Nuova IRPEF: da quanto entrano in vigore i nuovi scaglioni?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Dal 1° gennaio 2026 l’IRPEF ha tre scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre. Risparmio massimo: 440 euro rispetto al 2025.

  • Decorrenza: 1° gennaio 2026, applicazione a busta paga e conguagli 2026-2027.
  • Aliquote: 23% fino a 28.000 euro; 33% tra 28.001 e 50.000 euro; 43% oltre 50.000 euro.
  • Beneficio: riduzione fino a 440 euro per chi ha redditi tra 28.001 e 50.000 euro rispetto al 2025.

Cosa cambia nell’IRPEF dal 2026

Nuovi scaglioni e aliquote

Dal 2026 gli scaglioni IRPEF sono tre. Fino a 28.000 euro si paga il 23%. Tra 28.001 e 50.000 euro si paga il 33%. Oltre 50.000 euro si paga il 43%.

La novità sostanziale è il taglio dell’aliquota intermedia, dal 35% del 2025 al 33% nel 2026. Resta invariata la prima aliquota al 23% e quella massima al 43%.

Il sistema resta progressivo. Si applicano le aliquote a fasce di reddito. Non si paga un’unica percentuale sull’intero reddito, ma su ogni porzione di scaglione.

Decorrenza e base normativa

Le nuove aliquote decorrono dal 1° gennaio 2026. I sostituti d’imposta le usano nel calcolo delle ritenute mensili e nel conguaglio di fine anno.

La riforma fiscale e i suoi effetti sugli autonomi si inserisce nell’attuazione della delega fiscale prevista dalla Legge 9 agosto 2023, n. 111, con i primi interventi sull’IRPEF già avviati dal Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216. L’assetto 2026 è stato definito con la legge di bilancio 2026 e relativi decreti attuativi del MEF, consultabili su Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.

Per addizionali regionali e comunali si applicano le regole dei decreti istitutivi e della normativa sugli enti territoriali (ad esempio Decreto legislativo 360/1998 e normativa comunale di riferimento). Le istruzioni operative sono diffuse da MEF e Agenzia delle Entrate.

Chi ci guadagna e di quanto

Il vantaggio interessa chi supera 28.000 euro di reddito complessivo imponibile. Si paga il 2% in meno sulla porzione tra 28.001 e 50.000 euro.

Esempio con reddito imponibile 35.000 euro: 23% su 28.000 (6.440) più 33% su 7.000 (2.310) uguale 8.750. Nel 2025 avresti pagato 23% su 28.000 (6.440) più 35% su 7.000 (2.450) uguale 8.890. Risparmio: 140 euro.

Il risparmio massimo è 440 euro, raggiunto a 50.000 euro, perché il 2% si applica su 22.000 euro. Oltre 50.000 euro, l’aliquota torna al 43% per lo scaglione successivo e il vantaggio resta fisso a 440 euro.

Come si calcola l’IRPEF 2026

Passo 1: definire la base imponibile

La base imponibile è il reddito complessivo al netto degli oneri deducibili. Per lavoro dipendente e pensioni è la retribuzione o pensione lorda annua al netto dei contributi obbligatori. Per autonomi in regime ordinario è la differenza tra ricavi e costi inerenti, al netto dei contributi previdenziali obbligatori.

I principali oneri deducibili sono contributi previdenziali, assegni periodici al coniuge, erogazioni a enti del terzo settore nei limiti previsti, e alcuni oneri specifici. La deduzione riduce la base su cui si applicano gli scaglioni.

Per il regime forfettario non si usano scaglioni IRPEF. Si applica un’imposta sostitutiva con aliquota ordinaria 15% o 5% per i primi cinque anni, come previsto dalla Legge 190/2014 e successive modifiche (tra cui la Legge 197/2022 per soglie e condizioni).

Passo 2: applicare le aliquote per scaglioni

Calcola l’imposta lorda applicando il 23% fino a 28.000 euro, il 33% da 28.001 a 50.000 euro, e il 43% sulla parte eccedente. Somma i tre risultati. Questa è l’IRPEF lorda.

Ricorda la logica “a scaglioni”: se il tuo reddito è 60.000 euro, il 23% vale solo sui primi 28.000, il 33% solo sulla porzione fino a 50.000, il 43% solo sui 10.000 oltre 50.000.

