Quando si paga ad Inarcassa: quali importi e in quali date?

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

I contributi Inarcassa si pagano in due rate (30 giugno e 30 settembre) o in sei rate bimestrali su richiesta entro il 31 gennaio. Ritardi generano sanzioni automatiche progressive secondo il Regolamento previdenziale.

  • Scadenze ordinarie: 30 giugno e 30 settembre; in alternativa 6 rate bimestrali da febbraio a dicembre, se richieste entro il 31 gennaio.
  • Pagamento dall’area riservata con avviso PagoPA o MAV/CBILL presso i prestatori abilitati; F24 non è lo strumento ordinario per Inarcassa.
  • Contributi dovuti: soggettivo (14,5% fino al massimale, con minimale annuo), integrativo (4% con minimale), maternità; facoltativo aggiuntivo 1%-8,5%.

Chi deve pagare e su quali basi normative

Inarcassa è la Cassa di previdenza per ingegneri e architetti liberi professionisti. Se eserciti in modo abituale, sei iscritto all’Albo e non hai copertura previdenziale obbligatoria altrove, l’iscrizione è dovuta.

La cornice normativa principale è nel Decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, che ha privatizzato le Casse professionali, e nella Legge 8 agosto 1995, n. 335 (riforma pensionistica). Le regole di dettaglio sono nel Regolamento Generale di Previdenza e nel Regolamento dell’Assistenza della Cassa, approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Le norme citate sono reperibili su Normattiva (per D.Lgs. 509/1994 e Legge 335/1995) e sui portali istituzionali ministeriali. Le delibere annuali fissano minimi, massimali e calendario operativo.

Scadenze 2026: due opzioni di versamento

Opzione 1: due rate di pari importo

È la modalità standard per i contributi minimi dell’anno. Le scadenze sono:

  • 30 giugno: prima rata dei minimi soggettivi e integrativi, oltre alla quota assistenziale (maternità).
  • 30 settembre: seconda rata dei minimi.

Se la scadenza cade in un giorno festivo, paghi il primo giorno lavorativo successivo. Questa regola discende dalle disposizioni generali sui termini di pagamento previste dal Regolamento della Cassa e dalla prassi amministrativa.

Opzione 2: rateazione bimestrale in 6 rate senza interessi

Puoi suddividere i minimi in sei rate uguali, con scadenze bimestrali, senza interessi. Devi però presentare la richiesta entro il 31 gennaio dell’anno di competenza.

Iter operativo sintetico:

  • Accedi all’area riservata della Cassa.
  • Entra nella sezione agevolazioni e scegli la voce di rateazione bimestrale dei contributi minimi.
  • Conferma la domanda entro il 31 gennaio.

Calendario tipico delle scadenze bimestrali 2026:

  • Prima rata: 28 o 29 febbraio.
  • Seconda rata: 30 aprile.
  • Terza rata: 30 giugno.
  • Quarta rata: 31 agosto.
  • Quinta rata: 31 ottobre.
  • Sesta rata: 31 dicembre.

Se non presenti la richiesta in tempo, resti nel piano a due rate.

Come si paga in pratica

Strumenti di pagamento ammessi

Gestisci tutto dall’area riservata in “Adempimenti” e poi “Gestione pagamenti”. Generi l’avviso di pagamento e scegli uno dei canali abilitati. Le soluzioni più diffuse sono:

  • Avviso PagoPA, pagabile tramite home banking, sportelli bancari o altri prestatori di servizi di pagamento abilitati.
  • MAV/CBILL nei canali bancari che li supportano.
  • Carta di pagamento convenzionata con la Cassa, se disponibile.

Il modello F24 non è lo strumento ordinario per i contributi previdenziali Inarcassa. I servizi dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) servono per imposte e tributi fiscali, non per i versamenti previdenziali alla Cassa.

Chi può eseguire il pagamento

Puoi pagare tu, dalla tua banca o dal tuo home banking. Puoi anche incaricare un intermediario abilitato (commercialista o consulente), che opererà con i canali di pagamento consentiti dalla Cassa. L’importante è che l’avviso generato dall’area riservata sia saldato entro la scadenza.

Quanto si paga: voci contributive e basi di calcolo

Contributo soggettivo obbligatorio

Si calcola sul reddito professionale netto IRPEF dell’anno, cioè ricavi meno costi inerenti. L’aliquota ordinaria è il 14,5% fino al massimale reddituale annuo, aggiornato ogni anno con delibera. È dovuto un minimale annuale, che paghi anche in assenza di reddito.

