Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA oggi richiede scelta del regime fiscale, pratica telematica, iscrizioni previdenziali e fatturazione elettronica. In 1-3 giorni operi legalmente, con costi iniziali contenuti e regole stabili.
- Modello AA9/12 per persone fisiche o ComUnica per imprese e società; pratica telematica con SPID/CNS e PEC. Tempi medi: 1-3 giorni lavorativi.
- Regime forfettario fino a 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% o 5% start-up se in possesso dei requisiti. Normativa: L. 190/2014 e successive modifiche.
- Previdenza: Gestione Separata o Artigiani/Commercianti INPS; aliquote e minimali aggiornati annualmente. Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti ai sensi del D.Lgs. 127/2015.
Perché aprire una Partita IVA nel 2026
La ripresa post-pandemica ha consolidato nuove nicchie e lavori ibridi. Molti professionisti e artigiani vedono domanda stabile. Aprire la Partita IVA nel 2026 consente di intercettare questa crescita in modo ordinato e conforme.
Le regole di base sono chiare e stabili. Il regime forfettario rimane semplice e competitivo per chi inizia. Gli strumenti digitali riducono gli errori. La burocrazia si concentra all’avvio e poi segue cadenze note.
I riferimenti normativi sono consolidati: IVA nel DPR 633/1972, imposte dirette nel DPR 600/1973, regime forfettario nella L. 190/2014. Puoi verificarli su Normattiva e nei documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Procedura operativa per l’apertura
Codice ATECO e inquadramento
Il Codice ATECO identifica l’attività. Serve a definire i tuoi adempimenti e, nel forfettario, il coefficiente di redditività. In parole semplici, dice allo Stato cosa fai e come calcolare il reddito imponibile.
Scegli un codice specifico ma non troppo stretto. Verifica descrizione, eventuale iscrizione in Camera di Commercio, e se richiede SCIA o abilitazioni. Consulta la tabella ATECO pubblicata dall’ISTAT.
Apertura con modello AA9/12 o ComUnica
Se sei persona fisica senza dipendenti all’avvio, compili il modello AA9/12. È la dichiarazione di inizio attività IVA. La invii telematicamente all’Agenzia delle Entrate con SPID/CNS o tramite intermediario abilitato.
Se apri impresa individuale artigiana o commerciale, usi la pratica ComUnica al Registro Imprese. Con un solo invio gestisci IVA, INPS, INAIL e PEC. Per società, ComUnica è obbligatoria dopo l’atto costitutivo.
La ricevuta di protocollazione arriva in poche ore. La partita IVA risulta attiva entro 1-3 giorni. Conserva subito la ricevuta e imposta i registri digitali necessari.
Scelta del regime fiscale
Regime forfettario: è un regime agevolato. Applichi un coefficiente al fatturato per ottenere il reddito. Paghi un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti. Base normativa: L. 190/2014, art. 1, commi 54-89; modifiche in L. 197/2022 e atti successivi.
Regime semplificato/ordinario: è il regime IVA “classico”. Registri costi e ricavi con principio di cassa per imprese minori. Il principio di cassa vuol dire che contano gli incassi e i pagamenti effettivi. Per contabilità ordinaria usi il principio di competenza.
La soglia del forfettario è fissata a 85.000 euro annui, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023 e confermata dai provvedimenti successivi. Se superi 100.000 euro, l’uscita è immediata dall’anno stesso. Fonte: atti consultabili su Normattiva e documenti dell’Agenzia delle Entrate.
Iscrizioni previdenziali e assicurative
Gestione Separata INPS: riguarda molti professionisti senza Cassa privata. È un fondo previdenziale pubblico. Versi una percentuale sul reddito. L’aliquota varia per legge ogni anno con circolari INPS.
Artigiani e Commercianti INPS: riguarda chi svolge attività manuali, di produzione o di vendita. Paghi minimali fissi e percentuali sull’eccedenza. Esiste una riduzione del 35% per chi è nel forfettario, su domanda. Riferimenti: L. 190/2014 e circolari INPS.
