Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Aprire un negozio online richiede Partita IVA, SCIA commercio elettronico, iscrizione INPS commercianti, fatturazione elettronica e gestione IVA (eventualmente OSS/IOSS). I costi totali tipici variano tra 6.000€ e 15.000€ nel primo anno, a seconda del modello.
- Regime fiscale: forfettario (imposta 5% o 15%, coefficiente 40%) oppure ordinario (IRPEF per scaglioni 23%-33%-43%, IVA detraibile).
- IVA nelle vendite a distanza UE: soglia unica 10.000€ annui; oltre si applica l’IVA del paese di destinazione via OSS/IOSS.
- INPS commercianti: contributi fissi annui rateali più contributi percentuali sull’eccedenza; aliquota ordinaria 24,48% (soglie e minimali aggiornati ogni anno da INPS).
Panoramica dei costi per aprire un negozio online
Aprire un e-commerce comporta costi tecnici, burocratici e fiscali. La somma varia in base al modello di vendita e al canale scelto.
La parte digitale include sito, dominio, hosting, connettori di pagamento, logistica e marketing. Le voci fiscali includono Partita IVA, iscrizioni, contributi e imposte.
Un primo anno realistico va da 6.000€ a 15.000€. La forbice cresce se investi molto in marketing o in sviluppo su misura.
Adempimenti amministrativi: cosa serve per iniziare
Partita IVA, Registro Imprese e ComUnica
Per vendere online in modo professionale apri Partita IVA come ditta individuale commerciale. La ComUnica risolve in un invio l’apertura IVA, l’iscrizione al Registro Imprese e all’INPS.
Riferimenti: Decreto-legge 7/2007 convertito in Legge 40/2007 sulla Comunicazione Unica; Registro Imprese disciplinato dal codice civile e normativa camerale.
I costi vivi di bolli e diritti camerali per l’iscrizione variano in media tra 75,50€ e 135,50€ a seconda della Camera di Commercio.
SCIA per commercio elettronico
La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. Per il commercio elettronico la presenti allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune.
Fonti: D.Lgs. 114/1998 sul commercio, D.Lgs. 222/2016 (Tabella A) e DPR 160/2010 sul SUAP. Molti Comuni adottano modulistica standard.
I diritti di segreteria variano da 0€ a 200€. Verifica sempre con il SUAP del tuo Comune.
Firma digitale, PEC e domicilio digitale
Per firmare la pratica telematica serve la firma digitale. La PEC è la casella di posta certificata per le comunicazioni ufficiali.
Riferimenti: obbligo di domicilio digitale per imprese e professionisti introdotto dal DL 179/2012. La mancata attivazione può comportare sanzioni.
Costi annui indicativi combinati da 35€ in su, a seconda del provider e del kit.
Inquadramento fiscale: regimi, imposte, fatture e registri
Regime forfettario: cos’è e quando conviene
Il regime forfettario è un regime semplificato con imposta sostitutiva. Paghi un’aliquota ridotta sul reddito forfettario invece che le imposte ordinarie.
Per il commercio al dettaglio online (ATECO 47.91.10) il coefficiente di redditività è 40%. Significa che il 40% dei ricavi lordi diventa base imponibile fiscale.
Aliquote: 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up; poi 15%. Fonti: Legge 190/2014, art. 1 commi 54-89 e successive modifiche (Legge 145/2018 e seguenti).
Limite ricavi: in via generale 85.000€ annui. Superare i 100.000€ fa uscire subito dal regime per quell’anno. Verifica i limiti in vigore su Normattiva.
Regime ordinario: come funziona
Nel regime ordinario calcoli il reddito come differenza tra ricavi e costi deducibili. Applichi l’IRPEF per scaglioni e versi l’IVA, che puoi detrarre sugli acquisti.
Scaglioni IRPEF 2026: 23% fino a 28.000€, 33% tra 28.001€ e 50.000€, 43% oltre 50.000€. Ricorda addizionali regionali e comunali.
Conviene se hai costi elevati e acquisti con molta IVA detraibile, oppure margini ridotti che il forfettario non coglie.
Fatturazione elettronica e certificazione dei corrispettivi
La fatturazione elettronica è obbligatoria anche per i contribuenti in forfettario. Invii le fatture XML tramite il Sistema di Interscambio.
Fonti: D.Lgs. 127/2015 e provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Verifica i provvedimenti attuativi più recenti pubblicati dall’Agenzia.
E-commerce indiretto (beni fisici): niente scontrino o ricevuta fiscale obbligatoria per ogni vendita. Emissione fattura solo su richiesta cliente. Fonte: prassi Agenzia delle Entrate, risoluzione 274/E del 2009.
