Tasse su 60.000€: quante sono e come calcolarle?

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Ultimo aggiornamento: agosto 2026.

Su 60.000€ paghi tasse diverse in base al regime: forfettario (5% o 15% su reddito forfettario) o ordinario (IRPEF a scaglioni 23%-33%-43% sul reddito netto).

  • Regime forfettario: imposta sostitutiva 5% start-up o 15%, base = ricavi x coefficiente ATECO; niente IVA né ritenute d’acconto.
  • Regime ordinario: IRPEF progressiva a scaglioni, addizionali regionali/comunali, deduzioni per contributi; principio di cassa per autonomi.
  • Soglie: forfettario fino a 85.000€ (uscita immediata oltre 100.000€); acconti e saldo con modello F24 a giugno e novembre.

Panoramica normativa di riferimento

Il regime forfettario è previsto dalla Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89. Ha semplificazioni forti: imposta sostitutiva al posto di IRPEF, addizionali e IRAP, oltre a esclusione dall’IVA. Le condizioni di accesso e le esclusioni restano in questi commi e nelle modifiche successive.

Il limite dei ricavi/compensi è 85.000€ annui. È prevista l’uscita immediata se gli incassi superano 100.000€ durante l’anno. Questa regola è stata introdotta e confermata da leggi di bilancio recenti. Verifica sempre il testo coordinato su Normattiva.

Per il regime ordinario valgono le regole del TUIR (DPR 917/1986). Per i professionisti si applica il principio di cassa (art. 54 TUIR): contano incassi e pagamenti, non le fatture emesse o ricevute ma non saldate.

Gli scaglioni IRPEF 2026 sono articolati in tre livelli. Aliquote: 23% fino a 28.000€, 33% tra 28.001€ e 50.000€, 43% oltre. Le addizionali regionali e comunali si sommano all’IRPEF. Le percentuali variano in base al territorio, con delibere regionali e comunali pubblicate annualmente.

L’IRAP per le persone fisiche esercenti arti e professioni non si applica dal 2022. La soppressione è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2022. Puoi verificare i riferimenti aggiornati su Normattiva. Per IVA, regole generali nel DPR 633/1972. Per il forfettario si applicano le esclusioni IVA previste dalla legge istitutiva.

Come si calcolano le tasse su 60.000€

Regime forfettario: definizione, requisiti e formula

Cos’è il regime forfettario. È un regime agevolato con imposta sostitutiva. Imposta sostitutiva significa che sostituisce IRPEF e addizionali. L’aliquota è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti start-up (nessuna attività simile nei 3 anni precedenti, nuova attività non prosecuzione, e altri requisiti dei commi 65 e seguenti della Legge 190/2014).

La base imponibile non è l’incassato intero. Si applica il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO. È una percentuale che stima il margine medio del settore. Esempio: servizi professionali spesso al 78%. Subito dopo si sottraggono i contributi previdenziali versati nell’anno. La differenza è tassata al 5% o 15%.

Restano obblighi semplificati: niente IVA in fattura, niente ritenuta d’acconto subita. Fatturazione elettronica obbligatoria per tutti dal 2024 (norma attuativa contenuta nel Decreto PNRR 2 e successivi provvedimenti; verifica su Normattiva). Si versano saldo e acconti con F24 nei termini ordinari.

Esempio pratico con 60.000€ per una Social Media Manager (ATECO servizi, coefficiente 78%). Reddito forfettario = 60.000 x 78% = 46.800€. Se è nei primi 5 anni e ha i requisiti, imposta sostitutiva 5%: 46.800 x 5% = 2.340€. Se non ha l’aliquota start-up, imposta 15%: 46.800 x 15% = 7.020€. I contributi previdenziali (INPS Gestione Separata o cassa ordinistica) si calcolano sul reddito forfettario e sono deducibili prima dell’imposta. Le aliquote previdenziali cambiano per gestione e anno. Consulta il portale INPS o la tua cassa.

