Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Se incassi 0, le imposte sul lavoro autonomo sono 0. Contributi: Gestione Separata nulla; casse private spesso minimi; artigiani/commercianti sempre i fissi. Restano i costi operativi (commercialista, software, PEC).
- Le imposte dipendono dal regime fiscale e dagli incassi (principio di cassa): forfettario 5%/15%, ordinario con IRPEF a scaglioni.
- I contributi cambiano per gestione: Gestione Separata senza minimi, Casse private con minimi, Artigiani/Commercianti con fissi + percentuali oltre il minimale.
- Acconti e scadenze contano: puoi dover versare acconti anche con incasso 0, poi recuperarli. Calendario saldo/acconti: 30 giugno e 30 novembre.
Che cosa paghi davvero: tasse, contributi e costi operativi
Quando apri una partita IVA hai tre blocchi di costi. Le imposte. I contributi previdenziali. I costi per lavorare (software, PEC, commercialista, assicurazioni). Ognuno segue regole diverse e scadenze precise.
“Principio di cassa” significa che contano i soldi incassati, non solo le fatture emesse. Vale sempre per i professionisti. Vale anche nel regime forfettario. Quindi, se incassi 0, l’imposta sul reddito da lavoro autonomo è 0.
Attenzione però agli acconti. Gli acconti si calcolano sull’anno precedente. Puoi doverli versare anche se quest’anno incassi 0. Poi li recuperi in compensazione o a rimborso nell’anno dopo. Le scadenze dei saldi e acconti seguono il D.P.R. 435/2001.
Tasse nel 2026: come si calcolano davvero
Regime forfettario: imposta sostitutiva al 5% o 15%
Il “regime forfettario” è un regime agevolato per persone fisiche con ricavi/compensi entro soglia. La soglia è 85.000 euro annui in vigore al 2026. Se superi 100.000 nell’anno, esci subito. La base giuridica è la Legge 190/2014 e gli aggiornamenti della Legge 197/2022 (Legge di Bilancio 2023).
Come si calcola il reddito? Si applica il “coefficiente di redditività” ai compensi incassati. Il coefficiente varia per codice ATECO. Esempio: servizi professionali spesso 78%. L’imposta sostitutiva è 15%. Scende al 5% per i primi 5 anni se rispetti i requisiti di start-up (assenza di attività recente, ecc.).
Se incassi 0, il reddito forfettario è 0. Quindi imposta 0. Ma potresti avere acconti dovuti calcolati sull’anno precedente. Potrai ridurre gli acconti se prevedi un calo, o versare e poi compensare. Le regole sui versamenti le trovi nel D.P.R. 435/2001 e nel TUIR (D.P.R. 917/1986).
Regime ordinario/semplificato: IRPEF a scaglioni e deduzioni
Nel regime ordinario il reddito è “ricavi meno costi”. Per i professionisti vale il principio di cassa. Per le imprese minori oggi vale un criterio di cassa/registrazione. Se il risultato è 0, l’IRPEF è 0. Ma attento agli acconti calcolati sull’anno prima.
L’IRPEF ha scaglioni e aliquote aggiornati dal legislatore. Nel 2026 restano aliquote progressive come previsto dal TUIR, articolo 11. Trovi sempre il testo aggiornato su Normattiva. Ricorda anche le addizionali regionali e comunali.
L’IVA segue il D.P.R. 633/1972. In forfettario non applichi IVA. In ordinario sì. L’IVA non è un costo, ma richiede liquidazioni e versamenti puntuali.
IRAP: quando non si applica
Per le persone fisiche esercenti attività commerciali o arti e professioni l’IRAP non è più dovuta dal 2022. La base è la Legge 234/2021. Restano esclusioni e casi particolari per società o strutture organizzate. Verifica la tua forma giuridica.
