Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Le tasse di Partita IVA si pagano con F24 in due momenti: 30 giugno (saldo e primo acconto) e 30 novembre (secondo acconto). Puoi usare metodo storico o previsionale e, se serve, rateizzare.
- Scadenze ordinarie: 30 giugno saldo e primo acconto; 30 novembre secondo acconto (art. 17, D.P.R. 435/2001).
- Codici F24 principali: ordinario 4001, 4033, 4034; forfettario 1792, 1790, 1791.
- Obbligo F24 telematico per titolari di Partita IVA (art. 11, D.L. 66/2014). Compensazioni e rate ammessi (D.Lgs. 241/1997).
Quando si pagano le tasse con Partita IVA
Scadenze ordinarie e possibili proroghe
Le scadenze standard sono due. Il 30 giugno si versa il saldo dell’anno precedente e il primo acconto dell’anno in corso. Il 30 novembre si versa il secondo acconto. Questa regola è fissata dall’articolo 17 del D.P.R. 435/2001.
Se la data cade in un giorno festivo o di sabato, paghi il primo giorno lavorativo successivo. Il Governo può spostare i termini con un D.P.C.M. pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Controlla sempre gli aggiornamenti dell’Agenzia delle Entrate a ridosso delle scadenze.
Saldo e acconti: che cosa sono e quando scattano
Il saldo è la differenza tra l’imposta dovuta per l’anno appena chiuso e gli acconti già versati per quell’anno. L’acconto è un anticipo sull’imposta che pagherai per l’anno in corso.
L’acconto si calcola di norma con il metodo storico. Usi l’imposta dell’anno precedente come base. L’acconto è dovuto solo se l’imposta supera una soglia minima prevista dalla legge. Inoltre, se l’acconto supera una certa cifra, lo dividi in due rate.
Le soglie e le percentuali sono definite da norme fiscali generali (TUIR, D.P.R. 917/1986, e prassi dell’Agenzia). Se il tuo acconto è basso, potresti non doverlo versare. Se è medio, versi in un’unica soluzione a giugno. Se è più alto, versi due rate, a giugno e novembre.
Ripartizione delle rate: 40/60 o 50/50
La ripartizione “standard” dell’acconto in due rate è 40% a giugno e 60% a novembre. Questa è la regola generale dell’IRPEF.
Per i soggetti ISA e per i contribuenti in regime forfettario, una norma speciale ha stabilito il riparto 50% a giugno e 50% a novembre (art. 58, D.L. 124/2019, come chiarito dall’Agenzia delle Entrate). Verifica ogni anno le indicazioni di prassi perché il riparto può variare per categoria.
Se versi un acconto unico perché l’importo è sotto soglia, paghi tutto a giugno. Se l’acconto non è dovuto perché l’imposta storica è zero, non versi nulla.
Come si pagano: F24 telematico, canali e codici tributo
Canali di pagamento ammessi
I titolari di Partita IVA devono pagare con F24 in via telematica. Lo prevede l’articolo 11 del D.L. 66/2014. Puoi usare l’home banking della tua banca, i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate nell’area riservata o gli intermediari abilitati.
Puoi delegare il pagamento a un intermediario abilitato (art. 3, D.P.R. 322/1998). L’intermediario trasmette l’F24 per tuo conto. Riceverai una ricevuta con l’identificativo del pagamento.
Codici tributo da usare nel modello F24
Regime ordinario IRPEF:
- 4001: IRPEF saldo anno precedente.
- 4033: IRPEF primo acconto anno in corso.
- 4034: IRPEF secondo acconto anno in corso.
Regime forfettario (imposta sostitutiva):
- 1792: saldo imposta sostitutiva anno precedente.
- 1790: primo acconto imposta sostitutiva anno in corso.
- 1791: secondo acconto imposta sostitutiva anno in corso.
Ricorda anche addizionali regionali e comunali se sei nel regime ordinario. Hanno codici tributo propri, da indicare nell’F24 nella sezione “Regioni” e “IMU e altri tributi locali”. La base normativa delle addizionali è nel TUIR e nelle leggi regionali e comunali.
Compensazioni e deleghe F24
Puoi compensare i debiti con crediti fiscali nello stesso F24. Le regole sono nel D.Lgs. 241/1997 e nella prassi dell’Agenzia delle Entrate. Per compensare importi rilevanti serve, in alcuni casi, il visto di conformità sulla dichiarazione.
Fai attenzione ai limiti annuali di compensazione e ai blocchi per irregolarità. Se hai ruoli scaduti, potresti non poter compensare fino a regolarizzazione (norme antievasione richiamate dal D.L. 50/2017 e successivi).
Rateizzare saldo e primo acconto
Puoi rateizzare il saldo e il primo acconto a partire da giugno fino a novembre, con interessi legali per ogni mese di differimento. La base è il D.Lgs. 241/1997 e i decreti MEF sul tasso legale.
La seconda rata di acconto di novembre non si rateizza. L’F24 indica per ogni rata il codice tributo e l’anno di riferimento. Applica gli interessi mensili indicati dalle istruzioni dell’Agenzia.
