NASpI dall’INPS: quando si può perdere?

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Ultimo aggiornamento: giugno 2026.

La NASpI si perde se non chiedi la prestazione entro 68 giorni, violi il patto con il Centro per l’Impiego, non comunichi redditi, trovi lavoro stabile o con reddito annuo oltre 8.000 euro, oppure maturi la pensione.

  • Domanda entro 68 giorni dalla perdita involontaria del lavoro, altrimenti decadenza dal diritto.
  • Obblighi di condizionalità: DID, Patto di Servizio e accettazione di offerte congrue.
  • Rioccupazione: contratti oltre 6 mesi o a tempo indeterminato comportano decadenza; cumulo/limitazioni sotto soglia e previa comunicazione a INPS.

Quando si perde la NASpI: quadro tecnico e norme di riferimento

La NASpI è l’indennità di disoccupazione per chi perde il lavoro in modo involontario. La istituisce il Decreto Legislativo 22/2015. Le regole su obblighi e sanzioni stanno nel Decreto Legislativo 150/2015.

Le istruzioni operative sono pubblicate dall’INPS con circolari e messaggi. Per verifiche testuali puoi consultare il portale Normattiva, il sito del Ministero del Lavoro e la prassi INPS.

Qui spieghiamo, in modo pratico, quando si perde il sussidio, quando si sospende e come evitare errori formali. Usiamo termini semplici e definiamo i concetti tecnici.

1) Termine per la domanda: i 68 giorni

Hai 68 giorni di tempo dalla data di cessazione del rapporto per presentare la domanda NASpI all’INPS. Questo termine è perentorio.

Se sbagli e superi i 68 giorni, perdi il diritto. Non puoi “recuperare” i mesi persi. La norma base è nel D.Lgs. 22/2015 e nelle istruzioni INPS.

Consiglio operativo: prepara documenti, SPID e dati entro la seconda settimana. In caso di malattia o maternità si applicano regole speciali sui termini. Verifica sempre nell’ultimo messaggio INPS aggiornato.

2) Obblighi con il Centro per l’Impiego: DID e Patto

Devi fare la DID, cioè la Dichiarazione di Immediata Disponibilità. È il documento che dichiara che sei disponibile a lavorare da subito.

Firmi poi il Patto di Servizio Personalizzato con il Centro per l’Impiego. Il Patto stabilisce attività da fare: colloqui, corsi, invio candidature.

Il D.Lgs. 150/2015 prevede sanzioni se non rispetti gli appuntamenti, non partecipi alle iniziative o rifiuti un’offerta congrua. Le sanzioni vanno da decurtazioni a sospensioni, fino alla decadenza dalla NASpI.

3) Lavoro subordinato durante la NASpI: quando decade e quando si sospende

Se trovi un nuovo lavoro dipendente a tempo indeterminato, la NASpI decade. La decadenza è definitiva dal giorno della riassunzione.

Se firmi un contratto a termine con durata complessiva superiore a 6 mesi, la NASpI decade. Anche in questo caso la perdita è definitiva.

Per rapporti subordinati brevi, fino a 6 mesi, in via generale la NASpI si sospende per la durata del contratto e poi riprende. La sospensione si attiva di regola in automatico tramite flussi contributivi.

Reddito sotto soglia: per rapporti a basso reddito (in genere reddito annuo non superiore a 8.000 euro), la normativa prevede compatibilità o riduzione della NASpI a fronte di comunicazione del reddito presunto all’INPS entro 30 giorni. La soglia deriva dai limiti fiscali per il mantenimento dello stato di disoccupazione e dalle istruzioni INPS applicative.

Errore tipico: non comunicare il reddito presunto entro 30 giorni. La mancata comunicazione comporta decadenza e recupero delle somme.

4) Attività autonoma e Partita IVA: l’obbligo di comunicare il reddito presunto

Se avvii un’attività autonoma, anche in regime forfettario (tassazione agevolata con imposta sostitutiva), devi avvisare l’INPS entro 30 giorni. Devi dichiarare il reddito presunto dell’anno in corso.

Se il reddito presunto resta entro le soglie fissate per mantenere lo stato di disoccupazione (storicamente 4.800 euro per lavoro autonomo ai fini IRPEF), la NASpI può essere ridotta e continuare. L’INPS ricalcola l’importo applicando una riduzione, in genere sull’80% del reddito annuo previsto, rapportata ai mesi di fruizione.

Se superi la soglia o non comunichi il reddito presunto, decadi dalla NASpI. L’INPS può chiedere la restituzione delle somme indebitamente corrisposte.

5) Requisiti pensione e altre cause di decadenza

Quando maturi i requisiti per la pensione di vecchiaia o anticipata, la NASpI cessa. La regola vale dalla data di decorrenza della pensione.

Dimissioni volontarie durante la NASpI non fanno perdere quanto già maturato, ma non danno diritto a nuova prestazione. La NASpI nasce da una perdita involontaria, non da dimissioni.

