Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
L’acconto IRAP non si versa se l’importo complessivo è inferiore a 20,66 euro per società, cooperative, società di mutua assicurazione, enti e trust; oltre tale soglia l’acconto è dovuto, con saldo secondo le scadenze ordinarie.
- Soglia minima: se l’acconto IRAP complessivo è inferiore a 20,66 euro, non si versa. L’imposta si paga tutta a saldo.
- Obbligati nel 2026: società di capitali, cooperative, società di mutua assicurazione, enti pubblici e privati, trust e stabili organizzazioni.
- Scadenze: prima rata entro 30 giugno, seconda o unica entro 30 novembre. Metodo storico o previsionale. Codici tributo F24: 3812, 3813, 3800.
Cos’è l’IRAP e chi deve pagare l’acconto nel 2026
L’IRAP è l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive. Colpisce il “valore della produzione netta”. In parole semplici: la ricchezza creata al netto di alcuni costi.
La disciplina sta nel Decreto Legislativo 446/1997. Le Regioni possono modulare aliquote e deduzioni. La base resta nazionale.
Dal periodo d’imposta 2022, le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o professioni non pagano più l’IRAP. Lo ha previsto la Legge 234/2021 (Legge di bilancio 2022). Quindi nel 2026 l’imposta riguarda soprattutto soggetti diversi dalle persone fisiche.
Devono versare acconti e saldo IRAP, tra gli altri: – società di capitali (S.p.A., S.r.l., S.a.p.a.); – società cooperative; – società di mutua assicurazione residenti; – enti pubblici ed enti privati, compresi i trust; – stabili organizzazioni di soggetti non residenti.
Questi soggetti rientrano nell’elenco dell’articolo 3 del Decreto Legislativo 446/1997. La soggettività si verifica in base alla forma giuridica e all’attività svolta.
Come si calcola l’acconto IRAP
L’acconto si calcola applicando una percentuale all’imposta dovuta per l’anno precedente o a quella stimata per l’anno in corso.
Metodo storico (definizione semplice)
Metodo storico significa usare come base l’IRAP a saldo dell’anno scorso. Prendi l’imposta netta (al netto di crediti e deduzioni) del rigo finale del modello IRAP. Su questa applichi il 100% per determinare l’acconto complessivo dovuto per l’anno corrente.
Questa logica deriva dalle regole generali sui versamenti e acconti contenute nel D.P.R. 435/2001 e nel D.Lgs. 241/1997. È il metodo più sicuro se il business non cambia molto.
Metodo previsionale (definizione semplice)
Metodo previsionale significa stimare l’IRAP dell’anno in corso e versare l’acconto sull’importo stimato. È utile se prevedi utili (valore della produzione netta) più bassi e vuoi ridurre l’esborso immediato.
Attenzione al rischio: se la stima è troppo bassa, a saldo paghi differenze, sanzioni e interessi. Le sanzioni per insufficiente acconto seguono l’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso ex articolo 13 del D.Lgs. 472/1997.
Soglia minima di 20,66 euro
Se l’acconto IRAP complessivo è inferiore a 20,66 euro, non devi versare nulla in acconto. Pagherai l’imposta interamente al saldo. Questa soglia minima operativa discende dalle regole sui versamenti di piccolissimo importo previste dagli atti attuativi in materia di acconti e dal quadro ordinario di cui al D.P.R. 435/2001, letti insieme alle prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Vale per società di capitali, cooperative, società di mutua assicurazione, enti e trust. Se l’importo supera 20,66 euro, l’acconto diventa dovuto secondo le scadenze ordinarie.
Altre soglie pratiche e ripartizione in rate
Di norma l’acconto complessivo si versa: – in due rate: 40% entro il 30 giugno e 60% entro il 30 novembre, se l’acconto è pari o superiore a 103,29 euro; – in unica soluzione entro il 30 novembre, se l’acconto è inferiore a 103,29 euro ma pari o superiore a 20,66 euro; – non si versa, se l’acconto è inferiore a 20,66 euro.
Queste soglie sono storiche e ancora operative nella prassi dei versamenti IRAP delle società. Verifica sempre le istruzioni del modello IRAP dell’anno di riferimento.
Aliquote, base imponibile e deduzioni che incidono sull’acconto
L’aliquota base IRAP per le attività ordinarie resta al 3,9%. Le Regioni possono aumentare o diminuire l’aliquota entro i limiti del D.Lgs. 446/1997. Alcuni settori (banche, assicurazioni, PA) applicano aliquote specifiche.
La base imponibile per società di capitali parte dal valore della produzione (voci A del conto economico) meno i costi ammessi in deduzione (voci B ammesse), secondo articoli 5, 5-bis e seguenti del D.Lgs. 446/1997. Non tutti i costi sono deducibili. Ad esempio, il costo del personale ha regole particolari, con deduzioni forfettarie o incrementali definite dalla norma e dalla Regione.
Deduzioni e aliquote incidono sull’imposta netta dell’anno precedente. Di riflesso incidono sull’acconto con metodo storico. Con il metodo previsionale, incidono sulla stima per l’anno in corso.
