Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Le tasse dipendono dal regime. Nel forfettario paghi 5% o 15% sul reddito forfetario; oltre 85.000 esci l’anno dopo, oltre 100.000 esci subito. Nell’ordinario applichi IRPEF 23%-33%-43% per scaglioni, più addizionali.
- Forfettario 2026: accesso con ricavi/compensi dell’anno precedente fino a 85.000 euro; uscita immediata se superi 100.000 nel corso dell’anno.
- Ordinario 2026: IRPEF per scaglioni 23%-33%-43%; base imponibile calcolata a costi e ricavi reali; addizionali regionali e comunali.
- Contributi previdenziali deducibili dal reddito; versamenti con acconti e saldo tramite F24, principio di cassa per semplificata.
Quadro normativo 2026: cosa dice la legge
Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89, come modificata nel tempo. La soglia di accesso a 85.000 euro e l’uscita immediata oltre 100.000 derivano dalla Legge 197/2022.
L’IRPEF segue il TUIR (DPR 917/1986) e gli aggiornamenti annuali della legge di bilancio. Gli scaglioni 23%-33%-43% sono quelli vigenti per il 2026. Le addizionali si applicano secondo D.Lgs. 446/1997 (regionale) e D.Lgs. 360/1998 (comunale).
Per IVA e fatturazione si applica il DPR 633/1972 e le norme sulla fattura elettronica. Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria anche per i forfettari, salvo rare eccezioni. Le prassi ufficiali sono nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Per i contributi previdenziali valgono le regole INPS (Legge 335/1995) o delle Casse professionali private (D.Lgs. 509/1994 e 103/1996). Le fonti ufficiali sono consultabili su Normattiva, Agenzia delle Entrate, INPS e Ministero del Lavoro.
Perché conta per te
Le regole definiscono aliquote, soglie di uscita e base imponibile. Impattano sul netto in tasca e sul cash flow. Decidere il regime sbagliato può costare migliaia di euro.
Regime forfettario 2026: requisiti, calcolo e soglie
Il regime forfettario è un regime agevolato con contabilità semplificata. Non detrai i costi reali. Applichi un coefficiente di redditività ai ricavi per stimare il reddito.
Aliquote dell’imposta sostitutiva: 15% ordinaria. 5% start-up per i primi 5 anni se rispetti requisiti specifici. Per “start-up” si intende chi apre una nuova attività con condizioni aggiuntive.
Requisiti 5% in sintesi: nessuna attività simile nei tre anni precedenti; non proseguire attività prima svolta come dipendente salvo praticantato; rispetto della soglia ricavi. Le esclusioni includono regimi speciali IVA, partecipazioni in società di persone e controllo in s.r.l. con attività collegata.
Soglia 85.000 e uscita immediata a 100.000
Se superi 85.000 e non superi 100.000, resti in forfettario fino a fine anno e passerai al regime ordinario dall’anno successivo. È una fuoriuscita “differita”.
Se superi 100.000 nel corso dell’anno, scatta la fuoriuscita immediata. Devi applicare IVA e regime ordinario dal momento del superamento. La norma è stata introdotta con la Legge 197/2022.
Attenzione: la verifica si fa sui ricavi/compensi del singolo periodo d’imposta. Serve monitorare il fatturato progressivo durante l’anno.
Come si calcola l’imposta sostitutiva
Reddito forfetario = Ricavi x coefficiente di redditività. Il coefficiente dipende dal codice ATECO. Per molte professioni intellettuali è 78%. “Coefficiente” significa quanta parte degli incassi è considerata reddito.
Imponibile fiscale = Reddito forfetario – contributi previdenziali obbligatori versati. “Deducibili” significa che li sottrai prima di calcolare l’imposta.
Imposta dovuta = Imponibile x 5% o 15%. Non applichi IRPEF, addizionali regionali e comunali. Ma paghi comunque i contributi alla tua gestione previdenziale.
Regime ordinario 2026: tassazione per scaglioni e gestione costi reali
Nell’ordinario calcoli il reddito in modo analitico. Ricavi meno costi inerenti e documentati. Per professionisti in semplificata vale il principio di cassa: contano incassi e pagamenti.
Aliquote IRPEF 2026 a scaglioni: 23% fino a 28.000; 33% da 28.001 a 50.000; 43% oltre 50.000. Si applicano anche addizionali regionali e comunali.
Deduzioni e detrazioni riducono l’IRPEF. Esempi: contributi previdenziali (deducibili), spese sanitarie e familiari a carico (detraibili), altre agevolazioni di legge. La fonte resta il TUIR e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
IVA e adempimenti tipici
Nell’ordinario applichi l’IVA alle fatture, detrai l’IVA sugli acquisti, versi l’IVA periodica. Si applica il DPR 633/1972. La fattura elettronica è obbligatoria.