Se trasferisci la residenza all’estero senza rispettare gli obblighi di comunicazione o non partecipi alle convocazioni da remoto, rischi sanzioni e decadenza secondo le regole di condizionalità del D.Lgs. 150/2015.

NASpI anticipata in unica soluzione: quando si perde

Puoi chiedere la NASpI anticipata in unica soluzione per avviare un’attività autonoma, aprire Partita IVA o entrare in una cooperativa. È un incentivo all’autoimpiego previsto dal D.Lgs. 22/2015.

Se, entro il periodo che sarebbe stato coperto dalla NASpI mensile, vieni assunto come lavoratore subordinato, devi restituire l’intero importo anticipato. Fa eccezione il caso di assunzione da parte della cooperativa nella quale ti sei associato.

Devi comunicare l’avvio attività e ogni variazione di progetto o reddito. Se non rispetti gli obblighi informativi, l’INPS può revocare il beneficio e richiedere la restituzione.

Condizionalità e offerte di lavoro congrue

Per “offerta congrua” si intende una proposta di lavoro che rispetta requisiti di coerenza con le competenze, distanza dalla residenza, livello retributivo minimo e durata. Tali criteri sono indicati dal D.Lgs. 150/2015 e dai decreti attuativi del Ministero del Lavoro.

Il rifiuto senza giustificato motivo di un’offerta congrua può comportare la decadenza dalla NASpI. Anche l’assenza ingiustificata ad appuntamenti o corsi previsti dal Patto di Servizio genera sanzioni progressive fino alla perdita del sussidio.

Regola pratica: conserva le prove delle candidature, degli invii di CV e delle presenze ai corsi. In caso di malattia o impedimenti, comunica subito e richiedi nuova convocazione.

Regola decisionale rapida

Se trovi lavoro

Contratto a tempo indeterminato: NASpI persa dal giorno dell’assunzione.

Contratto a termine oltre 6 mesi: NASpI persa dal giorno di inizio.

Contratto a termine fino a 6 mesi: NASpI sospesa per la durata, poi riprende. Se il reddito annuo resta sotto 8.000 euro e l’INPS lo consente, valuta la compatibilità con riduzione previa comunicazione entro 30 giorni.

Se avvii attività autonoma

Comunica all’INPS entro 30 giorni il reddito presunto. Sotto la soglia fiscale prevista per il lavoro autonomo, la NASpI si riduce e prosegue. Sopra soglia o senza comunicazione, perdi la NASpI.

Se ricevi una chiamata dal Centro per l’Impiego

Presentati e rispetta il Patto. Se rifiuti un’offerta congrua, rischi la decadenza. Se non puoi andare, avvisa e giustifica subito.

Se maturi la pensione

Dalla decorrenza della pensione la NASpI cessa. Controlla finestre e data precisa con la tua sede INPS.

Se vuoi la NASpI anticipata

Se poi vieni assunto come dipendente nel periodo coperto, restituisci quanto ricevuto. Tieni traccia di tutte le comunicazioni a INPS.

Fonti normative e prassi amministrativa (testuale)

Decreto Legislativo 22/2015: istituzione NASpI, requisiti, termini, cumulo e anticipazione.

Decreto Legislativo 150/2015: condizionalità, DID, Patto di Servizio, sanzioni e offerte congrue.

Ministero del Lavoro: decreti attuativi su politiche attive e definizione di offerta congrua.

INPS: circolari e messaggi applicativi sulla NASpI, anticipo in unica soluzione, cumulabilità e obblighi di comunicazione del reddito presunto.

Esempi pratici per evitare la decadenza

Hai un part-time a chiamata per 4 mesi. Avvisa subito l’INPS del reddito presunto entro 30 giorni. A fine contratto, la NASpI riprende automaticamente se era sospesa.

Apri Partita IVA in regime forfettario. Stima il reddito prudenzialmente. Invia la comunicazione a INPS. Se a fine anno il reddito supera la soglia, segnala l’aggiornamento per evitare recuperi.

Ricevi una convocazione del Centro per l’Impiego. Conferma la presenza. Se malato, invia certificato e chiedi nuova data.

Scenario Cosa succede alla NASpI Requisiti/Obblighi Tempistiche/Note operative
Nuovo lavoro a tempo indeterminato Decadenza immediata Comunicare l’assunzione se richiesto Da data di assunzione; eventuale recupero somme se non comunicato
Contratto a termine di 4 mesi Sospensione per la durata Nessuna domanda; controllo flussi Uniemens Ripresa automatica al termine; verifica importi nel primo mese utile
Part-time con reddito annuo presunto 7.500 € Compatibile con riduzione Comunicare entro 30 giorni il reddito presunto Riduzione calcolata da INPS; mancata comunicazione = decadenza
Avvio di attività autonoma (Partita IVA) Compatibile con riduzione sotto soglia; oltre soglia decadenza Comunicare entro 30 giorni il reddito presunto Conguaglio a fine anno; attenzione a variazioni significative
NASpI anticipata e assunzione entro il periodo coperto Revoca e restituzione integrale Comunicare rapporto; salvo eccezione cooperativa Restituzione al lordo imposte secondo istruzioni INPS
Rifiuto di offerta congrua del Centro per l’Impiego Decadenza Obbligo di accettare se congrua Applicazione D.Lgs. 150/2015; conserva prove di impedimenti
Maturazione pensione di vecchiaia Cessazione Verificare decorrenza Dal primo giorno di decorrenza pensione la NASpI cessa
Domanda presentata al 75° giorno Decadenza dal diritto Rispetto del termine perentorio Non recuperabile; fai domanda entro 68 giorni

FAQ sulla perdita della NASpI

1) Ho trovato un contratto a termine di 7 mesi: perdo la NASpI o si sospende?