INAIL: tutela contro gli infortuni sul lavoro. Serve per attività con rischio anche minimo. La tariffa dipende dal rischio della mansione. La attivi tramite ComUnica o dichiarazione online.
Costi, imposte e contributi nel 2026
Costi una tantum e ricorrenti
Costi iniziali: firma digitale, PEC, diritti di segreteria e bolli per iscrizione al Registro Imprese se dovuti. La pratica AA9/12 verso l’Agenzia delle Entrate non ha imposta.
Costi ricorrenti: contributi INPS, eventuale premio INAIL, tenuta contabile, fatturazione elettronica, imposte. Prevedi anche un fondo cassa per acconti e saldi. Pianifica per non subire sorprese.
Imposte dirette: forfettario vs ordinario
Nel forfettario calcoli il reddito con il coefficiente associato al tuo ATECO. Il coefficiente è una percentuale fissa che stima l’utile. L’imposta sostitutiva è al 15% o al 5% per start-up in possesso dei requisiti di legge. Non deduci i costi analitici, salvo contributi previdenziali.
Nel regime semplificato o ordinario applichi l’IRPEF a scaglioni e le addizionali. Gli scaglioni possono variare con la Legge di Bilancio. Deduce i costi inerenti, ammortamenti e contributi. Se hai molti costi o investimenti, questo regime può risultare più efficiente.
Base normativa: DPR 600/1973 per le imposte dirette e istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Per il forfettario: L. 190/2014 e DM 17 gennaio 2015 sui coefficienti.
IVA e adempimenti periodici
Nel forfettario l’IVA non si applica in fattura e non si detrae sugli acquisti. Restano alcuni obblighi come l’inversione contabile per certe operazioni. La regola è nel DPR 633/1972 e nelle istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
Nel regime IVA ordinario emetti fatture con IVA, liquidi mensilmente o trimestralmente, versi l’imposta e invii le comunicazioni. La cadenza dipende dal volume d’affari. Tieni i registri IVA e conserva le fatture elettroniche.
Per gli scambi con l’estero usi i codici documento previsti e, quando richiesto, l’integrazione o il reverse charge. Le norme sono nel DPR 633/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Adempimenti post-apertura
Fatturazione elettronica e registratori telematici
La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, compresi i forfettari. Lo prevede il D.Lgs. 127/2015 e i relativi provvedimenti attuativi. Usi il Sistema di Interscambio e conservi a norma.
Se vendi al dettaglio, usi un registratore telematico o una soluzione web. Trasmetti i corrispettivi giornalieri. Le regole derivano dal D.L. 119/2018 convertito in legge e dai provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Comunicazioni obbligatorie e privacy
Per attività regolamentate presenti la SCIA al SUAP del Comune. La SCIA è una segnalazione che ti permette di iniziare subito, salvo controlli. Base normativa: D.Lgs. 222/2016 e norme comunali.
Gestisci i dipendenti con le comunicazioni al Ministero del Lavoro e i contratti applicati. Le indicazioni sono sul portale del Ministero del Lavoro. Rispetta anche gli obblighi di sicurezza e privacy.
Regola decisionale rapida
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro, costi bassi e clienti finali, scegli il forfettario. È semplice, ha imposta sostitutiva e meno adempimenti.
Se prevedi costi elevati, investimenti, o clienti che detrarrebbero l’IVA, scegli il regime IVA ordinario. Deduci i costi e recuperi l’IVA sugli acquisti.
Se operi come artigiano o commerciante, valuta i minimali INPS. Se sei forfettario, chiedi la riduzione del 35% alla gestione Artigiani/Commercianti. Verifica ogni anno con le circolari INPS.
Se ci sono rischi d’impresa, necessità di soci, o vuoi separare il patrimonio, valuta una società di capitali. Ricorda che la SRL ha adempimenti e costi maggiori, ma limita la responsabilità. Riferimento: Codice Civile, disciplina SRL.