Regime ordinario: base, scaglioni e deduzioni

Cos’è il regime ordinario. È il regime “pieno”. Paghi l’IRPEF a scaglioni e le addizionali. Applichi IVA se sei soggetto passivo. Per i professionisti vale il principio di cassa: incassi meno costi pagati nel periodo.

La base imponibile è il reddito netto: ricavi/compensi incassati meno costi deducibili e contributi previdenziali. I costi deducibili sono quelli inerenti, documentati e pagati nell’anno (art. 54 TUIR per autonomi). Alcuni oneri generano detrazioni d’imposta (spese sanitarie, interessi mutuo, ecc.) secondo gli articoli 15 e seguenti TUIR.

Scaglioni IRPEF 2026. 23% fino a 28.000€; 33% da 28.001€ a 50.000€; 43% oltre 50.000€. Si aggiungono addizionali regionali e comunali determinate annualmente dalle amministrazioni. Gli acconti si calcolano con metodo “storico” o “previsionale”. Lo storico usa l’imposta dell’anno prima. Il previsionale usa una stima dell’imposta dell’anno in corso.

Esempio pratico con 60.000€ incassati e 10.000€ di costi deducibili. Reddito ante contributi = 50.000€. Trascurando qui le detrazioni e i contributi per semplicità: IRPEF primo scaglione 28.000 x 23% = 6.440€. Secondo scaglione 22.000 x 33% = 7.260€. Totale IRPEF lorda: 13.700€. Vanno poi calcolate le addizionali e sottratte le detrazioni spettanti. I contributi previdenziali pagati si deducono dal reddito prima del calcolo dell’imposta.

Contributi previdenziali e loro effetto fiscale

I contributi sono obbligatori. Per chi non ha cassa ordinistica, si usa la Gestione Separata INPS. La base è il reddito professionale, che in forfettario coincide con il reddito forfettario, e in ordinario con il reddito netto. L’aliquota varia per anno e tipologia. Verifica sul portale INPS.

Le casse professionali hanno regole proprie (minimi, contributi soggettivi, integrativi, di maternità). Ciascuna cassa pubblica gli importi e le aliquote ogni anno. I contributi sono in gran parte deducibili dal reddito. Questo riduce la base IRPEF o la base dell’imposta sostitutiva.

Nel forfettario, alcuni iscritti ad artigiani e commercianti possono chiedere la riduzione del 35% dei contributi fissi. È un’agevolazione contributiva che incide sul costo complessivo, non sulla formula fiscale.

Regola decisionale rapida

Come scegliere tra forfettario e ordinario in modo logico

Se i tuoi ricavi previsti sono fino a 85.000€ e hai costi bassi, il forfettario tende a convenire. Costi bassi significa che i tuoi costi reali sono inferiori al “taglio” implicito del coefficiente ATECO. Esempio: con coefficiente 78%, la legge ti riconosce costi forfettari del 22%.

Se i costi reali superano stabilmente il 30-35% dei ricavi, valuta l’ordinario. In ordinario deduci i costi effettivi. Se hai costi molto alti, la tua base imponibile scende. Può battere il reddito forfettario.

Se lavori B2B con clienti che detrarrebbero l’IVA, l’ordinario può aiutare il cash flow. Addebiti IVA e puoi detrarre l’IVA sugli acquisti. Se invece lavori con privati, l’assenza di IVA del forfettario semplifica e ti rende più competitivo sul prezzo finale.

Se sei vicino a 85.000€ e potresti superare 100.000€ in corso d’anno, valuta l’ordinario per evitare la fuoriuscita immediata dal forfettario. La fuoriuscita comporta effetti IVA e imposta dal momento del superamento. È una gestione complessa.

Se puoi usare l’aliquota start-up al 5% per 5 anni, il forfettario è spesso molto conveniente. Verifica di rispettare i requisiti dei commi 65 e seguenti della Legge 190/2014 (nuova attività, nessuna prosecuzione, soglie rispettate).

