Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se sei un professionista sanitario, non invii e-fatture per le prestazioni ai pazienti; comunichi i dati al Sistema Tessera Sanitaria. Per servizi a imprese/enti devi emettere fattura elettronica tramite SdI.
- Prestazioni sanitarie verso persone fisiche: esonero da invio allo SdI e invio al Sistema Tessera Sanitaria.
- Prestazioni verso imprese/enti o non sanitarie: obbligo di fattura elettronica tramite SdI.
- Società e forfettari: obbligo generalizzato di e-fattura; conservazione digitale per 10 anni.
Esonero e obbligo di fatturazione elettronica: quadro normativo aggiornato
L’esonero per i professionisti sanitari nasce per tutelare i dati sensibili dei pazienti. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nell’articolo 10-bis del D.L. 119/2018, convertito in legge. Il Garante per la protezione dei dati personali ha dettato limiti e cautele nel 2018-2019.
Se eroghi prestazioni sanitarie a persone fisiche, non invii la fattura elettronica al Sistema di Interscambio (SdI). Invece, comunichi i dati al Sistema Tessera Sanitaria (STS). Questo vale per medici, odontoiatri, psicologi, fisioterapisti, infermieri e altre figure abilitate.
Se invece fatturi a soggetti IVA (aziende, enti, studi) o se la prestazione non è sanitaria, emetti e invii la fattura elettronica tramite SdI. In questi casi si applicano le regole ordinarie di e-fattura.
Le fonti da consultare sono disponibili su Normattiva per le leggi, sull’Agenzia delle Entrate per le specifiche tecniche, sul MEF per il STS e sul Garante Privacy per i profili di tutela dati.
Definizioni operative
Fatturazione elettronica: processo digitale di emissione, invio e conservazione della fattura in formato XML via SdI. Sostituisce la carta.
Sistema Tessera Sanitaria (STS): piattaforma pubblica che raccoglie i dati delle spese sanitarie per la dichiarazione precompilata. È separata da SdI.
Regime forfettario: regime fiscale agevolato per partite IVA individuali con ricavi/compensi entro limiti di legge. Applica imposta sostitutiva. Dal 2024 è soggetto all’obbligo di e-fattura.
Prestazioni verso pazienti: come funziona l’esonero
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche, emetti una fattura o ricevuta non transitata dallo SdI. Può essere analogica o digitale, ma non in formato XML SdI. Indichi l’esenzione IVA, se applicabile.
Trasmetti i dati della spesa sanitaria al STS entro la scadenza mensile. La regola mensile deriva dai decreti del MEF sul STS e successive modifiche tecniche. Questo adempimento alimenta la dichiarazione precompilata del paziente.
La base normativa comprende il D.Lgs. 127/2015, l’articolo 10-bis del D.L. 119/2018 e i decreti attuativi sul STS del MEF. Il Garante Privacy ha ribadito il divieto di transito su SdI dei dati sanitari dei pazienti.
IVA, esenzioni e bollo nelle fatture ai pazienti
Le prestazioni sanitarie tipiche, se svolte da soggetti abilitati, sono spesso esenti IVA ai sensi dell’articolo 10, n. 18, del DPR 633/1972. Esente IVA significa che non applichi l’IVA in fattura.
Se l’imponibile esente supera 77,47 euro, applichi l’imposta di bollo da 2 euro. Per i documenti non SdI, il bollo è fisico o digitale secondo le tue procedure interne.
Indica chiaramente la natura esente e il riferimento normativo. Eviti contestazioni e rendi più chiara la documentazione per il paziente.
Quando scatta l’obbligo di e-fattura per i sanitari
L’obbligo scatta quando il destinatario è un soggetto IVA o quando la prestazione non è di natura sanitaria. Alcuni esempi pratici aiutano a evitare errori.
Esempio 1: tieni una conferenza retribuita per un’azienda. È un servizio B2B, non sanitario. Emetti e invii e-fattura via SdI, con ritenuta o meno secondo il contratto.
Esempio 2: effettui un’attività di consulenza per uno studio privato. Anche in questo caso, sei tenuto all’e-fattura. Se la prestazione è esente IVA, imposti la natura N4 “esente”. Se è imponibile, applichi l’IVA.
Dettagli tecnici di compilazione in SdI
Formato: file XML conforme alle specifiche dell’Agenzia delle Entrate. Puoi usare il portale Fatture e Corrispettivi, l’app Fatturae o software di terze parti.
Natura IVA: per prestazioni esenti ex art. 10 DPR 633/1972 usa N4. Se imponibili, indica l’aliquota. Se applichi ritenuta d’acconto, compila i blocchi ritenute.
Bollo virtuale: se l’e-fattura è esente e supera 77,47 euro, attiva il bollo virtuale. Il versamento periodico segue le regole dell’Agenzia delle Entrate.
Società, regimi fiscali e obblighi 2026
Se operi come società di persone o di capitali, l’obbligo di e-fattura è generalizzato. Vale per tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA tramite SdI. La conservazione è digitale a norma.
