Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
ENPAM si paga in due momenti: Quota A (scadenze 30 aprile, rate con SDD entro 15 marzo) e Quota B 19,5% del reddito (31 ottobre, 31 dicembre, o 5 rate fino al 30 giugno).
- Rateazione della Quota A solo con domiciliazione bancaria attivata entro il 15 marzo (SDD; addebito sul conto).
- Quota B pari al 19,5% del reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF; si versa a conguaglio dopo la Quota A.
- Contributo di maternità annuale dovuto dagli iscritti ENPAM; ultimo importo pubblicato per il 2025: 95,54 euro, salvo aggiornamenti annuali.
Cos’è ENPAM e perché paghi Quota A e Quota B
ENPAM è la cassa previdenziale di medici e odontoiatri. Gestisce pensioni e tutele assistenziali per chi è iscritto agli Albi. È un ente privato di diritto pubblico, vigilato dal Ministero del Lavoro e dal Ministero dell’Economia.
La base normativa è nel Decreto Legislativo 509/1994, che ha privatizzato le casse professionali, e nel Regolamento del Fondo di Previdenza Generale ENPAM. Per maternità/paternità vale il Testo Unico di cui al D.Lgs. 151/2001. Le fonti sono consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali dei Ministeri competenti.
Il versamento si articola in due componenti. La Quota A è un contributo fisso per fasce d’età, dovuto a prescindere dal reddito. La Quota B è un contributo percentuale, dovuto se produci reddito da libera professione. In più, è previsto il contributo di maternità, importo fisso annuale deciso dall’ente.
Quota A: chi la paga, come si calcola e quando scade
La Quota A spetta a tutti gli iscritti all’Albo dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri non pensionati, anche senza partita IVA e senza fatturato. L’importo è fisso e varia per età. ENPAM può prevedere riduzioni per studenti, specializzandi o altre situazioni tutelate dal Regolamento.
Scadenze di versamento. Puoi pagare in un’unica soluzione il 30 aprile. In alternativa, puoi rateizzare in 4 rate con scadenza 30 aprile, 30 giugno, 30 settembre, 30 novembre. Oppure in 8 rate con scadenza 30 aprile, 31 maggio, 30 giugno, 31 luglio, 31 agosto, 30 settembre, 31 ottobre, 30 novembre.
Rateizzazione e SDD. L’accesso alla rateazione richiede la domiciliazione bancaria (SDD) attivata entro il 15 marzo. Senza SDD attiva entro quella data, paghi in un’unica soluzione o secondo le opzioni senza rateazione consentite dall’ente. ENPAM emette avvisi di pagamento nell’area riservata e consente il pagamento con addebito automatico o tramite sistemi di incasso elettronici.
Quota B: base di calcolo, aliquota del 19,5% e piani di pagamento
La Quota B si applica se produci redditi da libera professione sanitaria. Parliamo di reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF. In pratica, ciò che deriva da attività autonome tipiche di medico o odontoiatra.
Aliquota. L’aliquota ordinaria è il 19,5% sul reddito professionale rilevante. È un contributo soggettivo, cioè serve a finanziare la tua posizione pensionistica. ENPAM può deliberare specifiche modulazioni, opzioni integrative o correttivi annuali, nel rispetto del Regolamento del Fondo.
Regimi fiscali. Se sei in contabilità ordinaria o semplificata, contano i redditi professionali indicati in dichiarazione dei redditi. Se sei nel regime forfettario, la base è il reddito forfettario calcolato con il coefficiente di redditività. In tutti i casi, la Quota B si versa a conguaglio, una volta noti i redditi dell’anno di riferimento.
Scadenze della Quota B. Puoi pagare in unica soluzione il 31 ottobre. In due rate con scadenze 31 ottobre e 31 dicembre. Oppure in cinque rate: 31 ottobre, 31 dicembre, 28 febbraio, 30 aprile, 30 giugno. Le opzioni di rateazione possono essere condizionate alla domiciliazione SDD, secondo le istruzioni pubblicate dall’ente.
Come funziona il conguaglio
Paghi prima la Quota A. Quando dichiari i redditi, ENPAM calcola la Quota B dovuta al 19,5%. Se hai versato acconti o anticipi, li scomputi. Eventuali differenze si saldano alle scadenze indicate. Se la differenza è a credito, ENPAM applica le regole di compensazione o rimborso del Regolamento.