Scadenze, versamenti e adempimenti nel 2026

Calendario fiscale tipico

Saldo 2025 e primo acconto 2026 entro il 30 giugno 2026. È possibile un breve differimento con maggiorazione annuale se previsto dai decreti. Verifica ogni anno su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Secondo acconto 2026 entro il 30 novembre 2026. L’acconto si versa in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre, se l’acconto complessivo supera le soglie minime.

Imposte dovute: imposta sostitutiva per i forfettari; IRPEF e addizionali per gli ordinari. Tutto con modello F24. Le scadenze possono variare per festività e proroghe. Controlla i provvedimenti annuali dell’Agenzia.

Altri adempimenti essenziali

Fatturazione elettronica: obbligatoria per forfettari e ordinari. Il quadro è stato esteso in modo generalizzato, con provvedimenti attuativi successivi al 2022. Ricorda l’obbligo di conservazione digitale.

Dichiarazione dei redditi: Modello Redditi PF per professionisti. ISA solo per i contribuenti che rientrano nelle attività soggette e non in forfettario. Trasmissione telematica secondo il DPR 322/1998.

Per i soggetti IVA in ordinario: liquidazioni periodiche IVA e dichiarazione annuale IVA, salvo regimi esonerati. Regole nel DPR 633/1972 e norme attuative.

Fonti e riferimenti normativi (testuali)

Normattiva e testi principali da consultare

Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 (regime forfettario, aliquote 15% e 5%, requisiti ed esclusioni). Verifica il testo coordinato su Normattiva.

DPR 917/1986 (TUIR): art. 54 principio di cassa per lavoro autonomo; articoli su deduzioni e detrazioni; struttura IRPEF e scaglioni aggiornati con leggi di bilancio.

DPR 633/1972 (IVA): regole generali IVA; per i forfettari valgono le specifiche esclusioni da adempimenti IVA previste dalla legge istitutiva del regime.

Dichiarazioni fiscali: DPR 322/1998 per termini e modalità. IRAP persone fisiche escluse dal 2022 come da Legge di Bilancio 2022; verifiche su Normattiva.

INPS e casse professionali: tabelle contributive aggiornate sui rispettivi portali istituzionali; Ministero del Lavoro per inquadramenti previdenziali.

Scenario Requisiti di accesso Base imponibile e aliquote (2026) Scadenze e adempimenti
Forfettario start-up (5%) Ricavi fino a 85.000€; requisiti start-up (nuova attività, no prosecuzione, ecc.); nessuna esclusione applicabile Reddito = ricavi x coefficiente ATECO – contributi; imposta sostitutiva 5% per 5 anni Fattura elettronica; niente IVA né ritenute; saldo/imposta e acconti con F24: 30 giugno e 30 novembre
Forfettario standard (15%) Ricavi fino a 85.000€; esclusioni non presenti; uscita immediata se incassi >100.000€ Reddito = ricavi x coefficiente ATECO – contributi; imposta sostitutiva 15% Obblighi come sopra; verifica soglia 85.000€; monitoraggio incassi e coefficienti
Ordinario professionista Nessun limite ricavi; principio di cassa; tenuta registri e IVA Reddito = incassi – costi – contributi; IRPEF 23%-33%-43% + addizionali; IVA a debito/credito F24 saldo/acconti; liquidazioni e dichiarazione IVA; Modello Redditi PF; eventuali ISA
Passaggio forfettario→ordinario in corso d’anno Incassi >100.000€ o perdita requisiti; effetti immediati Imposta sostitutiva fino al superamento; poi regole IVA/IRPEF ordinarie Gestione pro-rata temporale; adeguamento IVA da momento del superamento; comunicazioni e aggiornamenti contabili
Ordinario con costi elevati Attività con costi reali >30-35% ricavi Deduzione costi effettivi riduce base IRPEF; possibili vantaggi rispetto a reddito forfettario Pianificazione acconti col metodo previsionale; controllo detrazioni e addizionali

FAQ: domande frequenti su tasse e 60.000€ di ricavi

Con 60.000€ di incassi, quanto pago in forfettario tra imposta e contributi?