I minimi e il massimale cambiano ogni anno in base agli indici ISTAT e alle delibere della Cassa approvate dai Ministeri vigilanti (Ministero del Lavoro e MEF). Nel 2025, a titolo di riferimento, il massimale era pari a 142.650 euro, e il minimale soggettivo ammontava a 2.750 euro. Per il 2026 fai sempre riferimento alla comunicazione ufficiale della Cassa.

Contributo integrativo

È pari al 4% del volume d’affari professionale ai fini IVA. Lo addebiti in fattura come rivalsa. Ha un minimale annuo che devi comunque versare. Nel 2025 il minimale era pari a 835 euro. I valori 2026 sono fissati con delibera.

Attenzione: il contributo integrativo è dovuto anche se applichi il regime forfettario. In quel caso, lo esponi in fattura come rivalsa del 4%. Non confondere questa rivalsa con l’IVA: sono due cose diverse.

Contributo di maternità e assistenza

È una quota fissa che finanzia prestazioni assistenziali come maternità, paternità e adozione. Nel 2025 era pari a 72 euro. Anche questa misura viene aggiornata con le delibere annuali.

Contributo soggettivo facoltativo (aggiuntivo)

Puoi versare un’aliquota aggiuntiva dall’1% all’8,5% sul tuo reddito professionale. Serve per aumentare il montante previdenziale e la futura pensione. Lo decidi tu ogni anno, nei limiti fissati dal Regolamento generale.

Dichiarazioni e conguagli

Dichiarazione reddituale e volume d’affari

Ogni anno devi inviare alla Cassa la dichiarazione dei redditi professionali e del volume d’affari IVA dell’anno precedente. La scadenza è indicata dalla Cassa e in genere cade entro l’autunno (storicamente 31 ottobre). La dichiarazione regola i conguagli tra minimi versati e contributi effettivi calcolati sui dati reali.

Se il contributo calcolato supera i minimi pagati, versi il conguaglio con le scadenze che la Cassa comunica. Se invece è inferiore, resti comunque al livello del minimale.

Sanzioni per ritardi e piani di rientro

Regole sanzionatorie

Il Regolamento della Cassa prevede sanzioni automatiche in caso di tardivo versamento. Lo schema ordinario è:

  • 1% per ogni mese di ritardo, fino a 12 mesi.
  • 12% fisso per ritardi da 13 a 24 mesi.
  • Oltre 24 mesi: 2% per ogni mese ulteriore, fino a un massimo del 30% complessivo.

Possono aggiungersi interessi di mora. Le percentuali sono deliberate dalla Cassa e approvate dai Ministeri vigilanti. Verifica sempre la circolare annuale per eventuali aggiornamenti.

Ravvedimento e rateazione del debito pregresso

Se accumuli debito, puoi chiedere un piano di rientro straordinario. La Cassa valuta la tua posizione e può concedere una dilazione, secondo le regole interne. Agisci in fretta: prima contatti l’ente, minori sono le sanzioni maturate.

Agevolazioni 2026: giovani, primo ingresso e casi particolari

Riduzione dei minimi per i giovani

Sono previste riduzioni dei minimi contributivi per i primi anni di iscrizione e fino a una certa età anagrafica, su domanda e in presenza dei requisiti. L’agevolazione tipica riguarda la riduzione del minimale soggettivo e, in parte, del minimale integrativo. Consulta sempre la delibera annuale e le istruzioni applicative.

Pensionati attivi e iscritti non esclusivi

Chi percepisce pensione e prosegue l’attività professionale può avere regole specifiche sulla contribuzione. Anche chi svolge attività mista (ad esempio, lavoro dipendente più libera professione) deve verificare la prevalenza e i vincoli di iscrizione. La normativa di riferimento è sempre il Regolamento approvato dai Ministeri competenti, nel solco del D.Lgs. 509/1994 e della Legge 335/1995.

Sospensioni per eventi eccezionali

In caso di calamità o emergenze riconosciute, la Cassa può disporre sospensioni o differimenti dei termini. Le misure sono comunicate con circolari, previo coordinamento con il Ministero del Lavoro.

Regola decisionale rapida

Quando scegliere due rate

Scegli due rate se:

  • Hai liquidità sufficiente nei mesi di giugno e settembre.
  • Preferisci meno scadenze da gestire e minori attività amministrative.
  • Hai incassi stagionali concentrati nel primo semestre o entro settembre.

Quando scegliere 6 rate bimestrali

Scegli sei rate se:

  • Vuoi allineare i flussi di cassa a incassi distribuiti durante l’anno.
  • Vuoi ridurre il rischio di salti di liquidità su scadenze pesanti.
  • Pensavi a un finanziamento, ma preferisci una dilazione senza interessi.