IVA nelle vendite a distanza: OSS e IOSS
Se vendi a consumatori UE, esiste una soglia unica di 10.000€ annui per servizi TTE e vendite a distanza. Sotto soglia applichi IVA italiana.
Oltre la soglia, applichi l’IVA del paese del consumatore. Puoi usare il regime OSS per dichiarare e versare l’IVA estera tramite un portale unico nazionale.
Per spedizioni extra-UE fino a 150€ puoi usare lo IOSS, che semplifica l’IVA all’importazione B2C. Fonti: Direttiva 2006/112/CE come modificata, Regolamento UE 2017/2455, Regolamento UE 2019/1995, D.Lgs. 83/2021.
Contributi previdenziali INPS: come calcolarli
Gestione commercianti: fissi e variabili
La Gestione commercianti ha contributi fissi annui su un minimale di reddito. Li versi in quattro rate trimestrali con F24.
Se il reddito imponibile supera il minimale, versi anche una quota percentuale sull’eccedenza. L’aliquota ordinaria è 24,48% per i commercianti, con piccole maggiorazioni per scaglioni superiori.
Minimale e massimale contributivo cambiano ogni anno con la circolare INPS. Consulta l’ultima circolare 2026 per gli importi precisi e le scadenze.
Esempio rapido
Ricavi 60.000€ in forfettario. Reddito forfettario 24.000€ (40%). Reddito imponibile contributivo 24.000€.
Versi i contributi fissi annui e, sulla parte sopra il minimale, il 24,48%. L’imposta sostitutiva si calcola sul reddito forfettario al netto dei contributi.
I numeri cambiano con i minimali annuali e le eventuali riduzioni. Verifica sempre le aliquote INPS dell’anno corrente.
Costi tipici: primo anno e mantenimento
Costi di avvio
Progettazione sito, dominio, hosting: da 1.000€ a 10.000€ a seconda della complessità. Un sito custom costa di più di un tema standard.
Gateway di pagamento e logistica: commissioni per transazione e canoni mensili. Considera anche i costi dei resi.
Burocrazia: ComUnica e bolli 75,50€-135,50€. Firma digitale e PEC da 35€ annui. SCIA comunale 0€-200€.
Costi ricorrenti
Commercialista: circa 700€/anno in forfettario, 1.500€ in ordinario, variabile per complessità e volumi.
Diritto camerale annuale: importi forfettari per imprese individuali, in media 53€-120€, determinati con decreto MIMIT annuale.
INPS commercianti: contributi fissi più variabili sull’eccedenza. Importi aggiornati annualmente da INPS.
Regola decisionale rapida
Se prevedi ricavi sotto 85.000€ e costi bassi, allora il forfettario è spesso la scelta più efficiente.
Se hai molti costi e investimenti con IVA elevata, allora valuta l’ordinario per dedurre costi e detrarre l’IVA.
Se vendi solo in Italia a consumatori, allora gestisci l’IVA italiana e valuta corrispettivi senza scontrino per e-commerce indiretto.
Se vendi in UE e superi 10.000€, allora usa l’OSS e applica l’IVA del paese di destinazione.
Se spedisci extra-UE con ordini sotto 150€, allora considera lo IOSS per semplificare l’IVA in dogana.
Compliance extra-fiscale: privacy, marketplace, magazzino
Privacy e cookie
Se raccogli dati personali, rispetta il GDPR. Predisponi informativa privacy chiara e base giuridica per ogni trattamento.
Per i cookie non tecnici serve il consenso. Usa un banner conforme e un registro dei consensi. Fonti: Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003 novellato; linee guida del Garante privacy.
Nomina eventuali responsabili del trattamento e conserva i log di sicurezza. Valuta l’impatto privacy per profilazioni spinte.
Marketplace e obblighi informativi
Le piattaforme devono comunicare i redditi dei venditori alle autorità fiscali. Riferimento: D.Lgs. 32/2023 che recepisce la direttiva DAC7.
Nei marketplace talvolta il gestore è “fornitore presunto” ai fini IVA per importi sotto soglia e vendite a distanza. Verifica i casi ex art. 14-bis della Direttiva 2006/112/CE.
Controlla i contratti di fulfillment, le responsabilità su resi, garanzie e fatturazione.
Magazzino, resi e prove di consegna
Gestisci DDT, etichette e prove di consegna. Questi documenti servono per IVA, resi e contestazioni.
Per giacenze in altro Stato UE, verifica se scattano obblighi IVA locali. Valuta il regime di call-off stock quando applicabile.
