Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Forfettario: imposta sostitutiva 15% (5% start-up) sull’imponibile. Ordinario: IRPEF 2026 a scaglioni 23%-33%-43%. Contributi si deducono prima delle imposte. Paghi con saldi e acconti.
- Regime forfettario: aliquota 15% o 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività; soglia ricavi 85.000 euro.
- Regime ordinario e redditi di lavoro/pensione: IRPEF 2026 a scaglioni 23%, 33%, 43%, con addizionali regionali e comunali.
- Metodo di versamento: saldo e acconti con F24; contributi previdenziali deducibili dal reddito prima delle imposte.
Quanto paghi di tasse nel 2026: quadro tecnico e norme di riferimento
La tassazione dipende da come produci il reddito. Lavoratore autonomo in forfettario, autonomo in ordinario, dipendente o pensionato seguono regole diverse.
Nel regime forfettario paghi un’imposta sostitutiva. Sostituisce IRPEF, addizionali e IRAP. L’aliquota è 15%, che scende al 5% per i primi cinque anni se rientri nelle start-up agevolate.
Nel regime ordinario e per redditi di lavoro dipendente o pensione, paghi l’IRPEF a scaglioni. Per il 2026 gli scaglioni sono 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre 50.000 euro.
I contributi previdenziali si sottraggono dal reddito prima delle imposte. Questo vale sempre, sia in forfettario sia in ordinario.
Fonti istituzionali da consultare: Testo Unico delle Imposte sui Redditi (DPR 917/1986), Legge 190/2014 art. 1 commi 54-89 per il forfettario, Legge di Bilancio 2023 che ha fissato la soglia a 85.000 euro, successive Leggi di Bilancio, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia delle Entrate, INPS, portale Normattiva.
Riferimenti normativi essenziali (citazioni testuali)
Tassazione IRPEF: TUIR (DPR 917/1986) e leggi di bilancio annuali. Imposta sostitutiva e requisiti forfettario: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. Soglia 85.000 euro e cause di esclusione: Legge di Bilancio 2023 e successive. Pagamenti con F24, saldi e acconti: D.Lgs. 241/1997 e DPR 435/2001. Addizionali regionali e comunali: normativa regionale e comunale, quadro statale di riferimento nel D.Lgs. 446/1997 e normativa correlata. IRAP per persone fisiche autonome non più dovuta dal 2022 secondo le modifiche introdotte dalla Legge 234/2021.
Regime forfettario 2026: calcolo, requisiti e esempio numerico
Il regime forfettario è un regime semplificato per persone fisiche con partita IVA. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi. Il coefficiente è una percentuale fissata per gruppi di attività ATECO. Serve a stimare il reddito “netto fiscale”.
Come si calcola l’imponibile forfettario: imponibile = ricavi/compensi x coefficiente di redditività – contributi previdenziali versati. “Contributi” significa i versamenti obbligatori a INPS o alla tua Cassa professionale.
Aliquote: 15% ordinario. 5% per i primi cinque anni se apri una nuova attività e rispetti condizioni specifiche. “Nuova attività” vuol dire che non hai esercitato attività simile nei tre anni precedenti e non prosegui un lavoro dipendente identico, salvo il periodo di pratica.
Limiti di accesso: ricavi/compensi non superiori a 85.000 euro nell’anno precedente. Se superi la soglia oltre 100.000 euro, l’uscita è immediata dall’anno stesso per l’IVA. Le altre imposte seguono le regole di cessazione dal periodo successivo, secondo la normativa vigente.
Esempio pratico su 65.000 euro di incassi. Ipotesi coefficiente di redditività 67% (tipico dei servizi non professionali; verifica sempre la tua tabella ATECO). Contributi versati: 11.423 euro. Imponibile forfettario: 65.000 x 67% = 43.550 euro. Reddito imponibile dopo contributi: 43.550 – 11.423 = 32.127 euro. Imposta sostitutiva al 5%: 32.127 x 5% = 1.606 euro. Con aliquota 15% sarebbe 4.819 euro. L’esempio non include eventuali imposte sostitutive locali o addizionali, che nel forfettario non si applicano.
IVA, ritenute e semplificazioni contabili nel forfettario
Nel forfettario non applichi l’IVA in fattura e non detrai l’IVA sugli acquisti. Esponi la dicitura di non applicazione. Non subisci ritenute d’acconto se dichiari il regime al committente. La contabilità è semplificata: registri incassi e conservi i documenti.
Regime ordinario 2026: calcolo IRPEF a scaglioni, costi e detrazioni
Nel regime ordinario, l’imponibile si ottiene con questa logica: ricavi/compensi – costi deducibili – contributi previdenziali. Per i lavoratori autonomi vale il principio di cassa. Significa che contano gli incassi e i pagamenti effettivi, non le fatture emesse o ricevute.
Una volta calcolato l’imponibile, applichi gli scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000 euro; 33% da 28.001 a 50.000 euro; 43% sulla parte oltre 50.000 euro. Poi aggiungi le addizionali regionale e comunale. Esse variano in base al territorio e al reddito.