Contributi previdenziali: tre casi reali, tre regole diverse
Lavoratore autonomo senza cassa: Gestione Separata INPS
Se sei un professionista senza cassa ordinistica, versi alla Gestione Separata INPS. L’aliquota per professionisti è pari al 26,07% nel 2026, secondo le circolari INPS annuali. Questa percentuale può variare ogni anno con nuova circolare.
Qui non ci sono contributi minimi. Paghi solo in percentuale su quanto incassi e fatturi. Se incassi 0, contributi 0. Versi con F24 alle scadenze del saldo e degli acconti (30 giugno e 30 novembre). Le istruzioni e i codici tributo sono nelle guide INPS.
Hai diritto a tutele come malattia, maternità e assegni, secondo aliquote di finanziamento vigenti. Le trovi nelle circolari INPS e sul sito del Ministero del Lavoro.
Libero professionista con Cassa privata
Se appartieni a un ordine con cassa (es. avvocati, ingegneri, medici, commercialisti), segui il regolamento della tua cassa. La base legale è nei Decreti Legislativi 509/1994 e 103/1996. Ogni cassa definisce minimi fissi e contributi variabili.
Di solito paghi: un contributo soggettivo minimo, un contributo integrativo (in fattura), e un contributo di maternità. Anche con incasso 0, i minimi spesso restano dovuti. Esistono riduzioni per i primi anni o per redditi bassi, su domanda.
Scadenze e modulistica sono fissate dalla tua cassa. Verifica sempre il regolamento aggiornato e le delibere annuali pubblicate sul portale istituzionale della cassa e su Normattiva.
Ditta individuale: Gestione Artigiani e Commercianti INPS
Se sei artigiano o commerciante, versi contributi fissi su un reddito “minimale” definito dall’INPS. Nel 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 euro. Su questo calcoli i contributi fissi, dovuti anche con incasso 0.
Sopra il minimale paghi anche una percentuale variabile. L’aliquota è definita ogni anno dall’INPS e può differire tra artigiani e commercianti. Esiste uno sconto del 35% per chi è nel forfettario, su domanda telematica all’INPS, come previsto dalla Legge 190/2014.
I fissi si pagano a rate trimestrali (maggio, agosto, novembre, febbraio). Le maggiorazioni per il reddito eccedente si versano con saldo e acconti (30 giugno e 30 novembre). Trovi i dettagli nelle circolari INPS annuali.
Costi operativi che restano anche con incasso 0
Commercialista e software
Servono per emettere fatture elettroniche, inviare dichiarazioni e restare in regola. Una stima realistica: 300-600 euro annui per l’assistenza fiscale base. E circa 120 euro annui per un software di fatturazione affidabile.
Questi costi non dipendono dagli incassi. Sono servizi. Li stabilisce il fornitore. Valuta il pacchetto che include emissione fatture, liquidazioni, F24 e dichiarazioni.
Altri costi ricorrenti
PEC, firma digitale, conservazione sostitutiva, eventuale conto business. L’assicurazione RC professionale può essere obbligatoria per professioni ordinistiche (base nel D.P.R. 137/2012). Considera anche l’imposta di bollo virtuale sulle fatture senza IVA.
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. La base è il D.Lgs. 127/2015 e gli atti collegati. Nel 2026 l’obbligo è a regime, con sanzioni per ritardi.
Regola decisionale rapida
Stabilisci cosa paghi in 5 passaggi logici
- Che attività svolgi? Se sei professionista senza albo, probabilmente Gestione Separata. Se hai un ordine, verifica la tua cassa. Se vendi beni o servizi come impresa, sei artigiano/commerciante.
- Hai incassi nel 2026? Se no, imposte 0. Ma controlla gli acconti calcolati sul 2025. Valuta la riduzione acconti o il rimborso futuro.
- Che regime fiscale hai? Forfettario: imposta sostitutiva sul reddito “forfettario” da incassi. Ordinario: IRPEF sul reddito netto, cassa per professionisti.
- Che previdenza applichi? Gestione Separata: percentuale senza minimi. Casse private: spesso minimi anche a 0 incassi. Artigiani/Commercianti: fissi sempre, variabili oltre minimale.