Conserva le evidenze dei pagamenti tracciati. Aiutano in caso di controlli su ricavi e corrispettivi.
Esempi numerici: confronto forfettario vs ordinario
Forfettario con ricavi 60.000€
Reddito forfettario: 40% di 60.000€ = 24.000€. Contributi INPS: fissi + 24,48% sull’eccedenza rispetto al minimale.
Base imposta sostitutiva: 24.000€ meno contributi versati. Imposta: 5% se start-up, altrimenti 15%.
Nessuna IVA da versare, né diritto alla detrazione IVA sugli acquisti.
Ordinario con ricavi 60.000€ e costi 30.000€ + IVA
Reddito netto: 30.000€. Contributi INPS secondo regole commercianti.
IRPEF per scaglioni: 23%, poi 33% e 43% se superi le soglie. Addizionali a parte.
IVA: versi la differenza tra IVA sulle vendite e l’IVA detraibile sugli acquisti.
Fonti normative da conoscere
Fiscalità e IVA
DPR 633/1972 (IVA). Direttiva 2006/112/CE e modifiche su vendite a distanza, Regolamenti UE 2017/2455 e 2019/1995, D.Lgs. 83/2021 (OSS/IOSS).
D.Lgs. 127/2015 su fatturazione elettronica e corrispettivi telematici. Prassi Agenzia delle Entrate, come la risoluzione 274/E del 2009 per e-commerce indiretto.
Legge 190/2014, Legge 145/2018 e successive per regime forfettario. Verifica su Normattiva gli aggiornamenti annuali.
Amministrativo e lavoro
D.Lgs. 114/1998 sul commercio, D.Lgs. 222/2016 (SCIA Tabella A), DPR 160/2010 (SUAP). Obbligo domicilio digitale ex DL 179/2012.
Contributi INPS: circolari annuali Gestione artigiani e commercianti. Norme storiche: Legge 613/1966 e Legge 662/1996.
Privacy: Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003. Linee guida del Garante su cookie e analytics.
| Scenario di vendita | IVA e fatturazione | Iscrizioni/Pratiche richieste | Tempistiche medie | Costi vivi indicativi |
|---|---|---|---|---|
| Solo Italia, B2C beni fisici | IVA italiana. Fattura su richiesta cliente. Nessuno scontrino obbligatorio per e-commerce indiretto. | Partita IVA, ComUnica, Registro Imprese, INPS commercianti, SCIA commercio elettronico, PEC e firma digitale. | 5-10 giorni lavorativi dall’invio delle pratiche complete. | Bolli/diritti 75,50€-135,50€; SCIA 0€-200€; PEC+firma da 35€; diritto camerale 53€-120€ annui. |
| Italia + UE B2C, vendite sotto 10.000€ UE | IVA italiana fino alla soglia unica UE. Fattura su richiesta. Tracciabilità pagamenti. | Come sopra. Nessun OSS obbligatorio sotto soglia, ma valuta adesione volontaria se utile. | Come sopra; OSS volontario richiede 3-5 giorni aggiuntivi. | Nessun costo OSS fisso; possibili costi software per reportistica. |
| UE B2C oltre 10.000€ | IVA del paese del consumatore. Dichiarazioni trimestrali via OSS. | Registrazione OSS presso l’Agenzia delle Entrate. Aggiorna i listini IVA per paese. | OSS attivo in 1-2 settimane. Adeguamento listini 1-3 settimane. | Costi consulenza e software per mappare aliquote; tempo interno dedicato. |
| Extra-UE B2C (esportazioni) | Non imponibile art. 8 DPR 633/1972. Gestione dogana. Valuta IOSS sotto 150€ se spedisci dall’estero. | EORI per dogana se esporti direttamente. Eventuale IOSS per facilitare IVA all’importazione. | EORI 3-7 giorni; IOSS 1-2 settimane. Setup corrieri 1-2 settimane. | Oneri doganali, svincoli, costi broker; software documentale. |
| Vendita tramite marketplace | Marketplace talvolta “fornitore presunto” ai fini IVA per specifici casi. Emissione fattura secondo contratto. | Partita IVA e registrazioni standard; attenzione a DAC7 per scambi dati fiscali. | Onboarding piattaforma 1-2 settimane. Allineamento fiscale 1 settimana. | Commissioni marketplace 5%-20%; costi compliance e reportistica periodica. |
FAQ
Quanto costa davvero aprire e mantenere un e-commerce nel primo anno?