Per i professionisti senza cassa, i ricavi subiscono ritenuta d’acconto del 20% salvo casi particolari. La ritenuta è un anticipo d’imposta. In forfettario non si applica la ritenuta.
L’imposta di bollo è dovuta sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro. In elettronico si versa trimestralmente con i codici dell’Agenzia delle Entrate.
Esempi pratici 2026: quante tasse su 100.000 euro
Esempio A – Forfettario (professionista, coefficiente 78%)
Incassi: 100.000 euro. Contributi versati: 7.800 euro. Coefficiente di redditività: 78%.
Reddito forfetario: 100.000 x 78% = 78.000.
Imponibile fiscale: 78.000 – 7.800 = 70.200.
Imposta sostitutiva (5% start-up): 70.200 x 5% = 3.510 euro.
Nota sulle soglie: a 100.000 non “superi” 100.000, quindi resti forfettario fino a fine anno. L’anno successivo passerai all’ordinario, perché hai superato 85.000.
Esempio B – Ordinario (professionista)
Incassi: 100.000 euro. Costi deducibili: 20.000 euro. Contributi: 8.000 euro.
Imponibile IRPEF: 100.000 – 20.000 – 8.000 = 72.000 euro.
IRPEF per scaglioni 2026:
Fino a 28.000: 28.000 x 23% = 6.440 euro.
Da 28.001 a 50.000: 22.000 x 33% = 7.260 euro.
Oltre 50.000 (fino a 72.000): 22.000 x 43% = 9.460 euro.
Totale IRPEF: 6.440 + 7.260 + 9.460 = 23.160 euro, a cui sommare le addizionali locali dovute.
Scadenze, acconti e saldo: come si paga nel 2026
Imposte e imposta sostitutiva seguono il sistema acconti e saldo. Paghi con modello F24. Le scadenze standard sono di giugno per il saldo e primo acconto, e di novembre per il secondo acconto.
Acconto complessivo di norma al 100% dell’imposta dell’anno precedente: 40% al primo acconto e 60% al secondo. Possono esserci proroghe con DPCM. Verifica ogni anno le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate.
I contributi previdenziali seguono scadenze dell’INPS o della Cassa professionale. Anche i contributi hanno acconti e saldo. Sono deducibili dal reddito imponibile.
Regola decisionale rapida
Quando conviene il forfettario
Scegli il forfettario se:
- Ricavi previsti sotto 85.000 e spese basse. Con coefficienti alti, il forfettario è spesso vincente.
- Hai diritto al 5% start-up. Il risparmio nei primi 5 anni è forte.
- Vendi a privati e non ti serve detrarre molta IVA su acquisti.
Quando conviene l’ordinario
Scegli l’ordinario se:
- Hai costi elevati e documentati. Più costi deduci, meno IRPEF paghi.
- Prevedi investimenti con molta IVA a credito. L’ordinario ti fa recuperare l’IVA.
- Superi 85.000 o rischi di farlo. Eviti transizioni e adempimenti a metà anno.
Nesso logico operativo
- Stima ricavi realistici. Se > 85.000, pianifica l’ordinario.
- Calcola il punto di pareggio: forfettario vs ordinario considerando costi e contributi.
- Valuta clienti: B2B con ritenute e IVA? Spesso conviene ordinario. B2C puro? Spesso conviene forfettario.
Errori comuni e controlli
Errori da evitare
- Non monitorare la soglia durante l’anno. Oltre 100.000 l’uscita è immediata e serve applicare IVA da quel momento.
- Stimare male gli acconti. Un acconto basso genera un saldo alto e sanzioni.
- Ignorare addizionali e contributi. Il carico totale si valuta sommandoli.
Check-list rapida
- Controlla codice ATECO e coefficiente di redditività corretti.
- Verifica Cassa previdenziale e aliquote vigenti. Deduci i contributi.
- Conserva documenti di costo se sei in ordinario. In forfettario servono lo stesso per i contributi e per eventuali controlli.