- Quali scadenze cadono ora? Saldo/acconti 30 giugno, secondo acconto 30 novembre. INPS artigiani/commercianti trimestri. Prepara gli F24 in tempo o valuta il ravvedimento operoso (D.Lgs. 472/1997, art. 13).
Quadro normativo di riferimento
TUIR, D.P.R. 917/1986: regole generali IRPEF e calcolo del reddito. D.P.R. 633/1972: IVA. D.P.R. 435/2001: versamenti di imposte e acconti. D.Lgs. 127/2015: fatturazione elettronica.
Legge 190/2014 e successive modifiche (es. Legge 197/2022): regime forfettario e agevolazioni. Legge 234/2021: esclusione IRAP per persone fisiche. D.Lgs. 509/1994 e D.Lgs. 103/1996: casse previdenziali private.
Circolari INPS annuali: aliquote e minimali per Gestione Separata e Artigiani/Commercianti. Ministero del Lavoro: indirizzi su previdenza e tutele. Testi aggiornati consultabili su Normattiva e sui portali istituzionali.
Scadenze e operatività nel 2026
Imposte dirette e acconti
Saldo 2025 e primo acconto 2026 entro 30 giugno. Possibile differimento al 31 luglio con maggiorazione, se previsto dal calendario annuale. Secondo acconto 2026 entro 30 novembre.
In ordinario, se hai IVA, segui le liquidazioni periodiche e le comunicazioni (LIPE). Le regole sono nel D.P.R. 633/1972 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.
INPS
Gestione Separata: versi con i saldi e acconti insieme alle imposte, in F24. Artigiani/Commercianti: quattro rate fisse più saldo/acco per eccedente. Casse private: scadenze proprie da calendario della cassa.
| Scenario | Requisiti/Iscrizione | Cosa paghi se incassi 0 | Tempistiche e note operative |
|---|---|---|---|
| Professionista senza cassa (Gestione Separata INPS) | Partita IVA professionale; nessun albo con cassa; iscrizione Gestione Separata | Imposte 0; Contributi 0 (aliquota 26,07% applicata solo a incassi); restano costi operativi | F24 saldo/acconti il 30 giugno e 30 novembre; verifica codici tributo INPS; acconti ricalcolabili |
| Libero professionista con Cassa privata | Iscrizione ad albo e relativa Cassa (es. Cassa Forense, Inarcassa, ENPAPI) | Imposte 0; Contributi minimi spesso dovuti anche a 0 incassi; eventuali riduzioni su domanda | Scadenze fissate dalla Cassa; dichiarazione reddituale alla Cassa; contributo integrativo in fattura |
| Ditta individuale Artigiano/Commerciante | Iscrizione Registro Imprese; INPS gestione Art./Comm. | Imposte 0; Contributi fissi sempre; variabili solo oltre 18.808 euro di reddito | Rate fisse trimestrali (maggio, agosto, novembre, febbraio); eccedenza con saldo/acconti |
| Forfettario start-up (5%) con incassi zero | Requisiti Legge 190/2014 per aliquota 5% nei primi 5 anni | Imposta sostitutiva 0; attenzione ad acconti se anno prima non era zero | Valuta riduzione acconti; conserva documenti per requisiti start-up; e-fattura obbligatoria |
FAQ
Se quest’anno incasso 0 euro, pago davvero 0 tasse? E gli acconti?
Sì, sulle imposte del 2026 legate all’attività professionale paghi 0 se il reddito imponibile dell’anno è 0. Nel forfettario il reddito si calcola sui compensi incassati. Quindi a incassi 0 corrisponde reddito 0. Nel regime ordinario per professionisti vale il principio di cassa: se non incassi, non maturi ricavi tassabili e quindi l’IRPEF dell’anno è 0. Ma gli acconti seguono l’anno precedente. Se nel 2025 hai avuto imposta dovuta, nel 2026 potresti dover versare acconti a giugno e novembre. Puoi ridurre gli acconti stimando un’imposta 2026 più bassa. Attenzione ai rischi: se riduci troppo e poi l’imposta 2026 risulta più alta, pagherai differenze e interessi. Le regole sui versamenti e acconti sono nel D.P.R. 435/2001 e nel TUIR (D.P.R. 917/1986). Controlla anche eventuali altri redditi (dipendente, locazioni, plusvalenze): possono generare imposta a prescindere dalla partita IVA.