Contributo di maternità: cos’è e quanto si paga
È un contributo annuo fisso dovuto dagli iscritti, che finanzia le indennità di maternità, paternità e adozione. La disciplina generale è nel D.Lgs. 151/2001. L’importo viene deliberato ogni anno dall’ente. L’ultimo importo pubblicato per il 2025 è pari a 95,54 euro.
Per il 2026, l’importo viene stabilito con apposita delibera e comunicato negli avvisi personali. Controlla l’area riservata per la cifra aggiornata e la scadenza. Il contributo si paga insieme agli altri contributi previdenziali, secondo le istruzioni operative dell’ente.
Regola decisionale rapida
Decidi cosa pagare e quando, con passaggi logici chiari
Usa questi passaggi per capire subito come muoverti.
- Sei iscritto all’Albo? Sì: Quota A dovuta. No: nessun contributo ENPAM.
- Hai prodotto reddito da libera professione? Sì: Quota B al 19,5% sul reddito professionale, a conguaglio. No: solo Quota A e contributo di maternità.
- Vuoi rateizzare la Quota A? Sì: attiva la domiciliazione SDD entro il 15 marzo. No: paga in unica soluzione il 30 aprile.
- Devi versare la Quota B: scegli tra unica soluzione (31 ottobre), due rate (31 ottobre e 31 dicembre), o cinque rate fino al 30 giugno.
- Verifica eventuali riduzioni o esoneri previsti dal Regolamento (studenti, specializzandi, casi tutelati). Serve domanda entro i termini.
Aspetti fiscali: deducibilità, interazioni con IRPEF e regimi contabili
I contributi previdenziali obbligatori sono integralmente deducibili dal reddito complessivo IRPEF. La deduzione è prevista dall’articolo 10 del TUIR. In pratica, riducono la base imponibile e quindi l’imposta da pagare.
Se operi nel regime forfettario, deduci i contributi previdenziali obbligatori dal reddito forfettario determinato con il coefficiente di redditività. Se i contributi superano il reddito forfettario, puoi portare l’eccedenza in deduzione su altri redditi.
Ricorda che le regole contabili non cambiano l’obbligo previdenziale. La Quota A resta dovuta a prescindere dal reddito. La Quota B si determina sul reddito professionale dichiarato, indipendentemente dal regime fiscale adottato.
Ritardi, sanzioni e piani di rientro
Se paghi in ritardo, ENPAM applica sanzioni e interessi secondo il Regolamento del Fondo e le delibere vigenti. L’ente può prevedere piani di rientro e rateizzazioni del debito previdenziale. Le condizioni dipendono dall’entità e dall’anzianità del debito.
Evita ritardi attivando la domiciliazione SDD e impostando promemoria sulle scadenze. Verifica sempre gli avvisi in area riservata. Per i pagamenti, segui i canali ammessi dall’ente (ad esempio PagoPA e SDD). L’F24 in genere non si usa per i contributi ENPAM.
Riferimenti normativi utili
D.Lgs. 509/1994 (privatizzazione delle casse previdenziali professionali), Legge 335/1995 (riforma pensionistica), D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico maternità/paternità), Regolamento del Fondo di Previdenza Generale ENPAM, Statuto ENPAM. Le norme sono consultabili su Normattiva e sui siti del Ministero del Lavoro e del Ministero dell’Economia.
| Scenario | Cosa versi | Requisiti/condizioni | Scadenze e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Iscritto all’Albo senza attività libero-professionale | Quota A + contributo di maternità | Iscrizione attiva; nessun reddito professionale | Quota A: 30 aprile o 4/8 rate (SDD entro 15 marzo). Maternità: secondo avviso annuale. |
| Libero professionista con partita IVA | Quota A + Quota B 19,5% + maternità | Reddito professionale dichiarato ai fini IRPEF | Quota A: come sopra. Quota B: 31 ottobre; o 31 ottobre/31 dicembre; o 5 rate fino al 30 giugno. |
| Dipendente SSN che svolge attività autonoma extra | Quota A + Quota B sulla quota autonoma + maternità | Reddito da attività libero-professionale extra; verifica in dichiarazione | Stesse scadenze di Quota A e Quota B; conguaglio dopo la dichiarazione redditi. |
| Regime forfettario | Quota A + Quota B 19,5% sul reddito forfettario + maternità | Base imponibile determinata con coefficiente di redditività | Conguaglio Quota B sulle scadenze autunnali; deduzione contributi ammessa. |
| Neoabilitato/studente/specializzando | Quota A (eventuali riduzioni) + maternità; Quota B se c’è reddito | Possibili riduzioni su domanda, secondo Regolamento | Rispetta termini per chiedere riduzioni; poi versa secondo piano comunicato. |
| Rateazione non attivata entro 15 marzo | Quota A in unica soluzione; Quota B secondo piani ammessi | Mancata SDD entro 15 marzo | Quota A: 30 aprile unica soluzione. Quota B: opzioni come da avviso. |
FAQ
Qual è la differenza tra Quota A e Quota B ENPAM, in pratica?