Esempio pratico su 65.000 euro di incassi. Costi deducibili 10.000 euro. Contributi versati 11.423 euro. Imponibile: 65.000 – 10.000 – 11.423 = 43.577 euro. IRPEF: 23% su 28.000 = 6.440 euro. 33% su 15.577 = circa 5.140 euro. Totale IRPEF circa 11.580 euro. A questo aggiungi le addizionali regionali e comunali.
Ricorda la differenza tra oneri deducibili e detrazioni. Gli oneri deducibili (per esempio i contributi) riducono l’imponibile. Le detrazioni (per esempio spese sanitarie entro limiti, detrazioni per lavoro autonomo, carichi di famiglia) riducono l’imposta calcolata.
Addizionali e altre imposte
Le addizionali IRPEF dipendono dalla Regione e dal Comune. Si calcolano sull’imponibile IRPEF e si versano in base alle delibere locali. Verifica le aliquote annuali pubblicate dai siti istituzionali regionali e comunali.
L’IRAP non è più dovuta dalle persone fisiche esercenti attività autonomo-imprenditoriale dal 2022, secondo le novità introdotte nella Legge 234/2021. Restano obblighi diversi per società o altri soggetti passivi.
Contributi previdenziali: gestione, deducibilità e impatto sul carico fiscale
I contributi previdenziali sono obbligatori e variano in base alla gestione. Esistono tre canali principali: Gestione Separata INPS, Gestione Artigiani e Commercianti INPS, Casse professionali ordinistiche.
Questi contributi si deducono integralmente dal reddito. La deduzione avviene prima di calcolare imposta sostitutiva o IRPEF. Questo rende i contributi un fattore chiave nella pianificazione.
Artigiani e commercianti versano contributi fissi minimi più la quota sul reddito eccedente. Se aderisci al forfettario puoi chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS artigiani/commercianti, se prevista dalla normativa vigente e dalle circolari INPS. Verifica sempre anno per anno.
I professionisti con Cassa versano aliquote e contributi stabiliti dal proprio ente. Le regole cambiano per ogni Cassa e possono includere minimi, integrativi e soggettivi.
Scadenze, saldi e acconti nel 2026: metodo storico e previsionale
Il pagamento delle imposte segue il sistema saldo e acconti con F24. In genere, versi il saldo dell’anno precedente e l’acconto dell’anno in corso. Le scadenze ordinarie sono a fine giugno e fine novembre, salvo proroghe normative.
L’acconto si calcola di solito con il metodo “storico”. Prendi l’imposta dell’anno precedente e versi una percentuale stabilita in due rate. Puoi usare il metodo “previsionale” se stimi di pagare meno, ma rischi sanzioni se sbagli.
Le regole generali sui versamenti sono nel D.Lgs. 241/1997 e nel DPR 435/2001. Ogni anno possono arrivare proroghe tramite DPCM o decreti del MEF. Verifica sempre i comunicati dell’Agenzia delle Entrate e del Ministero dell’Economia.
Regola decisionale rapida
Se i tuoi ricavi stanno entro 85.000 euro e i costi reali sono bassi, il forfettario tende a convenire. Paghi percentuali fisse sul reddito forfettario e hai contabilità semplice.
Se hai costi elevati, detrazioni importanti o investimenti da ammortizzare, l’ordinario può convenire. Scarichi più spese, abbassi l’imponibile e sfrutti le detrazioni.
Se hai stipendio o pensione, l’IRPEF a scaglioni si somma agli altri redditi. Valuta le detrazioni da lavoro o pensione e le addizionali locali.
Se inizi una nuova attività e rispetti i requisiti, il 5% del forfettario può essere molto vantaggioso nei primi cinque anni.
In caso di incertezza tra i due regimi, fai due simulazioni: una con coefficiente di redditività, l’altra con costi reali. Confronta il totale imposte + contributi.
Confronto operativo: scenari, requisiti e tempistiche
| Scenario 2026 | Requisiti principali | Imposta/aliquote | Adempimenti e tempistiche |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (primi 5 anni) | Ricavi anno precedente ≤ 85.000 euro; nuova attività; no prosecuzione di lavoro identico; altre cause di esclusione assenti | Imposta sostitutiva 5% sull’imponibile forfettario; no IVA, no addizionali; contributi deducibili | Fatture senza IVA; F24 saldo e acconti; dichiarazione Redditi PF; verifica soglie entro fine anno |
| Forfettario standard | Ricavi anno precedente ≤ 85.000 euro; rispetto cause di esclusione; attenzione a superamento 100.000 euro | Imposta sostitutiva 15%; no IVA, no addizionali; contributi deducibili | F24 saldo e acconti; eventuale riduzione contributi INPS art/com; monitoraggio ricavi mensili |
| Ordinario lavoratore autonomo | Partita IVA con contabilità; costi documentati; principio di cassa per professionisti | IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%; addizionali regionali/comunali; IVA secondo regole ordinarie | Liquidazioni IVA, F24 mensile/trimestrale; saldo IRPEF e acconti; registri contabili; dichiarazione annuale |
| Lavoratore dipendente o pensionato | Reddito da CU; conguaglio in busta o pensione; altri redditi da indicare in dichiarazione | IRPEF a scaglioni 23%-33%-43%; addizionali; detrazioni lavoro/pensione | Conguaglio a cura del sostituto d’imposta; eventuale saldo/acconto con F24 se presenti altri redditi |
| Superamento soglie forfettario | Ricavi > 85.000 euro; se > 100.000 euro scatta l’uscita immediata per IVA | Transizione a ordinario dall’anno successivo (imposte dirette); regole IVA immediate oltre 100.000 | Gestione passaggio di regime; aggiornamento fatturazione e registri; ricalcolo acconti |
FAQ: domande frequenti su aliquote 2026, forfettario e ordinario
Chi può entrare o restare nel regime forfettario nel 2026?
