza di titolo o iscrizione all’albo. Per i rapporti fiscali, l’istanza AA9/12 la presenta il rappresentante legale, e ricadono su di lui gli obblighi dichiarativi e contabili finché il minore non acquisisce la piena capacità o non viene meno la tutela.

Quanto tempo ci vuole per ottenere la Partita IVA e quando devo presentare la domanda?

La domanda si presenta entro 30 giorni dall’inizio effettivo dell’attività, come prevede l’art. 35 del DPR 633/1972. L’attribuzione del numero di Partita IVA è di norma immediata con procedura telematica. I tempi si allungano se devi anche fare ComUnica al Registro Imprese, presentare SCIA o ottenere autorizzazioni di settore. Per esempio, un consulente che compila l’AA9/12 online ottiene subito la Partita IVA e può emettere la prima fattura elettronica dopo l’attivazione del canale. Un commerciante, invece, deve presentare SCIA prima dell’inizio, attivare il registratore telematico e completare iscrizioni INPS e INAIL tramite ComUnica. Pianifica almeno una o due settimane per le attività soggette a controlli preventivi del Comune.

Regime forfettario o ordinario: quale conviene nel 2026?

Dipende da tre fattori: ricavi previsti, struttura dei costi e detraibilità IVA. Se stai sotto 85.000 euro, hai costi bassi e non hai cause ostative, il forfettario è di solito più semplice ed efficiente. Calcoli il reddito con un coefficiente fisso e versi un’imposta sostitutiva. Hai minori adempimenti contabili, ma non detrai l’IVA e non deduci i costi reali. Se invece prevedi investimenti importanti con IVA, costi elevati o ricavi oltre soglia, l’ordinario ti permette di detrarre l’IVA, dedurre i costi e gestire meglio la crescita. Ricorda che con superamento di 100.000 euro nel forfettario scatta l’uscita immediata, come da L. 197/2022. Valuta anche la previdenza: i contributi incidono sul netto e, in forfettario, possono ridurre la base imponibile dell’imposta sostitutiva secondo le regole vigenti.

Posso aprire la Partita IVA se sono già dipendente? Ci sono limiti o rischi?

Sì, puoi. La legge non vieta di avere un lavoro dipendente e una Partita IVA insieme. Attenzione però a tre profili. Primo, il contratto di lavoro: verifica clausole di esclusiva o non concorrenza. Se violi il contratto, rischi sanzioni disciplinari o richieste di danni. Secondo, il fisco: se scegli il forfettario, alcune cause ostative guardano al rapporto con l’ex datore di lavoro e con soggetti ad esso riconducibili. Le prestazioni verso il datore attuale o recente possono far scattare esclusioni o controlli, secondo le letture dell’Agenzia delle Entrate in circolari e risposte a interpello. Terzo, la previdenza: se sei dipendente, resti iscritto alla gestione del lavoro subordinato; i contributi per l’attività autonoma li versi alla gestione di competenza (Gestione Separata, IVS o Cassa). In molti casi il cumulo è possibile e legittimo, ma serve un’analisi preventiva per evitare sovrapposizioni di orari, conflitti di interessi o problemi di sicurezza sul lavoro.

Quali sono i costi iniziali e ricorrenti per la Partita IVA?

I costi variano molto in base al tipo di attività. Un professionista senza albo sostiene costi bassi di avvio: apertura gratuita all’Agenzia delle Entrate, eventuale parcella del consulente e spese per firma digitale se necessaria. Una ditta individuale ha costi per diritti camerali, bolli e pratiche ComUnica; può servire il registratore telematico. Ci sono poi i costi ricorrenti: contributi previdenziali (Gestione Separata, IVS o Cassa), eventuali premi INAIL, tasse e imposte secondo il regime fiscale scelto, software di fatturazione elettronica e assistenza contabile. In ordinario consideri anche l’IVA da versare periodicamente. In forfettario non versi IVA, ma paghi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario e i contributi. Le cifre esatte cambiano ogni anno con leggi di bilancio e circolari di INPS e Agenzia delle Entrate, pertanto è prudente aggiornare i preventivi alla normativa corrente e al tuo piano di ricavi e costi.

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