La Quota A è un contributo fisso per fasce d’età e si paga perché sei iscritto all’Albo. Non dipende dai redditi. Serve a costruire la tua pensione di base. La paghi sempre, anche senza partita IVA e senza fatturato.
La Quota B è un contributo percentuale sul reddito professionale. Scatta solo se produci reddito da libera professione sanitaria. L’aliquota ordinaria è il 19,5%. Si versa a conguaglio, quando i redditi dell’anno sono definitivi. Quindi prima paghi la Quota A, poi chiudi i conti della Quota B sulla base di quanto hai effettivamente guadagnato.
Come si calcola la Quota B se sono nel regime forfettario?
Nel regime forfettario il reddito professionale non si ottiene sottraendo i costi reali. Si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi. Quello è il tuo reddito forfettario ai fini IRPEF. La Quota B si determina applicando il 19,5% a quel reddito forfettario.
Esempio semplice: ricavi 50.000 euro, coefficiente 78%. Reddito forfettario 39.000 euro. Quota B teorica 19,5% di 39.000. Ricorda che i contributi previdenziali obbligatori sono deducibili e possono ridurre l’imponibile fiscale. Le delibere ENPAM e il Regolamento del Fondo definiscono eventuali regole particolari e scelte opzionali; leggi sempre l’avviso personale.
Non ho attivato la domiciliazione entro il 15 marzo: posso ancora rateizzare?
La rateazione della Quota A richiede l’SDD attiva entro il 15 marzo. Se non l’hai attivata in tempo, di norma paghi la Quota A in un’unica soluzione il 30 aprile. Potrai attivare la domiciliazione per l’anno successivo, rispettando la stessa scadenza.
Per la Quota B, l’ente prevede più modalità di versamento (unica soluzione, due rate, cinque rate). In alcuni casi la ripartizione può richiedere SDD. Verifica l’avviso nell’area riservata. In mancanza di rateazione, prepara il pagamento in unica soluzione o sulle due scadenze autunnali.
Cosa succede se sbaglio o pago in ritardo? Posso fare un piano di rientro?
Se paghi in ritardo, scattano sanzioni e interessi previsti dal Regolamento e dalle delibere ENPAM, nel quadro della normativa previdenziale (D.Lgs. 509/1994 e normativa collegata). L’ente può accettare piani di rientro e rateizzazioni del debito. Le condizioni variano in base all’importo e ai tempi di ritardo.
Agisci subito: accedi all’area riservata, verifica l’esposizione debitoria, richiedi il piano di rientro se previsto. Mantieni la posizione in regola per non compromettere l’anzianità contributiva e i diritti assistenziali. Imposta SDD e promemoria per le prossime scadenze.
Il contributo di maternità chi lo paga e quanto vale nel 2026?
Il contributo di maternità è dovuto dagli iscritti alla Cassa e finanzia le indennità per maternità, paternità e adozione. La base giuridica è nel D.Lgs. 151/2001 e nelle delibere dell’ente. L’importo è fisso e si aggiorna ogni anno.
L’ultimo importo pubblicato per il 2025 è 95,54 euro. Per il 2026, l’ente comunica la cifra con apposito avviso, di solito in primavera. Controlla l’area riservata per importo e scadenza. Il contributo si paga insieme agli altri contributi, con gli stessi canali (SDD e sistemi elettronici previsti).
I contributi ENPAM sono deducibili? Come incidono sull’IRPEF?
Sì. I contributi previdenziali obbligatori sono interamente deducibili dal reddito complessivo IRPEF, ai sensi dell’articolo 10 del TUIR. La deduzione riduce la base su cui calcoli l’imposta. Vale sia per chi è nei regimi ordinari, sia per chi è nel forfettario.
Nel forfettario, deduci i contributi dal reddito forfettario. Se l’importo dei contributi supera il reddito forfettario, puoi dedurre l’eccedenza da altri redditi. Conserva le ricevute dei pagamenti ENPAM e verifica in dichiarazione che siano state considerate correttamente.