Nesso logico operativo

Se il rapporto tra cassa disponibile a inizio semestre e somma dei minimi dovuti è maggiore di 1,5, due rate sono sostenibili. Se è tra 1 e 1,5, valuta sei rate per prudenza. Se è inferiore a 1, scegli sei rate e ricalibra gli acconti fiscali per non comprimere la liquidità. Ricorda che la domanda per sei rate va presentata entro il 31 gennaio, altrimenti resti nel piano a due rate.

Fonti e riferimenti istituzionali

Le basi normative citate sono disponibili su Normattiva (Decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509; Legge 8 agosto 1995, n. 335). I Regolamenti della Cassa e le delibere sui minimi, massimali e scadenze sono pubblicati sui portali istituzionali della Cassa e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Per i pagamenti, valgono le regole PagoPA e le istruzioni dei prestatori di servizi di pagamento abilitati.

Scenario Requisiti Scadenze 2026 Pagamenti/Adempimenti Sanzioni/Note
Professionista ordinario (due rate) Iscritto all’Albo, attività abituale, iscrizione alla Cassa, nessuna richiesta di rateazione entro 31/01 30 giugno e 30 settembre (primo lavorativo successivo se festivo) Genera avviso da area riservata; paga con PagoPA o MAV/CBILL; invia dichiarazione redditi/volume d’affari entro autunno Sanzioni progressive su ritardi; conguaglio dopo dichiarazione
Professionista con 6 rate bimestrali Domanda entro 31 gennaio; regolare posizione contributiva Feb, Apr, Giu, Ago, Ott, Dic (date di fine mese indicate dalla Cassa) Avvisi rateali in area riservata; nessun interesse di dilazione sui minimi Decadenza dal piano in caso di mancato pagamento secondo regolamento
Giovane iscritto con riduzione minimi Requisiti anagrafici e/o anzianità di iscrizione secondo delibera annuale Stesse scadenze dell’opzione scelta (2 o 6 rate) Minimi ridotti su domanda; calcolo effettivo su reddito e volume d’affari restano invariati Agevolazione soggetta a verifica; può servire autocertificazione
Piano di rientro per debiti pregressi Posizione irregolare con debiti; richiesta e istruttoria della Cassa Calendario concordato; scadenze aggiuntive rispetto ai minimi correnti Dilazione straordinaria con eventuali interessi; pagamenti tramite avvisi dedicati Sanzioni ridotte solo se previsto; rispetto del piano evita azioni di recupero

FAQ

1) Come funziona la richiesta della rateazione bimestrale e cosa succede se perdo la scadenza del 31 gennaio?

La rateazione bimestrale dei minimi si attiva su domanda. Devi entrare nell’area riservata, sezione agevolazioni, e selezionare la voce per la rateazione bimestrale dei contributi minimi. Confermi entro il 31 gennaio. Se presenti la domanda in tempo, la Cassa emette gli avvisi per sei rate uguali con scadenze da febbraio a dicembre. Non paghi interessi di dilazione sui minimi. Se perdi la scadenza del 31 gennaio, resti nel piano standard a due rate (30 giugno e 30 settembre). Una richiesta tardiva non ha effetto per l’anno in corso, salvo diverse istruzioni straordinarie. Se sai già a gennaio che la liquidità sarà tesa, attivati subito: la pianificazione anticipata è la migliore assicurazione contro le sanzioni. Ricorda che ritardi sulle rate bimestrali possono far decadere il piano secondo le regole della Cassa, con ricalcolo delle somme e applicazione delle sanzioni.

2) Come si calcolano i contributi soggettivo e integrativo? Puoi farmi un esempio semplice?

Il contributo soggettivo è il 14,5% del reddito professionale netto IRPEF. “Reddito netto IRPEF” significa ricavi meno costi inerenti, esclusi gli oneri non deducibili. Esiste un minimale, che versi comunque, e un massimale oltre il quale la percentuale non si applica. Il contributo integrativo è il 4% del volume d’affari IVA generato dalla tua attività professionale. È una rivalsa che puoi indicare in fattura. Anche qui c’è un minimale annuo. Esempio numerico semplice: ipotizza 50.000 euro di reddito netto e 70.000 euro di volume d’affari. Soggettivo teorico: 50.000 x 14,5% = 7.250 euro (se superiore al minimale e inferiore al tetto). Integrativo teorico: 70.000 x 4% = 2.800 euro (se superiore al minimale). Se durante l’anno versi i minimi, al momento della dichiarazione la Cassa calcola il conguaglio: se 7.250 e 2.800 superano i minimi versati, paghi la differenza; se sono inferiori, resti ai minimi. Le soglie e i minimi effettivi 2026 li conferma la Cassa con delibera annuale approvata dai Ministeri.