Fonti ufficiali da consultare
Normattiva per Legge 190/2014, Legge 197/2022, DPR 917/1986 e DPR 633/1972. Agenzia delle Entrate per guide e circolari. INPS e Casse per i contributi. Ministero del Lavoro per chiarimenti su obblighi previdenziali.
| Scenario | Requisiti/Condizioni | Aliquote/Calcolo | Tempistiche/Adempimenti |
|---|---|---|---|
| Forfettario start-up (5%) | Nuova attività, requisiti 5% rispettati, ricavi anno precedente ≤ 85.000 | Reddito = Ricavi x coefficiente; Imponibile = Reddito – contributi; Imposta = 5% | Fattura elettronica; imposta di bollo; F24 saldo/1° acconto a giugno, 2° acconto a novembre |
| Forfettario standard (15%) | Ricavi anno precedente ≤ 85.000; nessuna causa di esclusione | Stesso calcolo del 5%, imposta = 15% | Monitoraggio soglia 85.000/100.000; stessi versamenti e adempimenti |
| Uscita immediata > 100.000 | Superi 100.000 nel corso dell’anno | Dal superamento applichi IVA e regole ordinarie | Variazione in corso d’anno; adegua fatture e registri; versamenti IVA periodici |
| Ordinario professionista | Scelta volontaria o obbligo per superamento soglie | Imponibile = Ricavi – costi – contributi; IRPEF 23%-33%-43% + addizionali | Fattura elettronica; ritenute d’acconto; IVA secondo DPR 633/1972; F24 per imposte e contributi |
FAQ
Se nel mio primo anno arrivo a 92.000 euro di incassi, resto forfettario o devo uscire subito?
Rimani forfettario fino a fine anno, perché non hai superato 100.000. La legge prevede l’uscita differita se superi 85.000 ma non oltre 100.000. Quindi, per quell’anno versi l’imposta sostitutiva e non l’IRPEF ordinaria.
Dall’anno successivo passerai al regime ordinario. Dovrai applicare l’IVA, gestire i registri IVA e calcolare l’IRPEF per scaglioni. La regola discende dalla Legge 190/2014 e dalle modifiche introdotte dalla Legge 197/2022. Le prassi applicative sono illustrate nelle circolari dell’Agenzia delle Entrate.
Posso scegliere il regime ordinario anche se rispetto i requisiti del forfettario?
Sì. La scelta è facoltativa. Puoi restare in forfettario o optare per l’ordinario. Scegli l’ordinario se hai molti costi deducibili, IVA a credito ricorrente o investimenti rilevanti. Questo perché l’ordinario ti consente di dedurre i costi reali e detrarre l’IVA.
L’opzione per l’ordinario si esercita con comportamento concludente e vale almeno per un triennio, salvo diverse previsioni. Le basi normative sono nel TUIR e nel DPR 633/1972 per l’IVA, con istruzioni dell’Agenzia delle Entrate. Valuta bene il punto di pareggio tra i due regimi.
Come funzionano acconti e saldo per imposta sostitutiva e IRPEF? Puoi fare un esempio numerico?
Si applica il meccanismo acconti-saldo. L’imposta dovuta per l’anno X determina l’acconto dell’anno X+1. Di norma l’acconto è pari al 100% dell’imposta precedente: 40% a giugno e 60% a novembre. Il saldo si paga a giugno dell’anno successivo.
Esempio: imposta sostitutiva 2025 pari a 3.000 euro. Nel 2026 versi 1.200 a giugno (40%) e 1.800 a novembre (60%). A giugno 2027 versi il saldo 2026, al netto degli acconti pagati. Stesso schema per l’IRPEF. Attenzione a proroghe con DPCM e rateazioni possibili con interessi.
Come incidono i contributi previdenziali sul calcolo? Sono sempre deducibili?
I contributi previdenziali obbligatori sono deducibili dal reddito imponibile sia nel forfettario sia nell’ordinario. “Deducibile” significa che riducono l’imponibile prima del calcolo dell’imposta. Per i professionisti senza cassa si applica la Gestione Separata INPS. Per chi ha una cassa, si seguono regole e aliquote della cassa stessa.
Attenzione al contributo integrativo delle casse private: spesso è a carico del cliente e non sempre è deducibile allo stesso modo del contributo soggettivo. Le regole sono nei regolamenti di cassa e nelle circolari INPS e dell’Agenzia delle Entrate. Verifica ogni anno aliquote e minimali pubblicati dagli enti previdenziali.
Quali sono le addizionali regionali e comunali e come si calcolano nel 2026?
Le addizionali sono imposte locali che si sommano all’IRPEF. L’addizionale regionale è regolata dal D.Lgs. 446/1997. L’addizionale comunale dal D.Lgs. 360/1998. Le aliquote variano per regione e comune. Si calcolano sull’imponibile IRPEF, dopo le deduzioni, e si versano con F24.
Nel forfettario non paghi addizionali, perché paghi l’imposta sostitutiva. Nell’ordinario sì. Le amministrazioni locali pubblicano ogni anno le delibere con le aliquote applicabili. Consulta le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per il calcolo, le soglie e le detrazioni specifiche.
