Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire la Partita IVA all’Agenzia delle Entrate è gratis; avviare l’attività può costare (Camera di Commercio, SCIA, bolli, contributi). Il forfettario semplifica tutto e applica imposta sostitutiva 15% o 5%.
- L’apertura della Partita IVA è gratuita; i costi nascono da CCIAA, SUAP/SCIA, bolli, firma digitale, PEC e contributi previdenziali.
- Regime forfettario: limite ricavi 85.000 euro, imposta sostitutiva 15% (5% start-up), niente IVA e ritenute; fatturazione elettronica obbligatoria.
- Tempi: dichiarazione inizio attività entro 30 giorni; per imprese si usa la Comunicazione Unica; per attività soggette a SCIA serve invio prima dell’avvio.
È davvero gratis aprire la Partita IVA? Distinzione fra apertura e avvio
Aprire la Partita IVA significa presentare la dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate. La norma è l’articolo 35 del DPR 633/1972. La presentazione è gratuita e usa il modello AA9/12 per le persone fisiche.
Avviare l’attività è altro. Se fai impresa individuale devi iscriverti al Registro Imprese e al REA. Paghi imposta di bollo e diritti di segreteria. Usi la Comunicazione Unica, prevista dalla normativa sulla semplificazione d’impresa.
Se eserciti una professione senza obbligo di iscrizione in Camera di Commercio, l’apertura resta gratuita. Ma potresti avere altri oneri. Ad esempio: PEC obbligatoria, marca da bollo sulle fatture, contributi previdenziali alla Gestione separata o alla Cassa professionale.
Per molte attività serve la SCIA, cioè una segnalazione certificata di inizio attività al SUAP comunale. La SCIA comporta marche da bollo e diritti. La base è il DPR 160/2010. Senza SCIA l’avvio è irregolare.
Quindi: l’apertura della Partita IVA è gratis. L’avvio operativo può richiedere costi. Dipende dal tipo di attività, dal codice ATECO e dalle autorizzazioni necessarie.
Regime forfettario 2026: requisiti, limiti e vantaggi
Il regime forfettario è il regime agevolato per partite IVA individuali. La base normativa è nella Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, come modificata da Legge 208/2015 e Legge 145/2018, e aggiornata dalla Legge 197/2022. Le norme sono consultabili sul portale Normattiva.
Requisito principale: ricavi o compensi entro 85.000 euro annui. Se superi 100.000 euro, esci immediatamente nel corso dell’anno. Se stai tra 85.001 e 100.000, esci dall’anno successivo. Questo meccanismo è stato introdotto dalla Legge 197/2022.
Tassazione: imposta sostitutiva del 15% sul reddito forfettario. Nei primi cinque anni puoi avere il 5%, se rispetti le condizioni di start-up. Condizioni tipiche: non proseguire la stessa attività svolta prima come dipendente o autonomo, e non aver avuto partita IVA recente. Le regole precise sono nei commi 65 e seguenti della Legge 190/2014.
Come si calcola il reddito: prendi i ricavi, applichi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO e sottrai i contributi previdenziali obbligatori versati. “Coefficiente di redditività” significa percentuale fissa che stima il margine, diversa per attività.
IVA e adempimenti: nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Non applichi ritenute d’acconto e chiedi al cliente di non operarle. Devi però assolvere l’imposta di bollo sulle fatture non assoggettate a IVA superiori a 77,47 euro. La base normativa per il bollo è il DPR 642/1972 e i relativi decreti attuativi per il bollo virtuale nelle e-fatture.
Fatturazione elettronica: dal 1° gennaio 2024 anche i forfettari emettono fatture elettroniche tramite Sistema di Interscambio. La base è il DL 36/2022 e il D.Lgs. 127/2015. Devi dotarti di un canale o di un software per emettere e ricevere e-fatture.
IRAP: le persone fisiche con partita IVA sono escluse dall’IRAP dal 2022. La base è la Legge 234/2021. Questo riduce la pressione fiscale rispetto al passato.