3) Posso pagare i contributi Inarcassa con F24 o tramite i servizi dell’Agenzia delle Entrate?

No, il modello F24 e i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel/Fisconline) sono strumenti per imposte e tributi fiscali, non per i contributi previdenziali dovuti alla Cassa. La Cassa utilizza l’avviso PagoPA, MAV/CBILL e altri canali di pagamento abilitati. La generazione dell’avviso avviene dall’area riservata. Poi puoi pagare da home banking, sportello bancario, o altri prestatori di servizi di pagamento autorizzati. Se deleghi un professionista, l’intermediario usa gli stessi canali. Usa sempre gli avvisi generati dalla tua posizione per evitare errori di imputazione del pagamento e possibili sanzioni.

4) Cosa succede se supero il massimale o se ho un reddito molto basso o in perdita?

Se superi il massimale reddituale annuo, il contributo soggettivo del 14,5% si applica fino a quel tetto. Sulla parte eccedente non versi l’aliquota ordinaria, secondo le regole del Regolamento. Il contributo integrativo resta comunque proporzionale al volume d’affari. Se hai reddito molto basso o in perdita, versi comunque i minimi: minimali soggettivi e integrativi. Sono la base di finanziamento del sistema previdenziale. In presenza di requisiti (età, primo ingresso, ecc.) puoi chiedere riduzioni dei minimi, secondo le delibere annuali. Se le difficoltà sono temporanee, considera la rateazione bimestrale dei minimi e, se ci sono debiti pregressi, un piano di rientro. Tieni distinta la logica previdenziale da quella fiscale: anche con perdita, l’obbligo dei minimi previdenziali può permanere perché tutela la copertura e l’anzianità contributiva.

5) Sono nel regime forfettario: cambia qualcosa per i contributi Inarcassa?

Sì e no. La struttura dei contributi non cambia: soggettivo sul reddito professionale e integrativo al 4% sul volume d’affari. Nel regime forfettario, il “reddito professionale” è quello determinato con il coefficiente di redditività, non la differenza contabile ricavi-costi. Quindi il 14,5% si applica sul reddito forfetario, con il limite del massimale e il vincolo del minimale. Il 4% integrativo resta dovuto e lo puoi addebitare in fattura come rivalsa. I contributi versati sono deducibili dal reddito forfetario secondo le regole del regime, riducendo la base imponibile dell’imposta sostitutiva. Ricorda che i minimi e i massimali sono fissati annualmente con delibera approvata dal Ministero del Lavoro e dal MEF. In sintesi: calcolo invariato nella logica, ma la base imponibile previdenziale, in forfettario, è il reddito determinato per legge anziché la contabilità ordinaria.

Parla con un nostro consulente fiscale

Step Form (#73)

Richiedi una consulenza fiscale gratuita

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Un servizio eccezionale

Fiscozen è un servizio eccezionale per chi ha bisogno di gestire la propria partita iva in modo efficace ed efficiente. Ciò che mi ha colpito maggiormente in Fiscozen è stata la...

Yuri B.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Luciana P.

Disponibilità e gentilezza

Come primo approccio ho trovato una grande disponibilità da parte di Riccardo! Ringrazio per la pazienza, sono nuova per quanto riguarda questo mondo!

Samantha L.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.

Seguito e consigliato

Ho parlato con Enea che mi ha seguito in tutte le mie domande e consigliato la migliore soluzione per l'apertura della P.IVA. Super consigliato facile e intuitivo. Per chi è alle prime armi e giovane...

Giacomo Z.

Assistenza sempre presente

L'assistenza sempre presente ha reso l'apertura del contratto con Fiscozen davvero una passeggiata. Consigliatissimo!

Claudia C.

Dritti al punto

Mi sono affidato a Fiscozen per l’apertura della partita Iva, sin da subito sono stato affidato ad un consulente e ho apprezzato molto che qualsiasi chiamata fosse stata preventivamente...

Francesco L.

Ottimo team

In Fiscozen, mi sto trovando benissimo, perché mi danno spiegazioni chiare, puntuali, precise, data anche la mia inesperienza nel settore.Gentilezza, supporto e umanità non mancano.

Giacomo Z.

Ottima scelta

Risposta chiara e rapida ai miei dubbi, precisa e dettagliata. Mi sto trovando benissimo e altamente raccomando Fiscozen!! La piattaforma è semplice da usare, e molto intuitiva. Sono felice...

Greta T.

Ottimo

Se sei come me al primo approccio con l'apertura della partita IVA... non puoi aspettarti di meglio. Assistenza rapida, chiara ed efficiente sotto tutti gli aspetti, guidato da una piattaforma...

Alex C.