Ultimo aggiornamento: giugno 2026.
Puoi presentare il Modello Redditi (ex “Unico”) online gratis o tramite CAF/intermediario a pagamento. Scadenze tipiche: invio al 30 novembre e versamenti da giugno. Valuta la complessità: errori comportano sanzioni, meglio assistenza qualificata.
- Canali: invio autonomo nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID/CIE/CNS; oppure tramite CAF o intermediario abilitato (Entratel) con delega e ricevuta di trasmissione.
- Scadenze: versamenti di saldo e acconti da giugno; invio telematico entro il 30 novembre; correzioni con “correttiva nei termini” o “integrativa”. Ravvedimento operoso applicabile.
- Costi medi 2026: CAF 80–140 euro per base, +30–60 euro per quadri aggiuntivi; Partita IVA (forfettario) 150–300+ euro; professionista 250–600+ euro a seconda della complessità.
Cos’è il “Modello Unico” oggi e chi deve presentarlo
Oggi “Modello Unico” si chiama Modello Redditi. Esiste per persone fisiche (Redditi PF), società di persone (Redditi SP) e società di capitali (Redditi SC).
Serve a dichiarare tutti i redditi non gestiti con il 730, o quando la situazione è complessa. Esempi: Partita IVA, redditi esteri, plusvalenze, perdite da portare a nuovo.
Base normativa: DPR 322/1998 sulla presentazione delle dichiarazioni e D.Lgs. 241/1997 sull’assistenza fiscale e i versamenti. Le versioni aggiornate sono consultabili su Normattiva e sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
730 o Modello Redditi? Differenze pratiche
Il 730 è pensato per lavoratori dipendenti e pensionati. È più veloce nei rimborsi e spesso precompilato. Ma non gestisce bene casistiche tipiche da Partita IVA.
Il Modello Redditi è più flessibile. Contiene i quadri per contabilità, partecipazioni, redditi esteri, e gestioni particolari. Si usa anche quando non puoi usare il 730.
Riferimenti: istruzioni ufficiali dell’Agenzia delle Entrate per 730 e Redditi; DPR 322/1998 per chi deve presentare, come e quando.
Come presentare: autonomamente, CAF o intermediario abilitato
Invio autonomo online: gratuito ma serve precisione
Accedi all’area riservata dell’Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Puoi usare la dichiarazione precompilata (quando disponibile) o i software di compilazione Redditi.
Il sistema calcola gli F24 per saldo e acconti. Al termine ottieni una ricevuta di invio. Conserva la ricevuta: prova l’avvenuta presentazione.
Fonti: portale Agenzia delle Entrate; DPR 322/1998 per la trasmissione telematica.
CAF: assistenza standardizzata e prezzi trasparenti
I CAF sono centri autorizzati a prestare assistenza fiscale. Devono rispettare regole, controlli e rilasciano un visto di conformità quando richiesto.
La tariffa dipende dai quadri da compilare e dalla documentazione da verificare. Chiedi sempre il preventivo scritto e la lista documenti.
Fonti: D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999 (istituzione e regole dei CAF), consultabili su Normattiva.
Intermediario abilitato (commercialista/consulente): gestione su misura
Gli intermediari inviano tramite Entratel con tua delega. Ti consegnano l’impegno alla trasmissione e la ricevuta dopo l’invio.
Possono assisterti su aspetti complessi: crediti, perdite, estero, plusvalenze, quadro RW, e visto di conformità per compensazioni rilevanti.
Fonti: DPR 322/1998 art. 3 (soggetti abilitati e invio), D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999 (visto di conformità e responsabilità).
Costi 2026: cosa aspettarti e cosa chiedere nel preventivo
I prezzi non sono fissati per legge. Ogni struttura applica un tariffario. Il costo dipende da numero di quadri, difficoltà e tempo di verifica documenti.
Range medi 2026 in Italia: base 80–140 euro per persone fisiche senza Partita IVA. Quadri aggiuntivi 30–60 euro ciascuno. Partita IVA in regime forfettario 150–300+ euro. Situazioni complesse 250–600+ euro.
Chiedi sempre se il prezzo include: calcolo acconti, rateazione, F24, invio, conservazione digitale, gestione di comunicazioni e lievi rettifiche post-invio.
Nota sul regime fiscale dei contribuenti
Se hai Partita IVA in regime forfettario, paghi un’imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali. È un’imposta unica calcolata sul reddito forfettario.
Il regime forfettario è disciplinato dalla Legge 190/2014 e successive modifiche. Le soglie e le cause di esclusione sono riportate dall’Agenzia delle Entrate e su Normattiva.