Scenari pratici e casi speciali
Nuova apertura di Partita IVA
Nel primo anno non paghi acconti perché l’imposta dell’anno precedente è zero. Pagherai il saldo del primo anno a giugno dell’anno successivo. Da quel momento, scatteranno anche gli acconti.
Se prevedi un reddito molto basso nel secondo anno, puoi scegliere il metodo previsionale. Versi un acconto inferiore, allineato alla tua previsione. Se sbagli e versi meno del dovuto, pagherai differenza, sanzioni e interessi.
Metodo storico e metodo previsionale
Metodo storico: calcoli l’acconto sul dato dell’anno precedente. È la soluzione più prudente e semplice. Metodo previsionale: stimi l’imposta dell’anno in corso e versi acconti coerenti.
Il metodo previsionale è utile quando sai che il reddito scenderà. Fai attenzione al margine di errore. Se versi meno del dovuto, al saldo pagherai sanzioni ridotte e interessi con ravvedimento, se ti attivi spontaneamente (D.Lgs. 472/1997, art. 13).
Imposte vs contributi previdenziali
Le imposte sono IRPEF o imposta sostitutiva. I contributi sono versati a INPS o alla Cassa professionale. Sono due obblighi diversi.
Professionisti senza cassa versano alla Gestione Separata INPS. Saldo e acconti seguono di norma le stesse scadenze fiscali (30 giugno e 30 novembre), con calcolo su reddito professionale (L. 335/1995 e circolari INPS). Artigiani e commercianti versano contributi fissi e a percentuale con scadenze dedicate comunicate da INPS.
Ravvedimento operoso in caso di ritardo
Se paghi in ritardo, puoi usare il ravvedimento operoso. Versi imposta, sanzione ridotta e interessi legali. La riduzione della sanzione dipende dai giorni di ritardo (D.Lgs. 472/1997, art. 13).
Compili un F24 per l’imposta e un F24 per sanzioni e interessi, usando i codici specifici indicati dall’Agenzia. Calcoli gli interessi con il tasso legale vigente pro rata temporis.
Regola decisionale rapida
Segui questi passaggi logici per decidere cosa pagare e quando:
- Verifica il regime fiscale: ordinario o forfettario. Se forfettario, userai i codici 1792/1790/1791. Se ordinario, 4001/4033/4034.
- Controlla l’imposta dell’anno precedente. Se è zero o sotto soglia, niente acconto. Se è sopra soglia, decidi come ripartire l’acconto: 50/50 se rientri in forfettario o ISA; altrimenti regola generale 40/60.
- Valuta il metodo previsionale solo se stimi cali di reddito chiari e documentabili. In caso di dubbio, resta sul metodo storico.
- Se ti manca liquidità a giugno, attiva la rateizzazione del saldo e del primo acconto. Calcola e applica gli interessi mensili indicati dalle istruzioni.
- Verifica la possibilità di compensare debiti con crediti fiscali. Rispetta limiti e adempimenti (visto di conformità se richiesto).
- In caso di errore o ritardo, usa subito il ravvedimento operoso per ridurre le sanzioni.
Fonti normative e prassi di riferimento
Le scadenze di saldo e acconti sono disciplinate dall’articolo 17 del D.P.R. 435/2001. Le regole di versamento unitario e compensazione con F24 sono nel D.Lgs. 241/1997. L’obbligo di F24 telematico per titolari di Partita IVA è previsto dall’articolo 11 del D.L. 66/2014.
La disciplina degli acconti per soggetti ISA e forfettari è stata ridefinita dall’articolo 58 del D.L. 124/2019. Le sanzioni e il ravvedimento operoso sono nel D.Lgs. 472/1997, articolo 13. La base dell’IRPEF è nel TUIR, D.P.R. 917/1986. Per la previdenza, si fa riferimento alla L. 335/1995 e alle circolari INPS.
Puoi leggere i testi normativi su Normattiva. Per indicazioni operative usa i documenti dell’Agenzia delle Entrate. Per i contributi, consulta il sito del Ministero del Lavoro e le circolari INPS. Ricorda: qui citiamo le fonti solo testualmente, senza link.
