Ultimo aggiornamento: agosto 2026.
Per vendere online beni come impresa commerciale devi presentare la SCIA Commercio Elettronico al SUAP del Comune, dopo l’apertura della Partita IVA. L’attività è immediatamente avviabile; controllo del Comune entro 60 giorni. Costi variabili.
- La SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) si invia al SUAP solo online, di norma tramite il portale Impresa in un Giorno, dopo apertura Partita IVA e iscrizione al Registro Imprese.
- Serve per il commercio di beni al dettaglio o all’ingrosso via internet; non serve per attività puramente professionali o di servizi digitali.
- L’attività parte subito con ricevuta protocollata; il Comune controlla entro 60 giorni (art. 19 L. 241/1990). Diritti SUAP e bollo: in genere 0–150€; eventuale supporto professionale a parte.
Cos’è la SCIA per il commercio elettronico e su quale normativa si basa
La SCIA è la Segnalazione Certificata di Inizio Attività. In parole semplici: comunichi al Comune che rispetti i requisiti di legge e inizi subito a operare.
La base normativa è l’art. 19 della Legge 241/1990 sulla semplificazione amministrativa, consultabile su Normattiva. La riforma “SCIA 2” del Decreto Legislativo 222/2016 ha chiarito i procedimenti soggetti a SCIA. Il D.P.R. 160/2010 ha istituito il SUAP, lo sportello unico telematico del Comune.
Per il commercio, valgono anche il Decreto Legislativo 114/1998 (riforma del commercio) e il Decreto Legislativo 59/2010 per i requisiti morali e professionali (art. 71). Per la vendita via internet si applicano inoltre il Decreto Legislativo 70/2003 (servizi della società dell’informazione) e le tutele del consumatore del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005).
Quando si usa la SCIA Commercio Elettronico
La SCIA si usa quando vendi beni via internet, sia al dettaglio (B2C) sia all’ingrosso (B2B), con o senza magazzino. Vale per sito proprio e per marketplace.
Se vendi alimenti o bevande, oltre alla SCIA commerciale, serve la notifica/SCIA sanitaria verso la ASL, ai sensi del Regolamento (CE) 852/2004 e delle norme nazionali. In molti Comuni si attiva sempre tramite SUAP.
Se offri solo servizi o prestazioni professionali online (ad esempio consulenza, formazione, software in abbonamento), di norma la SCIA commercio non è richiesta perché non c’è vendita di beni. In caso di dubbio, verifica presso il SUAP.
Requisiti, codici ATECO e differenze tra i casi pratici
Requisiti soggettivi e oggettivi
Devi avere i requisiti morali previsti dall’art. 71 del D.Lgs. 59/2010. In breve: assenza di condanne specifiche e di interdizioni.
Per alimenti e bevande serve anche il requisito professionale (ex SAB/REC). Si ottiene con corso abilitante, esperienza biennale nel settore o titolo di studio idoneo. Devi poi rispettare HACCP, la prassi igienica per gli alimenti.
Se detieni merci, indica nel modulo il luogo di stoccaggio. Se usi dropshipping o logistica terza, descrivi dove sono custodite le merci e chi le gestisce.
Codici ATECO tipici
Per il commercio al dettaglio via internet il codice più usato è 47.91.10. Per aste online si usa 47.91.30. Per canali a distanza diversi da internet, 47.91.20. Per l’ingrosso via internet si usano codici della sezione 46, in base al tipo di prodotto.
Il codice ATECO orienta contributi, studi di settore statistici e, in parte, adempimenti specifici. Sceglilo con cura in fase di apertura Partita IVA.
Servizi digitali e info-prodotti
Chi vende solo servizi digitali (ad esempio corso erogato in streaming) non svolge commercio di beni. Qui in genere non serve la SCIA commerciale. Restano comunque gli obblighi fiscali e informativi verso i clienti.
Chi vende file scaricabili standardizzati (es. template) è spesso in area servizi digitali. Se però organizzi l’attività come negozio di “prodotti digitali”, verifica con il SUAP e con il tuo consulente: alcune modulistiche comunali includono anche questa casistica.