L’imposta si calcola sul reddito forfettario, non sull’incassato. Esempio con coefficiente ATECO 78%: reddito forfettario = 60.000 x 78% = 46.800€. Se hai i requisiti start-up, imposta 5% = 2.340€. Se no, 15% = 7.020€. I contributi previdenziali si aggiungono e sono deducibili prima dell’imposta. L’aliquota contributiva dipende dalla tua gestione (INPS Gestione Separata o cassa professionale) e dall’anno. In pratica, versi prima i contributi; poi calcoli l’imposta sulla differenza. Ricorda che in forfettario non paghi le addizionali regionali e comunali perché l’imposta sostitutiva le rimpiazza. Verifica ogni anno le aliquote contributive sul portale INPS o della tua cassa.

Con 60.000€ di incassi e 10.000€ di costi, quanto pago in ordinario?

Parti dal reddito netto: 60.000 – 10.000 = 50.000€, da cui sottrai i contributi previdenziali pagati nell’anno. Sulla base che resta applichi gli scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€, 33% da 28.001€ a 50.000€, 43% oltre. Nel caso 50.000€, l’imposta lorda è 6.440€ + 7.260€ = 13.700€ (prima di detrazioni). Aggiungi le addizionali regionali e comunali, che variano per territorio. Sottrai eventuali detrazioni (per lavoro autonomo, carichi di famiglia, spese detraibili). L’IVA non entra in questo calcolo perché è un’imposta indiretta a valle e si determina con liquidazioni separate.

Quali costi posso dedurre in ordinario e cosa significa principio di cassa?

Principio di cassa significa che contano gli incassi effettivi e i pagamenti effettivi dell’anno. Lo prevede l’art. 54 del TUIR per i professionisti. Puoi dedurre i costi inerenti all’attività, documentati e pagati: ad esempio software, canoni, utenze, consulenze, pubblicità, formazione ammessa, quote di ammortamento dei beni strumentali secondo regole fiscali. Alcuni costi hanno limiti percentuali o plafond (auto, telefonia). Le spese promiscue si deducono in misura proporzionale all’uso professionale. I contributi previdenziali sono deducibili sempre. Le spese detraibili (diverse dalle deduzioni) riducono l’imposta, non il reddito, e seguono regole specifiche del TUIR.

Se supero 85.000€ o arrivo a 100.000€ nel forfettario, cosa succede?

Fino a 85.000€ puoi restare nel forfettario se non ricadi in cause di esclusione. Oltre 85.000€ ma sotto 100.000€, esci dal forfettario dall’anno successivo. Se superi 100.000€ in corso d’anno, l’uscita è immediata dal momento del superamento. Questo comporta effetti IVA e imposte dalla data in cui oltrepassi la soglia: devi applicare l’IVA alle operazioni successive, adeguare i registri e ricalcolare gli obblighi fiscali. È una gestione tecnica che richiede attenzione per pro-rata e variazioni. Le regole sono nel corpo della Legge 190/2014 come modificata. Verifica sempre il testo su Normattiva e le circolari dell’Agenzia delle Entrate per gli aspetti operativi.

Come funzionano saldo e acconti per forfettario e ordinario? Posso usare il metodo previsionale?

Per entrambi i regimi versi il saldo dell’anno precedente e gli acconti dell’anno in corso. Scadenze ordinarie: 30 giugno per saldo e primo acconto, 30 novembre per secondo acconto. Se l’acconto è dovuto in due rate, in genere 40% a giugno e 60% a novembre. Puoi scegliere il metodo storico (calcoli l’acconto sull’imposta dovuta l’anno prima) o il metodo previsionale (stimi l’imposta dell’anno in corso). Il metodo previsionale è utile se prevedi un reddito inferiore, per evitare crediti futuri e migliorare il cash flow. Attenzione però: se sottostimi e versi meno del dovuto, maturano sanzioni e interessi. Le regole sui versamenti sono nel TUIR e nei provvedimenti annuali dell’Agenzia. Trovi i riferimenti aggiornati su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

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