Fatturato: cos’è, come si calcola e che differenza c’è con i ricavi?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

Il fatturato è la somma delle fatture emesse nell’anno solare, IVA esclusa, al netto delle note di credito. I ricavi sono quanto effettivamente guadagni. Le imposte si calcolano sui ricavi (o reddito), non sul fatturato.

  • Fatturato: somma delle fatture emesse dal 1 gennaio al 31 dicembre, senza IVA e al netto delle note di credito (art. 26, DPR 633/1972).
  • Ricavi: importi che costituiscono il tuo guadagno ai fini IRPEF/IRES, per cassa o per competenza secondo il regime (TUIR, DPR 917/1986).
  • Imposte: in ordinario deduci i costi; in forfettario applichi il coefficiente di redditività e l’imposta sostitutiva (Legge 190/2014 e successive modifiche).

Fatturato vs ricavi: le definizioni che servono davvero

Fatturato: è la somma di tutte le fatture emesse nel periodo d’imposta. Consideri l’importo imponibile, quindi senza IVA. Sottrai eventuali note di credito, che correggono o stornano fatture.

Ricavi: sono i proventi effettivi della tua attività. Servono a calcolare le imposte dirette. Per i professionisti contano quando li incassi (principio di cassa). Per le imprese contano quando maturano (principio di competenza), salvo regimi speciali.

Volume d’affari: è un concetto IVA. È l’ammontare delle operazioni rilevanti ai fini IVA nell’anno (DPR 633/1972). Non coincide sempre col fatturato contabile, ma spesso si allinea nelle attività tipiche.

Cosa includere ed escludere nel fatturato

Includi: imponibili di tutte le fatture emesse nell’anno, comprese le fatture per acconti. Le fatture proforma non contano, finché non diventano fatture.

Escludi: l’IVA esposta in fattura, perché la versi allo Stato per conto del cliente (DPR 633/1972). Escludi anche le note di credito, che riducono il fatturato dell’anno in cui le emetti.

Attenzione ai rimborsi spese: le “anticipazioni in nome e per conto” del cliente, documentate, non fanno parte del corrispettivo e sono escluse anche dall’IVA (art. 15, DPR 633/1972). I rimborsi spese che non sono anticipazioni ex art. 15, invece, sono parte del corrispettivo e rientrano nel fatturato.

Ricavi ai fini delle imposte dirette

Professionisti: determinano il reddito con il principio di cassa (art. 54 TUIR). Conti gli incassi dell’anno, deduci i costi pagati, ottieni il reddito imponibile.

Imprese in ordinaria: applicano il principio di competenza (artt. 83 e seguenti TUIR). I ricavi contano quando maturano, anche se non incassati. Deduci i costi di competenza, non necessariamente pagati.

Imprese minori in semplificata: applicano una variante di cassa/registrazioni (art. 66 TUIR), con regole semplificate sulla competenza. Verifica con il commercialista la tua casistica concreta.

Volume d’affari IVA e perché non va confuso con i ricavi

Il volume d’affari deriva dalle operazioni IVA dell’anno (cessioni e prestazioni rilevanti). Serve per soglie, adempimenti e regimi speciali (DPR 633/1972). È vicino al fatturato, ma segue regole IVA, ad esempio per operazioni non imponibili, esenti o fuori campo.

Il reddito invece nasce dai ricavi al netto dei costi secondo il TUIR (DPR 917/1986). Non usare il volume d’affari per stimare le imposte dirette. Rischi errori grossolani.

Come si calcola il fatturato annuo

Periodo: dal 1 gennaio al 31 dicembre. Non usare l’anno mobile, salvo analisi gestionali interne. Il fisco ragiona per periodo d’imposta.

Passaggi pratici: estrai dal tuo gestionale tutte le fatture elettroniche emesse nell’anno. Somma gli imponibili. Togli le note di credito dell’anno. Escludi l’IVA. Se hai anche corrispettivi telematici, ricostruisci la quota imponibile giornaliera.

Controlli incrociati: verifica i registri IVA vendite, il cassetto fiscale, e le ricevute SdI. Uniforma gli arrotondamenti. Assicurati che le note di credito siano collegate alle fatture corrette.

Esempio 1: regime ordinario con IVA

Emesse 10 fatture per imponibile totale 20.000 euro più IVA. Emetti 2 note di credito per 5.000 euro imponibili. Fatturato annuo: 15.000 euro (20.000 – 5.000), IVA esclusa.