Iter pratico: come si fa la SCIA passo-passo
1) Apri Partita IVA e iscriviti al Registro Imprese
Apri la Partita IVA con il modello AA9/12 (persone fisiche) o in sede di costituzione per società. Contestualmente fai l’iscrizione al Registro Imprese e alla posizione INPS Gestione Commercianti. Queste pratiche si gestiscono con la Comunicazione Unica. Per l’inquadramento previdenziale fa fede la normativa dell’INPS e le indicazioni del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
2) Prepara strumenti digitali
Servono SPID, CIE o CNS per accedere, una PEC e spesso una firma digitale per firmare moduli e dichiarazioni. Tieni a portata documento d’identità e visura camerale (se disponibile).
3) Compila la SCIA sul portale SUAP
Accedi al SUAP, di solito tramite il portale nazionale Impresa in un Giorno del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Se il tuo Comune usa un portale diverso, registrati lì.
Cerca “Commercio al dettaglio via internet” o “SCIA Commercio Elettronico”. Inserisci dati anagrafici, Partita IVA, sede legale, luogo di deposito merci, descrizione dell’attività, codice ATECO, eventuali requisiti professionali.
Allega i documenti richiesti: modulo SCIA firmato, autodichiarazioni sui requisiti, eventuale planimetria deposito, deleghe, attestati (SAB/HACCP per alimenti). Paga i diritti SUAP e l’imposta di bollo se dovuta.
4) Invia e conserva la ricevuta
Invia la pratica. Ricevi subito la ricevuta con protocollo. Da quel momento puoi iniziare a vendere, salvo controlli successivi. Il Comune ha 60 giorni per chiedere integrazioni o vietare l’attività se mancano i requisiti, come previsto dall’art. 19 L. 241/1990 su Normattiva.
5) Adempimenti collegati all’e-commerce
Predisponi le informazioni obbligatorie per i clienti: condizioni di vendita, diritto di recesso, tempi e costi di consegna, identità del venditore, conformemente al D.Lgs. 70/2003 e al Codice del Consumo. Cura privacy e cookie secondo il Regolamento UE 2016/679 e le linee guida del Garante.
Gestisci l’IVA correttamente. Se vendi B2C in altri Stati UE e superi 10.000 euro annui di vendite a distanza intracomunitarie, valuta l’OSS (One Stop Shop). Le indicazioni aggiornate sono disponibili presso l’Agenzia delle Entrate.
Costi, tempi e controlli: quanto incide davvero la SCIA
Costi amministrativi
I diritti SUAP variano per Comune e Regione. In molte realtà sono tra 0 e 100 euro. L’imposta di bollo è spesso di 16 euro per la domanda, talvolta raddoppia se c’è ricevuta separata. Alcune Camere di Commercio applicano diritti di segreteria minimi.
Se incarichi un professionista per predisporre e inviare la SCIA, considera un compenso variabile. Dipende dalla complessità (alimenti, deposito, multipli punti logistici). Il range di mercato nel 2026 va da circa 100 a 1.000 euro.
Tempi
Compilazione e invio: da 1 a 3 giorni lavorativi se i documenti sono pronti. Ricevuta: immediata. Controllo del Comune: entro 60 giorni. Per la SCIA sanitaria i tempi di riscontro ASL possono variare.
Controlli e sanzioni
Se la SCIA è incompleta, il SUAP chiede integrazioni con un termine perentorio. Se mancano i requisiti essenziali, può inibire l’attività. In caso di dichiarazioni false si applicano sanzioni penali e amministrative.
Le verifiche possono riguardare requisiti morali, idoneità del locale di deposito, corretta informativa al consumatore, rispetto delle norme fiscali e di sicurezza dei prodotti.
Regola decisionale rapida
Decidi in 60 secondi se ti serve la SCIA
– Vendi beni fisici online a consumatori o ad altre imprese? Allora ti serve la SCIA Commercio Elettronico al SUAP.
– Vendi alimenti o bevande? Oltre alla SCIA commerciale, ti serve la notifica/SCIA sanitaria alla ASL e il requisito professionale ex art. 71 D.Lgs. 59/2010.
– Fai solo servizi professionali online (consulenze, corsi live, SaaS)? In genere non serve la SCIA commerciale. Ti bastano Partita IVA, corretto inquadramento e policy legali.