Costi iniziali tipici per categoria di attività
Professionista senza ordine e senza Cassa
Apri la Partita IVA con modello AA9/12: è gratis. Non ti iscrivi alla Camera di Commercio. Ti iscrivi alla Gestione Separata INPS. “Gestione Separata” è il fondo previdenziale per chi non ha una cassa dedicata.
Costi tipici: PEC obbligatoria, firma digitale se necessaria, eventuale marca da bollo sulle fatture, software per e-fattura. Nessuna SCIA se l’attività non è soggetta a segnalazione.
Professionista con ordine e Cassa
Apri la Partita IVA gratis. Ti iscrivi all’Ordine e alla Cassa professionale. Ogni Cassa ha contributi minimi e scadenze proprie. Le regole si trovano sui siti istituzionali degli ordini e nelle delibere delle Casse.
Ricorda la “rivalsa previdenziale”: percentuale indicata in fattura per coprire parte dei contributi. Non è IVA. Le percentuali variano per Cassa in base ai regolamenti interni.
Ditta individuale artigiano o commerciante
Usi la Comunicazione Unica per iscrizione al Registro Imprese, INPS e, se serve, INAIL. Paghi imposta di bollo e diritti di segreteria. Ti arriva l’iscrizione al REA.
Contributi: Gestione Artigiani e Commercianti INPS. Prevede una quota fissa annua e una percentuale sul reddito che supera un minimo. Gli importi sono aggiornati ogni anno da circolari INPS e dal Ministero del Lavoro.
Attività soggette a SCIA o autorizzazione
Prima di aprire al pubblico devi presentare la SCIA al SUAP del Comune. Paghi marche da bollo e diritti. Il DPR 160/2010 regola il procedimento.
Alcune attività richiedono requisiti morali e professionali. Ad esempio, somministrazione alimenti e bevande o agenti di commercio. Verifica presso il SUAP e le Camere di Commercio.
E-commerce e marketplace
L’e-commerce è commercio a tutti gli effetti. Serve iscrizione in Camera di Commercio e, spesso, SCIA per vendita al dettaglio online. Devi indicare in sito i dati fiscali e il numero REA.
Valuta anche la privacy e il trattamento dati. Le regole le detta il Codice Privacy e il Regolamento europeo. Non sono fiscali, ma sono obbligatorie.
Tempistiche e passi operativi
Quando presentare la dichiarazione di inizio attività
Hai 30 giorni dall’inizio effettivo per presentare il modello all’Agenzia delle Entrate. La base resta l’articolo 35 del DPR 633/1972. Se fai impresa, la Comunicazione Unica vale anche come dichiarazione ai fini IVA.
Comunicazione Unica per le imprese individuali
La Comunicazione Unica consente di fare un solo invio per Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS e INAIL. È la procedura standard per artigiani e commercianti. Prevede diritti e bolli.
SCIA e titoli abilitativi
Invia la SCIA prima di iniziare l’attività che la richiede. In molti casi l’effetto è immediato, ma il Comune può fare controlli. Conserva ricevute e protocolli.
Fatturazione elettronica: operatività
Attiva la PEC, scegli un software di fatturazione, registra l’indirizzo telematico presso l’Agenzia delle Entrate, imposta il tuo codice ATECO e le annotazioni obbligatorie in fattura. Inserisci la dicitura sulla non applicazione dell’IVA e delle ritenute.
Errori da evitare
Non indicare l’IVA in fattura se sei in forfettario. Non omettere il bollo quando dovuto. Non dimenticare la SCIA per attività soggette. Non superare i limiti del forfettario senza valutarne l’impatto.
Regola decisionale rapida
Se svolgi attività professionale non regolamentata e senza sede aperta al pubblico, allora apri la Partita IVA gratis e ti iscrivi solo all’INPS Gestione Separata. Niente Camera di Commercio.