Non confonderlo con i vecchi “minimi”, non più attivabili da anni. Oggi si parla di forfettario o di regime ordinario.
Scadenze, pagamenti e ricevute
Calendario tipico per i redditi 2025 dichiarati nel 2026: versamenti da giugno; invio telematico entro il 30 novembre. Le date precise sono confermate ogni anno dall’Agenzia delle Entrate.
Versi con modello F24: saldo e primo acconto da giugno. Puoi rateizzare con interessi di legge. L’eventuale secondo acconto cade a fine novembre.
Conserva per almeno 5 anni ricevute, deleghe, documenti. È il periodo ordinario di accertamento fiscale. Fonte: DPR 600/1973 sui termini di accertamento.
Precompilata: quando è utile
La precompilata aiuta se hai dati standard: CU, mutuo, spese mediche comunicate, assicurazioni. Verifica sempre, perché non tutto è caricato o corretto.
Se modifichi la precompilata, assumi la responsabilità delle variazioni. In caso di visto di conformità, la responsabilità si condivide secondo la normativa.
Fonti: istruzioni Agenzia delle Entrate sulla dichiarazione precompilata; DM 164/1999 per il visto di conformità.
Errori, correzioni e sanzioni
Se noti un errore prima del 30 novembre, invia una “correttiva nei termini”. Sostituisce la precedente. È la soluzione più semplice e riduce i rischi.
Dopo la scadenza puoi presentare una “integrativa”. Corregge a favore o a sfavore. I tempi massimi seguono i termini di accertamento.
Le sanzioni per dichiarazione infedele vanno, in generale, dal 90% al 180% dell’imposta non versata. Se omessa, dal 120% al 240%, con minimi previsti.
Puoi usare il ravvedimento operoso per ridurre sanzioni e interessi se paghi spontaneamente. Fonti: D.Lgs. 471/1997 (sanzioni) e D.Lgs. 472/1997 art. 13 (ravvedimento).
Responsabilità di CAF e intermediari
Chi appone il visto di conformità risponde per errori sul visto. Può scattare responsabilità solidale per alcune violazioni, con regole e massimali specifici.
Gli intermediari devono rilasciare “impegno alla trasmissione” e, dopo l’invio, copia della ricevuta. Fonti: D.Lgs. 241/1997, DM 164/1999 e DPR 322/1998.
Regola decisionale rapida
Usa questi nessi logici per scegliere come presentare:
- Hai solo CU da lavoro o pensione, detrazioni standard e nessun reddito estero? Scegli 730 o Redditi precompilato e procedi da solo.
- Hai Partita IVA in forfettario e solo fatture italiane, pochi oneri, niente estero? Valuta CAF con pacchetto Partita IVA o un intermediario, per quadri LM/RS e acconti.
- Hai più fonti di reddito, locazioni, plusvalenze, minusvalenze, crediti da compensare o quadro RW? Meglio un intermediario abilitato con controllo documentale e pianificazione.
- Hai società, partecipazioni, perdite pregresse, o intendi usare compensazioni rilevanti? Intermediario con visto di conformità e analisi preventiva.
- Se sei in ritardo o devi correggere errori con ravvedimento, evita il fai-da-te: serve gestione puntuale delle sanzioni e degli interessi.
Fonti utili: DPR 322/1998 per termini e invii; D.Lgs. 241/1997 e DM 164/1999 per assistenza fiscale e visti; D.Lgs. 471/1997 e 472/1997 per sanzioni e ravvedimento. Consulta Normattiva e il sito dell’Agenzia delle Entrate per i testi aggiornati.
| Scenario | Requisiti/Documenti | Tempistiche 2026 (tipiche) | Costi indicativi |
|---|---|---|---|
| Invio autonomo online (Redditi PF) | SPID/CIE/CNS, CU, oneri detraibili/deducibili, eventuali dati Partita IVA, software AE | Versamenti da giugno; invio entro 30 novembre; conservazione 5 anni | Gratuito (tempo tuo); eventuale costo per PEC/firma non necessario |
| CAF per persona fisica senza Partita IVA | CU, mutuo, assicurazioni, spese sanitarie, detrazioni casa, IBAN per rimborsi | Appuntamento da aprile-luglio; invio entro 30 novembre; ricevuta subito | 80–140 euro base; +30–60 euro per quadro aggiuntivo |
| CAF o intermediario per Partita IVA forfettaria | Fatture emesse, contributi, eventuali ritenute, quadri LM/RS, situazione acconti | Calcolo acconti da giugno; invio entro 30 novembre; secondo acconto a novembre | 150–300+ euro a seconda dei quadri e del controllo documenti |
| Intermediario per casi complessi (estero, RW, plusvalenze) | Estratti conto, quadro RW, documenti estereri, certificazioni, storici perdite/crediti | Pianificazione da marzo; invio entro 30 novembre; integrative se necessarie | 250–600+ euro; extra per visto di conformità e pratiche estero |
FAQ
1) Il “Modello Unico” esiste ancora? Che differenza c’è con il Modello Redditi e il 730 nel 2026?