Non confondere con l’aliquota effettiva. È il rapporto tra imposta e reddito. Scende sempre man mano che contano le detrazioni.

Passo 3: detrazioni d’imposta e trattamento integrativo

Dalle imposte lorde si sottraggono le detrazioni per tipologia di reddito e per oneri detraibili. Le principali detrazioni per reddito sono per lavoro dipendente, pensioni e lavoro autonomo. Definiscono di fatto la “no tax area” per ciascuna categoria.

Le detrazioni per oneri includono spese sanitarie (19% sulla parte eccedente la franchigia), interessi mutuo prima casa, istruzione, sport figli, affitti, e altre voci con percentuali e limiti specifici previste dal TUIR e aggiornate dalla legge di bilancio.

Il trattamento integrativo (ex “bonus IRPEF”) resta disciplinato dalla normativa sul credito da lavoro dipendente. In via generale spetta fino a 15.000 euro, e in alcuni casi fino a 28.000 euro se l’ammontare di specifiche detrazioni supera l’imposta lorda. Verifica ogni anno nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nei documenti del MEF per i parametri vigenti.

Passo 4: addizionali regionali e comunali

Le addizionali si calcolano sul reddito complessivo al netto degli oneri deducibili e dopo le deduzioni per abitazione principale, secondo le regole vigenti. Le aliquote le fissano Regioni e Comuni entro limiti di legge.

Molte Regioni applicano scaglioni e soglie di esenzione. Anche i Comuni possono prevedere esenzioni, spesso legate al reddito complessivo. Le addizionali si versano di norma l’anno successivo a quello di produzione del reddito, in acconto e saldo, con modalità definite dal sostituto o in dichiarazione.

Le basi legali di riferimento sono i decreti istitutivi delle addizionali e la normativa finanziaria locale. Le delibere annuali si trovano sui portali regionali e comunali e nelle raccolte del MEF.

Partite IVA: regime ordinario e forfettario nel 2026

Regime forfettario: quando conviene

Il forfettario usa un coefficiente di redditività per calcolare la base imponibile. Poi applica imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, e non usa gli scaglioni IRPEF. Non si detrae l’IVA e non si deducono i costi analitici, tranne i contributi previdenziali.

Conviene quando hai costi bassi rispetto ai ricavi e il coefficiente è favorevole. Conviene anche per la gestione semplificata e gli oneri ridotti. La disciplina nasce dalla Legge 190/2014 ed è stata aggiornata, tra l’altro, dalla Legge 197/2022 per soglie d’accesso e uscita.

Se superi le soglie previste per l’anno, scattano le regole di uscita e di passaggio al regime ordinario. Controlla ogni anno le condizioni nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate e nei testi su Normattiva.

Regime ordinario: quando resta migliore

L’ordinario conviene se hai molti costi deducibili e oneri detraibili importanti. In questo caso la progressività degli scaglioni e le detrazioni possono ridurre l’aliquota effettiva sotto il 15% sostitutivo.

È utile anche se devi recuperare l’IVA sugli acquisti. Oppure se hai spese pluriennali da ammortizzare. Serve una simulazione numerica comparata, tenendo conto dei contributi previdenziali e delle addizionali locali.

Ricorda il principio di cassa per i professionisti: tassazione per cassa significa che contano i compensi incassati e le spese pagate nell’anno. Questo incide su acconti e saldi.

Impatto su busta paga, CU e dichiarazioni

Dipendenti e pensionati

Dal 2026 i sostituti d’imposta applicano le nuove aliquote nelle ritenute mensili. Il conguaglio di dicembre allinea quanto trattenuto a quanto dovuto. La CU 2027 riepiloga le imposte 2026.

Con il 730/2027 si chiude il saldo 2026 e si calcola l’acconto 2027. Il datore di lavoro effettua i conguagli a luglio-agosto 2027, salvo calendari aggiornati dall’Agenzia delle Entrate.

Chi presenta il 730 senza sostituto riceve rimborsi o paga saldi e acconti con F24. Le addizionali seguono le regole di legge e le delibere locali.

Autonomi e altri redditi

Per autonomi ordinari e altri redditi (locazioni, terreni, capitali tassati ordinariamente) la chiusura avviene con Redditi PF 2027. Si determinano saldo e acconti.