Se superi 85.000 euro o sei vicino al limite, pianifica l’uscita dal forfettario. Considera effetti su IVA, acconti e liquidità. Simula i due scenari prima di decidere.
Fonti normative e dove verificare
Controlla i testi su Normattiva: DPR 633/1972 per l’IVA e DPR 600/1973 per le imposte dirette. Consulta la L. 190/2014 per il regime forfettario e gli aggiornamenti nelle Leggi di Bilancio recenti.
Verifica le circolari dell’Agenzia delle Entrate su apertura, regimi e fatturazione elettronica. Consulta INPS per aliquote di Gestione Separata e Artigiani/Commercianti. Per INAIL e classificazioni di rischio, usa i manuali tariffari.
Per lavoro e adempimenti dei dipendenti, vedi il portale del Ministero del Lavoro. Per SCIA e SUAP, verifica i regolamenti comunali. Per le imprese, usa i servizi della Camera di Commercio.
Errori comuni da evitare
Codice ATECO errato: porta a contributi e adempimenti sbagliati. Incide sul coefficiente del forfettario. Verifica sempre la descrizione ufficiale prima dell’invio.
Non pianificare acconti e saldi: crea carenze di liquidità. Imposta accantonamenti mensili. Usa una proiezione realistica dei ricavi e aggiorna i dati ogni trimestre.
Ignorare l’INAIL quando serve: espone a sanzioni e rischi. Valuta il rischio della tua attività fin dall’inizio. Inserisci l’INAIL nella ComUnica.
Emettere fatture elettroniche senza controlli: gli errori costano tempo e sanzioni. Usa controlli di coerenza su aliquote, codici e anagrafiche. Conserva i documenti a norma.
| Scenario | Adempimenti all’avvio | Requisiti chiave | Tempi e costi indicativi |
|---|---|---|---|
| Libero professionista in forfettario | AA9/12; scelta ATECO; PEC; fatturazione elettronica; iscrizione Gestione Separata se dovuta | Ricavi previsti ≤ 85.000 euro; nessuna causa ostativa; requisiti start-up per 5% se applicabile | 1-3 giorni; costi iniziali bassi (PEC e firma); imposta sostitutiva 15%/5%; niente IVA in fattura |
| Artigiano/Commerciante in forfettario | ComUnica; CCIAA; INPS Artigiani/Commercianti; INAIL se necessario; SCIA/abilitazioni se richieste | Attività produttiva o di vendita; sede e attrezzature; eventuale riduzione INPS 35% su domanda | 3-7 giorni; costi CCIAA e bolli; contributi minimi INPS; imposta sostitutiva 15%/5% |
| Professionista/Impresa in semplificato IVA | AA9/12 o ComUnica; tenuta registri IVA; liquidazioni periodiche; LIPE e dichiarazioni | Clienti B2B con IVA; costi elevati o investimenti; gestione incassi/pagamenti | 1-5 giorni; costi contabilità; IVA a debito/credito; IRPEF a scaglioni e addizionali |
| SRL/SRLS | Atto costitutivo; iscrizione Registro Imprese; apertura IVA via ComUnica; INPS/INAIL; organi sociali | Capitale minimo; soci e amministratore; contabilità ordinaria; responsabilità limitata | 7-15 giorni; costi notarili/diritti; imposta IRES e IVA; adempimenti societari completi |
FAQ
Quanto costa aprire e mantenere una Partita IVA nel 2026?
L’apertura con modello AA9/12 non ha imposta, ma richiede PEC e firma digitale se non le hai già. Se apri un’impresa iscritta al Registro Imprese, paghi diritti e bolli. Per le società, considera i costi dell’atto costitutivo e dei depositi.
I costi ricorrenti dipendono dall’inquadramento. In forfettario non versi IVA e paghi l’imposta sostitutiva sul reddito forfettario. In semplificato o ordinario versi IVA periodica, IRPEF a scaglioni e addizionali. In tutti i casi paghi i contributi INPS, con aliquote e minimali aggiornati ogni anno da INPS.