Se svolgi attività di impresa, allora usa la Comunicazione Unica, paga diritti e bolli e iscriviti in Camera di Commercio e INPS Artigiani/Commercianti. Valuta anche l’INAIL.
Se l’attività è soggetta a SCIA o ad autorizzazione, allora invia la pratica al SUAP prima di iniziare e conserva la ricevuta. I costi variano per Comune.
Se rientri nei limiti del forfettario e non hai cause di esclusione, allora scegli il forfettario: niente IVA, imposta sostitutiva 15% o 5% start-up, e fattura elettronica obbligatoria.
Se prevedi ricavi oltre 85.000 euro, allora valuta subito l’ordinario: deduci costi reali e detrai IVA. Pianifica prima di superare le soglie per evitare uscite improvvise.
Riferimenti normativi utili
DPR 633/1972, articolo 35, per la dichiarazione di inizio attività IVA. Consultabile sul portale Normattiva.
Legge 190/2014, articolo 1, commi 54-89, istitutiva del regime forfettario, con modifiche delle Leggi 208/2015, 145/2018 e 197/2022. Consultabile su Normattiva.
D.Lgs. 127/2015 e DL 36/2022 per la fatturazione elettronica estesa ai forfettari dal 2024. Consultabili su Normattiva.
DPR 642/1972 per l’imposta di bollo su fatture senza IVA e atti soggetti a bollo.
DPR 160/2010 per SUAP e SCIA. Circolari INPS e atti del Ministero del Lavoro per minimali e aliquote contributive annuali.
Tabella scenari, adempimenti, costi e tempi
| Scenario | Adempimenti obbligatori | Cosa costa e cosa è gratis | Tempistiche legali |
|---|---|---|---|
| Professionista senza Albo (consulente, designer, copy) | Partita IVA con AA9/12; iscrizione INPS Gestione Separata; e-fattura; bollo quando dovuto | Gratis: apertura IVA. A pagamento: PEC, software e-fattura, bolli, eventuale firma digitale | AA9/12 entro 30 giorni dall’inizio; e-fattura dal primo documento |
| Professionista con Albo e Cassa (ingegnere, avvocato, medico) | Partita IVA; iscrizione Ordine; iscrizione Cassa; e-fattura; rivalsa previdenziale secondo regolamento | Gratis: apertura IVA. A pagamento: iscrizioni Ordine/Cassa, PEC, bolli | Iscrizioni secondo termini ordinistici; AA9/12 entro 30 giorni |
| Ditta individuale commercio o artigianato | Comunicazione Unica (Registro Imprese, AE, INPS, INAIL); SCIA se richiesta; e-fattura | Gratis: nulla in CCIAA. A pagamento: diritti CCIAA, imposta di bollo, diritti SUAP, PEC, bolli fatture | ComUnica prima dell’avvio; SCIA prima dell’apertura al pubblico |
| Attività regolamentata (somministrazione alimenti, estetista, agenti) | Requisiti professionali; SCIA/autorizzazione; ComUnica o AA9/12; e-fattura | Gratis: apertura IVA. A pagamento: corsi/abilitazioni, marche da bollo, diritti SUAP/CCIAA | SCIA/autorizzazione prima dell’inizio; rispetto tempi istruttori del Comune |
| E-commerce (vendita online B2C/B2B) | ComUnica; SCIA per vendita al dettaglio online; informativa legale; e-fattura | Gratis: nulla in CCIAA. A pagamento: diritti e bolli, PEC, strumenti e-commerce, bolli fatture | SCIA prima della messa online dell’attività economica; ComUnica prima dell’avvio |
FAQ
Aprire la Partita IVA è gratis anche se scelgo il regime forfettario?