Scadenze 2026 e compilazione del modello F24
Le scadenze ordinarie sono: – 30 giugno 2026: prima rata di acconto (40% dell’acconto complessivo); – 30 novembre 2026: seconda rata (60%) o unica rata se l’acconto complessivo è inferiore a 103,29 euro e pari o superiore a 20,66 euro.
Eventuali differimenti possono essere previsti di anno in anno con D.P.C.M. Verifica sempre il calendario fiscale ufficiale. In assenza di rinvii, valgono le date sopra.
Compilazione F24: – codice tributo 3812: IRAP acconto prima rata; – codice tributo 3813: IRAP acconto seconda rata o acconto in unica soluzione; – codice tributo 3800: IRAP saldo.
Indica sempre il codice Regione, l’anno di riferimento e l’importo a due decimali. Se versi con compensazione, applica le regole del D.Lgs. 241/1997.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici veloci.
1) Sei una persona fisica che esercita impresa o professione? Se sì, nel 2026 non sei soggetto IRAP. Nessun acconto. Se no, vai al punto 2.
2) Sei società di capitali, cooperativa, società di mutua assicurazione, ente o trust residente, o una stabile organizzazione? Se sì, prosegui. Se no, verifica l’articolo 3 del D.Lgs. 446/1997.
3) Calcola l’acconto complessivo: – Metodo storico: prendi l’IRAP netta a saldo dell’anno precedente e considera il 100%. – Metodo previsionale: stima l’IRAP 2026 e considera il 100%.
4) Confronta con le soglie: – Se acconto complessivo inferiore a 20,66 euro: non versare acconti. Paga tutto a saldo. – Se acconto tra 20,66 e 103,29 euro: versa in unica soluzione entro 30 novembre. – Se acconto pari o superiore a 103,29 euro: versa 40% entro 30 giugno e 60% entro 30 novembre.
5) Se usi il metodo previsionale, conserva i calcoli. Se sbagli per difetto, potrai usare il ravvedimento operoso.
Errori comuni e come rimediare
Pagare anche se sotto la soglia
Se versi un acconto inferiore a 20,66 euro per errore, non generi sanzioni. Ma immobilizzi cassa inutilmente. Dal periodo successivo compensa il credito o portalo a saldo.
Saltare la scadenza del 30 giugno o 30 novembre
L’omesso o tardivo versamento dell’acconto comporta la sanzione del 30%, riducibile con ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. 472/1997). Gli interessi si calcolano al tasso legale pro tempore per i giorni di ritardo.
Ravvedimento pratico: – entro 14 giorni: sanzione ridotta in misura molto bassa; – entro 30 giorni: sanzione ridotta più interessi; – oltre 30 giorni e fino alla dichiarazione: riduzione via via meno favorevole; – dopo la dichiarazione: ravvedimento più costoso, ma ancora possibile finché non c’è accertamento.
Stimare al ribasso con il metodo previsionale
Se stimi troppo in difetto, a saldo paghi differenze, sanzioni e interessi. Per ridurre i rischi, aggiorna la proiezione trimestralmente. Conserva i prospetti a supporto in caso di controlli.
Usare codici tributo errati
Ciascuna rata di acconto IRAP ha il suo codice. Se sbagli codice, il pagamento può risultare non imputato. Chiedi la correzione con istanza di scomputo o utilizza il canale telematico per una riassegnazione, secondo la prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Fonti normative essenziali da consultare
D.Lgs. 446/1997: istituisce l’IRAP, definisce soggetti passivi, base imponibile e aliquote. Consulta il testo vigente su Normattiva.
Legge 234/2021 (Legge di bilancio 2022): esonera dall’IRAP le persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti e professioni. Verifica i commi sull’abolizione.
D.P.R. 435/2001: disciplina termini e modalità di versamento del saldo e degli acconti delle imposte.
D.Lgs. 241/1997: regola i versamenti unitari con modello F24, le compensazioni e alcuni importi minimi.
D.Lgs. 471/1997 e D.Lgs. 472/1997: sanzioni per omesso o insufficiente versamento e ravvedimento operoso.
Istruzioni ufficiali del Modello IRAP 2026 e risoluzioni/circolari dell’Agenzia delle Entrate: indicazioni operative su codici tributo, scadenze e casistiche particolari.
Esempi numerici rapidi
Esempio 1: acconto complessivo 18,00 euro. Non versi acconti. Paghi tutto a saldo con codice 3800.
Esempio 2: acconto complessivo 80,00 euro. Versi 80,00 euro in unica soluzione entro il 30 novembre con codice 3813.