Con un contratto a termine che supera i 6 mesi, la NASpI decade dalla data di inizio del rapporto. Non parliamo di sospensione temporanea ma di perdita definitiva della prestazione. La regola discende dal D.Lgs. 22/2015 e dalle istruzioni INPS sulla rioccupazione durante la fruizione. Se avevi rate residue, non potrai più incassarle. Se invece la durata effettiva del contratto si riduce sotto i 6 mesi per cause oggettive e documentate (per esempio recesso anticipato del datore), segnala subito all’INPS l’evento. In tali casi l’Istituto può ripristinare la prestazione per il periodo residuo, a condizione che risulti di nuovo lo stato di disoccupazione e non siano presenti altri motivi ostativi.

2) Apro Partita IVA in regime forfettario: come evito di perdere la NASpI?

Se avvii un’attività autonoma, devi comunicare all’INPS il reddito annuo presunto entro 30 giorni dall’avvio o, se l’attività era preesistente, entro 30 giorni dalla domanda NASpI. Se il reddito presunto resta entro le soglie fiscali per il mantenimento dello stato di disoccupazione previste dalle istruzioni INPS (storicamente 4.800 euro annui per il lavoro autonomo ai fini IRPEF), la NASpI non si perde ma viene ridotta. L’INPS applica una riduzione proporzionale, calcolata sull’80% del reddito presunto e rapportata ai mesi di fruizione. Se superi la soglia oppure non fai la comunicazione, scatta la decadenza e l’Istituto può richiedere le somme indebitamente percepite. Suggerimento pratico: stima il reddito con prudenza, conserva i preventivi e aggiorna l’INPS se cambia la previsione.

3) Posso cumulare un part-time con la NASpI senza perderla? Quali soglie devo rispettare?

Sì, in presenza di un part-time a basso reddito la compatibilità è possibile. In linea generale, se il reddito annuo presunto non supera 8.000 euro, e se comunichi tale reddito all’INPS entro 30 giorni, la NASpI può venire ridotta ma non persa. L’importo è ricalcolato sottraendo una quota collegata al reddito presunto. Se, invece, il rapporto a termine supera i 6 mesi o se si tratta di un tempo indeterminato, scatta la decadenza indipendentemente dall’importo del reddito. Ricorda che la mancata comunicazione dei redditi comporta la decadenza e il recupero di quanto già erogato. In caso di successione di più contratti brevi nello stesso anno, monitora la somma dei redditi e invia aggiornamenti a tutela della tua posizione.

4) In quali casi la violazione del Patto con il Centro per l’Impiego fa perdere la NASpI?

La NASpI è condizionata alla tua partecipazione attiva alle politiche del lavoro. Devi presentarti agli appuntamenti, seguire i percorsi concordati e non rifiutare offerte congrue. Se manchi ingiustificato a convocazioni o corsi, il D.Lgs. 150/2015 prevede sanzioni progressive: prima la decurtazione dell’indennità, poi la sospensione e, nei casi più gravi o reiterati, la decadenza definitiva. Il rifiuto di un’offerta congrua senza motivo valido porta alla perdita immediata del beneficio. Mantieni sempre traccia di email, ricevute di partecipazione e comunicazioni di impedimenti (malattia, lutto, convocazioni concomitanti). In caso di dubbi sulla congruità dell’offerta, chiedi chiarimenti al Centro per l’Impiego e formalizza la tua posizione per iscritto.

5) Quando la NASpI anticipata si perde e cosa devo restituire?

La NASpI anticipata è l’erogazione in unica soluzione delle rate residue per avviare un’attività autonoma o associarti in cooperativa. Se, entro il periodo che sarebbe stato coperto dalle rate mensili, vieni assunto come lavoratore subordinato, l’INPS revoca il beneficio e richiede la restituzione integrale dell’importo anticipato, di norma al lordo delle imposte applicate. Fa eccezione l’assunzione da parte della stessa cooperativa con cui ti sei associato per il progetto finanziato. Devi comunicare tempestivamente l’avvio attività, eventuali variazioni e ogni rapporto di lavoro. Se ometti le comunicazioni, oltre alla revoca puoi subire sanzioni e interessi sul recupero. Regola d’oro: definisci un piano d’impresa realistico, conserva la documentazione e, se cambia qualcosa, informa subito l’INPS.

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