Puoi accedere o restare nel forfettario se i ricavi/compensi dell’anno precedente non superano 85.000 euro e non ricadi nelle cause di esclusione previste dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata. Tra le principali esclusioni ci sono la partecipazione a società di persone o associazioni professionali, la presenza di regimi IVA speciali incompatibili e i casi di attività che di fatto proseguono un lavoro dipendente presso lo stesso datore, salve eccezioni di legge. Esistono anche regole specifiche per chi ha contemporaneamente redditi di lavoro o pensione. Verifica sempre il testo vigente su Normattiva e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate, perché i dettagli operativi possono cambiare con le Leggi di Bilancio e le circolari interpretative.
Come funziona il 5% per start-up e quali condizioni devo rispettare?
L’aliquota ridotta al 5% vale per i primi cinque anni di attività, se rispetti condizioni precise previste dalla Legge 190/2014. In pratica: non devi aver svolto nei tre anni precedenti un’attività artistica, professionale o d’impresa uguale o simile a quella che avvii; l’attività non deve costituire la mera prosecuzione di un lavoro dipendente o autonomo svolto in precedenza, salvo il periodo di pratica obbligatoria per l’accesso alle professioni; devi rispettare la soglia dei ricavi/compensi. Se uno di questi requisiti viene meno, dal periodo d’imposta successivo perdi l’aliquota agevolata e applichi il 15%. Ricorda anche che l’agevolazione riguarda l’imposta sostitutiva, non i contributi, che seguono le regole della gestione previdenziale di appartenenza.
In ordinario, quali spese posso dedurre e come si applica il principio di cassa?
Se sei un professionista in ordinario, applichi il principio di cassa: contano gli incassi e i pagamenti effettivi. Deduci i costi inerenti e documentati, come canoni di software, hardware, telefonia, coworking, consulenze, assicurazioni professionali, corsi di formazione, spese di viaggio con limiti, e ammortamenti per beni strumentali costosi. Deduci anche i contributi previdenziali obbligatori. Per le imprese minori in semplificata si applicano regole simili, con eccezioni. Il TUIR (DPR 917/1986) disciplina le categorie di oneri deducibili e le percentuali ammesse per beni ad uso promiscuo. È fondamentale conservare fatture e tracciabilità dei pagamenti per sostenere la deduzione in caso di controlli dell’Agenzia delle Entrate.
Come si calcolano saldo e acconti di IRPEF o imposta sostitutiva? Posso rateizzare?
Saldo e acconti si calcolano secondo il D.Lgs. 241/1997 e il DPR 435/2001. Con il metodo storico, prendi l’imposta netta dell’anno precedente (IRPEF o imposta sostitutiva) e applichi le percentuali di acconto fissate annualmente, di norma in due rate. Con il metodo previsionale, versi in base a quanto stimi di dover pagare per l’anno in corso. È utile se ti aspetti un reddito più basso, ma se sbagli e versi meno del dovuto scattano sanzioni e interessi. Puoi rateizzare i versamenti a partire dal saldo di giugno, pagando interessi di rateazione previsti dalla normativa. Le scadenze e le percentuali possono subire proroghe o piccoli aggiustamenti ogni anno tramite DPCM o decreti MEF, quindi controlla sempre i comunicati istituzionali prima di pagare.
Meglio forfettario o ordinario su 65.000 euro di incassi? Un confronto guidato.
La risposta dipende da costi reali, contributi e detrazioni. In forfettario, con coefficiente del 67% (esempio di servizi non professionali), imponibile lordo 43.550 euro. Se hai versato 11.423 euro di contributi, imponibile fiscale 32.127 euro. Imposta 5%: 1.606 euro; imposta 15%: 4.819 euro. In ordinario, con 10.000 euro di costi e gli stessi contributi, imponibile 43.577 euro. IRPEF 2026 circa 11.580 euro, più addizionali regionali e comunali. Tuttavia in ordinario potresti dedurre più costi, sfruttare detrazioni e gestire IVA a credito sugli acquisti. Se i costi sono alti, l’ordinario può ridurre molto l’imponibile. Se i costi sono bassi e la soglia 85.000 non è superata, il forfettario in genere è più efficiente. Esegui due simulazioni complete includendo contributi, detrazioni e addizionali per una scelta consapevole.