Esempio 3: acconto complessivo 1.000,00 euro. Versi 400,00 euro entro il 30 giugno con codice 3812 e 600,00 euro entro il 30 novembre con codice 3813.
| Scenario | Chi rientra | Cosa fare | Tempistiche e percentuali |
|---|---|---|---|
| Acconto complessivo inferiore a 20,66 euro | Società di capitali, cooperative, società di mutua assicurazione, enti, trust | Nessun acconto. Pagare tutto a saldo | Saldo con codice 3800 alle scadenze del periodo d’imposta |
| Acconto tra 20,66 e 103,29 euro | Stessi soggetti IRAP obbligati | Versare acconto in unica soluzione con codice 3813 | Unica rata entro 30 novembre (100% dell’acconto) |
| Acconto pari o superiore a 103,29 euro | Stessi soggetti IRAP obbligati | Versare in due rate: prima con 3812, seconda con 3813 | 40% entro 30 giugno; 60% entro 30 novembre |
| Metodo previsionale con imposta stimata inferiore | Imprese con calo di valore della produzione o maggiori deduzioni | Calcolare acconto sul valore stimato, conservare i calcoli | Stesse scadenze; attenzione a sanzioni se insufficiente |
| Ritardo o omissione dell’acconto | Tutti i soggetti inadempienti | Ravvedimento operoso con sanzioni ridotte e interessi | Entro 14/30 giorni o oltre; riduzione decrescente nel tempo |
FAQ
Chi è tenuto all’IRAP nel 2026 e chi è escluso?
Nel 2026 sono tenuti all’IRAP i soggetti indicati dall’articolo 3 del D.Lgs. 446/1997: società di capitali, società cooperative, società di mutua assicurazione residenti, enti pubblici ed enti privati, incluse le imprese commerciali degli enti non commerciali e i trust che svolgono attività produttiva, oltre alle stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Le persone fisiche che esercitano attività d’impresa, arti o professioni sono escluse dall’IRAP a partire dal periodo d’imposta 2022. La misura è stata introdotta dalla Legge 234/2021. Queste esclusioni non toccano gli altri soggetti IRES, che restano pienamente obbligati agli adempimenti, inclusi acconti e saldo secondo le scadenze ordinarie.
Come si applica la soglia minima di 20,66 euro per l’acconto IRAP?
La soglia si riferisce all’acconto complessivo dovuto per il periodo d’imposta, a prescindere dal metodo di calcolo usato. Procedi così: calcola l’IRAP dell’anno precedente (metodo storico) oppure stima l’IRAP dell’anno in corso (metodo previsionale). Se l’acconto complessivo che ne deriva è inferiore a 20,66 euro, non devi effettuare alcun versamento in acconto. Pagherai tutto al momento del saldo, utilizzando il codice tributo 3800. Se invece l’importo è pari o superiore a 20,66 euro, l’acconto diventa dovuto. Valuta quindi se versarlo in unica soluzione (se inferiore a 103,29 euro) entro il 30 novembre, oppure in due rate 40/60 alle scadenze ordinarie.
Qual è la differenza pratica tra metodo storico e metodo previsionale per l’acconto?
Il metodo storico usa l’IRAP netta dell’anno precedente come base. È semplice, riduce il rischio di sanzioni perché si appoggia a dati già dichiarati. Il metodo previsionale usa una stima dell’IRAP dell’anno corrente. È utile se prevedi profitti in calo o deduzioni maggiori. Riduce il cash-out oggi, ma espone al rischio di insufficiente versamento. Se a saldo emerge che l’acconto era troppo basso, dovrai pagare la differenza, le sanzioni e gli interessi. Le sanzioni seguono l’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997, con possibilità di ravvedimento operoso ai sensi dell’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997. In pratica: scegli lo storico se vuoi sicurezza, il previsionale se hai dati solidi che giustificano un acconto più basso.
Come si versano gli acconti IRAP con F24 e quali codici tributo si usano?
Il versamento avviene con modello F24 nella sezione “Regioni”. Indica il codice Regione, l’anno di riferimento (formato AAAA) e gli importi con due decimali. I codici tributo principali sono: 3812 per l’acconto prima rata, 3813 per la seconda rata o per l’acconto in unica soluzione, 3800 per il saldo. Se l’acconto complessivo è pari o superiore a 103,29 euro, paghi il 40% entro il 30 giugno con 3812 e il 60% entro il 30 novembre con 3813. Se l’acconto complessivo è inferiore a 103,29 euro ma pari o superiore a 20,66 euro, paghi tutto entro il 30 novembre con 3813. Se è inferiore a 20,66 euro, non versi acconti e regoli tutto a saldo con 3800. Puoi compensare con crediti di imposta secondo le regole del D.Lgs. 241/1997.
Cosa succede se pago in ritardo o verso un acconto insufficiente?
Per il ritardo o l’omissione si applica la sanzione del 30% (articolo 13 del D.Lgs. 471/1997), ma puoi ridurla con il ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. 472/1997). Il ravvedimento prevede scaglioni: entro 14 giorni la sanzione è molto ridotta; entro 30 giorni è un po’ più alta; oltre 30 giorni e fino al termine di presentazione della dichiarazione la riduzione resta possibile, ma cala con il tempo. Devi aggiungere anche gli interessi legali calcolati giorno per giorno. Se l’insufficienza deriva da un previsionale troppo prudente, usa il ravvedimento appena ti accorgi dell’errore. Conserva i prospetti di calcolo a supporto delle tue scelte.