| Scenario | Cosa paghi e quando | Codici F24 da indicare | Note operative e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Regime forfettario, imposta sostitutiva dovuta | 30 giugno: saldo anno precedente + primo acconto; 30 novembre: secondo acconto | Saldo: 1792; Primo acconto: 1790; Secondo acconto: 1791 | Riparto acconti 50/50. Possibile rateizzare saldo e primo acconto da giugno a novembre con interessi legali. Verifica addizionali: non dovute nel forfettario. |
| Regime forfettario, primo anno o imposta precedente zero | 30 giugno: solo saldo del primo anno; nessun acconto | Saldo: 1792 | Dal secondo anno valuti acconti. Puoi scegliere metodo previsionale se il reddito scende, con attenzione a sanzioni se sottostimi. |
| Regime ordinario, non ISA | 30 giugno: saldo IRPEF + primo acconto; 30 novembre: secondo acconto | Saldo: 4001; Primo acconto: 4033; Secondo acconto: 4034 | Riparto acconti in via generale 40/60. Ricorda addizionali regionale e comunale. Rateizzo ammesso per saldo e primo acconto. |
| Regime ordinario, soggetto ISA | 30 giugno: saldo + primo acconto; 30 novembre: secondo acconto | Saldo: 4001; Primo acconto: 4033; Secondo acconto: 4034 | Riparto acconti 50/50 per effetto della norma speciale. Verifica eventuali proroghe estive con D.P.C.M. e comunicati dell’Agenzia. |
| Professionista Gestione Separata INPS | Contributi su reddito: saldo e acconti con scadenze allineate a imposte | Codici contributivi INPS gestione separata (sezione INPS dell’F24) | Base normativa L. 335/1995. Aliquote e minimali variano ogni anno con circolari INPS. Rateizzo ammesso secondo istruzioni INPS/Agenzia. |
| Ritardo di pagamento | Appena possibile: imposta, sanzione ridotta, interessi | Codici sanzioni e interessi da ravvedimento per imposte dirette | Ravvedimento operoso (art. 13, D.Lgs. 472/1997). Riduzione sanzioni più alta se paghi presto. Calcola interessi al tasso legale pro rata. |
FAQ
Come faccio a scegliere tra metodo storico e metodo previsionale per gli acconti?
Parti dai numeri. Se il fatturato e i costi del 2026 sono simili al 2025, resta sul metodo storico. È semplice e ti mette al riparo da sanzioni per acconti bassi. Se sai già che il reddito 2026 sarà più basso del 2025, il metodo previsionale ti evita di versare troppo a giugno e novembre.
Stima con prudenza. Fai un budget credibile di ricavi e costi, mese per mese. Considera anche eventuali nuove deduzioni o crediti d’imposta. Se a novembre ti accorgi che la previsione era troppo ottimista, integra il secondo acconto. Così riduci al minimo l’eventuale sanzione al saldo. Le basi legali dei due metodi discendono dalle norme IRPEF nel TUIR e dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.
Posso rateizzare i versamenti di giugno? Come funzionano gli interessi?
Sì. Puoi rateizzare il saldo e il primo acconto a partire da giugno fino a novembre. Ogni rata paga una piccola quota di interessi legali calcolati mese per mese. La cornice è nel D.Lgs. 241/1997 e nei decreti del MEF che fissano il tasso legale.
Operativamente, compili più F24, uno per ciascuna rata. Indichi gli stessi codici tributo del saldo e del primo acconto. Le istruzioni dell’Agenzia specificano il coefficiente di interessi per ogni scadenza. La seconda rata di acconto di novembre non si rateizza. Se salti una rata, puoi ravvederti con sanzione ridotta e interessi.
Se passo al forfettario, devo comunque pagare acconti?
Dipende dall’imposta sostitutiva “storica”. Se l’anno precedente non eri forfettario, ma eri nel regime ordinario, il passaggio al forfettario cambia la base di calcolo. In generale, l’acconto segue il regime del periodo d’imposta in cui versi. Se l’imposta sostitutiva “presunta” è bassa o nulla, puoi usare il metodo previsionale per ridurre o azzerare gli acconti.
Se è il primo anno intero da forfettario e l’imposta dell’anno passato in forfettario era zero, non versi acconti. Ricorda che nel forfettario si applica l’imposta sostitutiva, di solito al 15% o al 5% per i primi cinque anni se rispetti i requisiti. Le percentuali sono fissate dalla legge sul regime forfettario e dalle Leggi di Bilancio. Verifica ogni anno le condizioni di accesso e le soglie di ricavi.
Quali sono le conseguenze se pago in ritardo? Come uso il ravvedimento operoso?
Se paghi in ritardo, scatta una sanzione percentuale sull’imposta non versata. Più tempo passa, più la sanzione cresce. Con il ravvedimento operoso, puoi ridurre la sanzione pagando spontaneamente imposta, sanzione ridotta e interessi legali. La base è l’articolo 13 del D.Lgs. 472/1997.
Compila l’F24 per l’imposta con il suo codice tributo. Per sanzioni e interessi usa i codici di ravvedimento indicati nelle risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate. Calcola gli interessi al tasso legale pro rata per i giorni di ritardo. Conserva i calcoli e la ricevuta. Se l’errore è anche dichiarativo, potresti dover inviare una dichiarazione integrativa.
Qual è la differenza tra imposte (IRPEF o imposta sostitutiva) e contributi INPS o cassa?
Le imposte colpiscono il reddito. Nel regime ordinario paghi l’IRPEF per scaglioni. Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP. I contributi finanziano la previdenza. Vanno a INPS o alla tua Cassa professionale.
Per la Gestione Separata INPS, i contributi si calcolano in percentuale sul reddito professionale. Versi saldo e acconti con le stesse scadenze delle imposte. Per artigiani e commercianti INPS, versi contributi fissi trimestrali più una quota sul reddito. Le regole sono nella L. 335/1995 e nelle circolari INPS annuali. Imposte e contributi viaggiano spesso insieme nelle scadenze, ma sono conti diversi e con codici F24 diversi.