Ricavi civilistico-fiscali: in ordinaria contano per competenza. Se due prestazioni non sono ancora maturate, ridetermini i ricavi a competenza. Il fatturato resta 15.000 perché misura l’emissione documentale.

Esempio 2: professionista in semplificata

Fatturato 30.000 euro imponibili. Incassi nell’anno 25.000. Ricavi fiscalmente rilevanti per cassa: 25.000. Se incassi i restanti 5.000 l’anno dopo, li tassarai l’anno dopo.

Esempio 3: regime forfettario

Sei contribuente forfettario (Legge 190/2014). Non addebiti l’IVA in fattura. Fatturato e ricavi spesso coincidono con gli incassi, ma il reddito imponibile si ottiene applicando il coefficiente di redditività. Esempio: fatturato 30.000, coefficiente 78% = reddito 23.400.

Imposte: dal ricavo al reddito imponibile

Regime ordinario: calcoli il reddito d’impresa o di lavoro autonomo deducendo i costi inerenti. Nel lavoro autonomo usi il principio di cassa (art. 54 TUIR). Nel reddito d’impresa usi la competenza (artt. 83 e seguenti TUIR). Applichi IRPEF a scaglioni e addizionali. Valuti l’IRAP se dovuta.

Regime forfettario: applichi il coefficiente di redditività al totale dei ricavi/compensi. Non deduci i costi analitici (salvo contributi previdenziali). Paghi l’imposta sostitutiva: 15% o 5% per i primi anni se rispetti i requisiti agevolati (Legge 190/2014; modifiche Legge di Bilancio 2023, Legge 197/2022).

Contributi previdenziali: sono deducibili dal reddito in tutti i regimi. Per artigiani e commercianti valgono i contributi fissi e quelli percentuali. Per professionisti iscritti a casse private si applicano i regolamenti della cassa.

IVA per cassa: non confondere con il principio di cassa del TUIR

L’IVA per cassa (art. 32-bis, DPR 633/1972) consente di versare l’IVA al momento dell’incasso, entro limiti di volume d’affari. Riguarda l’IVA, non i ricavi ai fini IRPEF/IRES. Non modifica il fatturato né il principio di competenza/cassa del TUIR.

Documenti e adempimenti: cosa controllare ogni anno

Fatturazione elettronica: per quasi tutti i titolari di Partita IVA è obbligatoria attraverso il Sistema di Interscambio, secondo il D.Lgs. 127/2015 e i provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Dal 2024 l’obbligo riguarda anche i forfettari, salvo rare eccezioni.

Corrispettivi telematici: se emetti scontrini/ricevute fiscali, devi memorizzare e inviare i corrispettivi con registratore telematico. Anche qui, ragioni su imponibile e su eventuali resi/annulli.

Note di variazione: l’art. 26 del DPR 633/1972 regola annulli e rettifiche. Usa la nota di credito per storni o sconti successivi. Questo incide sul fatturato dell’anno di emissione della nota.

Soglie e regimi

Il regime forfettario è ammesso fino a 85.000 euro di ricavi/compensi annui, secondo la normativa vigente (Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022). Se superi 85.000 puoi uscire l’anno successivo, con eccezioni per superamenti rilevanti.

Se superi determinate soglie in modo marcato (ad esempio oltre 100.000 euro), la fuoriuscita può essere immediata con effetti IVA dalla fattura che fa superare il limite, secondo quanto previsto dalle modifiche della Legge 197/2022. Verifica sempre il tuo caso concreto con le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.

Regola decisionale rapida

Usa queste regole veloci quando hai dubbi operativi su fatturato, ricavi e imposte.

  • Se il documento è una fattura emessa, somma l’imponibile al fatturato. Se è una nota di credito, sottrai il relativo imponibile.
  • Se vuoi stimare le imposte: parti dai ricavi. In ordinario deduci i costi di competenza/cassa; in forfettario applica il coefficiente di redditività e poi l’imposta sostitutiva.
  • Se il denaro non è ancora incassato: per i professionisti non entra nei ricavi tassabili; per le imprese in ordinaria può già essere un ricavo di competenza.
  • Se è un rimborso ex art. 15 (anticipazione in nome e per conto): escludilo sia dal fatturato IVA sia dai ricavi. Se è un semplice rimborso spese addebitato, includilo.
  • Se superi 85.000 nel forfettario: pianifica l’uscita dal regime. Se lo superi in modo forte, valuta gli effetti immediati sull’IVA previsto dalla Legge 197/2022.