L’acconto IRPEF si calcola di norma in misura pari al 100% dell’imposta netta dell’anno precedente. Si paga in due rate: prima entro giugno-luglio, seconda al 30 novembre, secondo il calendario fiscale annuale.

Rateazioni e proroghe seguono i provvedimenti del MEF. Verifica ogni anno le scadenze ufficiali nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Come capire in pochi minuti cosa cambia per te

Se il tuo imponibile 2026 è fino a 28.000 euro, nulla cambia rispetto al 2025. Resta il 23%. Controlla solo detrazioni e addizionali locali.

Se il tuo imponibile è tra 28.001 e 50.000 euro, risparmi il 2% sulla parte eccedente 28.000 euro. Il vantaggio massimo è 440 euro a 50.000 euro.

Se superi 50.000 euro, il beneficio resta 440 euro, perché l’aliquota del 43% si applica solo sulla quota oltre 50.000.

Se hai partita IVA in forfettario, gli scaglioni IRPEF non si applicano. Valuta se continuare col forfettario o passare all’ordinario confrontando imposta sostitutiva, contributi e possibilità di detrarre oneri.

Se sei dipendente o pensionato, verifica il trattamento integrativo e le detrazioni per vedere se rientri nella no tax area o in un’imposta effettiva molto bassa.

Esempi numerici e confronti

Tre casi pratici

Caso A, imponibile 27.000 euro: IRPEF lorda 27.000 x 23% = 6.210 euro. Detrazioni e addizionali variano in base alla situazione. Nessun impatto dal taglio dell’aliquota intermedia.

Caso B, imponibile 35.000 euro: IRPEF lorda 6.440 + 2.310 = 8.750 euro. Risparmio di 140 euro rispetto al 2025. Effetto finale dipende da detrazioni e addizionali.

Caso C, imponibile 55.000 euro: IRPEF lorda 6.440 + 7.260 + 2.150 = 15.850 euro. Vantaggio rispetto al 2025 pari a 440 euro. Oltre 50.000 euro resta l’aliquota al 43%.

Fonti e riferimenti istituzionali

Dove verificare i dettagli ufficiali

Consulta Normattiva per i testi aggiornati della legge di bilancio 2026, della Legge 9 agosto 2023, n. 111 (delega fiscale), del Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216 e del TUIR. Verifica le circolari e le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate su aliquote, detrazioni e adempimenti.

Per addizionali, cerca le delibere su portali regionali e comunali e i riepiloghi del MEF. Per aspetti contributivi, consulta INPS e Ministero del Lavoro. Per il forfettario, verifica la Legge 190/2014 e gli aggiornamenti successivi.

Scenario Come si calcola la base imponibile Detrazioni e trattamenti Adempimenti e tempistiche 2026-2027
Lavoratore dipendente Retribuzione lorda annua meno contributi obbligatori e oneri deducibili Detrazione lavoro dipendente; trattamento integrativo se spettante; oneri al 19% e altre percentuali Ritenute 2026 con nuove aliquote; conguaglio a dicembre; CU 2027; 730/2027 per saldo e acconto 2027
Pensionato Pensione lorda annua meno contributi e oneri deducibili Detrazione per pensione; oneri detraibili; eventuale esenzione addizionali se prevista dal Comune/Regione Ritenute 2026; conguaglio con l’ente pensionistico; CU 2027; 730/2027 o Redditi PF se necessario
Autonomo ordinario Ricavi meno costi inerenti meno contributi previdenziali Detrazione per lavoro autonomo; oneri detraibili; deducibilità integrale contributi previdenziali Acconti 2026 in due rate (giugno-novembre); Redditi PF 2027 per saldo 2026 e acconto 2027
Forfettario Ricavi x coefficiente di redditività meno contributi previdenziali Imposta sostitutiva 15% o 5%; non si applicano scaglioni IRPEF; detrazioni per oneri non rilevano sull’imposta sostitutiva Versamenti imposta sostitutiva con acconti e saldo; monitoraggio soglie d’uscita; Redditi PF 2027

FAQ

Come si confronta la mia IRPEF 2026 con il 2025 se ho un reddito misto (stipendio e locazioni)?