Se operi in contabilità semplificata o ordinaria come ditta individuale, sei comunque obbligato all’e-fattura. Non conta il volume d’affari.
Se sei nel regime forfettario, l’obbligo è scattato in modo graduale dal 2022 e si è esteso a tutti dal 1° gennaio 2024, sulla base del D.L. 36/2022, convertito in legge. Nel 2026 l’obbligo è confermato.
Conservazione sostitutiva e tempi
Conservi le fatture elettroniche per 10 anni. Il riferimento generale è l’articolo 2220 del Codice Civile. Le regole tecniche di conservazione sono fissate da decreti MEF.
La conservazione a norma garantisce integrità, autenticità e leggibilità nel tempo. Puoi usare il servizio dell’Agenzia delle Entrate o soluzioni certificate.
Tieni allineate le anagrafiche e le deleghe. Un sistema ordinato riduce errori e sanzioni.
Regola decisionale rapida
Applica questi passaggi in sequenza
Passo 1: Chi è il cliente? Se è una persona fisica paziente, non usare SdI. Se è un’impresa, un ente o un professionista, usa SdI.
Passo 2: Che prestazione fornisci? Se è sanitaria tutelata (diagnosi, cura, riabilitazione) a un paziente, invia al STS. Se è consulenza, formazione, perizia non sanitaria, emetti e-fattura.
Passo 3: IVA. Se la prestazione è esente ex art. 10 DPR 633/1972, usa natura N4 in e-fattura. Se imponibile, applica l’aliquota corretta.
Passo 4: Bollo. Se il documento è esente o non imponibile e supera 77,47 euro, applica il bollo. In SdI, attiva il bollo virtuale.
Passo 5: Conservazione. Archivia a norma per 10 anni. Se documento non SdI per pazienti, archivia con la stessa cura.
Sistema Tessera Sanitaria: cosa, come, quando
Il STS raccoglie i dati delle spese sanitarie per la dichiarazione precompilata. Lo gestisce il MEF. Non sostituisce la fattura, ma ne acquisisce i dati principali.
Periodicità: invio mensile, in genere entro la fine del mese successivo all’emissione. Le specifiche e il calendario operativo sono pubblicati dal MEF.
Contenuti: dati del documento, importi, natura dell’operazione, codice fiscale del paziente, eventuale opposizione all’utilizzo in precompilata. Il paziente può esercitare i diritti privacy.
Privacy e controlli
La tutela dei dati sanitari è prioritaria. Il Garante Privacy ha chiesto misure tecniche e organizzative adeguate. Usa canali ufficiali e credenziali sicure.
Evita riferimenti clinici inutili nella causale fiscale. Inserisci solo quanto necessario per giustificare la spesa.
Mantieni aggiornati i registri di trattamento, se tenuti. Forma il personale di studio sulle procedure.
Strumenti per creare e inviare e-fatture
Hai tre opzioni operative. Il portale Fatture e Corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate. L’app Fatturae per dispositivi mobili. Le piattaforme private di terze parti.
Il portale gratuito è essenziale e a costo zero, ma richiede più manualità. Le piattaforme private integrano anagrafiche, conservazione e bollo virtuale. Risparmiano tempo in studi con molti documenti.
Scegli in base a volume di fatture, flussi di pagamento, necessità di report e integrazioni contabili. Verifica sempre la conformità alle specifiche AE.
Errori comuni e sanzioni
Errori tipici: inviare su SdI una prestazione sanitaria verso paziente, omettere il bollo su esenti, usare codici natura sbagliati, non rispettare la conservazione.
Le sanzioni per e-fattura e IVA seguono il D.Lgs. 471/1997. Le omissioni o ritardi nel STS hanno proprie sanzioni secondo la normativa sul STS e sul fisco telematico.
Correggi con tempestività. Le regolarizzazioni spontanee riducono l’impatto sanzionatorio. Conserva evidenze delle correzioni.
| Scenario operativo | Invio e-fattura via SdI | Invio al Sistema Tessera Sanitaria | Scadenze e note fiscali |
|---|---|---|---|
| Prestazione sanitaria a persona fisica paziente | No, esonero da SdI | Sì, invio mensile STS | Documento non SdI; spesso esente IVA art. 10 n. 18; bollo se > 77,47 euro |
| Prestazione sanitaria a clinica/azienda (B2B) | Sì, obbligo SdI | No | E-fattura XML; natura N4 se esente; bollo virtuale se dovuto; conservazione 10 anni |
| Docenze, conferenze, formazione per enti/aziende | Sì, obbligo SdI | No | Prestazione non sanitaria; IVA o esenzione secondo caso; eventuale ritenuta d’acconto |
| Consulenza a studio privato o fondazione | Sì, obbligo SdI | No | E-fattura; indicare corretta natura IVA; gestione bollo e ritenute |
| Vendita dispositivi o prodotti con IVA | Sì, obbligo SdI (se B2B/B2C soggetto a obbligo) | No | Applica aliquota IVA; corrispettivi e-commerce seguono regole specifiche |
| Società di capitali operante nel sanitario | Sì, obbligo SdI per tutte le operazioni | Solo se la società è tenuta al STS per dati di spesa dei pazienti | Processi digitali, conservazione sostitutiva; controlli privacy rafforzati |
| Professionista sanitario in regime forfettario | Sì, obbligo SdI per B2B/B2C non pazienti; esonero SdI verso pazienti | Sì, per prestazioni ai pazienti | Nessuna ritenuta subita; imposta sostitutiva; bollo su esenti |
FAQ
Posso emettere volontariamente la fattura elettronica via SdI per un paziente che me la chiede?
No. Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche si applica il divieto di transito su SdI per ragioni di privacy. Anche se il paziente preferisce un’e-fattura, non puoi inviarla via SdI. Devi rilasciare un documento fiscale non SdI, cartaceo o digitale, che rispetti i contenuti obbligatori. Poi trasmetti i dati al STS secondo le specifiche pubblicate dal MEF. La disciplina discende dal D.Lgs. 127/2015, dall’articolo 10-bis del D.L. 119/2018 e dai provvedimenti del Garante Privacy. Il paziente potrà usare il documento per le detrazioni, grazie alla comunicazione STS.
Come gestisco una giornata con prestazioni miste: visite ai pazienti e consulenza a uno studio?
Tieni distinti i flussi. Per le visite ai pazienti, emetti documenti non SdI ed effettua l’invio mensile al STS. Per la consulenza allo studio, emetti e-fattura via SdI. Non creare documenti “misti”. Ogni prestazione segue il canale corretto. In e-fattura, se la consulenza è esente IVA in base all’articolo 10, n. 18, usa la natura N4. Se è imponibile, indica l’aliquota adeguata. Applica il bollo virtuale se necessario. Conserva tutti i documenti per 10 anni, inclusi quelli non SdI, con un sistema ordinato e coerente. Questa separazione riduce rischi di errori e sanzioni e facilita i controlli.
Quali sono le sanzioni se invio tardi o non invio i dati al Sistema Tessera Sanitaria?
La normativa prevede sanzioni amministrative per omissioni o ritardi nella trasmissione dei dati al STS. L’importo varia in base alla violazione e all’eventuale regolarizzazione spontanea. La disciplina si rintraccia nei provvedimenti MEF sul STS e nelle regole generali del D.Lgs. 471/1997. In pratica, invia sempre entro la scadenza mensile. Se commetti un errore, correggilo al più presto seguendo le modalità di annullamento o sostituzione previste dal STS. Conserva le ricevute di invio e gli esiti. Una gestione tempestiva attenua l’impatto sanzionatorio e dimostra diligenza in caso di controlli.
Come gestire IVA, ritenute e bollo nelle e-fatture per prestazioni non sanitarie?
Procedi per step. Valuta se la prestazione è imponibile IVA o esente. Se esente ex art. 10 DPR 633/1972, usa la natura N4. Se imponibile, applica l’aliquota. Verifica il contratto: in molti incarichi professionali verso sostituti d’imposta si applica la ritenuta d’acconto; se sei nel regime forfettario, non subisci ritenuta e lo indichi in fattura. Per le fatture esenti o non imponibili superiori a 77,47 euro, applica il bollo. In SdI selezioni il bollo virtuale e poi versi secondo il calendario dell’Agenzia delle Entrate. Ricontrolla le specifiche tecniche AE per i blocchi XML di imposta, ritenute e bollo, così eviti scarti o incoerenze.
Quali documenti devo conservare e per quanto tempo? Vale anche per quelli non transitati in SdI?
Conservi tutti i documenti fiscalmente rilevanti per 10 anni: fatture attive e passive, note di variazione, ricevute e rapporti di invio, nonché i documenti emessi fuori SdI per i pazienti. Il riferimento generale è l’articolo 2220 del Codice Civile. Per le e-fatture, usa un sistema di conservazione a norma che assicuri integrità e leggibilità. Puoi affidarti al servizio gratuito dell’Agenzia delle Entrate o a conservatori qualificati. Per i documenti non SdI, adotta regole interne di archiviazione coerenti, con copia digitale leggibile e tracciabile. Mantieni anche la documentazione STS: file inviati, esiti, eventuali rettifiche. Una buona conservazione è la prima difesa in sede di verifica.
Riferimenti normativi utili da consultare
D.Lgs. 127/2015 sulla fatturazione elettronica e la trasmissione telematica IVA (Normattiva). D.L. 119/2018, art. 10-bis, convertito in legge, su esonero e divieti in ambito sanitario (Normattiva). DPR 633/1972, art. 10, n. 18, su esenzioni IVA per prestazioni sanitarie (Normattiva). Provvedimenti del Garante per la protezione dei dati personali 2018-2019 in tema di fattura elettronica e dati sanitari. Decreti MEF sul Sistema Tessera Sanitaria, inclusi aggiornamenti sulle scadenze mensili. D.L. 36/2022, convertito in legge, su estensione dell’obbligo di e-fattura ai forfettari. D.Lgs. 471/1997 sul regime sanzionatorio tributario. Specifiche tecniche e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per SdI, bollo virtuale e conservazione.