– Fai dropshipping o usi logistica di terzi? La SCIA serve comunque se vendi tu. Indica nel modulo dove sono le merci e chi gestisce il magazzino.
– Vendi solo come affiliato senza toccare ordini e incassi? Non è commercio tuo: in genere non serve la SCIA. Ma cura gli obblighi fiscali per le provvigioni.
Casi particolari e accortezze operative
Marketplace, sito proprio e canali misti
Se vendi su marketplace, la SCIA resta a tuo carico perché sei tu il venditore. Indica i canali utilizzati in modulistica, se richiesto. Se affianchi pop-up store o fiere, valuta ulteriori comunicazioni temporanee.
Magazzino in casa o presso terzi
Se usi un locale domestico come deposito, verifica i regolamenti comunali e condominiali. Per merci ingombranti o prodotti regolamentati potrebbero servire requisiti aggiuntivi. Se usi magazzini di terzi, allega i contratti di logistica.
Prodotti regolamentati
Alcolici, dispositivi medici, cosmetici, integratori, giocattoli e articoli elettrici hanno norme specifiche su etichettatura e sicurezza. Alcuni richiedono licenze o notifiche a enti competenti. Per accise e licenze consulta l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Consumatore e resi
Definisci politiche di recesso e garanzia conformi al Codice del Consumo. Spiega chiaramente tempi, costi e canali di rientro. Indica il venditore, il prezzo “tutto incluso” e i tempi di consegna in modo trasparente.
Privacy, cookie e pagamenti
Predisponi informativa privacy e cookie in linea con il GDPR e le linee guida del Garante. Se incassi online, usa PSP conformi e applica correttamente ricevute, fatture elettroniche e corrispettivi telematici quando dovuti.
Riferimenti utili e dove verificare
Fonti istituzionali da consultare
Per la normativa: Normattiva (L. 241/1990, D.Lgs. 222/2016, D.P.R. 160/2010, D.Lgs. 114/1998, D.Lgs. 59/2010), il portale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per Impresa in un Giorno, l’Agenzia delle Entrate per IVA e OSS, il Ministero del Lavoro e l’INPS per l’inquadramento previdenziale, il Ministero della Salute e la ASL per la parte sanitaria, e il Garante per la protezione dei dati personali per privacy e cookie.
| Scenario | SCIA richiesta? | Requisiti e allegati principali | Tempistiche e costi indicativi |
|---|---|---|---|
| Vendita al dettaglio di beni via sito proprio | Sì, SCIA Commercio Elettronico al SUAP | Partita IVA, iscrizione Registro Imprese, PEC; modulo SCIA; indicazione deposito merci; documento identità; bollo se dovuto | Invio in 1–3 giorni; attività subito; controllo entro 60 giorni; SUAP 0–100€ + bollo 16–32€ |
| Vendita su marketplace (logistica propria o terzi) | Sì, se sei tu il venditore | Come sopra; descrizione canali; eventuale contratto logistica; per terzi-paese, attenzione a IVA/dazi | Stessi tempi; eventuali costi di traduzione o procure; parcella professionista variabile |
| Vendita di alimenti e bevande online | Sì, più notifica/SCIA sanitaria ASL | Requisiti professionali art. 71 D.Lgs. 59/2010; HACCP; planimetria deposito; procedure igieniche; etichette | SCIA commerciale immediata; tempi ASL variabili; SUAP 0–150€; possibili ulteriori diritti sanitari |
| Servizi digitali (consulenze, corsi live, SaaS) | No, di norma | Partita IVA e corretta classificazione attività; informative online; privacy e cookie conformi | Nessun costo SUAP; avvio dopo apertura P. IVA; eventuale parcella consulente |
| Dropshipping o print-on-demand | Sì, se vendi tu al cliente finale | SCIA con indicazione del fornitore e del luogo di stoccaggio; contratti commerciali; policy resi | Tempi come SCIA standard; costi SUAP usuali; attenzione a IVA estera e OSS |
FAQ: domande frequenti sulla SCIA per il commercio online
Serve la SCIA se vendo su un marketplace internazionale ma non ho un sito mio?