Il costo dipende da piattaforma, marketing e complessità fiscale. Un progetto “snello” con sito su CMS, gateway standard e logistica base costa tra 6.000€ e 9.000€ nel primo anno. Qui sommi: sviluppo e setup (1.000€-5.000€), marketing iniziale (1.000€-3.000€), pratiche amministrative (circa 150€-300€), consulenza fiscale (700€-1.500€), PEC e firma (da 35€), diritto camerale (53€-120€) e i contributi INPS fissi annuali. Se progetti un sito custom con integrazioni ERP, PIM e connettori marketplace, considera 10.000€-15.000€ o più. Nel mantenimento annuo contano tre voci: consulenza contabile, diritto camerale e INPS fissi, cui si aggiungono i contributi variabili e le imposte in base ai ricavi. Ricorda che i minimali INPS e le aliquote possono cambiare ogni anno: controlla la circolare INPS 2026 e la normativa su Normattiva.
Meglio regime forfettario o ordinario per un negozio online?
Dipende da ricavi, margini e struttura dei costi. Il forfettario conviene quando i costi effettivi sono bassi e i margini sono buoni, perché paghi un’imposta sostitutiva sul reddito forfettario (per il commercio il 40% dei ricavi). Non versi IVA e non la detrai, quindi i tuoi acquisti costano “lordo”. L’aliquota è 5% per start-up con requisiti, poi 15%. L’ordinario conviene quando sostieni molti costi, hai fornitori con IVA alta, o margini risicati: deduci i costi, detrai l’IVA, e applichi l’IRPEF per scaglioni (23%-33%-43%). Se prevedi investimenti importanti (es. sviluppo software, marketing), l’ordinario può ridurre il carico netto. Se stimare è difficile, costruisci due scenari con bilancio previsionale e confronta il netto in tasca. Riferimenti normativi: Legge 190/2014 e Legge 145/2018 per il forfettario; DPR 633/1972 e TUIR per l’ordinario.
Come funziona l’IVA nelle vendite verso clienti UE e extra-UE?
Nelle vendite B2C UE si applica la soglia unica di 10.000€ annui per servizi TTE e vendite a distanza. Fino a questa soglia puoi fatturare con IVA italiana. Superata, devi applicare l’IVA del paese del cliente e puoi gestire gli adempimenti con l’OSS, un portale unico nel tuo paese. Nelle spedizioni extra-UE, in Italia le cessioni sono non imponibili IVA ai sensi dell’art. 8 del DPR 633/1972, ma devi gestire documenti doganali e prova di uscita. Per spedizioni di valore modesto verso l’UE da paesi terzi, l’IOSS consente di riscuotere l’IVA al checkout e velocizzare lo sdoganamento. Fonti: Direttiva 2006/112/CE come modificata dai pacchetti e-commerce UE, Regolamenti UE 2017/2455 e 2019/1995, e D.Lgs. 83/2021 che ha introdotto OSS/IOSS in Italia.
E-commerce indiretto: devo emettere scontrini o ricevute per ogni vendita?
Per l’e-commerce indiretto, che è la vendita online di beni fisici con consegna tramite corriere, la prassi dell’Agenzia delle Entrate esonera dall’obbligo di scontrino o ricevuta fiscale per ogni singola cessione. Emetti fattura solo se il cliente la richiede o in casi particolari (es. vendite a soggetti IVA). Devi però tenere una corretta contabilizzazione dei corrispettivi e conservare le evidenze degli incassi e delle spedizioni. Per i contribuenti in forfettario vale l’obbligo generalizzato di fatturazione elettronica per le fatture emesse. Riferimenti: D.Lgs. 127/2015 per la fatturazione elettronica e risoluzione 274/E del 2009 per l’esonero da certificazione dei corrispettivi nell’e-commerce indiretto.
Quali rischi normativi sottovalutano spesso i nuovi e-commerce?
Quattro aree critiche: IVA estera, privacy, marketplace e magazzini esteri. Primo: superare la soglia UE da 10.000€ senza attivare l’OSS comporta errori di aliquota e sanzioni. Secondo: banner cookie non conforme o informative privacy carenti espongono a multe; serve base giuridica chiara per marketing e profilazione. Terzo: vendere su marketplace senza capire chi emette documenti fiscali e quando il marketplace è “fornitore presunto” può portare a doppie imposizioni o omissioni. Quarto: stock in altro Stato UE può far nascere obblighi IVA locali e identificazioni; mappa i flussi prima di spostare merce. A ciò si aggiungono le comunicazioni DAC7 per marketplace e gli obblighi di conservazione digitale delle fatture. Le fonti da monitorare sono Normattiva per le leggi, l’Agenzia delle Entrate per i provvedimenti, l’INPS per le circolari contributive e il Garante Privacy per le linee guida.