Sì. La scelta del regime fiscale non cambia il costo di apertura. La dichiarazione di inizio attività all’Agenzia delle Entrate, prevista dall’articolo 35 del DPR 633/1972, è gratuita per tutti, anche per il forfettario. I costi nascono dagli adempimenti collegati all’avvio concreto dell’attività. Se fai impresa individuale devi passare dalla Comunicazione Unica con imposta di bollo e diritti di segreteria. Se la tua attività richiede SCIA o autorizzazioni, paghi bolli e diritti al SUAP. Anche nel forfettario serve la PEC e, dal 2024, la fatturazione elettronica. Questi servizi possono avere un canone. Infine, iniziano i contributi previdenziali, che non sono un “costo di apertura”, ma un obbligo periodico stabilito da INPS o dalla Cassa professionale.
Quali sono i limiti del forfettario nel 2026 e quando esco dal regime?
Il limite di accesso e permanenza è 85.000 euro di ricavi o compensi annui. Se superi 100.000 euro, esci subito nel corso dell’anno e applichi l’IVA dalle operazioni che determinano il superamento. Se stai tra 85.001 e 100.000 euro, esci dall’anno successivo. Queste regole derivano dalla Legge 197/2022 che ha modificato i commi del forfettario nella Legge 190/2014. Ricorda anche le cause di esclusione specifiche, come la partecipazione a società di persone con attività collegata o la fatturazione prevalente a datori ex dipendenti. Valuta ogni caso con le norme alla mano, disponibili su Normattiva, e con le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate aggiornate all’anno in corso.
Devo pagare l’IVA o applicare ritenute in regime forfettario?
No. Nel forfettario non addebiti l’IVA in fattura e non la detrai sugli acquisti. Operi “fuori campo IVA” per le tue vendite e prestazioni. Devi inserire la dicitura che spiega l’assenza di IVA per regime forfettario. Non applichi ritenute d’acconto sui compensi e chiedi ai clienti di non trattenerle. La base è nei commi 67-69 della Legge 190/2014. Tuttavia, restano fermi altri obblighi: bollo da 2 euro sulle fatture senza IVA sopra 77,47 euro, comunicazioni per operazioni estere tramite i tracciati del Sistema di Interscambio e corretta gestione delle e-fatture. Se esci dal forfettario per superamento soglie, torni ad applicare l’IVA e, in generale, il regime ordinario con registri e detrazioni.
Quali contributi pago all’inizio e quando partono?
Dipende dalla gestione previdenziale. Se sei professionista senza Cassa, ti iscrivi alla Gestione Separata INPS e versi una percentuale sul reddito. Gli scaglioni e l’aliquota li comunicano ogni anno INPS e Ministero del Lavoro con circolari. Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi minimi e una percentuale sul reddito che supera il minimale. Gli importi variano ogni anno. Se hai una Cassa professionale, segui le regole della tua Cassa: minimi, acconti, conguagli e rivalsa. L’avvio dei versamenti coincide con le scadenze fiscali e previdenziali ordinarie (acconti e saldi), con modelli F24. Ricorda la possibile riduzione del 35% per artigiani e commercianti in forfettario, disciplinata dalla normativa di settore e dalle circolari INPS, attivabile su domanda se ne hai i requisiti.
Quali sanzioni rischio se inizio a lavorare senza aver completato gli adempimenti?
Ci sono più livelli di rischio. Se non presenti la dichiarazione di inizio attività entro i termini, si applicano le sanzioni amministrative del D.Lgs. 471/1997. Se avvii un esercizio commerciale senza SCIA o autorizzazione, il Comune può disporre sanzioni e sospensione dell’attività sulla base del DPR 160/2010 e dei regolamenti locali. Se emetti fatture senza e-fattura quando obbligatoria, rischi sanzioni previste dal D.Lgs. 127/2015 e dalle norme collegate. Se dimentichi l’imposta di bollo, si applicano le sanzioni del DPR 642/1972. Inoltre, irregolarità contributive generano sanzioni e interessi da parte di INPS o delle Casse. Per evitare problemi, pianifica: presenta le pratiche in tempo, conserva ricevute, imposta correttamente il software di fatturazione e verifica gli adempimenti con le fonti ufficiali su Normattiva, Ministero del Lavoro e portali istituzionali.