Sì, se il venditore verso il consumatore sei tu, la SCIA serve comunque. La vendita online riguarda il canale, non il dominio web. Il marketplace è solo una piattaforma. Tu rimani il soggetto che vende e incassa. Devi quindi presentare la SCIA Commercio Elettronico al SUAP del Comune della sede legale o della sede operativa. Nella modulistica puoi indicare i canali utilizzati. Se usi anche logistica di terzi, specifica dove sono custodite le merci e allega, se richiesto, il contratto. Ricorda inoltre gli obblighi IVA: vendite B2C intra-UE contano per la soglia di 10.000 euro annui. Se superi la soglia, l’OSS semplifica la dichiarazione IVA estera. Per la base normativa sulla SCIA vedi art. 19 L. 241/1990 e D.Lgs. 222/2016 su Normattiva.
Se vendo solo corsi online o consulenze a distanza devo fare la SCIA?
Di norma no. La SCIA Commercio Elettronico riguarda il commercio di beni. Le prestazioni di servizi, come consulenze o formazione live, non rientrano nelle regole del commercio al dettaglio di cui al D.Lgs. 114/1998. Resta però tutto il resto: apertura Partita IVA con il codice ATECO corretto, inquadramento previdenziale, emissione di fatture, privacy e cookie, condizioni contrattuali chiare. Se vendi anche materiali fisici (libri cartacei, kit), quei prodotti fanno scattare la SCIA. Fai quindi un check dell’offerta: solo servizi? Niente SCIA. Servizi più beni? SCIA necessaria per la parte commerciale.
Quali errori fanno più spesso gli e-commerce alla prima SCIA e come evitarli?
Tre errori ricorrenti: indicare male il deposito merci, dimenticare requisiti alimentari e sbagliare il codice ATECO. 1) Deposito: anche se spedisci dal garage o usi un 3PL, devi indicare il luogo in SCIA. Allegare una planimetria o un contratto aiuta. 2) Alimenti: servono requisito professionale ex art. 71 D.Lgs. 59/2010, HACCP e spesso la notifica/SCIA sanitaria alla ASL. 3) ATECO: scegliere 47.91.10 per il retail via internet è la regola, ma se fai aste o ingrosso servono altri codici. Altri errori: inviare la SCIA prima di aprire la Partita IVA (ordine sbagliato), trascurare il bollo dovuto, non predisporre le informazioni obbligatorie al consumatore (D.Lgs. 70/2003 e Codice del Consumo). Una verifica finale con l’elenco allegati del SUAP evita respingimenti.
Quanto costa in totale avviare l’e-commerce dal punto di vista amministrativo?
Per la parte amministrativa pura, metti in conto: diritti SUAP 0–100 euro (dipende dal Comune), bollo 16–32 euro, diritti di segreteria camerali minimi per la Comunicazione Unica e la visura. Se vendi alimenti, possono aggiungersi diritti sanitari dell’ASL e costi per il corso HACCP o per il requisito professionale. I costi professionali variano molto: per una SCIA semplice con allegati base puoi spendere poche centinaia di euro; per pratiche complesse (più depositi, categorie merceologiche sensibili) puoi superare i 500–1.000 euro. Ricorda poi costi non amministrativi ma indispensabili: policy legali, privacy, sistemi di pagamento conformi, e, se vendi in UE, gestione IVA con eventuale OSS.
Quanto tempo ho per mettermi in regola e cosa succede se inizio senza SCIA?
La SCIA va inviata prima di iniziare la vendita di beni online. L’avvio senza SCIA è irregolare. Il Comune può contestare l’attività abusiva, con inibizione immediata e sanzioni. In caso di controllo entro 60 giorni dalla tua SCIA, se emergono carenze, ti possono chiedere integrazioni o vietare l’attività. Per alimenti, l’assenza di notifica sanitaria è grave e può portare a sanzioni e sequestro. Se hai già incassato vendite senza SCIA, regolarizzati subito: apri Partita IVA (se mancante), invia la SCIA, sistema fatture e corrispettivi, e adegua le policy sul sito. La cornice giuridica è l’art. 19 L. 241/1990 e, per la parte sanitaria, il Regolamento (CE) 852/2004 con attuazione nazionale verificabile presso Ministero della Salute e ASL locali.