Aggiungi i costi di gestione: software di fatturazione elettronica, conservazione a norma, eventuale registratore telematico per i corrispettivi. Metti in budget un accantonamento mensile per imposte e contributi. Così eviti picchi in sede di acconti e saldi.
Meglio regime forfettario o regime IVA ordinario se inizio ora?
Se prevedi ricavi sotto 85.000 euro e hai costi bassi, il forfettario è spesso più semplice e conveniente. Applichi il coefficiente di redditività al fatturato e paghi l’imposta sostitutiva del 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti. Non detrai costi, salvo i contributi previdenziali. La base è nella L. 190/2014 e nel DM 17 gennaio 2015.
Se invece hai costi elevati, investimenti, dipendenti, o clienti che vogliono l’IVA detraibile, il regime ordinario può essere migliore. Recuperi l’IVA sugli acquisti e deduci costi e ammortamenti. Le regole sono nel DPR 633/1972 e nel DPR 600/1973. Simula entrambi gli scenari. Confronta imposta sostitutiva su base forfettaria con IRPEF su reddito analitico al netto dei costi.
Come scelgo il Codice ATECO e quanto incide sul fisco?
Il Codice ATECO descrive l’attività. Influenza adempimenti camerali, INAIL e, nel forfettario, il coefficiente di redditività. Un codice con coefficiente alto aumenta il reddito imponibile forfettario a parità di ricavi. Scegli il codice che rispecchia l’attività prevalente e la clientela.
Evita codici troppo generici se esistono opzioni più aderenti. Verifica se il codice richiede iscrizione artigiana o commerciale. Controlla se serve SCIA o abilitazione professionale. In caso di attività miste, valuta il codice principale sulla base dei ricavi attesi. Aggiorna il codice se l’attività cambia nel tempo.
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i forfettari nel 2026?
Sì. La fatturazione elettronica è obbligatoria per tutti, forfettari compresi. La base è nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate che hanno esteso l’obbligo progressivamente. Usi il Sistema di Interscambio per emettere e ricevere fatture.
Nel forfettario indichi in fattura l’annotazione di esclusione IVA ai sensi della normativa vigente. Applichi il bollo virtuale se superi la soglia nelle operazioni senza IVA. Conservi i documenti a norma. Per le operazioni estere usi i tipi documento previsti e, quando dovuto, integri la fattura per il reverse charge.
Come funzionano INPS e INAIL per chi apre ora? Esiste la riduzione del 35%?
Se sei professionista senza Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. Versi una percentuale sul reddito. L’aliquota la stabilisce ogni anno l’INPS con apposite circolari. Se sei artigiano o commerciante, ti iscrivi all’apposita gestione. Paghi contributi minimi anche se fatturi poco, poi versi una percentuale sull’eccedenza.
Se aderisci al forfettario e sei artigiano o commerciante, puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi dovuti a quella gestione. La previsione deriva dalla L. 190/2014 come modificata e dalle circolari INPS. La domanda è facoltativa e ha effetti dal periodo di accoglimento. Valuta pro e contro: la riduzione abbassa il costo oggi ma riduce l’accredito contributivo futuro.
INAIL è richiesto per attività con rischio. La tariffa dipende dalla voce di rischio assegnata. La pratichi in ComUnica o con dichiarazione online dopo l’avvio. Consulta le tabelle INAIL aggiornate per capire il premio dovuto.
Cosa succede se supero i 85.000 euro durante l’anno?
Se superi i 85.000 euro entro fine anno ma resti sotto i 100.000, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi i 100.000 euro, l’uscita è immediata nell’anno del superamento, con obblighi IVA da quel momento. Queste regole derivano dalla Legge di Bilancio 2023 e successivi chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate.
Pianifica il passaggio. Valuta la gestione dell’IVA da applicare dopo il superamento, gli acconti e la tenuta dei registri. Informa i clienti del cambio di regime per allineare contratti e preventivi. Predisponi i sistemi per il nuovo scenario fiscale senza interruzioni operative.