Il termine “Modello Unico” è superato. Oggi il modello si chiama Redditi. Esistono versioni per persone fisiche, società di persone e società di capitali. Il 730 resta lo strumento più semplice per dipendenti e pensionati. Consente rimborsi veloci in busta paga o pensione e si integra bene con la precompilata. Il Modello Redditi è più completo e gestisce casistiche non coperte dal 730: Partita IVA, redditi esteri, plusvalenze, partecipazioni, perdite pregresse, crediti da compensare con visto. La scelta dipende dalla tua situazione. Se hai solo CU e detrazioni standard, il 730 è sufficiente. Se hai Partita IVA o casi particolari, usa il Modello Redditi. Fonti: DPR 322/1998 e istruzioni annuali dell’Agenzia delle Entrate.
2) Come funziona la precompilata per il Modello Redditi? Posso fidarmi dei dati già inseriti?
La precompilata attinge a banche dati ufficiali: CU, spese sanitarie comunicate, interessi del mutuo, assicurazioni, contributi, bonifici per ristrutturazioni e altro. È un ottimo punto di partenza, ma non è perfetta. Alcune spese arrivano in ritardo, altre sono parziali o da confermare. Devi controllare con ricevute e documenti. Se non modifichi la precompilata e accetti i dati, il rischio di controlli si riduce. Se modifichi, prendi su di te la responsabilità delle variazioni. In caso di dubbi su acconti, compensazioni o quadri Partita IVA, conviene un intermediario. Fonti: portale dell’Agenzia delle Entrate e istruzioni della dichiarazione precompilata.
3) Ho la Partita IVA in regime forfettario: posso presentare da solo? Quali quadri compilare?
Sì, puoi presentare da solo, ma serve attenzione. In forfettario usi il quadro LM per il reddito forfettario e l’imposta sostitutiva. Compili anche i quadri relativi a oneri, addizionali e crediti. Verifica gli acconti con cura: molti errori nascono dai calcoli degli acconti, specie nel primo anno utile. Se hai fatture estere, ritenute, contributi particolari o crediti da compensare, un intermediario può evitare sviste costose. Fonti: Legge 190/2014 e successive modifiche sul forfettario; istruzioni Redditi PF dell’Agenzia delle Entrate.
4) Ho inviato una dichiarazione sbagliata: cosa faccio e quali sanzioni rischio?
Se ti accorgi dell’errore prima del 30 novembre, invia una dichiarazione “correttiva nei termini”: sostituisce la precedente e riduce complicazioni. Dopo la scadenza, usa la “dichiarazione integrativa”. Se l’errore comporta maggiori imposte, puoi applicare il ravvedimento operoso, pagando l’imposta dovuta con sanzioni e interessi ridotti. Le sanzioni per infedele dichiarazione vanno, in generale, dal 90% al 180% dell’imposta evasa. Se la dichiarazione è omessa, la forbice sale al 120%–240%, con minimi fissati dalla norma. Se non ci sono imposte dovute, si applicano sanzioni fisse. Serve valutare caso per caso. Fonti: D.Lgs. 471/1997 (sanzioni) e D.Lgs. 472/1997 art. 13 (ravvedimento); DPR 322/1998 (correttiva e integrativa).
5) I costi del CAF o del professionista sono detraibili o deducibili? Come incide sul mio carico fiscale?
Per i privati senza Partita IVA, i compensi pagati a CAF o professionisti per la dichiarazione non danno diritto a detrazioni IRPEF specifiche. Non li indichi tra gli oneri detraibili. Per chi ha Partita IVA, i costi di tenuta della contabilità e assistenza fiscale sono spese deducibili dal reddito professionale o d’impresa, secondo il regime adottato e i criteri contabili. In forfettario non si deducono i costi analitici perché si applica il coefficiente di redditività. Nel regime ordinario, invece, rientrano tra i costi di esercizio secondo le regole generali. Verifica sempre con il tuo consulente come imputare correttamente la spesa. Fonti: TUIR e prassi dell’Agenzia delle Entrate; informazioni generali consultabili su Normattiva.