Riferimenti normativi utili (testuali)

DPR 633/1972: imposta sul valore aggiunto (artt. 13, 15, 26, 32-bis, e definizione di volume d’affari). Consulta il testo su Normattiva o i documenti dell’Agenzia delle Entrate.

DPR 917/1986 (TUIR): determinazione del reddito d’impresa e di lavoro autonomo (artt. 54, 66, 83 e seguenti). Disponibile su Normattiva.

DPR 600/1973: accertamento e contabilità, con le regole di registrazione per regimi semplificati e ordinari.

Legge 190/2014: regime forfettario, come modificata da successive leggi di bilancio, tra cui la Legge 197/2022. Per i dettagli consulta Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate.

D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. Consulta i provvedimenti attuativi dell’Agenzia delle Entrate.

Errori comuni da evitare

Confondere fatturato e ricavi: il primo guarda alle fatture emesse, i secondi al guadagno effettivo secondo le regole fiscali. Non sono sinonimi.

Includere l’IVA nel fatturato: l’IVA non è un tuo ricavo. La incassi e la versi allo Stato. Escludila sempre dal calcolo del fatturato.

Trattare tutti i rimborsi spese come esclusi: solo le anticipazioni ex art. 15 sono fuori dal corrispettivo. Altri rimborsi restano parte del fatturato e dei ricavi.

Usare il volume d’affari per stimare le imposte dirette: sbagli. Per le imposte usa ricavi e costi secondo TUIR e regime contabile.

Dimenticare le note di credito: senza considerarle, gonfi il fatturato e rischi errori in dichiarazioni e analisi interne.

Scenario Cosa sommi/escludi Base fiscale coinvolta Tempistiche e documenti
Regime ordinario con IVA Sommi imponibili di tutte le fatture emesse; escludi IVA; sottrai note di credito (art. 26). Fatturato (gestionale) e volume d’affari IVA; reddito per competenza (TUIR artt. 83 ss.). Anno solare; registri IVA vendite; fatture elettroniche SdI; dichiarazione IVA entro i termini.
Professionista in semplificata Sommi imponibili delle fatture emesse per il fatturato; i ricavi contano quando incassi. Reddito per cassa (art. 54 TUIR); IVA ordinaria salvo esenzioni. Incassi rilevati su estratti conto e prima nota; fatture e parcelle elettroniche; LIPE e dichiarazione IVA.
Regime forfettario Niente IVA in fattura; fatturato = imponibile fatture; reddito = fatturato x coefficiente. Imposta sostitutiva 15% o 5%; esclusione IVA salvo specifici casi. Monitoraggio soglia 85.000; eventuale uscita se superi limiti (Legge 190/2014, Legge 197/2022); e-fattura via SdI.
IVA per cassa (art. 32-bis) Fatturato non cambia; l’IVA si esige all’incasso; note di credito rilevano normalmente. IVA esigibile differita; imposte dirette secondo TUIR (cassa/competenza). Gestione incassi per liquidazioni IVA; tenuta registri con indicazione “IVA per cassa”.
Rimborsi spese Escludi solo anticipazioni ex art. 15; altri rimborsi rientrano nel corrispettivo. Imponibile IVA escluso per art. 15; altrimenti imponibile ordinario e ricavi. Conserva documenti intestati al cliente per anticipazioni; indica voce separata in fattura.

FAQ

Il fatturato è uguale ai ricavi? E al volume d’affari IVA?

No. Il fatturato somma gli imponibili delle fatture emesse nell’anno, al netto delle note di credito. I ricavi sono il tuo guadagno ai fini delle imposte dirette e si calcolano con regole diverse: per i professionisti contano quando incassi (art. 54 TUIR), per le imprese in ordinaria quando maturano (competenza, artt. 83 e seguenti TUIR). Il volume d’affari è un parametro IVA: somma le operazioni rilevanti IVA dell’anno (DPR 633/1972). Può coincidere spesso con il fatturato, ma segue logiche IVA (imponibili, esenti, non imponibili). Mai usare il volume d’affari per stimare IRPEF/IRES: usa i ricavi e i costi secondo il TUIR.

Come tratto acconti, proforma e note di credito nel calcolo del fatturato?

Gli acconti fatturati entrano nel fatturato, perché hai emesso una fattura. Le proforma non sono fatture: finché restano proforma non entrano in nessun calcolo. Le note di credito riducono il fatturato dell’anno in cui le emetti, perché rettificano o annullano una fattura (art. 26, DPR 633/1972). Se una fattura è stata emessa per errore, usa una nota di credito per azzerarla. Se applichi uno sconto dopo l’emissione, puoi fare nota di credito per la differenza. Conserva i riferimenti incrociati tra documenti per controlli e riconciliazioni.