Somma tutti i redditi 2026 che concorrono all’IRPEF ordinaria: lavoro dipendente, fabbricati a tassazione ordinaria, terreni e ogni altro reddito imponibile IRPEF. Deduce gli oneri deducibili, come i contributi previdenziali. Sull’imponibile applichi gli scaglioni 2026 (23%, 33%, 43%). Confronta poi con il 2025 ricalcolando l’imposta con l’aliquota intermedia al 35%. La differenza si concentra solo sulla porzione tra 28.001 e 50.000 euro, dove nel 2026 paghi il 33% anziché il 35%. Infine sottrai le detrazioni d’imposta (lavoro dipendente, oneri detraibili, carichi di famiglia) e aggiungi le addizionali regionali e comunali calcolate secondo le delibere 2026. Se sei dipendente, le ritenute e il conguaglio a fine anno già rifletteranno le nuove aliquote. Il 730/2027 chiuderà il saldo.

Con le aliquote 2026, mi conviene uscire dal regime forfettario e passare all’ordinario?

Dipende dal rapporto tra ricavi e costi e dal tuo profilo di spesa detraibile. Nel forfettario paghi un’imposta sostitutiva fissa (15% o 5% start-up) sulla quota forfettaria di reddito, senza scaglioni IRPEF. Se hai costi elevati, molte detrazioni e addizionali rilevanti, l’aliquota effettiva nell’ordinario potrebbe scendere sotto il 15%. Se invece i costi sono bassi e il coefficiente di redditività ti avvantaggia, il forfettario resta più competitivo. Valuta anche l’IVA: in ordinario puoi detrarla. Considera poi i contributi previdenziali e la loro deducibilità. La scelta va simulata su dati reali, tenendo conto delle regole del TUIR e della disciplina del forfettario prevista dalla Legge 190/2014 e dagli aggiornamenti successivi.

Le addizionali regionali e comunali cambiano con i nuovi scaglioni IRPEF?

Le addizionali seguono regole proprie. Alcune Regioni e Comuni usano scaglioni locali, altre aliquote uniche con esenzioni. La base è comunque il reddito complessivo al netto degli oneri deducibili e dopo le deduzioni per abitazione principale, secondo la normativa vigente. L’aggiornamento degli scaglioni IRPEF statali non obbliga gli enti locali a modificare le proprie aliquote, ma molti armonizzano ogni anno per coerenza. Controlla le delibere 2026 sui portali istituzionali e i riepiloghi del MEF. In dichiarazione 2027 troverai il ricalcolo delle addizionali dovute per il 2026 e, se dipendente, gli eventuali conguagli eseguiti dal sostituto.

Quali sono gli effetti pratici in busta paga nel 2026 e nel conguaglio di dicembre?

Dal gennaio 2026 il datore di lavoro usa il 23% fino a 28.000 euro e il 33% fino a 50.000 euro nella determinazione delle ritenute. Se nel 2025 eri molto vicino a 28.000 euro, potresti non notare differenze. Se superi 28.000 euro nel 2026, le ritenute caleranno sulla quota eccedente rispetto al 2025. Il conguaglio di dicembre riallinea quanto trattenuto durante l’anno con l’imposta effettiva. Se durante l’anno sono cambiate detrazioni per familiari, spese detraibili o trattamento integrativo, il conguaglio le sistemerà. In caso di eccedenze, avrai rimborso in busta paga; in caso di debiti, trattenute aggiuntive in una o più mensilità, secondo le regole dell’Agenzia delle Entrate.

Quali norme devo conoscere per essere sicuro di applicare correttamente l’IRPEF 2026?

Per l’impianto generale fai riferimento alla delega fiscale della Legge 9 agosto 2023, n. 111 e al Decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 216, che ha avviato il riordino delle imposte sul reddito. Per il dettaglio delle aliquote 2026 e delle detrazioni consulta i testi della legge di bilancio 2026 e i decreti attuativi del MEF. Verifica ogni anno le istruzioni e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per aspetti operativi, calcolo degli acconti, e compilazione di 730 e Redditi PF. Per addizionali, controlla le delibere regionali e comunali e i riferimenti del MEF. Per il regime forfettario, la base è la Legge 190/2014 con aggiornamenti, inclusa la Legge 197/2022 sulle soglie. Tutti i testi sono reperibili sui siti istituzionali, compreso Normattiva, e nei portali dell’Agenzia delle Entrate e del MEF.

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