In Gestione Separata INPS pago contributi se non ho incassato nulla?
No, in Gestione Separata non esiste un contributo minimo per i professionisti senza cassa. Paghi una percentuale sul reddito da lavoro autonomo calcolato a cassa. Nel 2026 l’aliquota per i professionisti è pari al 26,07% secondo le circolari INPS. Se incassi 0, il contributo è 0. Versi con F24 contestualmente a saldo e acconti. Per prudenza, conserva la documentazione che prova l’assenza di incassi e i conteggi. Ricorda che la Gestione Separata riconosce tutele (maternità, malattia, assegni) finanziate con una quota dell’aliquota complessiva. Le aliquote possono variare ogni anno con nuova circolare INPS. Le informazioni istituzionali sono pubblicate dall’INPS e dal Ministero del Lavoro.
Se ho una Cassa professionale privata, devo pagare i minimi anche con incassi zero?
Spesso sì. Le Casse private fissano contributi minimi annui. Di solito parliamo di un contributo soggettivo minimo, un contributo integrativo minimo e un contributo di maternità. Anche con incassi 0 possono restare dovuti. Alcune Casse prevedono riduzioni o esoneri parziali per i primi anni, per redditi bassi o per inattività temporanea. Ogni Cassa adotta regole e scadenze proprie. La base normativa è nei D.Lgs. 509/1994 e 103/1996, oltre ai regolamenti interni approvati dai Ministeri vigilanti. Verifica sempre le delibere aggiornate sul portale della tua Cassa e i testi su Normattiva. Se prevedi incassi nulli o bassi, valuta la domanda di riduzione per tempo, perché spesso ha finestre annuali rigide.
Come funzionano i contributi INPS per Artigiani e Commercianti se non fatturo?
Per Artigiani e Commercianti gli INPS sono dovuti in parte a prescindere dal fatturato. Esiste un minimale di reddito (18.808 euro nel 2026). Su questo minimale paghi i contributi fissi, anche se non hai incassato. Se il reddito supera il minimale, versi anche la quota percentuale sull’eccedenza. Le aliquote e il minimale arrivano ogni anno con circolare INPS. I contributi fissi si pagano in quattro rate (maggio, agosto, novembre, febbraio). L’eccedenza si regola con saldo e acconti come per le imposte. Se sei nel forfettario puoi chiedere lo sconto del 35% dei contributi (agevolazione prevista dalla Legge 190/2014 e atti attuativi). Ricorda però che lo sconto riduce anche l’anzianità contributiva accreditata. Valuta l’impatto pensionistico prima di chiederlo.
Quali altre regole devo considerare nel 2026: e-fattura, bollo, ravvedimento?
Dal 2024 la fattura elettronica è obbligatoria per tutti i forfettari. Nel 2026 l’obbligo è pienamente operativo. Le basi sono nel D.Lgs. 127/2015 e nei provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate. Se emetti fatture senza IVA (forfettario o operazioni esenti), applichi l’imposta di bollo quando dovuta e la versi trimestralmente. Se dimentichi un versamento o paghi tardi, puoi usare il ravvedimento operoso (articolo 13 del D.Lgs. 472/1997). Paghi l’imposta, gli interessi legali e una sanzione ridotta in base ai giorni di ritardo. Per le imposte dirette e l’IVA valgono le stesse regole generali di ravvedimento. Conserva le fatture e i registri per i termini previsti. Le fonti aggiornate sono su Normattiva, sul sito del Ministero dell’Economia e sul portale dell’Agenzia delle Entrate.