Non ho incassato alcune fatture a fine anno: cosa cambia per fatturato, ricavi e imposte?

Il fatturato non cambia: conta l’emissione, non l’incasso. Per i professionisti in semplificata, quelle fatture non incassate non entrano nei ricavi tassabili dell’anno (principio di cassa). Le tasserai quando incasserai. Per le imprese in ordinaria, quelle prestazioni possono essere già ricavi di competenza e quindi tassabili, anche se non incassate. L’IVA, salvo opzione per IVA per cassa (art. 32-bis), è esigibile al momento dell’emissione o del pagamento secondo le regole ordinarie. Valuta soluzioni contrattuali per gestire acconti e milestone, in modo da allineare emissione, competenza e flussi di cassa.

I rimborsi spese vanno esclusi dal fatturato e dai ricavi?

Solo se sono vere anticipazioni in nome e per conto del cliente, documentate a norma dell’art. 15 del DPR 633/1972. Esempio: paghi un bollo per conto del cliente, con documento intestato al cliente. In quel caso, l’importo è escluso dall’IVA e non è un tuo ricavo. Se invece addebiti spese vive o trasferte come voce in più in fattura, di norma fanno parte del corrispettivo: rientrano nel fatturato, formano base imponibile IVA e sono ricavi. Per evitare errori, conserva sempre i documenti intestati al cliente per le anticipazioni ex art. 15 e indica le voci in fattura in modo chiaro.

Supero 85.000 euro: cosa succede al mio regime forfettario e come incidono fatturato e ricavi?

La soglia di accesso/permanenza nel forfettario è fissata a 85.000 euro di ricavi/compensi annui (Legge 190/2014, come modificata dalla Legge 197/2022). Se superi di poco, in via ordinaria esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi in modo rilevante (ad esempio oltre 100.000 euro secondo le regole introdotte dalla Legge 197/2022), la fuoriuscita può essere immediata, con applicazione dell’IVA dalla fattura che determina il superamento. In ogni caso, il fatturato ti serve per monitorare l’andamento; ai fini delle imposte dirette, il reddito in forfettario si calcola applicando il coefficiente di redditività ai ricavi/compensi. Quando esci dal forfettario, torni al regime ordinario con IVA, registri e deduzioni analitiche. Verifica sempre la tua posizione con le istruzioni aggiornate dell’Agenzia delle Entrate e, se necessario, consulta Normattiva per il testo vigente.

Come collego i dati di fatturato con le liquidazioni IVA e la dichiarazione dei redditi?

Parti dal registro IVA vendite e dalle fatture elettroniche transitate dallo SdI. Ricostruisci l’imponibile e l’imposta per periodo (mese o trimestre). Allinea eventuali note di credito e resi. Le liquidazioni IVA periodiche (LIPE) riepilogano l’IVA a debito e a credito. La dichiarazione IVA annuale consolida l’anno. Per la dichiarazione dei redditi, i ricavi si desumono dalla contabilità: per professionisti contano gli incassi; per imprese per competenza. Confronta il fatturato con il volume d’affari IVA per coerenza. Eventuali scostamenti motivati (operazioni esenti, non imponibili, fuori campo, anticipazioni ex art. 15) devono risultare dalla documentazione. Usa estratti conto e riconciliazioni per provare incassi e pagamenti ai fini del TUIR.

Quali sono le fonti ufficiali da consultare per confermare le regole su fatturato, ricavi e IVA?

Per l’IVA e la fatturazione: DPR 633/1972 (in particolare artt. 13, 15, 26, 32-bis) e D.Lgs. 127/2015 su fatturazione elettronica e corrispettivi. Per il reddito: DPR 917/1986 (TUIR), con art. 54 per lavoro autonomo, art. 66 per imprese minori, artt. 83 e seguenti per contabilità ordinaria. Per il forfettario: Legge 190/2014 e modifiche, tra cui la Legge 197/2022. Puoi leggere i testi aggiornati su Normattiva. Le istruzioni operative ed esempi si trovano anche nei provvedimenti e nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate. Per aspetti previdenziali, consulta i siti e i regolamenti degli enti previdenziali e, per inquadramenti lavorativi, le comunicazioni del Ministero del Lavoro.

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